giovedì 19 ottobre 2017

Kiko dice che il Papa dice che Kiko è un santo... e che nel quadro di Pompei ci sono Kiko e Carmen

Eravate rimasti "stupiti e sorpresi" leggendo il testo della Convivenza di Inizio Corso 2017-2018
Eppure Kiko un mese prima ne aveva già anticipato i contenuti e il leit-motiv, come suo solito!


Prima di iniziare la maratona delle Convivenze, lo scorso 25 agosto 2017 - con un incontro "vocazionale" nella zona di Nicanore, "itinerante" spagnolo di razza, capo-equipe e presbitero del cammino - l'instancabile Kiko Argüello riscalda i motori nella sua Spagna ed annuncia che lo aspettano sette convivenze, una dietro l'altra, a Porto San Giorgio.
Fatta eccezione per la solita parte sofferente che recita in queste circostanze, causa la gran fatica che lo attende, Kiko appare, nel complesso, abbastanza tranquillo; cosa che ci fa ben sperare sull'esito della mega-colletta, fatta - prima delle vacanze e con congruo anticipo - per far fronte agli alti costi della Merkaba', affidandosi, ancora una volta, alla "Santa Previdenza" tutta kikiana e Umana - per nulla Divina, quella infatti è la "Provvidenza" - ammirevole per un iniziatore già santo.
Carmen Hernàndez, riveduta e corretta.

Per cominciare: UN REGALO da distribuire ai giovani IN RICORDO DI QUESTO INCONTRO, la FOTO DI CARMEN, formato "santino", in una ulteriore nuova edizione, udite udite, ridisegnata da Kiko stesso (quando si impegna riesce anche ad abbellire qualcosa).
Bisogna dire, però, che Carmen è ormai irriconoscibile.
Constatiamo così che continua, a grandi passi, il processo di trasfigurazione artificiale di Carmen, la sua deificazione progressiva.
Dice Kiko ai giovani:
"Carmen è nel DNA del vostro cammino neocatecumenale... Noi 50 anni uniti... per voi!"
Da brividi.

Kiko legge poi la lettera del Papa riguardo ai diari di Carmen.
Sottolinea compiaciuto il "Caro fratello", con cui il Sommo Pontefice si rivolge al suo "prediletto", chiudendo la lettera con un "fraternamente Francisco".
Anticipa che, essendo state vendute con la prima edizione 10.000 copie (soltanto?), per la seconda edizione, già in cantiere: "Metteremo questa paginetta del Papa, come Introduzione al libro": e così Kiko stesso fa sì che si avveri la profezia kikiana del Papa che scrive l'introduzione.
E anche questa è fatta!

Dell'incontro, che si può vedere e ascoltare per intero nel video su Youtube, voglio evidenziare alcune cose, premettendo che quanto riporto è una mia sintesi (assolutamente fedele, come si può verificare), non avendo nè il tempo nè le forze per sbobinare tutto, salvo il passaggio del racconto che riguarda il Papa Francesco, spacciato da Kiko come "salvatore in extremis del cammino neocatecumenale", che merita ogni precisione e di cui segnalo anche i minuti di riferimento nel video.

Prendendo le mosse dall'invio "a due a due" della scorsa estate (*) Kiko ci offre una interpretazione del Vangelo - Mt 25 - «avevo sete, mi avete dato da bere... ero nudo, mi avete vestito...» ...nei miei frateli più piccoli.
E chi sono questi che Gesù chiama "i miei fratelli più piccoli"?
Kiko (nel video tra i minuti 27'35" e 28'27") ci catechizza:
Dice un grande teologo (???) che Gesù giudicherà ogni uomo se ha accolto o rifiutato chi gli ha annunciato il Kerigma. Ma cosa è per noi, oggi concretamente, "accettare o rifiutare l'inviato"?
Cosa dice a noi questa parola?
Con una giravolta magistrale, l'abile Kiko fissa su se stesso la macchina da presa, su colui che è il compimento finale, ai giorni nostri, di ogni promessa evangelica, certo siamo agli "ultimi giorni", cosa può esserci ancora dopo di lui?

