sabato 17 dicembre 2011

Un esempio di arcano tra exoterismo ambiguo ed esoterismo iniziatico: due Cene di Francesco Arguello detto Kiko

Pubblico l'articolo di Lino Lista sull'inquietante simbologia delle due icone raffiguranti entrambe, a prima vista, l'Ultima Cena.


Chi è l’Apostolo che nel dipinto dell’Ultima Cena, un’icona della “Corona Misterica” del pittore Francesco Arguello installata nella chiesa neocatecumenale di San Bartolomeo in Tuto, intinge la mano nella ciotola/calice? La figurazione di Arguello è tratta dalla Sacra Scrittura di Giovanni e raffigura evidentemente l’evento pre-pasquale narrato nel Quarto Vangelo: gli Apostoli intorno alla tavola con Gesù, infatti, sono dodici e il mantello di Cristo è simbolicamente nero, segno dell’imminente passione e morte. La scena, riprodotta alla lettera, ha per unico riferimento testuale il capito 13 del Quarto Vangelo, dove “il discepolo che lui amava”, stando reclinato sul petto di Gesù, su richiesta di Simon Pietro domanda al Maestro chi sia il traditore (Gv 13:24-26). Questi, ovviamente, è Giuda, figurato nell’atto di prendere il boccone intinto nella scodella. Nell’icona – come mirabilmente spiegano nel sito della chiesa di San Bartolomeo in Tuto – Giuda “è vestito di azzurro e rosso, tonalità brillanti e sfarzose, simbolo dell'amore al mondo e alla sua gloria”.
Si osservi, ora, la seguente seconda Cena di Kiko. Solo apparentemente i due dipinti sono simili. Nel secondo, infatti, intorno al tavolo gli Apostoli sono soltanto in undici e Gesù mostra i segni della Passione sulla mano e sul petto. A discapito dell’identica postura del “discepolo che lui amava”, l’immagine è post-pasquale, successiva alla Resurrezione, come intende significare anche la veste bianca. Sorge spontanea una serie di obiezioni: quando mai, nelle narrazioni post-Resurrezione dei Vangeli canonici, il “discepolo che lui amava” si rimette in seno a Gesù? C’è ancora chi tradisce, dopo la Resurrezione? Un pittore di arte sacra può inventarsi scene nuove, anche sostituendo il pane del tradimento del Salmo 40:10 con uno dei luminosi simboli del cristianesimo, il pesce/ICTYS (Iesous Christos Theou Yios Soter = Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore)? Ancora: perché gli Apostoli sono in undici? Perché manca Giuda, verrebbe da rispondere, essendosi l’Iscariota suicidato nello stesso giorno della condanna di Cristo (Mt 27:3-10). Riposta opinabile, perché nel dipinto Giuda appare presente, visibilissimo, vestito con lo stesso abito azzurro e rosso, nel medesimo atto d’inchinarsi con una mano nella scodella, rassomigliante al Giuda dell’icona di San Bartolomeo in Tuto. A mancare, allora, come nella prima visita del Signore agli Apostoli raccontata nel capitolo 20 di San Giovanni, si potrebbe immaginare sia Tommaso.

Ecco l’arcano principe: perché Kiko Arguello raffigurò un Apostolo riconoscibile come Giuda in una cena post-Resurrezione? Due sono le possibili interpretazioni dell’intentio auctoris. Nella prima, oltremodo svilente per l’artista, non esiste alcuna intenzione dell’autore. Egli, semplicemente, dipinge nella cena post-Resurrezione un diverso Apostolo, purtroppo formalmente e simbolicamente simile al suo Giuda dell’Ultima Cena, ritenendo ininfluente l’incauta somiglianza tra le due figure. In questo caso c’è soltanto da meravigliarsi che un pittore così mediocre possa essere esposto dentro chiese del Cattolicesimo, che di tanti capolavori di arte sacra si è fatto mecenate nei secoli. Nella seconda ipotesi, Francesco Arguello intenzionalmente dipinge l’Iscariota in entrambe le opere. I colori degli abiti degli Apostoli, occorre notare, sono ugualmente replicati nelle figure identificabili come corrispondenti nelle due pitture (San Pietro, per esempio, necessariamente seduto accanto al discepolo che sta in seno a Gesù, è vestito identicamente nelle due raffigurazioni).

Il dipinto post-Resurrezione, allora, è suscettibile di assumere valenza di insegnamento esoterico, con messaggi destinati agli iniziati dei massimi gradi e velati alla superficialità con la quale, nei nostri tempi, si guardano le opere simboliche. Un conoscitore del vangelo apocrifo di Giuda definirebbe, senza indugio, il dipinto come gnostico, con Giuda “tredicesimo spirito” del quale l’apocrifo non narra il suicidio, con Giuda che assume un ruolo provvidenziale e positivo nel Mistero pasquale (sia nella morte sia nella resurrezione di Cristo, nel nostro caso-studio). Kiko Arguello – iniziatore del Cammino Neocatecumenale, da molti accusato di essere un movimento sincretico fondato su basi gnostiche – in una sua catechesi considera Giuda necessario per il Mistero pasquale. Anche in questa seconda ipotesi, non si comprendono i motivi per i quali un pittore, che con le sue opere ambigue induce simili considerazioni, sia esposto in chiese cattoliche. Forse i buoni critici dell’estetica cristiana non abitano più né a Roma né a Firenze.
Lino Lista

50 commenti:

Francesco ha detto...

Non cercherei alcun simbolismo gnostico nella seconda delle due (pessime) raffigurazioni, ma soltanto il desideriol smodato di uno pseudoartista di innovare anche l'iconografia della Santa Cena(pre e post Resurrezione).
I risultati sono estremasmente piatti, se non ridicoli.
I visi, come si osservava qualche tempo fa, hanno l'espressività di una mozzarella ,senza contare che i canoni coloristici e mimico-gestuali delle rappresentazioni sono sempre gli stessi, cioè casuali.
Nulla di più.
Insomma la mediocrità diffusa ( in arte, come in musica, come in teologia), condita di molta improvvisazione e, soprattutto, impastata di confusione e casualità.

