giovedì 19 gennaio 2017

I giovani balilla del duce Kiko

E sì, lo dico convinta, poveri bambini sotto ammaestramento kikiano.

Questa affermazione alla base.

Reduci dalle feste natalizie, per antonomasia dedicate ai bambini, dopo aver rivisitato tutte le ritualità kikiane che le infarciscono, ho allargato un attimo lo sguardo ed ho visto lo scenario che vi sottopongo.

Con infinito amore per i bambini e grande rispetto (anche io sono madre, anche io ho vissuto anni e anni nel c.n.), dedico a loro queste considerazioni che spero possano aprire uno squarcio su un aspetto che forse si considera poco, io vorrei dar loro voce, perché i bambini non hanno voce, non possono, come noi, se hanno qualcosa da dire, farsi sentire.
Dico di più: se sono nati e cresciuti dentro l'esperienza, perché figli di catecumeni di lungo corso … che magari hanno anche finito il cammino per diventare FEDELI (ma non nel senso fraudolentemente annunciato nelle catechesi iniziali di Cristiani Adulti che hanno rivissuto il Battesimo)........ ma fedeli a Kiko, fino alla morte, cosa potrebbero, anche volendo, avere da dire?
L'indottrinamento a senso unico è sempre un male, praticato sui bambini in maniera metodica è perverso. Senza portare a sostegno tanti argomenti, non ce n'è bisogno.

Sottolineo che, se davvero Kiko fosse qualcosa che somiglia lontanamente ad un profeta ispirato non avrebbe creato, nella riserva indiana, nel recinto chiuso del cammino (custodito dai “cani mastini-catechisti”, ci chiediamo sempre il senso dei cani delle baracche... ve la do io la spiegazione: lo seguivano dappertutto perché sapevano che con lui avrebbero avuto un futuro radioso!) ...il recinto per gli agnellini, i "piccoli figli del cammino" da allevare per la sua causa.

So bene che queste mie affermazioni, di cui mi assumo la responsabilità, possono scatenare, nei camminanti convinti, un putiferio, ma voglio essere intenzionalmente provocatoria, aspetto e accetto tutto.

Assodato che per Kiko nulla di quello che è al di fuori del mondo chiuso di questa esperienza è indicato per loro -figli del cammino- nel cammino neocatecumenale (N.B.: iniziazione cristiana per gli adulti cfr. Statuto) viene assegnato ai figli dei camminanti:


  1. Un posto privilegiato nella Veglia di Pasqua e in tutte le eucarestie da piccolissimi, e in seguito, l'accoglienza nella comunità dei genitori, una volta fatta la prima comunione.
  2. I didascali incaricati a tempo pieno della loro formazione finché, tra i 13-14 anni (questa l'indicazione precisa di Kiko, per cui bisognerebbe adeguare lo Statuto inserendo "itinerario battesimale per adolescenti"), faranno le catechesi, avranno i loro catechisti, entreranno nella loro comunità e affronteranno i vari passaggi.
  3. Ogni domenica le Lodi domestiche in famiglia o nelle convivenze dove, fino al termine delle lodi, anche i piccoli con le baby-sitter possono partecipare.
  4. Tutto quello che il cammino organizza a parte, di cui abbiamo abbondantemente parlato, nel tempo natalizio appena trascorso: Re Magi, Presepe con ammaestramento nella notte della Vigilia, Eucarestia di ringraziamento a Capodanno.
  5. Giornate mondiali della gioventù a cui, sempre dalla adolescenza in poi, parteciperanno fedelmente e, come si sa, centrale è l'incontro con Kiko, la chiamata vocazionale in cui molti figli si cimenteranno, per non sentirsi inferiori ed essere elogiati, nell' UNICO AMBIENTE che hanno conosciuto, e in cui si fa così. Vocazione certa: o chiamata al presbiterato e alla vita monastica di clausura o guardatevi intorno, sul pullman, tra i camminanti junior comunque, e sceglietevi una sposa/sposo, per formare una famiglia "in missione", tutto compreso.
  6. Sicuro dimentico qualcosa.

Tengo per me quello che mi si ricompone dentro, storie di ragazzi smarriti, senza identità, anche figli di quelli che vengono definiti mega-catechisti, mandati “in cura”, tante volte, nei vari R.M. per qualche mese..... la riserva nella riserva... non ricevendone alcun beneficio, anzi peggiorando negli anni.

Ragazzi che mai hanno costruito una loro identità, che mai hanno saputo o potuto scegliere.

Alcuni li ho visti dibattersi per anni, senza capire la radice del loro disagio perché, perdonate, mai hanno fatto una vita normale di giovani normali che si preparano a vivere da persone normali nella realtà che tutti condividiamo e che non è solo fatta di idoli e di idolatri, mentre i santi, i soli liberi dalla soggezione al demonio, sono quelli dell'iniziazione cristiana di Kiko e Carmen che, quando arrivano alla statura adulta, finalmente, restano con un solo unico ineguagliabile idolo: Kiko stesso.



