giovedì 15 giugno 2017

Come "seppellire" la fidanzata se non è una figlia del Cammino

Pubblichiamo questo brano tratto da un post del gruppo Facebook "Esperienze di ex Neocatecumenali" del 3 gennaio 2017. L'amministratore del gruppo la introduce spiegando che si tratta di una testimonianza molto intensa di una ragazza che ha avuto la sventura di frequentare per un periodo di tempo un giovane neocatecumenale, un "figlio di Israele". La lettera della ragazza gli è giunta in via privata ed egli preferisce mantenerne l'anonimato, ma assicura di averla riportata integralmente e fedelmente.


Il Cammino, novello Labano, inganna, sfrutta e asservisce
per anni il catecumeno Giacobbe, costringendolo a sposare
Lia, una donna che non ama.
(Sullo sfondo, la tenda di Labano, la Domus Galileae)

Ciao a tutti. Oggi, dopo il giusto distacco emotivo dalla fine della mia relazione con un ragazzo appartenente al cammino neocatecumenale, sono pronta a raccontare la mia storia.
Ad agosto del 2014 mi sono fidanzata con un ragazzo che fa parte del cammino da quando aveva circa 15 anni, costretto, a suo dire, dai suoi genitori oltre al fatto che quattro dei suoi fratelli ne facevano già parte.
Durante i nostri primi tre mesi di conoscenza, gli avevo chiesto di mantenere un certo riserbo sulle nostre uscite di conoscenza perché era importante per entrambi capire cosa provavamo e se volevamo stare insieme. Lui all'inizio aveva acconsentito ma dopo pochissimo tempo mi aveva confessato di sentirsi sotto pressione e di nutrire dei sensi di colpa: in famiglia avevano intuito che stava frequentando una ragazza e volevano sapere chi fosse; inoltre, sua sorella gemella era rimasta male del fatto che lui non le avesse confidato nulla. 

Qualche giorno dopo il nostro fidanzamento, mi aveva subito comunicato il suo desiderio di condividere con me ogni aspetto della sua vita, soprattutto gli eventi in famiglia e quelli che riguardavano la sua comunità religiosa, questa tanto "amata" realtà neocatecumenale di cui non conoscevo ancora nulla!
Ad aprile del 2015 (circa 9 mesi dopo) ci sarebbe stato il Battesimo del nipote del mio ex fidanzato che avrebbe coinciso con la veglia di Pasqua, un evento che il mio ex ragazzo, la sua famiglia e la sua comunità attendono con ansia e gioia tutto l'anno.

Sensibile consiglio di Kiko e Carmen ad un
catecumeno che aveva lasciato una ragazza "del mondo":
"Dille che si suicidi pure..."

All'inizio non me la sentivo di partecipare, ritenevo che conoscere la sua famiglia fosse prematuro e cominciavo già a sentire il peso di molte intrusioni nella nostra relazione!
Una sera, uscendo per fare una passeggiata, abbiamo discusso pesantemente: lui era arrabbiato con me perché fino a quel momento avevo declinato ogni sua richiesta di presenziare alle cene con i suoi fratelli e con tutti gli amici del cammino ed anche perché in quel periodo non avevo partecipato ad alcun evento di famiglia (compleanni dei fratelli, ecc).
La realtà era che non mi sentivo ancora pronta a tutto ciò, volevo vivere la nostra storia in maniera graduale ma questo lui non era disposto ad accettarlo tanto che aveva tenuto a precisare che era legatissimo alla sua famiglia, che non sarebbe mai stato disposto a rinunciarvi (presumendo una richiesta che non gli avevo mai fatto!) e che se gli volevo davvero bene avrei dovuto partecipare alla veglia di Pasqua del cammino neocatecumenale. Alla fine, ho accettato pensando che anche quello poteva essere un modo per conoscere la sua vita ed i suoi valori.

Ricordo ancora con molto turbamento la sera della veglia di Pasqua: tutte le persone del CN che mi venivano presentate esclamavano: "tu sei la famosa ...... , ho sentito molto parlare di te". Dalle loro parole avevo intuito che la nostra storia era stata esposta dettagliatamente, analizzata, scandagliata, sottoposta ai raggi X.
Quella sera ci sarebbe stata anche la celebrazione del Battesimo del nipotino del mio ex e, finalmente, ho avuto l'occasione di conoscere quella cognata tanto amabile di cui il mio ex mi aveva parlato: di lei ricordo molto bene le occhiate per nulla tenere che mi aveva riservato per tutta la notte, mantenendosi sempre a debita distanza e facendomi capire sin da subito che non ero ben accetta e che dovevo stare lontana dalla sua cerchia di amici neocatecumenali!
Quel giorno sono rimasta turbata non solo dal comportamento di alcune persone ma anche da molte cose che ho notato: eravamo in una stanza semibuia di una Chiesa in cui ogni persona che entrava o usciva era osservata e conosciuta da tutti. Il loro modo di fare la Comunione è diverso da quello cristiano-cattolico: erano tutti seduti ad attendere i presbiteri che passavano per distribuire pane azzimo e vino e mi sono subito domandata il perché, i cristiani-cattolici usano fare la Comunione in piedi come segno di rispetto e devozione e con l'Ostia consacrata. 
Sono poi rimasta sorpresa da altri elementi oggettivamente discutibili come i canti simili a cantilene e quasi ipnotizzanti, i crocifissi e i dipinti firmati Kiko Arguello, un incenso talmente forte da stordire e, ancora, il ballo finale che sembrava tutto fuorché di religione cristiano-cattolica! La veglia mi è servita per capire che il cammino consiste in un sincretismo di varie religioni in cui la nostra è svuotata di senso e soppressa. 
La celebrazione è terminata intorno alle sei del mattino e a seguire ci sarebbe stato un banchetto a cui non ho presenziato perché volevo tornare a casa: ero stanca e molto confusa... la messa di Pasqua sarebbe iniziata dopo poche ore e mi sono domandata come mai i neocatecumenali tendono ad avere delle usanze che non uniscono ma dividono i fedeli.
Tornata a casa, sono stata molto contenta di aver trovato qualcuno già sveglio, mi sentivo veramente turbata! In macchina avevo cercato di fare il punto della situazione e di esporre le mie perplessità al mio ragazzo il quale aveva cercato, con scarsi risultati, di fugare i miei dubbi e di tranquillizzarmi.