Il tutto, se messo in un mixer( che, in questo caso, è la testa, ormai annebbiata degli adepti più ostinati, ci dà inequivocabilmente il signor Arguello travestito da chitarrista, da pittore e comunque profeta, da veggente e da santo....

Anonimo ha detto...

potete ascoltare con le Vs orecchie

http://youtu.be/m7hRw30KVu4

http://youtu.be/-2NnPXtFO18

http://youtu.be/nNHBAg2QOL4

Emma ha detto...

Se fosse solo mediocrità, superficialità, già sarebbe grave, perchè mostra il livello di colui al quale la Chiesa affida, con una leggerezza irresponsabile, a meno che sia con una consapevolezza e volontà preoccupanti, il compito di "istruire", di "formare", di "evangelizzare".

Che insegnamento può trasmettere Kiko Arguello, che egli sia un ignorante, un pessimo pittore, un pasticcione incompetente e superficiale ma convinto di essere un genio che rinnoverà e rifonderà la Chiesa, o il membro di un gruppo iniziatico esoterico che sta fagocitando la Chiesa e corrompendo le anime con il suo insegnamento farcito di elementi non cattolici?

Le immagini sono importanti, sono sempre state importanti nella religione cattolica, quelle dipinte da Arguello, a parte la loro oggettiva bruttezza, con i loro simboli inquietanti, alcuni evidenti, altri più sottili o subdoli non solo non appartengono all`arte cattolica, ma sono estranee alla fede cattolica.

Anonimo ha detto...

nel primo video K. parla del rinascimento come una catastrofe e afferra di ave ripreso i canoni dell'arte orientale... cita persino Rublev; ma sul vostro sito avete messo in luce quello che ha fatto di Rublev, ad esempio...

http://www.internetica.it/neocatecumenali/trinita-kiko.html

Anonimo ha detto...

Sono piuttosto deluso, Lino.

Alla fine la grande spiegazione sul numero degli apostoli del dipinto post pasquale sarebbe semplicemente la mancanza di tommaso? Un "conoscitore del vangelo di Giovanni" - come diceva lei - non confonderebbe l'episodio della venuta a porte chiuse con la terza apparizione (capitolo successivo) dove Gesù si ferma a mangiare con i suoi (11) discepoli.
E chi volesse forzosamente tirare in mezzo il vangelo di Giuda e l'interpretazione eretica di Giuda come tredicesimo spirito, dovrebbe appunto prima trovare il dodicesimo elemento nel quadro. :)

Insomma, in tutta franchezza la sua interpretazione lascia un pò il tempo che trova. E anch'essa mi conferma che il Cammino lei lo conosce solo per sentito dire, o per quello che ha studiato alla scuola di Mic, con tanta voglia di andare a caccia delle eresie più disparate. :)

Ciò nonostante ripeto che è evidente che Kiko abbia voluto raffrontare le due Cene (forse per rappresentare l'Eucarestia, sottolineando il legame tra l'Ultima Cena e il Banchetto Eucaristico che dopo la morte e resurrezione la Chiesa continua a celebrare? D'altronde questo è il senso di quel pesce/ICTYS) ma non essendo io un simbolista nè un critico d'arte mi astengo dal formulare giudizi assoluti, limitandomi a dire che non trovo le due raffigurazioni piatte o ridicole. E non sono il solo a pensarla così, anche tra i non-NC (per definizione: cerebrolesi) molta gente trova le icone di Kiko pregevoli. Come me la pensa anche un maestro di icone bizantine che rosica terribilmente perchè quelle di kiko non sono "icone", dal momento che non rispettano mai i rigidissimi canoni iconografici bizantini, e però le trova comunque "opere d'arte". Curioso, ve?

a.rita ha detto...

Guardando questa icona non occorre neanche chiedersi se la simbologia occulta sia manifesta o meno: Kiko ha inserito, in basso a sinistra, direttamente il numero 666. Faccio notare che è stata messa come icona rappresentativa del thread! A voi l'interpretazione,"buon divertimento"...

http://www.cammino.info/2011/12/nuova-galleria-fotografica-le-icone-del-cammino/

Lino ha detto...

@ Francesco che ha detto: "Insomma la mediocrità diffusa..."
Non so, Francesco. La tua, comunque, è una delle due ipotesi esposte nell'articolo. Volendo esprimere una opinione personale, io distinguerei tra talento pittorico e abilità nella comunicazione simbolica. Un pessimo pittore può benissimo essere un buon simbolista, basta considerare i poeti simbolisti che non avrebbero saputo dipingere un uovo. Gli studi simbolici sono concatenati e correlati con le arti tutte, non si identificano con un'arte specifica. Senza contare, poi, che un symbolarium sincretico può essere elaborato mediante un lavoro di gruppo. I simboli, d'altra parte, sia ebraici sia cristiani, sono una componente importantissima della ritualità e nelle catechesi a gradi dei neocatecumenali, dove sono utilizzati e adattati allo scopo di veicolare la loro dottrina.
Già ne abbiamo discusso in questo blog, d'altra parte: Kiko sostiene che "Giuda era il più intelligente degli apostoli" e che questa sua "missione è molto importante, perché senza Giuda non c'è mistero di Pasqua di Gesù". Già utilizzare il vocabolo "missione" significa approcciare tesi gnostiche.
E' in queste concezioni che va contestualizzato il dipinto post-Resurrezione, a mio avviso.

Lino ha detto...

P.S.
Intendevo aggiungere che non bisogna banalizzare eccessivamente Kiko, di là del giudizio estetico sulle sue produzioni figurative e musicali. L'uomo ha creato un suo "esercito", incontra Papi, Cardinali e Vescovi, impone rituali, direttori, simboli, architetture, arredi, dipinti, canzoncine. Non è uno stupido, tutt'altro, indipendentemente da chi lo spalleggia.

Emma ha detto...

Io non vedo il 666 ma vedo in alto a destra nella prima immagine del thread, un 6 seguito da un 6 rovesciato ancora un 6 e un altro 6 rovesciato. Quid?

Francesco ha detto...