In ciò che fedelmente si riporta qui sotto, spiccano, più luminose che mai, le preclare virtù, note a tutti, del sig. Kiko Argüello: dalla modestia innata, alla profonda umiltà, alla mitezza e docilità di cuore; dall'ascolto attento della Parola della Santa Madre Chiesa alla solerte, gioiosa e perfetta obbedienza filiale.
Importante ricordare che siamo ad un incontro vocazionale del cammino neocatecumenale: cioè Kiko si sta preparando per pronunciare, alle orecchie degli astanti, le fatidiche parole:
"Tu vieni e... seguimi!"

Dunque, vediamo con attenzione, partendo dal minuto 28'26" del video.
Kiko ci fa un "esempio" di poveri: lui e Carmen:
«Un ESEMPIO! Carmen e io!
Quando siamo arrivati in Italia, non conoscevamo l'italiano [non conoscere la lingua è una forma di povertà, dice Kiko a tal proposito].
Non avevamo una peseta, arrivati a Roma.
Io andai coi poveri, in una baracca [al Borghetto Latino], Carmen, con le suore di Santa Brigida.
Bene! Non sapevo l'italiano. Mi chiamò monsignor don Dino Torreggiani, santo fondatore dei Servi della Chiesa [ci ricorda che è in corso per lui la causa di canonizzazione], egli mi aveva ascoltato una volta in Avila, annunziando il kerigma, fu così che mi invitò a Roma, avendo sentito la mia predicazione.
Gli dico: "Padre, io non chiedo se non di aprire una evangelizazione nelle parrocchie... Ma prima... questa missione in Italia...prima dobbiamo portarla ai piedi di Maria... presso Napoli, poichè MI RICORDAI di un quadro della Vergine dando il Rosario a San Domenico di Guzman e Santa Caterina da Siena. San Domenico è Kiko, Santa Caterina è Carmen. Si chiama "la Vergine di Pompei"» [testuali parole di Kiko]
Sì, Kiko veramente ha detto che "san Domenico è Kiko, santa Caterina è Carmen". Verificate voi stessi nel video.

Kiko prosegue:
«...Tutto il cammino, tutto questo, va sotto la protezione della Madonna del Rosario di Pompei. Da qui tantissimi miracoli della Vergine di Pompei per noi, a favore del Cammino, miracoli che non puoi immaginare!»
(ndr: La cosa più raccapricciante è che questo impostore pretende di avere la Madonna a telecomando, di sostituire se stesso e Carmen ai Santi raffigurati, di asservire a se stesso ogni cosa, intollerabile!)
Regina delle vittorie! Provvedi tu!

Siamo ora al minuto 30'22" del video e Kiko presenta uno di questi "miracoli" a favore del Cammino, una sentenza annullata verbalmente:
«Ne dico uno: prima di annunziare la Feria Quarta al Santo Tribunale della Chiesa uscì una sentenza contro di noi che ci proibiva di celebrare l'eucarestia per comunità, e ci obbligava a celebrare su un Altare Consacrato, niente salette. Una sentenza orribile! Me la hanno data, mi chiamò il cardinal Müller e io gli ho detto: "Questo è la fine del cammino neocatecumenale! Lo vanno ad uccidere! Già è KO." Il giorno della festa della Madonna di Pompei, 8 maggio, mi chiama il Segretario di Stato e mi dice: "Ha detto il Papa Francesco che questa sentenza non è operativa, potete continuare come avete fatto finora." Potete dare un applauso.
Il Papa Francesco salvò il Cammino in quel preciso momento.»
Siamo al minuto 31'33", tenetevi forte: Kiko attribuisce a Papa Francesco anche la grande favola neocatecumenale dei "Vescovi del Santo Domingo" (il tono trionfalistico e delirante è indescrivibile):
«Egli [il Papa Francesco], ha detto alla Conferenza Episcopale di Santo Domingo: "Dico a tutti i Venerabili Vescovi alcune cose del Cammino:

UNO:
"Di Kiko si possono dire molte cose.
Una cosa è certa: che è un santo!"