Ho visto ragazzi cresciuti nel cammino che, come suol dirsi, non erano più né carne né pesce, dopo aver indagato invano sulla propria vocazione, entrati nei seminari R.M., poi usciti, poi fidanzati, poi lasciati, poi tornati in seminario, poi più niente.

Salvo restare in comunità in forma abbastanza fanatica e acritica, che reagiscono contro chi osa criticare il cammino senza capire neanche quello che dicono, essendo cresciuti solo in questa esperienza e non potendo fare confronti, all'ombra del genitore importante, del catechista, del presbitero R.M., loro modello.

Si, ho visto queste cose, le eccezioni ci sono, per carità, ci mancherebbe altro ma, se facciamo uno studio approfondito, statene certi, il risultato è deludente, anche qui il sistema cammino non funziona, come nelle altre cose che analizziamo in questo blog, e gli effetti devastanti sulle persone, purtroppo, sono sempre gli stessi.

Perché C.N., Kiko, il Grande Inganno. Si presenta come una realtà ecclesiale frutto del Vaticano II, poi si impone come "il frutto" del Concilio, unica realtà autentica, la Chiesa del domani con un suo progetto preciso, al di fuori il nulla, a questo si viene educati, in questo itinerario di de-formazione.

Vogliamo analizzare gli effetti sui figli che non hanno conosciuto altro ne' li si mette in condizione di conoscere altro.

Nella predicazione kikiana (cfr. La tela del ragno) la famiglia, i figli, come il lavoro e gli averi sono idoli che vanno odiati. L'amore dei genitori viene spesso definito "nevrotico", per cui la figura genitoriale viene delegittimata nel suo ruolo educativo e sostituita da quella del didascalo prima e del catechista poi, vero punto di riferimento del ragazzo che, ancora adolescente, avrà la sua comunità.

Interi gruppi familiari vengono così inghiottiti in questo baratro nella maniera più naturale del mondo, quasi attratti da un pifferaio magico.

In queste condizioni, i bambini figli di genitori ‘in Cammino’ possono riportare danni irreversibili (è opportuno ricordare l’esperienza di laboratorio conosciuta come la benda del gattino’: se per un po’ di tempo, ad un gattino appena nato, gli si pone una benda su di un occhio, quando la si toglie, quell’occhio resterà parzialmente atrofizzato e non più in condizione di acquistare le normali capacità visive, neppure con energiche rieducazioni.).

I ragazzi, totalmente coinvolti nel CN, vengono privati d’ogni interesse giovanile: amicizie esterne, divertimento, libertà, cultura contemporanea, opportunità di ragionare e di scegliere da soli! Le attività politiche, sociali, e persino quelle caritative, sono, per loro, una perdita di tempo.

Vent’anni di ‘Cammino’ fabbricano "cristiani" in serie (in barba al mantra della compianta Carmen che ripeteva incessantemente, per sottolineare l'unicità di ognuno che era lì ad ascoltare e la unicità e grandezza della loro meravigliosa predicazione: “Dio non fa cristiani in serie, fa le cose sul serio!”)... mi dispiace, cara Carmen, avete fallito: tutti uguali, con lo stampino.

Per sottolineare la pericolosità, tanto più sui ragazzi nati e cresciuti nell'esperienza, dell'ammaestramento esclusivo praticato nelle comunità neocatecumenali, ecco le espressioni che gli pseudo-catechisti utilizzano frequentemente, riportando espressioni di Kiko:
  • “All'inizio hai aderito liberamente, ora non puoi far finta che non hai ascoltato mai la predicazione che ha cambiato la tua vita, MAI PIU' potrai tornare a vivere come prima!
  • “…TU SEI STATO MARCATO A FUOCO E QUESTO NON TE LO PUO’ TOGLIERE NESSUNO”
Con queste parole Kiko inchioda per sempre al Cammino gli adepti e non si fa scrupolo di lanciare maledizioni su quelli che, svegliandosi dall'incantesimo, in un momento di lucidità, volessero tornare indietro:
  • “...Fratello mio, tu puoi tornare indietro: però attento! Attenti fratelli, perché Dio vi ha inviato dei catechisti concreti, che vi hanno detto che hanno visto Gesù Cristo. SE ANDATE VIA IL SANGUE DI GESU' CRISTO PER LA NOSTRA TESTIMONIANZA RICADRA' SU DI VOI”.
Mamma mia, che terrore! E che orrore!

Questo è l'humus sul quale le piantine dei figli vengono innestate per crescere, ora è più chiaro quello che ho esposto?

Impressionata dalla somiglianza della struttura e dei metodi in uso nel C.N. con quelli tipici dei sistemi dittatoriali e delle sette, metto a confronto l'educazione della seguente generazione nel c.n. e nel fascismo.

Scoperta sorprendente!