...non bisogna banalizzare eccessivamente Kiko, di là del giudizio estetico sulle sue produzioni figurative e musicali. L'uomo ha creato un suo "esercito", incontra Papi, Cardinali e Vescovi, impone rituali, direttori, simboli, architetture, arredi, dipinti, canzoncine. Non è uno stupido, tutt'altro, indipendentemente da chi lo spalleggia.

Concordo pienamente.
Intendevo solo affermare con Annah Arendt che la banalità del male da sola, crea grandi catastrofi ( nel caso di Kiko una catastrofe teologica ed ecclesiale per la Chiesa di Cristo) poggiandosi sul "brutto" e sul "mediocre". E non poteva essere altrimenti....

Quanto all'intelligenza o all'abilità di Arguello...non ho motivi per non concordare con chi la mette in evidenza, sebbene sia fermamente convinto - è il caso di dirlo senza mezzi termini , senza scadere nella fantareligione - che probabilmente egli è la punta di un iceberg molto più mostruoso:le forse oscure che da sempre vogliono abbattere ( e dal di dentro) la Chiesa.

Anonimo ha detto...

Il giudice italiano è competente a conoscere della diffamazione compiuta mediante l'inserimento nella rete telematica (internet) di frasi offensive e/o immagini denigratorie, anche nel caso in cui il sito web sia stato registrato all'estero e purché l'offesa sia stata percepita da più, fruitori che si trovino in Italia; invero, in quanto reato di evento, la diffamazione si consuma nel momento e nel luogo in cui i terzi percepiscono la espressione ingiuriosa.
Cassazione penale, sez. V, 27 dicembre 2000, n. 4741, in Dir. & Formazione 2002, 1727
Il "forum commissi delicti", nel caso di diffamazione compiuta in internet, mediante la partecipazione ad un "newsgroup" è quello del luogo dove si trova il "server" sul quale sono caricate le pagine contenenti le dichiarazioni diffamanti salvo che manchino prove certe riguardo all'ubicazione del "server", nel qual caso la competenza va radicata presso il foro del luogo di residenza del danneggiante.
Tribunale Lecce, 16 novembre 2000, in Dir. informatica 2001, 721 nota (CASSANO, SISTO)
Alla diffamazione realizzata mediante divulgazione di frasi offensive tramite un sito web non sono applicabili le disposizioni speciali previste per la diffamazione commessa con l'uso del mezzo della stampa o con l'uso del mezzo della radio televisione stante il divieto di analogia in materia penale. La particolare capacità divulgativa del mezzo telematico comporta, invece, l'applicazione della circostanza aggravante relativa all'uso del mezzo di pubblicità prevista, nel codice penale, per la diffamazione in generale.
Tribunale Oristano, 25 maggio 2000, in Riv. it. dir. e proc. pen. 2001, 1405 nota (SCOPINARO)
La diffamazione con il conseguente pregiudizio all'onere ed alla reputazione può essere perpetuata anche allorché la diffusione del messaggio lesivo avvenga attraverso la sua pubblicazione su di un sito Internet (nella fattispecie è stata accolta la domanda cautelare di inibizione all'ulteriore diffusione di una parte di un bollettino dal contenuto diffamatorio).
Tribunale Napoli, 16 febbraio 2000, in Giur. napoletana 2000, 255

tom ha detto...

Intanto 2° vescovo NC nominato in 2 settimane, ecco che a distanza di 30-40anni i loro "presbiteri" arrivano a guidare le diocesi, attenzione non prelati amici, ma proprio nc doc!

Il fenomeno sara' sempre piu' visibile, wikipedia dice che hanno 2000 seminaristi, ma se veramente 500 sono entrati solo quest'anno, significa che hanno un "potenzialmente" inaccettabile!

Poi una domanda, come e' possibile che vescovi ortodossissimi, come il card. Leonard, mons. Crepaldi, mons. Giuliodori seguano o richiedano i loro seminari? Come e' possibile che mons. Rifan abbia benedetto la loro scenografica chiamata vocazionale a Madrid? Voglio dire, parliamo di prelati certamente preparati sotto il profilo dottrinale ed umano, non sono dei boccaloni, come e' possibile?!

Lino ha detto...

@ anonimo che ha detto...
"potete ascoltare con le Vs orecchie
http://youtu.be/m7hRw30KVu4
..."

Mai commento a un articolo fu più calzante del tuo, anonimo 18 dicembre, 2011 00:59.
Trascrivo al volo lezione di Kiko del video su linkato, ascoltatelo:
“L’arte sacra possiamo dire che è morta… abbiamo bisogno di immagini. .. il Signore mi ha ispirato di riprendere il Canone della Chiesa d’Oriente… il Rinascimento Occidentale è stata una vera catastrofe… Intendo con il Canone che il pittore non si può inventare la Madonna che il piace. .. neppure produrre Gesù Cristo come gli piace a lui… il pittore non può cambiare nulla… I pittori devono ricevere un invio… perché pittare è come annunciare il Vangelo…”
“Pittare”, quindi, secondo Kiko, è come annunciare il Vangelo: per dichiarazione del pittore iniziatore del Cammino, non si potrà più considerare la sua produzione (ispirata dal Signore) come estranea alla missione neocatecumenale.
Roba da non credere, dopo lo studio di vari suoi dipinti: ritiro il precedente commento in risposta a Francesco e mi limito a considerare Kiko la punta di un iceberg (o di una piramide) – come scriveva Francesco – sul quale finora si è appoggiato. Non so fino a quando sarà sostenuto, perché oramai parla troppo e a vanvera e la "vergine del silenzio" (che non è la santissima Maria Vergine) non gradisce.

Emma ha detto...

". il Signore mi ha ispirato di riprendere il Canone della Chiesa d’Oriente…"

Ma non c`è nessuno che trovi il coraggio di alzarsi quando l`Arguello fa le sue sortite deliranti?