Da quell'evento sono trascorsi molti mesi durante i quali si sono verificati altri episodi che mi hanno indotto a riflettere sulla natura del cammino neocatecumenale e sui suoi "adepti". La rottura con il mio ex ragazzo è avvenuta in seguito all'ennesima litigata in cui, finalmente, ho avuto chiaro un concetto: o fai parte del cammino insieme al tuo partner, oppure, se ti rifiuti, il cammino ti ostacola provocando la rottura del tuo fidanzamento

Qualche giorno dopo esserci lasciati, il mio ex mi ha scritto che nei giorni precedenti era stato malissimo e per questo aveva letto un passo a caso della Bibbia che parlava chiaramente di dolori del cuore. L'ha utilizzata come fosse un libro magico, interrogandola, ed il passo che gli è capitato diceva: "lasciate che i morti seppelliscano i loro morti". In questo modo, si è tacitato la coscienza credendo di essere nel giusto e sottolineando che: "prima di parlare entra a far parte anche tu del CN e poi ne riparliamo. Io le cose le conosco, tu no."

Oggi, a distanza di un anno, ringrazio gli atteggiamenti fintamente indolenti della cognata del mio ex ragazzo, le intrusioni di sua sorella, il cammino neocatecumenale che avrebbe ostacolato una relazione con una ragazza che non avrebbe mai acconsentito ad entrare in quella... "comunità" (pongo la parola tra virgolette perché più che di una comunità religiosa, il CN mostra le caratteristiche di una setta religiosa) e, soprattutto, il coraggio del mio ex per aver preso coscienza di taluni aspetti nebulosi del CN e per aver scelto la via più semplice: quella di non combattere per la verità e di continuare a vivere in simbiosi con il cammino e con chi ne fa parte escludendo i diversi, i "non eletti".

Tutti questi elementi, mi hanno salvata in quanto mi hanno aiutata a porre fine ad una relazione insana che sarebbe stata sempre condizionata da un ambiente pericoloso, che sfrutta il nome di Gesù per perseguire degli ideali religiosi ben lontani da quelli predicati nel Vangelo stesso.

A conclusione del mio racconto, desidero solo dire che le persone che entrano a far parte di comunità come questa, subiscono il lavaggio del cervello, per cui credono davvero in ciò che dicono perché hanno ormai perso la capacità di pensare e di osservare con spirito critico la pericolosità del mondo da cui ormai sono stati "inghiottiti".

55 commenti:

Anonimo ha detto...

In questa esperienza della ragazza, posso notare come i catecumeni non siano molto differenti dai mussulmani integralisti che impongono alle donne di essere sottomesse all'uomo e alle leggi del corano. Oltre che incapacità di relazionarsi con chi la pensa diversamente da loro, sono incapaci di accettare un'altra opinione, altri punti di vista, non rispettano gli altri, al di là se seguono o no Cristo, sono persone incapaci di vivere, di relazionarsi in modo educato e civile, persone,mi dispiace dirlo che al posto del cervello hanno una noce ed al posto del cuore hanno un semplice tamburo stonato!
Ex fratello

by Tripudio ha detto...

Dato che i neocatecumenali non credono alla santità dei sacramenti e alla grazia che ne deriva (e che va accolta, sempre, ogni giorno), finiscono automaticamente per ridurre tutto a "sottomissioni".

Nicola ha detto...

Ennesima testimonianza che il CNC è una setta, senza se e senza ma.
Quello descritto in questa triste testimonianza è il comportamento tipico dei culti: ecosistema chiuso e matrimoni endogamici, cioè esclusivamente tra membri del gruppo. Se qualcuno trova l'amore all'esterno, iniziano le pressioni per indurlo a far entrare il partner nel gruppo: se il partner "esterno" non acconsente, iniziano ulteriori pressioni sull'adepto (discorsi, catechesi "casuali" ma in realtà mirate a un individuo) ma anche sul partner quando viene visto o incontrato (ad esempio, l'esterno viene ignorato in maniera deliberata quando viene incontrato in coppia col partner membro del gruppo, l'esterno viene tenuto lontano e escluso le poche volte che partecipa a eventi comuni in qualità di "partner", ecc.), tutti atteggiamenti che, in modo poco velato, mirano a una frattura della coppia.
Tutto questo, ovviamente, quando le pressioni non sono esercitate in modo diretto e violento: ad esempio, quando l'adepto viene preso di petto e gli viene intimato di lasciare il partner esterno, in quanto comprometterà il suo "percorso di fede".

Con così tante prove, con così tante testimonianze, e con la situazione che più chiara e limpida di così non si può, io mi chiedo come faccia la Chiesa a tollerare la presenza di questo vero e proprio "culto" al proprio interno. Più che limitarsi a rimproverare i CNC sulle deviazioni liturgiche, la Chiesa dovrebbe, senza se e senza ma, condannarli direttamente e intimare loro di smetterla con questi comportamenti, anziché fare vaghi accenni alla "necessità di rispettare la libertà di ognuno di intraprendere cammini diversi". Mi chiedo per quanto ancora la pazienza del Santo Padre sarà messa alla prova da questi soggetti.

Pietro (NON del Cammino) ha detto...

Ai camminati dò una buona notizia: questo blog vuole salvare il Cammino riportamdolo alla Chiesa. Perciò non ha nessun pregiudizio e nessuna inimicizia verso il Cammino

Perché, camminanti, rendetevi conto: un Cammino così agrressivo come quello voluto da Kiko, così autoreferenziale, così pomposamente gonfiato e alla ricerca della gloria che viene solo dagli uomini (anche se sono di Chiesa), così diverso dalla Chiesa "normale", tanto da creare divisioni, prima o poi spaccherà la Chiesa.
Ma non saranno i cattolici a lasciare la Chiesa in mano al Cammino, come forse pensa Kiko, ma sarà il Cammino a lasciare la Chiesa, o a disperdersi.

Qui vogliamo salvarvi. Salvare il vostro zelo incanalandolo verso l'umile servizio che non cerca approvazioni ma solo ubbidienza.

Se gli errori del Cammino fossero solo formali, dovuti alla "gioventu", allo squilibrio psichico di Kiko, al troppo entusiasmo, non mi spaventerei. Piano piano tutto si sitemerebbe e sopporterei la vostra saccenza di camminanti con un sorriso.

Purtroppo, però, sono arrivato a pensare che nella testa di Kiko gli errori riguardano l'ESSENZA stessa della fede, altrimenti non mi spiego la STUPIDA OSTINAZIONE con cui si continua a ricevere la Comunione seduti, come costasse chissà cosa prenderla in piedi e manducarla subito.

Un'ostinazione che si riscontra anche nel voler CONTROLLARE la vita degli altri "fratelli" in modo tanto capillare come testimonia questo post. Un'ostinazione e una volontà di controllo che è tipica delle SETTE e che non è evangelica.
Basti pensare a quanta libertà Gesù lasciasse ai suoi stessi Apostoli, a cominciare dal cassiere Giuda.

Ruben ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Ruben ha detto...