DUE:
"Il Cammino Neocatecumenale ha portato nella Chiesa l'iniziazione cristiana, che è la cosa più seria e più importante della Chiesa."

TRE:
"Dei Seminari R.M. devo dire quello che penso. Dico che in questo anno ho ordinato 16 preti, di cui 13 del R.M... Traete voi le conclusioni!"

QUATTRO:
"La Chiesa deve al Cammino la Notte della Pasqua. Non ringrazieremo mai abbastanza il Cammino neocatecumenale che ha celebrato, in tutte le Diocesi, la Notte Santa, gli unici, per tutta la notte."

Questo pensa il Papa del Cammino neocatecumenale. Il Papa ha un discernimento speciale dallo Spirito Santo e ha la Missione di Confermare la Fede».
(In questa circostanza gli fa troppo comodo ricordare a chi lo ascolta ciò che egli stesso dimentica tutte le volte che il Papa lo corregge!)

Sì, avete capito bene: Kiko ha detto che il Papa dice che Kiko è un santo, ascoltatelo voi stessi con le vostre stesse orecchie (è in spagnolo ma si capisce).

Due fratelli
Kiko prima della chiamata vocazionale ripete:
«Non si interpreta chi dà a un povero dà a Gesù, chi aiuta chi soffre aiuta Gesù, questo NON E' VERO.
Un grande teologo [ndr: quale grande teologo? qualcuno ci illumini!] dice che la retta interpretazione si collega a coloro che Gesù invia a predicare e con i quali Egli si identifica totalmente:
"chi ascolta voi ascolta me, chi accoglie voi accoglie me"».
Ossia... SARETE GIUDICATI SE AVRETE (O NO) ACCOLTO CHI VA A DUE A DUE SENZA NULLA...
In primis, il duo Kiko/Carmen e, subito dopo, i loro inviati, appunto.

Kiko si pone come esempio, con la sua venuta a Roma, di lui e Carmen; poi racconta del rifiuto dei primi quattro Parroci a cui don Dino li aveva presentati.
(Ovviamente secondo loro questi Parroci saranno irrimediabilmente condannati nel giudizio finale e non avrà importanza alcuna l'aver accolto poveri veri, vestito ignudi, ospitato pellegrini veri, visitato carcerati, ecc.: tutto questo non gioverà loro a nulla.)

Kiko continua in un crescendo di delirio:
«Annunciando il kerigma IO vi sto donando la vita e vita eterna
IO ho rinunciato a tutto, a essere pittore.....
ma oggi la Chiesa Cattolica non ha immagini che alimetino la nostra fede, così IO sono artista PER VOI e, chi sa, un grande artista per il bene vostro e della Chiesa. [ndr: questo del "grande artista" lo dice proprio lui!]
Lo stesso, IO ho scritto una Sinfonia PER VOI e la Chiesa, IO ho detto ad ogni strumento cosa doveva suonare.
IO sopporto tutto questo con umiltà: la verità è umiltà. [ndr: dunque, se la verità è che Kiko è "un grande artista", affermare questo è, da parte sua, segno di umiltà vera]
...La Chiesa ha bisogno dell'arte: la catechesi è un'arte.
IO ho composto 350 inni così, nelle baracche con i gitani... Risuscitò.»
Io - io - io - io - io...
(se non si ascolta non si può credere a che punto quest'uomo è capace di arrivare, negli anni peggiorato senza dubbio. La stessa Carmen sempre lo accusava di essere incurabilmente malato di Io-io-io...)