Vi ricordate quando a Düsseldorf ha detto testualmente:


"Noi abbiamo predicato questa antropologia che il Signore ha dato al Cammino(!), il kerygma, questa sintesi teologico- kerigmatica (!?), che Dio ha voluto che dicessimo anche ai vescovi (!?!). Pensate che il Signore, negli ultimi anni, ha portato 1400 vescovi alla Domus Galilea( !!).Quanti doni Dio ci sta dando(!) per portare presto una nuova evangelizzazione! È necessario portare una sintesi, una forma di predicazione, una parola vera, piena di vita eterna, di un contenuto profondo, vero."( !!!)

Ed è ai piedi di questo personaggio che si mettono in ginocchio i nostri pastori, i nostri vescovi ascoltano questi deliri e applaudono, coloro che dovrebbero essere maestri nella e della Fede diventano allievi di quel falso e cattivo maestro che ha rigettato tutto ciò che hanno promesso di conservare, difendere e trasmettere.

Anonimo ha detto...

Attirare i lontani con cose come hanno fatto i protestanti e cioè con la Messa techno è un'idea che funziona ma sbagliata

http://www.giornalettismo.com/archives/168177/la-chiesa-dove-si-balla-la-techno/

La Santa Messa nostra è tutt'altra cosa.

Nel Cammino per attirare la gente si usano appunto i balli, il battito di mani, ecc.
tutte cose esteriori che disturbano il silenzio della contemplazione del Mistero

mic ha detto...

Ma non c`è nessuno che trovi il coraggio di alzarsi quando l`Arguello fa le sue sortite deliranti?

ma non avete notato le espressioni "rapite" dei sacerdoti (o vescovi) presenti, che si beavano nell'ascolto?

Credo che il nostro sia "dotato" di un innegabile "spirito di fascinazione", che tuttavia devo dire su di me ha sempre avuto l'effetto contrario...

Michela ha detto...

Caro Lino,
a me sembra che Kiko abbia sempre parlato a vanvera,
Per es. si è esposto molto sulla Eucarestia-seder alla conferenza stampa dell'approvazione degli Statuti,

ma evidentemente, dei contenuti delle sue catechesi non importa niente a nessuno.

Invece, secondo me, il condizionamento mentale avviene anche grazie a queste frasi slegate tra loro, spesso sgrammaticate,
che non permettono di essere analizzate razionalmente. Il pensiero logico deve fermarsi davanti a questo caos, e i contenuti, mai ben argomentati, e che svalutano tutto ciò che non è 'cammino',
passano all'ascoltatore senza che questi possa valutare quanto gli viene detto.

Stefano78 ha detto...

Un "conoscitore del vangelo di Giovanni" - come diceva lei - non confonderebbe l'episodio della venuta a porte chiuse con la terza apparizione (capitolo successivo) dove Gesù si ferma a mangiare con i suoi (11) discepoli.


Anche questa è una interpretazione a dir poco forzata. Ma il discorso, a parte gli evidenti simnbolismi come minimo molto "critici", è questo:

"Come me la pensa anche un maestro di icone bizantine che rosica terribilmente perchè quelle di kiko non sono "icone", dal momento che non rispettano mai i rigidissimi canoni iconografici bizantini, e però le trova comunque "opere d'arte"."

Il fatto che i dipinti di Kiko siano "opere d'arte" potrebbe anche starci. Soprattutto con il significato relativo che il termine ha assunto oggi.

Ma, nel Cristianesimo l'Iconografia non deve necessariamente essere "opera d'arte" nel senso comune del termine ma nel senso CRISTIANO del Termine. Per questo le Icone Cristiane hanno un CANONE. Perchè, come dice anche Kiko (ma non fa), esse devnono esprimere il VANGELO. Il Vangelo NON PUO' essere "interpretato".

Quindi, anche senza le GIUSTE osservazioni sulla criticità de simbolismo di Kiko, la domanda è: perchè cambiare le forme liturgiche ed iconografiche?

Luisa ha detto...

Perchè quelle forme "altre" veicolano e esprimono uan sostanza"altra".

Arguello ha rigettato le forme cristiane rigettandole ha rigettato la sostanza che esse esprimono.

Emma ha detto...

La domanda che non trova risposta è come si è potuto definire "itinerario di formazione cattolica" un sistema
che non forma con l`insegnamento della Chiesa cattolica ma con quello di un pittore spagnolo che continua a restare segreto,
che non celebra la Messa con la Liturgia della Chiesa ma con quella inventata a tavolino dallo stesso laico,
che porta la divisione nelle parrocchie con le sue prassi diverse,
che usa metodi formativi che mortificano la persona,

se quello è un itinerario di formazione cattolica allora la fede cattolica è stata modificata, la Chiesa è una nuova Chiesa, una Chiesa in cui Tradizione, Liturgia, e Dottrina non sono più conservati e trasmessi fedelmente ma lasciati alla libera interpretazione del primo venuto, come ad esempio un pittore spagnolo che si ritiene ispirato dal Signor per tutto quello che fa e dice.

Ma in fondo i soli e veri responsabili di questo scempio sono tutti coloro che gli hanno permesso di realizzare i suoi progetti, senza correggerlo,senza fermarlo, sapevano quanto poco ortodosse fossero le sue invenzioni eppure non sono intervenuti.

Una Chiesa che definisce cattolica il tipo di "formazione" che è data nel cammino neocatecumenale è una Chiesa in crisi, una Chiesa in cui i Pastori sembrano aver perso di vista il loro dovere, la loro responsabilità, la loro missione di conservare e trasmettere il Sacro Deposito della Fede.

Lino ha detto...

@ anonimo 18 dicembre, 2011 12:47
Diffamazione? A chi si riferisce, in particolare? Se all'articolo si riferiva, sarebbe interessante ascoltare il parere di un Magistrato in materia di critica di fenomeni socio-culturali, teologici, estetici. Di plagio, si sa, è da tempo che non se ne occupano più in materia penale: nemmeno delle accuse di plagio, quindi. Ci provi, quindi: sarebbe interessante discutere del Cammino in un Tribunale.

Lino ha detto...