Ruben ha detto...
"Anonimo ha detto...
In questa esperienza della ragazza, posso notare come i catecumeni non siano molto differenti dai mussulmani integralisti che impongono alle donne di essere sottomesse all'uomo e alle leggi del corano. Oltre che incapacità di relazionarsi con chi la pensa diversamente da loro, sono incapaci di accettare un'altra opinione, altri punti di vista, non rispettano gli altri, al di là se seguono o no Cristo, sono persone incapaci di vivere, di relazionarsi in modo educato e civile, persone,mi dispiace dirlo che al posto del cervello hanno una noce ed al posto del cuore hanno un semplice tamburo stonato!
Ex fratello"
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I Neocatecumenali, sono molto ma molto peggio dei musulmani;
le donne musulmane, almeno, questa totale ed incondizionata sottomissione nei confronti dell'uomo padrone, ce l'hanno senza soluzione di continuità, da poco più di 1.300 anni ed avendo
completamente metabolizzato il problema, si sento molto a disagio, di fronte ai tentativi occidentali di renderle "libere(?)".

Le donne Cattoliche no; premesso che nei Vangeli e nel Protocattolicesimo c'era un positivo rispetto per la donna, in seguito, soprattutto dal medioevo e fino ai giorni nostri, ci sono stati periodi di alternanze più o meno di buio e di luce, rispetto alla condizione femminile, però la grande quantità di Sante, confermano quasi il contrario.

Mi viene proprio adesso da pensare una cosa:

Il Cammino nasce proprio nella seconda metà degli anni sessanta, proprio contemporaneamente
al femminismo, idee e movimenti connessi; sarà stata una coincidenza?
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Valentina Giusti ha detto...

Pietro secondo me ha affrontato il problema principale del cammino, cioè la mancanza di libertà.
Perché, se è normale che i rapporti d'amore fioriscano nei gruppi frequentati dai giovani, e quindi anche all'interno del cammino, non è assolutamente normale che, da parte del gruppo, si eserciti una pressione tanto forte per allontanare il possibile coniuge che non appartenga a questa realtà.
Il thread è inzeppato di link con storie molto simili, e solo il nostro blog ne ha raccolto a decine, in questi anni.
L'endogamia è una caratteristica delle sette ed il cammino sembra un manifesto dell'endogamia!
Addirittura al punto che don Pezzi, in occasione del proprio discorso al Sinodo della famiglia, ha dato per scontato che i rapporti con giovani non del cammino sono peccaminosi (quelli invece al suo interno, castissimi, seguendo l'esempio del proprio fondatore...) e i giovani del cammino devono imparare a difendersene, senza alcuna sensibilità per i traumi provocati da una separazione così assurda da essere spesso considerata inaccettabile.
Basterebbe questa caratteristica per essere bandito dalla società civile, la costrizione e la privazione della libertà nella scelta del compagno della vita.

FIDES ha detto...

L'endogamia è una deriva pericolosa. Già si notano i suoi effetti: bambini che si assomigliano tutti tra di loro da sembrare fratelli.

FIDES ha detto...

L'endogamia è una deriva pericolosa. Già si notano i suoi effetti: bambini che si assomigliano tutti tra di loro da sembrare fratelli.

Anonimo ha detto...

Caro Nicola Ciao. Bergoglio é stufo marcio di questa setta. Lo si vede nelle espressioni del volto quando ha a che fare con loro, dalle frasi tra le righe che pronuncia. Probabilonese con il ruolo che ricopre non può esporsi piú di tanto in quanto sono diverese le psicosette cattoliche. Io sono sincero.Secondo me il nostro papa questi non li regge
Pier

by Tripudio ha detto...

Mi permetto solo di ricordare che la cattolicità non consiste nella simpatia che si riceve dal Papa. Anche un buon Papa può prendere abbagli mostruosi, generalmente dovuti all'avere qualche pessimo consigliere - pensiamo ad esempio a Giovanni Paolo II, che finché visse impedì che le accuse contro Marcial Maciel venissero prese sul serio.

Papa Bergoglio, che non è proprio un ottimo Papa (si considerino ad esempio gli strafalcioni dell'Amoris Laetitia e la correzione formale che aveva meritato ma che finora non è avvenuta), sicuramente detesta il Cammino per la sua deriva settaria di cui ne ha avuto numerose prove (per esempio la neocatecumenale che si vantò con lui di aver avuto sette figli da sette cesarei, che non è l'eroismo cristiano di una Gianna Beretta Molla ma è faciloneria e vanità).

Il problema, oggi, è che qualsiasi cosa non politically correct può essere accusata di essere settaria. Il saggista Introvigne, quando aveva ancora una parvenza di cattolicità, dimostrò che le leggi di certi paesi europei potevano già essere applicate per dichiarare la stessa Chiesa Cattolica una setta da estirpare. La stessa Opus Dei, a causa di tanti suoi componenti un po' troppo maneggioni col denaro, è stata ripetutamente accusata di essere una setta.

Dal punto di vista della fede il problema non è il settarismo ma l'adesione al Magistero alla luce della Tradizione, i due pilastri della fede che fanno correttamente comprendere il terzo (le Scritture), cioè il vero "tripode" sul quale si regge la Chiesa Cattolica. Sono venti secoli che l'autorità della Chiesa, per esplicito mandato di Nostro Signore, insegna la verità. Chi vuol proclamarsi cattolico ma devia dalla verità finisce inevitabilmente per fondare una setta. Come Kiko e Carmen, che hanno preteso di sostituire il Magistero e la Tradizione con le proprie estemporanee elucubrazioni (falsamente attribuite allo Spirito), e inventare un parodia della liturgia cattolica in cui celebrare sé stessi.

Da parte mia sono convinto che anche se questo Papa assestasse un duro colpo al Cammino, tale colpo non potrà essere né definitivo né a lungo termine, perché inteso a colpire il settarismo. Infatti papa Francesco ha rimproverato ai kikos aspetti puramente settari: il conflitto coi vescovi, l'infischiarsene delle culture cristiane locali, il molestare i fratelli che decidessero di vivere la fede al di fuori del Cammino.

Papa Benedetto, nei primi mesi di pontificato, aveva invece già diagnosticato con esattezza il problema, e aveva condannato il Cammino a seguire il Messale Romano senza aggiunte né omissioni. perché una liturgia inquinata è chiarissimo indice di una fede inquinata, e da una fede inquinata non può che nascere settarismo, oppressione e ingiustizia.

Che poi il Cammino - grazie ai suoi potenti appoggi, come quelli che hanno posto Giovanni Paolo II nel 2002 e Benedetto XVI nel 2006 di fronte al fatto compiuto - se ne sia sempre infischiato dell'autorità del Papa, è solo un'ulteriore dimostrazione di chi è il vero "ispiratore" del Cammino.