Con queste premesse autocelebrative, con queste autoconferme di autenticità, con questa solenne autoinvestitura, chiediamoci che peso prenda la parola di Kiko in un'assemblea prevalentemente di giovani!

Oggi IO ti dico: "Vieni e seguimi"?
Traduzione:
"Non sono io, Kiko, che ti chiamo! È il Signore che si identifica con me."(Mt.25) Dunque, se non rispondi a me, tu non rispondi a Dio.

E questo ti tornerà in mente ogni volta che ti andrà storto qualcosa e penserai:
"Ciò mi accade perchè quel giorno non ho risposto alla chiamata di Kiko!" (che è lo stesso di quando uno lascia il cammino e teme le peggiori punizioni)

Vedere, alla fine del video, ragazzini, ma anche bambini, la gran parte poco più che adolescenti, alzarsi e mettersi nelle mani dei "Centri Vocazionali neocatecumenali", per chi ha conosciuto come funzionano, è una cosa che fa accapponare la pelle.
E siamo solo all'inizio del Nuovo Corso.



(*) Nota: immancabile il racconto dell'«esperienza» dell'invio a due a due della scorsa questa estate, spacciata come ubbidienza ad una richiesta di Papa Francesco.

L'«esperienza» a due a due in India in particolare e a pennellate, con paroloni talmente grossi da essere ridicoli anche per i fratelli neocatecumenali che vogliono crederci:

Missione neocatecumenale 2017:
"consegna" del rosario
"Enormi miracoli..."
"Salvati dal suicidio..."
"India e Pakistan, l'Opera del Signore..."
"300 fratelli 40 seminaristi 30 presbiteri 220 itineranti 150 equipes inviate..."
"Nuova Delhi, Calcutta ecc. Sri Lanka, Nepal..."
"Vescovo contento della missione, al contrario maggior parte dei Parroci no..."
"Fratelli eroici dormendo per le strade, nelle campagne..."
"Toccato con mano l'inferno che in India vive tanta gente..."

Kiko legge di seguito alcune esperienze mirabolanti:

1) a Bombay due sorelle hanno annunciato il Kerigma a una ragazza incontrata per la strada che si vedeva che stava soffrendo, questa ha tirato fuori i soldi che aveva con sè e ha detto che le servivano per comprare un veleno ed ammazzarsi: la sua vita era un inferno per il marito andato via e lei rimasta a vivere con la suocera; trattata da lei come una serva o un animale, dice alle inviate di Kiko: "Vi ha mandate il Signore, mi avete salvato la vita!"

2) Un'altra ragazza, dopo aver ascoltato l'annuncio kikiano, ha chiesto se le due missionarie kikiane potevano accompagnarla a casa: il padre, che è un violento, dopo aver ascoltato due parole inizia a gridare e a insultarle, mentre la ragazza inviata da Kiko continuava a ripetergli che Dio lo amava e non poteva non amarlo. Quindi esce di casa la moglie, ingiuriando il marito, perchè le ha ucciso un figlio, morto suicida. La ragazza in missione kikiana continua ad annunciare che Dio poteva tirare da questa tragedia, dalla Croce, da questo "fatto di morte", tirar fuori la vita. I due smettono di litigare (l'orecchio si è aperto!) e dunque le due ragazze possono raccontare l'esperienza personale del cammino neocatecumenale, come le ha salvate. I due coniugi si scambiano il perdono e si abbracciano e accompagnano dal parroco le due sorelle neocatecumenali, il parroco resta strabiliato, letteralmente folgorato, per l'accaduto e chiede subito di far effettuare in parrocchia le catechesi neocatecumenali. [Miracolo!]

3) Una donna, dopo aver scoperto di avere un cancro, ha una terribile ribellione contro Dio. Due sorelle neocatecumenali annunciano che la Croce è lo strumento dell'Amore di Dio: la donna, colpita si reca con loro in Chiesa, finalmente si confessa dopo anni e riceve i sacramenti. La notte stessa muore. Il parroco, seduta stante, ha chiesto che si facessero in parrocchia le catechesi del cammino, poiché ha riconosciuto che il cammino arriva dove il parroco non può arrivare!