@ anonimo 18 dicembre, 2011 11:04:
"E chi volesse forzosamente tirare in mezzo il vangelo di Giuda e l'interpretazione eretica di Giuda come tredicesimo spirito, dovrebbe appunto prima trovare il dodicesimo elemento nel quadro..."
Interessante, questa dotta riflessione, dà tutto il senso della conoscenza delle Scritture: se Giuda - secondo questa follia estetica kikiana - è presente dopo la Resurrezione, e se Mattia sarà nominato come dodicesimo (Atti 1:25-26) il "tredicesimo spirito" ha senso, o no? Oppure lei intende contestare anche il brano di un vangelo gnostico ("Nella visione mi sono visto mentre i dodici discepoli mi stavano lapidando e perseguitando..."), quello di Giuda? Stiamo ragionando di follie gnostiche, naturalmente.
Lei, anonimo, non sa guardare fuori del dipinto.

@ medesimo anonimo 18 dicembre, 2011 11:04:
"Insomma, in tutta franchezza la sua interpretazione lascia un pò il tempo che trova. E anch'essa mi conferma che il Cammino lei lo conosce solo per sentito dire, o per quello che ha studiato alla scuola di Mic... :)
Se non lo ha inteso, nell'articolo si discute di due dipinti, non del Cammino, appena citato nel testo, incidentalmente e in chiusura. Che c'entra la sua affermazione "il Cammino lei lo conosce solo per sentito dire"? Perché, per analizzare due dipinti occorre conoscere il Cammino, come nella vostra solita solfa? Vi spiegano le pitture, nel Cammino?
Lei, anonimo, nemmeno sa guardare dentro il dipinto.
Per come (intenzionalmente) è impostato l'articolo, lei avrebbe potuto opporre una sola contestazione: «No, Kiko non è un pittore modesto (prima ipotesi) né è un inventore di scene evangeliche (seconda ipotesi): quello con Cristo risorto non è Giuda, le due immagini pre e post-Resurrezione sono assolutamente diverse, non si assomigliano né formalmente né simbolicamente».
Lei non l'ha fatto perché - e qui rispondo alla cara Michela - il condizionamento mentale rende ciechi e ciò accade quando c'è il culto non di Dio, bensì della personalità di qualche leader mondano.
Chieda ai gestori del sito di San Bartolomeo in Tuto di cancellare la
spiegazione che Giuda “è vestito di azzurro e rosso, tonalità brillanti e sfarzose, simbolo dell'amore al mondo e alla sua gloria”. È stato l'indizio che ha mosso lo studio. Anzi, chieda di osservare il silenzio assoluto in rete, ha ragione Kiko: non pubblicate i Direttori, non pubblicate in rete (silenzio e segreto!), meno farete conoscere in giro e meno eresie potranno essere ritrovate.

Anonimo ha detto...

Se lo lasci dire signor Lista : lei è un cretino. Primo : perchè non sa distinguere un originale da un'imitazione( purtroppo anche nel cammino ci sono dei cretini che imitano), secondo : perchè segue questo branco di invidiosi rosiconi.

mic ha detto...

Bella esibizione di argomenti!
Eloquente oltre ogni dire...

Anonimo ha detto...

"Interessante, questa dotta riflessione, dà tutto il senso della conoscenza delle Scritture"

Mi sarò spiegato male io, d'altro canto non sono un letterato nè mi atteggio a tale. Ma se io non so leggere dentro, fuori, attraverso e di lato il quadro, lei non sa capire ciò che intendevo. Semplicemente, appurarato che la scena rappresentata nel secondo quadro NON è la scena della prima venuta di Cristo a porte chiuse (storicamente avvenuta all presenza di 10 apostoli) bensì la terza apparizione (alla presenza di 11 apostoli), Giuda sarebbe semplicemente di troppo, numericamente parlando. Tutto qui.

Per questo motivo mi permetto di dire che non ritengo nè kiko un pessimo pittore, nè un pittore eretico, ammettendo in tutta franchezza di non sapere gli esatti motivi che hanno spinto Kiko (se di Kiko si tratta, come fa notare un altro anonimo...) a dipingere le due icone in maniera tanto simile. Al tempo stesso sarei un cieco a dire che le due icone non si assomigliano. Se dicendo ciò ricado per forza nella casistica del "culto della personalità", secondo non so quale logica, beh, arrivederci e grazie. In punta di piedi mi permetto di farle notare che ci sono ben altri "culti della personalità" che traspaiono da certe righe.

Saluti.

mic ha detto...

Mi sarò spiegato male io, d'altro canto non sono un letterato nè mi atteggio a tale.

per spiegare le scritture non è necessario essere letterati, ma credenti e magari aiutati da un minimo di capacità (acquisita con l'approfondimento alla scuola della Chiesa) di fare esegesi fondati nella luce dello Spirito del Signore Risorto; il tutto nell'atteggiamento interiore di Adorazione. Capisce bene che è ben lontana da ciò qualunque interpretazione letterale e improvvisata, abituale nel Cnc...

mic ha detto...

Semplicemente, appurarato che la scena rappresentata nel secondo quadro NON è la scena della prima venuta di Cristo a porte chiuse (storicamente avvenuta all presenza di 10 apostoli) bensì la terza apparizione (alla presenza di 11 apostoli), Giuda sarebbe semplicemente di troppo, numericamente parlando. Tutto qui.

Ebbene, qualcosa comincia a dedurre. Ma arriva solo al punto da capire che Giuda SAREBBE di troppo... Sta di Fatto che Giuda C'E' e allora resta da capirne il motivo che, Lino ha decifrato con l'aiuto di quanto Kiko afferma nelle catechesi e con le conoscenze dello gnosticismo, che non è davvero estraneo né a questa né ad altre manifestazioni camminanti (le tappe, ad esempio...)

Per questo motivo mi permetto di dire che non ritengo nè kiko un pessimo pittore, nè un pittore eretico, ammettendo in tutta franchezza di non sapere gli esatti motivi che hanno spinto Kiko (se di Kiko si tratta, come fa notare un altro anonimo...

Trattandosi di Kiko non si può permettere nulla, neppure di fronte all'evidenza e arriva persino a mettere in dubbio l'autenticità dell'icona controversa, che è presente nelle gallerie neocat, e di certo non ce la siamo inventata noi. Atteggiamento mentale davvero molto eloquente!

mic ha detto...