Insomma, attenzione alle parole: la condanna del Cammino riguarda fondamentalmente gli strafalcioni liturgici e dottrinali. Che tale condanna avvenga da parte del Papa, cioè dal vicario di Cristo, non può che farci gioire. Ed è un motivo in più per ricordare ai kikos che tutti i paterni abbracci che hanno ricevuto dal Papa non sono mai stati un'approvazione degli strafalcioni e del settarismo.

Anonimo ha detto...

Mi ricordo le falsità a me raccontate nel breve periodo che ho frequentato (trascinato per i capelli dalla mia ex neocatecumenali invasata) la setta.Catechisti che raccontavano di essere guidati dallo spirito santo, di avvertire delle presenze che guidavano loro in ogni momento,cose da fare accapponare la pelle anche al piú insensibile degli esseri umani.Catechisti che si intromettevano nella vita dei poveri sottomessi-lobotomizzati. Neanche nei film horror ho visto cose del genere. IO NEANCHE SAPEVO CHI ERANO I CATECUMENI visto che da buoni subdoli non si firmano nelle locandine che ti attirano nelle psico-catechesi. Chiedo scusa ai miei famigliari e alla mia povera mamma per quel maledetto anno di sbandamento e ringrazio tantissimo voi di aver creato questo blog
Pierangelo

Ruben ha detto...

@ FIDES ha detto...
"L'endogamia è una deriva pericolosa. Già si notano i suoi effetti: bambini che si assomigliano tutti tra di loro da sembrare fratelli."
---
Vero,
spesso la mortalità infantile, per tare ereditarie, era proprio una conseguenza di ciò:
in moltissimi paesi italiani, di pochissime migliaia di abitanti, fino agli anni '60, esisteva questo problema.
Stante la scarsissima possibilità di comunicazioni, rarissime e riservate ai benestanti le poche automobili, il solo servizio intercomunale era riservato a chi se lo poteva permettere
alla "corriera", che ti portava si e no, al capoluogo più vicino. Cosa accadeva?
Le persone si sposavano tra di loro nell'ambito del borgo, con le conseguenze di cui sopra.
Praticamente ahimè per loro, un'endogamia "di fatto forzata";
non come nel Cammino, dove è addirittura consigliata: "sposate le figlie di Israele"

Fratelli del Cammino Neocatecumenale,
dal 1964, siete ormai alla terza, quasi quarta generazione: perseguendo pedissequamente l'endogamia, non vi lamentate poi, se avete quattro o cinque figli "in cielo" e qualcuno sulla terra con forti problemi di handicap.

Se tanto mi da tanto, pur di mantenere l'identità della vostra razza, tra una decina d'anni
i vostri figli, nasceranno da rapporti "quasi incestuosi".

Non mi ha fatto assolutamente piacere scrivere questo post, ma tant'è.
---

Beati pauperes spiritu ha detto...

Anni fa Kiko sostenne che era da ammirare il modello adottato dai fondamentalisti ebrei ortodossi, i quali si sposano fra loro combinando matrimoni tra le famiglie, mettendosi d'accordo. Secondo lui era lodevole, prendere ispirazione per i propri figli organizzando appuntamenti tra le famiglie per far "innamorare" i rispettivi figli.
Ciò è ancora più vero per le famiglie in missione, messe insieme per formare nuclei neocat di nuove famiglie incrociate.

Anonimo ha detto...

Alcuni di voi ricorderanno certamente che circa 10 anni fa, ad una convivenza di inizio corso, Kiko presentò un canto nuovo, accompagnato da catechesi, che diceva: "fratelli, non legatevi al giogo diseguale con i pagani". Ebbene, ricordo perfettamente, a conferma di questo post, che nella catechesi si diceva che per un cristiano (da identificarsi assolutamente con un NC) è vitale legarsi ad un giogo (da intendere col matrimonio) che non sia diseguale: laddove per diseguale si intende "non cristiano" e cioè "non del Cammino". I giovani vennero spronati a cercare un fidanzato/a nel Cammino o, in caso estremi, a portare a tutti i costi il fidanzato/a pagani in comunità.
È evidente oggi per me il travisamento delle Scritture. Ma chissà perché, all'epoca mi sembrò tutto naturale. È come se un velo nero fosse sceso sulla mia intelligenza. Ma questa è un'altra storia.
Tornando al canto, molti fidanzamenti furono troncati, a seguito del comando di Kiko a legarsi ai propri pari.
Claudia

AAA ha detto...

Ciao, riesci a recuperare il testo dove lo sostiene? Sarebbe da internare..
Cmq le pressioni sono spesso molto subdole e meno esplicite, rendendo più difficile il tutto

Anonimo ha detto...

@Fides
L'endogamia è una deriva pericolosa. Già si notano i suoi effetti: bambini che si assomigliano tutti tra di loro da sembrare fratelli.

@Ruben
Praticamente ahimè per loro, un'endogamia "di fatto forzata";
non come nel Cammino, dove è addirittura consigliata: "sposate le figlie di Israele"
Fratelli del Cammino Neocatecumenale, dal 1964, siete ormai alla terza, quasi quarta generazione: perseguendo pedissequamente l'endogamia, non vi lamentate poi, se avete quattro o cinque figli "in cielo" e qualcuno sulla terra con forti problemi di handicap. Se tanto mi da tanto, pur di mantenere l'identità della vostra razza, tra una decina d'anni i vostri figli, nasceranno da rapporti "quasi incestuosi".
Non mi ha fatto assolutamente piacere scrivere questo post, ma tant'è.


Onestamente mi sembra un po' forzoso come ragionamento, quasi borderline... il fenomeno dell'endogamia nel CN - almeno per il contesto dove l'ho vissuto io - è circoscritto al fatto che il ragazzo o la ragazza siano anche'essi in comunità, continuando ad allargare la cerchia di conoscenze e parentele, accomunate però dal medesimo fattore: il CN.
Se poi altrove ci sono casi di imparentamenti troppo vicini è un altro paio di maniche.

Che poi, a dire il vero, una percentuale di "endogamia" è anche naturale: si condividono stessi interessi, tempi, momenti... un po' come a scuola o all'università capita di gente che si conosce e finisce per sposarsi. Solo che due ex compagni di scuola che si sono conosciuto, diventati amici, poi innamorati ed infine sposi, non si fanno "dettare l'agenda" familiare dagli ex compagni o dagli ex professori...

Etneo

Lino ha detto...

@Etneo ha detto: "è circoscritto al fatto che il ragazzo o la ragazza siano anche'essi in comunità, continuando ad allargare la cerchia di conoscenze e parentele"
Hai ragione e torto. Tutto dipende da come la comunità riesce ad allargarsi, da come l'enclave riesce ad aprirsi all'esterno nel senso di portarne altri all'interno. Un processo, questo, che negli ultimi anni si è praticamente fermato.

Valentina Giusti ha detto...