Riporto, senza ulteriori commenti, il ruolo svolto, nel ventennio fascista dalla ONB Opera Nazionale Balilla, istituita per l'educazione della gioventù. Vi facevano parte i giovani dagli 8 ai 18 anni, suddivisi in balilla ed avanguardisti. Scopo dell'ONB era rendere consapevoli i giovani del loro ruolo di "fascisti del domani".

Basta sostituire al termine: "Duce" il nostro "Kiko".
Al termine "fascismo" o "fascista", "neocatecumenato" o "neocatecumeni"
E il gioco è fatto!

Solo non ho resistito alla tentazione di riscrivere per Kiko la Preghiera dei balilla: spero gli piacerà e gliela dedico di cuore.

Per chi dovesse risentirsi per tanta sfacciata impudenza, rispondo che, a parte la correttezza dell'analisi che potrete voi stessi verificare, alla fine vogliamo sorridere anche noi, in mezzo a tanto dolore. “CASTIGAT RIDENDO MORES”, anche per sfatare quell’alone di sacralità che è solo di facciata!

D'altra parte voi, fedeli camminanti, per rendere la marcia meno faticosa, vi dilettate a raccontarvi barzellette sulla nota megalomania kikiana, che gli fa credere di essere nuovo messia in terra, e che, evidentemente, fa ridere anche voi.

(Devo anzi farne presto una raccolta, come appendice al libro "Annotazioni")

ONB Opera Nazionale Balilla


Principi Educativi:

Sosteneva Mussolini:
"L'educazione fascista è rivolta a creare il fascista come noi vogliamo".
Per formare il "carattere" era fondamentale suscitare l'emotività dei giovani più che il loro senso critico.Le verità che vogliamo loro insegnare devono parlare prima alla loro fantasia, al loro cuore, poi alla loro mente".
All'astrattezza dell'insegnamento tradizionale si opponeva così il "valore educativo dell'azione e dell'esempio".
La concezione antiscientifica e irrazionalistica della realtà propugnata dal fascismo tendeva all'interiorizzazione acritica di determinati modelli comportamentali attraverso l'attivismo collettivo, mediante il mantenimento di una costante tensione emotiva.
Il giovane doveva uniformarsi all'immagine di una società dinamica, protesa verso obiettivi grandiosi; allo stesso tempo, gli era richiesto di inserirsi in un rigido sistema centralizzato e gerarchico. Al vertice della gerarchia il duce quale esempio sublime, ne derivava pertanto un vero e proprio culto della personalità.

Impressionante, parla proprio di Kiko e del cammino.

Il culto della personalità è una forma di idolatria sociale che generalmente si configura nell'assoluta devozione a un leader, attraverso l'esaltazione del pensiero e delle capacità, tanto da attribuirgli doti di infallibilità.

Immagini del capo appaiono ovunque, così come statue e altri monumenti innalzati alla grandezza e alla saggezza del capo. Slogan del capo ricoprono enormi cartelloni, e libri contenenti i discorsi e gli scritti del capo riempiono le biblioteche e le librerie. Il livello di adulazione può raggiungere vette che appaiono assurde.
Aiuta inoltre a giustificare le regole spesso dure della dittatura, e a propagandare nei cittadini la visione che il capo opera come un governante giusto e buono. In aggiunta, i culti della personalità spesso sorgono dallo sforzo di reprimere l'opposizione interna a una èlite dominante.

Ultimo atto. Ecco la professione di fede al duce dei giovani fascisti, coniata sul Credo o Simbolo degli Apostoli, che somiglia a una bestemmia (perciò non ebbe molto seguito):
Preghiera del balilla.
«Io credo nel sommo duce, creatore delle camicie nere, e in Gesù Cristo suo unico protettore. Il nostro salvatore fu concepito da buona maestra e da laborioso fabbro. Fu prode soldato, ebbe dei nemici. Discese a Roma, il terzo giorno ristabilì lo Stato. Salì all'alto ufficio. Siede alla destra del nostro Sovrano. Di là ha da venire a giudicare il bolscevismo. Credo nelle savie leggi. La comunione dei cittadini. La remissione delle pene. La resurrezione dell'Italia, la forza eterna, così sia.»
Ecco un adattamento all'idolatra megalomane Kiko Arguello:

Preghiera dei giovani balilla del cammino.
«Io credo nel sommo Kiko, creatore dei giovani balilla neocatecumeni , ...omissis... Il nostro salvatore fu concepito da donna molto devota e da affermato avvocato. Fu eccelso predicatore, ebbe dei nemici. Discese a Roma, il terzo giorno ristabilì la Chiesa. Salì ai piani alti vaticani. Siede alla destra del nostro Santo Padre. Di là ha da venire a giudicare il religioso naturale che va a messa la domenica in parrocchia. Credo nei mamotreti non corretti. Le comunità nelle salette. Credo che sono un peccatore che deve obbedire. Che la Chiesa si trasformerà in comunità di comunità per la forza eterna del Kerigma di Kiko, così sia.»

Pax