Se dicendo ciò ricado per forza nella casistica del "culto della personalità", secondo non so quale logica, beh, arrivederci e grazie. In punta di piedi mi permetto di farle notare che ci sono ben altri "culti della personalità" che traspaiono da certe righe.

Se la sua impossibilità di negare e/o cogliere l'evidenza, non è "culto della personalità", cos'è?

Allude ad altri supposti "culti della personalità", al solo scopo di dar forza alla sua affermazione; ma sta semplicemente parlando a vanvera...

Emma ha detto...
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Anonimo ha detto...

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Il vero fine dell'arte cristiana

"Le sacre immagini indirizzano i sentimenti dei fedeli alla verità per mezzo della bellezza"


di Rodolfo Papa

Estraggo questo passaggio:

"....affinché queste «rendano il dovuto culto a Dio». In altre parole le sacre immagini muovono i sentimenti dei fedeli, ammaestrandoli nel bene, indirizzandoli alla verità per mezzo della bellezza.
Questo stesso identico discorso è presente anche nella Costituzione sulla Sacra Liturgia Sacrosanctum Concilium del Concilio Vaticano II, in cui, a proposito delle immagini sacre e del loro fine, si afferma:
«Esse, per loro natura, hanno relazione con l’infinita bellezza divina, che deve in qualche modo essere espressa dalle opere dell’uomo, e sono tanto più orientate a Dio e all’incremento della sua lode e della sua gloria, in quanto nessun altro fine è stato loro assegnato se non quello di contribuire il più efficacemente possibile, con le loro opere, a indirizzare religiosamente le menti degli uomini a Dio».
Lo scopo delle immagini è, dunque, chiaro: esse devono assolvere ad un dovere che è appunto quel prezioso compito che la vera arte cristiana ha sempre svolto e ancora svolge nel segno dell’umiltà."



http://www.zenit.org/article-29035?l=italian


Considero le icone di Kiko Arguello brutte, alcune terrificanti, ma se il gusto estetico è soggettivo so che quelle icone non mi conducono a Dio ma all`ego di chi le ha fatte.
L`artista cristiano opera con umiltà, è un umile servitore non è il protagonista, Kiko Arguello anche nelle sue icone riesce a farsi protagonista.
Basta ascoltarlo quando descrive le sue opere, non c`è traccia di umiltà ma solo un grande, incommensurabile orgoglio.
P.

Lino ha detto...

@ mic ha detto...
"Bella esibizione di argomenti!
Eloquente oltre ogni dire..."

Hai fatto ben a non cancellarlo, Mic. Certi obbrobri vanno esposti.
Dunque, il critico d'arte kikiana ci informa che siamo al cospetto di una imitazione (forse intendeva dire una falsa attribuzione), realizzata da uno dei "cretini che imitano" appartenenti al Cammino. E ci accusa di non saper distinguere l'ineffabile tratto del pennello di Kiko, il cui stile - dal periodo degli indiani Navaho con Gesù/totem - è inconfondibile come una linea botticelliana.
Molto facile, adesso, affermare che un dipinto presente nelle gallerie in rete non è di Kiko. Avrebbero dovuto sconfessare prima "il cretino che ha imitato", prima del presente studio. Scommetto che del dipinto con Giuda resterà traccia solo nell'Osservatorio.

Lino ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Anonimo ha detto...

"per spiegare le scritture non è necessario essere letterati"

Ma io non tentavo neppure di spiegare le scritture. Tentavo molto più semplicemente di spiegare le mie obiezioni alle accuse di eresia mosse da Lino.

"Sta di Fatto che Giuda C'E' "

Tutto sta nel capire se la persona nella figura è effettivamente Giuda o meno. Cosa che io non credo, in quanto non avrebbe altra spiegazione che considere Giuda ancora vivo dopo la Resurrezione di Cristo, il che è evidentemente un falso storico. Per questo motivo insisto nel far notare che se Kiko avesse avuto intenzione di raffigurare Giuda ancora vivo nella cena post-pasquale avrebbe raffigurato 12 apostoli anziché 11.

"Trattandosi di Kiko non si può permettere nulla, neppure di fronte all'evidenza e arriva persino a mettere in dubbio l'autenticità dell'icona controversa, che è presente nelle gallerie neocat,"

Anzitutto non ho avanzato io l'ipotesi che l'icona in questione sia una copia e non un originale di Kiko. Ho solo riportato quanto detto da un altro Anonimo. Sarei certo curioso di sapere la provenienza dell'icona "incriminata" visto che questo anonimo ha sostenuto che non sia di Kiko.

Inoltre ho scritto che non mi permetto di dire nulla al riguardo solo perché sono conscio della mia ignoranza su molti temi. Non sono un critico d'arte (ma vedo che qui abbondano) e non sono un fine teologo (e anche di questi, ne abbiamo in abbondanza da queste parti).
Dico la mia da perfetto profano in merito, ma vedo che opinioni contrarie al vostro sentire comune sono così poco accette da dover essere etichettate come una sorta di "devozionismo" dell'Arguello. Devozionismo che certo non mi appartiene ma non ho alcun interesse a farvi cambiare d'opinione al riguardo.
Contenti voi, contenti tutti.

Saluti.

P.s. l'ho già fatto notare ma il mio commento non è stato ritenuto idoneo ai contenuti del blog (strano!). A.Rita riporta un'inesattezza quando afferma che Kiko inserisce il numero 666 nelle sue icone. Tra l'altro questa affermazione mi ricorda molto una storica diatriba tra il centro culturale san giorgio e Paolo Attivissimo.

Lino ha detto...

@ anonimo che ha detto:
"Semplicemente, appurarato che la scena rappresentata nel secondo quadro NON è la scena della prima venuta di Cristo a porte chiuse (storicamente avvenuta all presenza di 10 apostoli) bensì la terza apparizione (alla presenza di 11 apostoli), Giuda sarebbe semplicemente di troppo, numericamente parlando.