A proposito del "giogo disuguale" ricordato da Claudia, riporto alcune frasi della catechesi di Kiko, convivenza di inizio corso 2005-2006:

Kiko: Il giogo "diseguale" vuol dire che non si possono mettere insieme un bue e un somaro, perché hanno stature diverse: si riferisce a questo. Tra un pagano e un non pagano c'è una disuguaglianza. In spagnolo dice: "jugo disegual". vediamo cosa dice l'italiano.

Legge 2 Corinti 6, 14-16: "Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la luce e le tenebre? (...) Io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo" 

Il giogo "estraneo" mi sembrava una parola un po' strana e ho messo al suo posto "diseguale" ma posso cambiarla. Il parallelismo che pone qui il testo si riferisce esattamente all'Antico Testamento, quando si parla di mettere sotto il giogo, per arare la terra, un bue con un somaro. Lo dice Dt 22, 10: non è possibile arare con due bestie completamente diseguali, sbilanciate. 
Noi siamo un corpo nuovo, una nuova natura.
Questa è un'immagine ed un'affermazione molto FORTE, che va ben compresa e sviluppata...
Se un ragazzo del Cammino ha passione per una ragazza carina dell'università, non si rende conto che lì c'è una realtà completamente diversa.
C'è un santuario diverso dal tuo.  Anche questa è un'immagine ed un'affermazione molto FORTE, che va ben compresa e sviluppata...
Anche l'idea della sessualità che ha quella ragazza del mondo: che idea ha della sessualità?


Rendiamoci conto: Kiko definisce come una "natura diversa" l'essere neocatecumenali.

Beati pauperes spiritu ha detto...

"Natura diversa"...
Ogni volta che prendi un foglio a caso scritto da Kiko ci trovi delle eresie di una portata spaventosa. Mi chiedo come faccia, se ha qualcuno di oscuro che gli suggerisce, se è manovrato... Come fa a ficcare in ogni pagina un'assurdità anticattolica non lo capisco.
Qualsiasi cosa dica ci si potrebbe scrivere un trattato, altro che articoli del blog.

Beati pauperes spiritu ha detto...

p.s. Non solo "natura diversa", cara Valentina, ma i non neocatecumenali sono chiaramente identificati con i vocaboli "estranei" e "infedeli".

Donna Carson ha detto...

Come emerge dai vari commenti al post, la questione è complessa e anche secondo la mia esperienza assume diverse proporzioni a seconda dei contesti. Si va dall’indottrinamento nelle catechesi alle pressioni e condizionamenti più o meno subdoli dei catechisti e dei fratelli, dai veri e propri lavaggi del cervello fino agli assurdi aut aut imposti dai catechisti. Io stessa, da camminante che ha sposato un non neocatecumenale ne ho viste e subite delle belle, ma ad onor del vero nessuno si è mai permesso di oltrepassare un certo limite, come ho visto fare in altri casi, credo perché sapevano che non lo avrei permesso.

Ad ogni modo ritengo che il quadro attuale non abbia (ancora?) assunto quelle derive inquietanti da endogamia che si prospettavano, ma comprendo il ragionamento di chi vuol farci riflettere che con tali presupposti, in un contesto in cui manca sempre più l’apporto dall’esterno perché il cammino ormai tende a tirare dentro solo figli e parenti di camminanti, la prospettiva è preoccupante - ma sono fiduciosa che il cammino non durerà abbastanza perchè si realizzi ;)

A titolo personale però desidero prendere le distanze dalla frase di Ruben, a cui va comunque tutta la mia simpatia, che forse si è un po’ fatto prendere la mano:
"non vi lamentate poi, se avete quattro o cinque figli "in cielo" e qualcuno sulla terra con forti problemi di handicap."
perché a mio avviso è forzata e gratuita in quanto allo stato attuale delle cose non c’è un nesso tra le situazioni descritte, e inappropriata nei modi.

Lontano dal cammino ho imparato che il fine NON giustifica i mezzi, e in nome della presunta verità che pensiamo di possedere non siamo mai autorizzati a passare come caterpillar sulle sofferenze altrui, per cui mi dispiace pensare che involontariamente si sia potuto ferire qualcuno con queste parole. Se così è stato, esprimo massima solidarietà.

Valentina Giusti ha detto...

Concordo, Donna Carson. Anche perché, dicendo "non lamentatevi", uniremmo la nostra voce a quella di Kiko, che impone ai neocatecumenali di ringraziare il cielo per la malattia del figlio e definisce incredulo e perverso il padre che ne chiede a Gesù la guarigione.

D.D. ha detto...

Claudia ha detto… “È evidente oggi per me il travisamento delle Scritture. Ma chissà perché, all'epoca mi sembrò tutto naturale. È come se un velo nero fosse sceso sulla mia intelligenza”.

A questo proposito io credo, d’accordo con AAA, che le menzogne del CNC vengano sistematicamente intinte nella verità prima di essere distribuite. Poi gli ascoltatori di buona volontà selezionano la parte migliore e considerano il resto come un dettaglio dovuto alla perfettibilità di chi predica.

Succede anche nelle parrocchie, dove le idee di Kiko e Carmen vengono fatte filtrare per preparare e selezionare gli adatti al CNC, come per i pulcini delle squadre di calcio.

Riepilogo in una breve lista alcune “istruzioni per l’uso” insegnate da catechisti parrocchiali neocat, su fidanzamento ed amore sponsale. La forma in cui vengono distribuite è quella dei vaticinii della Sibilla Cumana: veri e falsi allo stesso tempo, cioè adattabili a qualunque situazione e al suo contrario, perché deprivati di completezza di contesti, cause, effetti... :

- Affidati a Dio, lui ti farà sicuramente incontrare una persona.
- Non l'hai incontrata? Non ti sei affidato/ Forse Dio vuole altro da te.
- Ma poi non ti lamentare che la persona che Dio ti ha fatto incontrare non ti piace.
- Se frequenti un non credente rischi di perdere solo tempo.
- Siete fidanzati? Fate sul serio allora: fissate una data per il matrimonio! (a noi almeno non dicevano entro l’anno)
- Se sposi un non credente il tuo matrimonio probabilmente fallirà...
- Se sei fidanzato con un ateo, il Signore vuole da te che tu lo converta. (E povero ateo, preso non per se stesso ma per essere convertito.)
- Se non condividete la fede, divorzierete.
- I nostri nonni li facevano sposare i genitori e andava benissimo lo stesso. (E se ci fosse stata già la legge sul divorzio?)
- I matrimoni d’amore spontaneo falliscono, basta guardare le statistiche.
- Molti di voi sono destinati a divorziare, basta guardare le statistiche.
- Si divorzia perché “in quel matrimonio non c’è Dio” (seguono esempi sacrificali di persone vere - con grande vigliaccheria, aggiungo.)
- Il matrimonio fallisce anche se ci si sforza di farlo andare bene. (Abbasso gli sforzi!)
- Il matrimonio non deve essere gratificante ma sacramento, "ci deve essere Dio".
- Non importa se la persona con cui stai non ti piace, se "in quella relazione che non ti gratifica c’è Dio”
- A Dio è gradito solo chi si sposa o chi si consacra. (Scegli!)