Ecco, ora quasi ci siamo: una simile immagine nei Vangeli non esiste; noi - per far tornare i conti - possiamo solo congetturare quali episodi il pittore abbia sincretizzato per produrla, per quali magistrali fini l'abbia fatto e come un semplice osservatore "lontano" ne possa essere traviato, ad osservarla.
Sa perché non si può accettare che Giuda sia "semplicemente di troppo" in un dipinto del Cammino? Perché Kiko afferma che "pittare è come annunciare il Vangelo…”.
Saluti.

mic ha detto...

Tutto sta nel capire se la persona nella figura è effettivamente Giuda o meno. Cosa che io non credo, in quanto non avrebbe altra spiegazione che considere Giuda ancora vivo dopo la Resurrezione di Cristo, il che è evidentemente un falso storico. Per questo motivo insisto nel far notare che se Kiko avesse avuto intenzione di raffigurare Giuda ancora vivo nella cena post-pasquale avrebbe raffigurato 12 apostoli anziché 11.

è iniziato il solito tormentone depistante e dalla logica perversa, che non tiene conto (o fa finta, o non ci riesce) che Giuda è stato individuato dai colori descritti nell'icona di Scandicci ed è TUTTA la scena ad essere anomala, perché riferita ud una cena post-risurrezione, ma con tutti gli elementi dell'Ultima Cena.
E, il problema, sta proprio in quella presenza di Giuda in quel contesto, spiegabile solo con gli elementi gnostici che nel cammino non mancano.

Ma meglio di me potrà rispondere Lino.

Il discorso dei letterati abbinati alla Scrittura non l'ho fatto io, ho semplicemente risposto a tono...

Anonimo ha detto...

Prendo atto che contare i discepoli è un "tormentone dalla logica perversa".

Faccio inoltre presente che, come detto dalla stessa Mic, i colori identificano Giuda nell'icona di Scandicci.
L'altra icona, quella incriminata, se davvero è stata fatta da Kiko (in effetti, non mi sembra che figuri in cataloghi "ufficiali" tipo quello del CAAL) ed è esposta da qualche parte (dove?), difficilmente potrà "traviare un osservatore "lontano"", per ovvi motivi.
Questo per tranquillizzare Lino.

Anonimo ha detto...

Continuate pure a fare gli idioti e a masturbarvi davanti alle icone...
Quel dipinto si trova in una sala di una parrocchia di Barcellona ed è stata fatta da un pittore che ha voluto imitare lo stile di Kiko.

Stefano78 ha detto...

Provo a rifare le mie domande:

-Perchè il CnC usa simboli e forme liturgiche diverse da quelle della Tradizione Cattolica?

-Perchè il CnC presume di esser la prima e l'ultima voce per definire l'apostolicità dei suoi "riti"?

-perchè l'iconografia del CnC è "univoca", ovvero è l'iconografia di Kiko (e non ve ne sono altre)?

-perchè nel CnC, e nelle sue parrocchie, il culto ai santi ("Credo la Comunione dei Santi") è sparito?

-perchè il CnC ha dato una definizione diversa della Santa Messa, che non rispetta la definizione DOGMATICA stabilita dal SS Concilio di Trento e ripresa dal Vaticano II?

Qualcuno che contesta l'Osservatorio, potrebbe rispondere a queste domande in modo ragionevole?
Grazie

Stefano78 ha detto...

Inoltre:

-Perchè il CnC usa un Direttorio di cui è stata Decretata la PUBBLICAZIONE, ma che non è reso pubblico (a differenza di quello che vale per tutta la Chiesa)?

-Perchè il CnC esegue nelle sue "tappe" riti battesimali irripetibili per i cattolici (e tale ripetizione non è approvata da NESSUNO)?

-perchè il CnC usa il metodo dello scrutinamento pubblico della coscienza, quando la Chiesa ORDINA l'inverso?

-perchè nel CnC vige l' "arcano" delle tappe e dei contenuti, quando nella Chiesa in 2000 anni non è mai stato così?

Lino ha detto...

@ anonimo che ha scritto:
, Ma io non tentavo neppure di spiegare le scritture. Tentavo molto più semplicemente di spiegare le mie obiezioni alle accuse di eresia mosse da Lino.

E io tento di spiegarle, con la letteratura, perché il dipinto è eretico. Lo spiego con tre letterati.
1) Cicerone: "le Immagini sono similissime alle Lettere; la disposizione e l'alloggiamento delle Immagini alla Scrittura" . Un dipinto, quindi, quando simbolico, può essere letto come un testo.
2) Quintiliano: "L'allegoria, che interpretano come un'inversione, mostra una cosa con le parole e un'altra con il significato a cui rimanda" ; "l'allegoria è una metafora continuata".
3) Dante: "Infatti, il primo significato è quello ricavato da una lettura alla lettera; un altro è prodotto da una lettura che va al significato profondo. Il primo si definisce significato letterale, il secondo, di tipo allegorico, morale oppure anagogico" . In un altro passo, Dante definisce "vere" le Sacre Scritture, sia nel senso letterale sia nei tre significati superiori.

Ora, nel dipinto post-Resurrezione in questione, le immagini e i simboli sono estratte da episodi diversi, assemblati sincreticamente fondendo figure dell'Ultima Cena, omettendo simboli di questa (il pane del Salmo e Satana, per esempio) e aggiungendone altri (i segni della Passione, il pesce).
A questa nuova sequenza di simboli del dipinto secondo il pittore del Cammino, lei - rileggendo Cicerone - ritiene che possa corrispondere la medesima allegoria simbolica o piuttosto differenti sensi? E che, secondo Dante, quella Scrittura sia ancora vera, nella lettera e negli altri significati? Immagini lei cosa si direbbe se io riscrivessi il testo evangelico secondo questo dipinto. Un quadro non è molto differente da una scrittura, quando è simbolico.

Il dipinto, quindi, non è solo eretico, ma tre volte eretico: non stravolge solo la Lettera, ma anche sostituisce ai significati superiori scritturali (diciamoli con gli studiosi ebrei della Torah: il SOD/mistico e il Remez/simbolico-allegorico) le intenzioni del pittore.
I simboli sono veli delicatissimi, egregio amico: bisogna toccarli con guanti di seta. Io, quando uso un solo simbolo dei Vangeli, mi faccio il segno della Croce, altro che metterli (con l'occhio nel cuore di René Guénon) insieme a piacimento!

Lino ha detto...

P.S.
"Per questo motivo insisto nel far notare che se Kiko avesse avuto intenzione di raffigurare Giuda ancora vivo nella cena post-pasquale avrebbe raffigurato 12 apostoli anziché 11."
Sì, proprio così. In questo modo, sin dalla prima esposizione del dipinto, sarebbe stato scomunicato, altro che neocatecumenato!
A proposito di René Guénon, le chioso Dante, fratello mio:
"0 voi che avete gl'intelletti sani,/ mirate la dottrina che s'asconde / sotto il velame dei dipinti strani!"

Anonimo ha detto...

Caro Sig. Lino, perchè non provare ad inviare le due immagini a Mons. Giuliodori, Vescovo di Macerata e esperto di comunicazione (essendo stato referente per la CEI); chieda a lui come spiegare queste "opere d'arte" ai presbiteri NC formati nel Sem. RM di Macerata.
Scusandomi per la violenta espressione che sto per usare: va beh che "la mano destra non deve sapere ciò che fa la mano sinistra" ma qui mi sembra che le membra del Corpo di Cristo che è la Chiesa vadano ciascuna dove vuole!
E sono pugni ai fianchi!!
G

Anonimo ha detto...

Quel dipinto si trova in una sala di una parrocchia di Barcellona ed è stata fatta da un pittore che ha voluto imitare lo stile di Kiko.
------------

????????

Luisa ha detto...

Caro Stefano alle tue domande, che sono quelle che abbiamo posto così sovente, i neocatecumenali non risponderanno o daranno le solite risposte = non risposte preconfezionate.

Quelle domande dovrebbero essere fatte ai Vescovi, a quei pastori che SANNO ma TACCIONO.

Suggerisco ai gestori di farne un thread, Stefano, con la sua abituale chiarezza, ha posto le domande fondamentali.

Emma ha detto...

" Quel dipinto si trova in una sala di una parrocchia di Barcellona ed è stata fatta da un pittore che ha voluto imitare lo stile di Kiko."

!?!

Pregasi dare il nome della parrocchia, il nome del pittore che ha osato imitare, non lo stile, ma un`icona di kiko Arguello e una foto.

Lino ha detto...

@ G
Gentile G, non credo che servirebbe a molto. In fondo un dipinto neocatecumenale, sia esso di Kiko o di un suo allievo imitatore, poco aggiunge e poco toglie all'elenco di Stefano 78.
Personalmente preferirei che a dipingerlo fosse stato Kiko e che esso fosse conservato in una collezione privata, perché se veramente dovesse stare nella sala di una parrocchia di Barcellona, magari dove si celebra un'Eucarestia sia pur con i riti CNC, il mio rammarico sarebbe maggiore. E maggiore sarebbe l'irritazione se l'autore fosse un erede di Kiko, perché ciò vorrebbe dire che il sonno della ragione sta generando mostri.

In relazione alla paternità dell'eresia pittorica, anche io come Emma domando: "Pregasi dare il nome della parrocchia (specificando se sia neocatecumenale o no), prego indicare il nome del pittore che ha osato imitare, non lo stile, ma un`icona di kiko Arguello, prego specificare la data di produzione dell'artefatto".
La data è importante perché, se successiva alla "Corona Misterica", anche potrebbe trattarsi di una imitazione, recepita dalle gallerie kikiane in rete come originale. Se antecedente, a meno che l'allievo non sia un profeta come il maestro,
i critici potrebbero perfettamente inquadrare l'artefatto nell'ambito dell'evoluzione (si fa per dire)caotica dello stile arguelliano.

Anonimo ha detto...

http://www.caal.it/sitehome/wp-content/uploads/2011/01/catalogo_icone_caal_2010.pdf
In basso a destra, con la cosiddetta sala, tra decine di dipinti di Kiko.

Lino ha detto...

A seguito delle critiche ricevute da vari neocatecumenali qui e altrove, sono costretto a intervenire nuovamente. Secondo queste persone, il dipinto post-Resurrezione oggetto dell'articolo non sarebbe stato dipinto da Kiko ma sarebbe soltanto una banale imitazione, esposta nella "sala di una parrocchia di Barcellona", essendo stata "fatta da un pittore che ha voluto imitare lo stile di Kiko".
Invito a navigare nel seguente link di www.camineo.info, portale spagnolo, dove sono raccolte numerose icone di Kiko:

http://www.camino-neocatecumenal.org/neo/ICONOGRAFIA/iconoskiko.htm

Questa è l'icona "post-Resurrezione", attribuita a Kiko dal portale (ultimo dipinto sulla decima fila):

http://www.camino-neocatecumenal.org/neo/ICONOGRAFIA/Iconos%20Kiko/Ultimacena_small.jpg

Questa è, invece, l'icona dell'Ultima Cena (quarto dipinto sulla settima riga):

http://www.camino-neocatecumenal.org/neo/ICONOGRAFIA/Iconos%20Kiko/ultima%20cena2.jpg

L'analisi delle icone delle due Cene nel sito neocatecumenale (specie dei colori), confrontate con il dipinto della “Corona Misterica” di San Bartolomeo in Tuto, potrà meglio rendere l'idea del lavoro sviluppato da Kiko Arguello.
Con i miei migliori saluti e auguri a chi aveva fatto riferimento a un sito di arredi liturgici che - così si è dato a intendere - avrebbe erroneamente attribuito a Kiko l'opera di un catechista "cretino".

Anonimo ha detto...

Caro Lino,

sicuramente qualcuno dirà che anche il sito spagnolo ha preso un abbaglio ;-)

Floris

Lino ha detto...

Sì, caro Floris, e anche diranno che l'anonimo imitatore di stili ha dipinto l'icona dell'Ultima Cena presente nel sito neocatecumenale, quella palesemente diversa nei colori dall'affresco nella “Corona Misterica”.
Comunque non siamo molto distanti dai noti esperti d'arte neocatecumenale: loro sostengono che il dipinto col pesce è un intruso, noi sosteniamo che l'intruso è Giuda nel dipinto col pesce :-)