Insomma, tutte le relazioni umane vengono ricondotte all’ unione (o meno) con “Dio che vuole fare una bellissima storia d’amore con te” (espressione che personalmente trovo irrispettosa, per essere gentile). Ovviamente l’opzione “vieni nel CNC ed incontrerai Dio” è sempre aperta e riproposta periodicamente. Varcata quella soglia, voi mi insegnate, "dio" diventa magicamente il CNC.

Uno dei motivi per cui non ho seguito l'invito ad entrare in cammino è che, pur stimando la buona volontà di molti singoli, ho sentito, nascosta nelle pieghe dei loro discorsi, la presenza misteriosa e molto inquietante di una strana affettività corrotta, che pretende di invadere e contaminare anche il sacro. Ora vedo che questa corruzione scaturisce dall’odio dei fondatori del CNC contro tutto ciò che è umano - ed, al contrario, sull’amore, non per ciò che è divino ma per ciò che è disumano.
E quindi dall'odio contro il divino.

Anonimo ha detto...

Mi unisco a Donna Carson e Valentina Giusti per esprimere il mio disappunto su quanto scritto da Ruben. Dobbiamo sempre e comunque portare rispetto verso tutti, soprattutto quando si vanno a "toccare" i figli. "Filo d'erba"

by Tripudio ha detto...

Oggi ricorre il ventunesimo anniversario del pio transito di padre Enrico Zoffoli, salito al cielo carico di meriti il 16 giugno 1996 dopo una vita spesa a santificare sé stesso e il prossimo sia col ministero sacerdotale, sia nel sostenere vocazioni, sia nell'insegnamento presso la Pontificia Facoltà san Tommaso d'Aquino, sia negli scritti di agiografia, apologetica, spiritualità, teologia.

Autore di una monumentale opera sugli scritti di san Giovanni della Croce, diversi scritti di padre Zoffoli furono addirittura inglobati nel breviario passionista (che i padri passionisti usano per pregare ogni giorno).

Uno dei meriti più grandi di fronte al Signore è senza dubbio la sua infaticabile opera nel dimostrare i madornali errori del neocatecumenalismo (uno dei suoi libri dimostrava le eresie del Cammino adoperando come unica fonte il magistero di Giovanni Paolo II). Nel marzo 1995 scrisse a tutti i vescovi d'Italia una lettera aperta sugli errori del Cammino dimostrando che il Papa e le autorità vaticane non conoscevano con esattezza il contenuto delle cosiddette "catechesi" del Cammino.

Che poi il Cammino -essendo ispirato dal demonio- si sia fatto strada grazie alla connivenza e alla complicità di numerosi ecclesiastici, specialmente quelli che hanno messo tutti gli ultimi Pontefici di fronte al fatto compiuto, è altra storia.

Padre Enrico Zoffoli (1915-1996), pur avendo compiuto un'analisi molto estesa e precisa sulle eresie neocatecumenali, non era stato il primo a denunciarle: prima di lui, nei primissimi anni '80, erano già stati il gesuita padre Virginio Rotondi (1912-1990), noto per le sue catechesi domenicali alla radio (Ascolta, si fa sera) e mons. Pier Carlo Landucci (1900-1986), di cui è in corso il processo di beatificazione. Verrà seguito poi dall'opera di don Gino Conti (1918-1992), il cui sito web "AlterInfo" fu praticamente la prima fonte completa di informazioni e testimonianze su internet, e quindi da don Elio Marighetto.

Giuseppe ha detto...

Certo gli strafalcioni sono “un dettaglio dovuto alla perfettibilità di chi predica”. Ma quanto gli strafalcioni vengono direttamente da Kiko, scritti nei loro testi ufficiali, come quelli del fango rigenerante, trasformato nel fango infangante, sono mancanza di rispetto per la Parola di Dio e non sono perfettibili a quanto pare, perché ancora presenti nel testo emendato.
E cosa dire delle disubbidienze di Kiko in merito alla liturgia eucaristica? Qual è la “parte migliore”, che gli ascoltatori di buona volontà selezionano? L’unica parte che contraddistingue il cammino dalla Chiesa sono le menzogne.
Si va in comunità, per una pratica di fede più “forte”, dove forte significa in realtà fanatismo e autolesionismo; si va in comunità soprattutto per ignoranza e per socializzare e per quanto riguarda buona parte di catechisti per motivi estranei alla fede.

Giuseppe ha detto...

@ Beati pauperes
"Ogni volta che prendi un foglio a caso scritto da Kiko ci trovi delle eresie di una portata spaventosa. Mi chiedo come faccia, se ha qualcuno di oscuro che gli suggerisce, se è manovrato... Come fa a ficcare in ogni pagina un'assurdità anticattolica non lo capisco".

Secondo me è facile da capire. Tutti i gruppi settari ritengono in una qualche misura di avere una “natura diversa”. Kiko non è altro che un settario e come tale ragiona e agisce, portando alle estreme conseguenze espressioni ed episodi estrapolandole dal contesto, mortificando il vangelo, non tenendo conto di duemila anni di "Cammino" dell’umanità e anziché creare ponti tra gli uomini, accentuandone le divisioni. Niente di nuovo sotto il sole, lo abbiamo già visto con i Testimoni di Geova!

Osservante Che Osserva ha detto...

Da quanto detto e ripetuto in altri post, forse la somiglianza dei bambini non è dovuta tanto ad endogamia ma a cornigamia...

Giuseppe ha detto...


"Come "seppellire" l'università, se i catechisti non sono d'accordo a farti proseguire negli studi"
Sul treno ho fatto amicizia con un sacerdote e parlando del cammino neocatecumenale, grazie a Dio l’ho trovato molto critico. Era abbastanza informato, forse, perché faceva il confessore nelle loro cosiddette penitenziali. Mi ha raccontato con una certa ironia, dei loro tentativi di reclutarlo, per poi una volta fallito, dimenticarsene completamente. Soprattutto mi ha raccontato di una ragazza neocatecumenale, che dopo essersi diplomata, prima di iscriversi all’università, avrebbe dovuto sentire il parere dei suoi catechisti, non dei suoi genitori, ma dei suoi catechisti, e se questi avessero deciso di non farla proseguire negli studi, lei avrebbe obbedito!?

Beati pauperes spiritu ha detto...

@Osservante
...cornigamia... buona questa! :) Aneddoti si raccontavano anni fa circa gli episodi di corna tra "fratelli" della stessa parrocchia o addirittura comunità.

@Giuseppe
Sono d'accordo con te. E' sicuramente un problema di settarismo. Ma è anche una radice più profonda, io credo che lui nel fondo odia e ha sempre odiato la Santa Chiesa. Ci sarà stato chi ha trovato come veicolare questo odio per affondare il coltello contro la Liturgia. Tutto quello che dice trasuda disprezzo per la gerarchia ecclesiastica. In questo non è dissimile dai sedevecantisti, ma molto più ipocrita.

Valentina Giusti ha detto...

Osservante, al di là della battuta sulla cornigamia: se due fratelli di una famiglia sposano due sorelle di un'altra famiglia, mentre i cugini con solo un genitore in comune hanno fino al 50% delle probabilità di condividere delle caratteristiche genetiche, i cugini con ambedue i genitori in comune possono arrivare al 100%. Questo spiega la somiglianza dei bambini.
Se poi questi super-cugini dovessero sposarsi tra loro... non ci voglio pensare.

D.D. ha detto...

x Giuseppe,

hai fatto bene a precisare la non esistenza della “parte migliore”, ci stavo pensando e mi hai anticipato: non deve passare il concetto che vedere una qualsivoglia “parte migliore”, per buonafede, ignoranza o quel che sia, valga poi lo scempio che il CNC fa delle anime.

Lorenzo ha detto...

Poi anche i matrimoni fra NC saltano e allora esce fuori l'ipocrisia tipica dei catechisti:"Noi li avevamo messi in guardia", "Non erano pronti per il matrimonio", "Avevamo suggerito di aspettare".

Anonimo ha detto...

Da cristiano della domenica sposato a una neocatecumenale figlia di catechisti confermo ogni cosa della lettera. Per far durare una relazione "mista" cattolico-neocat bisogna avere una forte personalità e fregarsene totalmente del giudizio altrui, delle diffidenze e del fatto che non ti calcolano. I troppo accondiscendenti vengono spazzati via senza riguardo. Invito i fidanzati "misti" a chiarire subito la propria posizione, che non desiderate entrare nel cammino né ora né mai, senza indugiare, per non soffrire dopo.
Carlo

Anonimo ha detto...

Caro Pier delle 17:03 del 15/6, questo papa non ha eccessivi peli sulla lingua e se non li sopportasse più credo lo avrebbe detto chiaramente come ha fatto con Medjugorie con cui non si è fatto troppi problemi. Penso piuttosto che chi non ci si è trovato, chi non ha avuto a che fare con questa realtà molto da vicino semplicemente non la conosca. I benpensanti in tutti i campi sono molto bravi a mascherarsi. Chi li conosce li evita, ma chi non li conosce o ne ha rapporti solo di striscio magari può anche ritenerla una realtà decente.
Carlo.

Anonimo ha detto...

@claudia
@valentina

Ricordo anch'io quella catechesi e non mi piacque. Grazie di averla ricordata.

Quella catechesi e' lo spirito da cui derivano le storture con cui si vivono relazioni di amicizia o sentimentali tra NC e non-NC, testimoniata bene in questa lettera del post.

Confermo quello che dice Claudia, dopo quella catechesi molte persone entrarono in crisi.


Ricordo che i pagani sono i non-NC, non gli atei, mussulmani...
Ben lo dice Kiko nel pezzo della catechesi riproposta da Valentina:
"....Se un ragazzo del Cammino ha passione per una ragazza carina dell'università, non si rende conto che lì c'è una realtà completamente diversa."

Non dice un ragazzo cattolico ed una ragazza atea, dice un ragazzo del CAMMINO e una ragazza non identificata ma è sottinteso non-NC.

Il perimetro, l'ambito e' sempre e solo il cammino.

E' possibile pubblicare tutta quella catechesi?

La chiesa è intrrvenuta sui mamotreti ma su tutte queste catechesi di inizio corso ed annunci?
La risposta è ovviamente NO.
Non solo, queste catechesi mettono in evidenza che non è stato colto lo spirito delle correzioni fatte dalla Chiesa ai mamotreti.

EX-NC-???

Mav ha detto...

@EX-NC??
"La chiesa è intrrvenuta sui mamotreti ma su tutte queste catechesi di inizio corso ed annunci?"

Tempo fa feci notare porprio questo, a parte i mamotreti c'è una infinità di "catechesi" mai vagliate che continuano ogni anno e che sono molto più voluminose dei mamotreti, che come fa notare Lino, sono "congelati" da 50 anni, ci sono altri 50 anni di "predicazione" mai verificata.

by Tripudio ha detto...

Beh, l'analisi dei mamotreti, se fosse fatta in modo serio - così come l'aveva fatta padre Enrico Zoffoli - porterebbe ad una sola chiara e logica conclusione. Che comincia con l'improvviso azzeramento delle «oliature».

Giuseppe ha detto...

"I Cristiani del Sabato"
Conosco molto da vicino tanti neocatecumenali. Con alcuni ho rapporto di amicizia e con altri rapporti di parentela.
Da quello che sperimento nei miei rapporti con essi, credo di potere affermare con una certa sicurezza, che nel cammino a livello comportamentale si sta sviluppando lo stesso schema, che c'è nella Chiesa.
Ci sono gli "osservanti", e ci sono i "non osservanti".
Soltanto che qui gli osservanti sono degli ignoranti fanatici e a volte anche ipocriti, mentre gli altri, più equilibrati e anche più critici, sono più simili a noi chiamati spregiativamente dal cammino, cristiani della domenica.
Da qui mi è venuta l'idea di chiamare quest'ultimi, per cominciare a distinguerli meglio da quegli altri, con l'accezione positiva però:"I Cristiani del Sabato". E magari un giorno cristiani della domenica e cristiani del sabato riusciremo a dialogare chissà!

Valentina Giusti ha detto...

Così come commentato nella didascalia della prima immagine, il cammino è proprio come Labano, che tiene in servitù Giacobbe per 14 anni, durante i quali Lia e Rachele si mettono a gara su chi fa più figli e, alla fine, non lo lascia andare via, lo insegue quando Giacobbe se ne va, ed ancora reclama di avergli dato le figlie e gli armenti come se tutto ciò che ha guadagnato il genero fosse solo e ancora di sua proprietà.
Insomma, il parallelo Labano-cammino è molto ricco e interessante. Solo quando Giacobbe avrà lasciato l'avido suocero, incontrerà Dio.

Lino ha detto...

La correzione dei mamotreti è il risultato di una mediazione estenuante tra la CdF e i potenti sponsor di Kiko. La CdF cassò molto, ma la base gnostica e molte eresie e strafalcioni restarono; impossibile correggerli a meno di non buttare tutto nel fuoco essendo essi elementi fondanti e ripetitivi dei testi. Su questi la CdF riuscì a intervenire soltanto con le pezze a colori delle note, con i riferimenti al CCC, che sovente dicono il contrario di quello che dice Kiko.
I mamotreti furono corretti dal 1997 al 2003 ma fino al 2010 la CdF non li approvò e diede il consenso all'approvazione del Direttorio (da parte del PCpL!) soltanto dietro lo insistenze di questa. In tal modo lo Statuto del Cammino, del 2008, che sul direttorio fondava quale strumento di attuazione del CNC, fu approvato in modo monco, anzi indebito.
Niente di quello che Kiko dice o scrive può essere approvato, dentro ci sono sempre serpi a iosa. L'annuncio sopra citato è vergognoso, non è roba cattolica.

Giuseppe ha detto...

Ciao Lino. Sottoscrivo pienamente: "Niente di quello che Kiko dice o scrive può essere approvato, dentro ci sono sempre serpi a iosa". A volte mi ribolle il sangue pensando a come la Chiesa, permetta ad un esaltato di spacciare per vangelo le sue farneticazioni. Quale messaggio manda in tal modo, se non la banalizzazione del vangelo stesso?

Valentina Giusti ha detto...

Non vi stupirà sapere che la applicazione dell'interpretazione del giogo disuguale di Paolo ai Corinzi alle coppie disomogenee, è uno dei cavalli di battaglia dei fratelli che "ci dicono qualcosa" (a qualcuno hanno detto persino troppo), i Testimoni di Geova.

Ruben ha detto...

@ Anonimo ha detto...
Mi unisco a Donna Carson e Valentina Giusti per esprimere il mio disappunto su quanto scritto da Ruben. Dobbiamo sempre e comunque portare rispetto verso tutti, soprattutto quando si vanno a "toccare" i figli. "Filo d'erba"

16 giugno 2017 11:22
---
Prendo "personalmente" atto di quanto dici.

La genetica , no.

Beati pauperes spiritu ha detto...

Il paragone con Labano è quanto mai azzeccato, non ci avrei mai pensato. Grazie Valentina per questa sintesi illuminante...

Giuseppe ha detto...

In sostanza quello che vale per il matrimonio con acattolici, nel cammino vale anche per il matrimonio con cattolici non neocatecumenalizzati, cioè sposarsi con quest'ultimi equivale a celebrare un matrimonio misto (sic!).

Anonimo ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=Ip_uchBEN9Y Sequenza Corpus Domini - Kiko Arguello

da confrontare con il testo: mancano dei pezzi fondamentali

Sequenza
[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell’intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

Roberto ha detto...

Scusami carlo, dici che per far durare una relazione mista cattolico-neocatecumenale bisogna avere una forte personalità e fregarsene totalmente del giudizio altrui....

Ma spiegami una cosa, come fai ad essere tranquillo e a fregartene quando tua moglie va in convivenza e sai che verrà scrutinata?

Ruben ha detto...

"Che poi, a dire il vero, una percentuale di "endogamia" è anche naturale: si condividono stessi interessi, tempi, momenti... un po' come a scuola o all'università capita di gente che si conosce e finisce per sposarsi. Solo che due ex compagni di scuola che si sono conosciuto, diventati amici, poi innamorati ed infine sposi, non si fanno "dettare l'agenda" familiare dagli ex compagni o dagli ex professori...

Etneo"
---
Vero Etneo,
infatti sono "endogamici" anche gli scout,
ho tre nipoti scout, che hanno spostato tre scout.
Tutti i miei amici scout, hanno sposato uno/una scout.

Nessuno però li ha obbligati a farlo! E' la libera frequentazione che, nell'ambito della vita umana, ti spinge o meno a farlo.

Esattamente come tu dici, potrebbe avvenire a scuola.

Per le sette, o "quasi sette" Cattoliche no; il principio è: che "la moglie te la troviamo NOI".
---

Ruben ha detto...

@Donna Carson ha detto...
"A titolo personale però desidero prendere le distanze dalla frase di Ruben, a cui va comunque tutta la mia simpatia, che forse si è un po’ fatto prendere la mano:
"non vi lamentate poi, se avete quattro o cinque figli "in cielo" e qualcuno sulla terra con forti problemi di handicap."
perché a mio avviso è forzata e gratuita in quanto allo stato attuale delle cose non c’è un nesso tra le situazioni descritte, e inappropriata nei modi."
---
Ti capisco,
la medicina e la biologia, non sono scienze esatte, vengono infatti tutt'ora definite come scienze umanistiche; di loro, attraverso la matematica, la fisica e la chimica, ne conosciamo nulla di più che una "punta di un iceberg".

Però, le acquisizioni biologiche della genetica, magari, per il poco che ne sappiamo, utilizziamole bene.
---

Ruben ha detto...

@ Valentina Giusti ha detto...
"Osservante, al di là della battuta sulla cornigamia: se due fratelli di una famiglia sposano due sorelle di un'altra famiglia, mentre i cugini con solo un genitore in comune hanno fino al 50% delle probabilità di condividere delle caratteristiche genetiche, i cugini con ambedue i genitori in comune possono arrivare al 100%. Questo spiega la somiglianza dei bambini.
Se poi questi super-cugini dovessero sposarsi tra loro... non ci voglio pensare."
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Condivido al 150%!...
Ho un caso analogo nella mia famiglia: due miei cugini, fratelli, sposarono due sorelle:
da entrambi i matrimoni, sono nati cinque figli: legalmente cugini, geneticamente fratelli di sangue, in quanto, ognuno di loro ha quattro capostipiti(nonni), ai quali si risale per determinare il grado di parentela IDENTICI.

Fortunatamente questi ragazzi, ormai molto adulti, non si sono mai sposati tra di loro; legalmente no, ma geneticamente sarebbe stato un matrimonio incestuoso.
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Isaia Paolo Geremia ha detto...

Caro Fratello o altro, in quanto non so chi ci sia dietro a questo sito, vorrei iniziare a fare un dialogo con te o voi. Che dite ci state? Non penso che abbiate paura di un povero ignorante come me? Ma se inizierete, dovete pubblicare tutto ciò che ci scriviamo, ok. Attendo la risposta.

Isaia Paolo Geremia ha detto...

Caro Fratello o altro, in quanto non so chi ci sia dietro a questo sito, vorrei iniziare a fare un dialogo con te o voi. Che dite ci state? Non penso che abbiate paura di un povero ignorante come me? Ma se inizierete, dovete pubblicare tutto ciò che ci scriviamo, ok. Attendo la risposta.

by Tripudio ha detto...

Trovi risposte nella pagina più recente del blog. Le pagine più vecchie di 2-3 giorni vengono raramente consultate dagli altri lettori.