4) E, infine, gli interventi di sanCarmen "santa subito", nella sua India!
Le ragazze inviate all'India hanno chiesto aiuto a sanCarmen, durante tutta la missione, ricordando che sanCarmen in India voleva andare missionaria da giovane, quindi ha amato in modo particolare questo paese. Ma le ragazze venivano rifiutate dappertutto e si chiedevano "perchè?" "Nella terra amata da sanCarmen?" Senza capire.
Finchè, inspiegabilmente, un giovane con un taxi, viste le sorelle spaesate, ha chiesto se avevano, per caso, bisogno. Le due sorelle subito gli hanno annunciato il vangelo kikiano e il giovane si è offerto di accompagnarle. La parrocchia, però, era lontana e quindi le invita a casa anche se egli è un mussulmano! Non importa: vedendole due ragazze speciali, le ospita ugualmente. Esse approfittano e annunciano - a tutta la famiglia, con grande amore, ancor più grande perchè mussulmani - il Kerigma.
Tutti ascoltano, commossi, perchè non c'è odio per i mussulmani, ma Amore, e questo li lascia tutti estasiati.

5) Due fratelli hanno annunciato il kerigma kikiano al Capo del RSS (il partito degli Indù fondamentalisti che perseguitano i cristiani), il quale rimane scioccato che i due non avevano denaro e non avevano telefonino. Si è offerto di accompagnarli egli stesso! Li ha accompagnati, infatti, con il taxi, perchè "MAI" aveva visto cristiani che non pagano perchè loro Indù si convertano, MAI.
(sottinteso: solo i neocatecumenali annunciano gratis, tutti gli altri cristiani pagano per convertire)

6) In più un imprecisato "Cardinale di Dhaka" ha chiesto che l'equipe kikiana parlasse davanti alla Conferenza Episcopale Pakistana perché da parte di alcuni vescovi pakistani c'era stato il rifiuto, del Cammino... in Pakistan la Chiesa è distrutta e povera.

Miracoli, miracoli!

Credo che questo sia solo l'antipasto del florilegio che sarà sciorinato, fino alla nausea, in tutte le prossime convivenze piccole e grandi.
Oramai il fantasmagorico è all'ordine del giorno!
Prepariamoci pure alla prossima pubblicazione dei "Fioretti" di San Francisco Argüello dè Spagna, detto il Kiko!

«7 giorni senza niente. Solo Rosario e Bibbia e Salterio. Presenza di Gesù Cristo tanto grande, uniti solo a Lui, con la Sua presenza e il Suo amore, tutti contentissimi. Gesù invia i 72 senza nulla...»
Bravo Kiko!

martedì 17 ottobre 2017

Inizio Corso 2017-2018: Mistificazione, manipolazione, menzogne in merito al Rito di Iniziazione Cristiana degli Adulti (parte seconda)

Continua (e termina, grazie a Dio) il debunking delle scandalose menzogne che padre Pizza e Kiko hanno ammannito ai neocatecumenali nella loro Convivenza di Inizio Corso sociale 2017-2018.

La spiritualità di Kiko
Dopo il convenientissimo discorso riguardante il "dare segni", sorvoliamo sul fatto che siano dei laici ignorantissimi a valutare quali "segni" siano stati "dati" (questa insistenza sul verbo "dare" mi fa pensare che il segno si riferisca a qualcosa fatto di carta, colorato e con dei numeri sopra, forse è un nome in codice), e continuiamo con i passi del RICA letti da Don Pezzi Mario.

Facendo un saltello indietro a pagina 56, troviamo che Pezzi riporta il fatto che alla promulgazione del RICA nel 1972 fu aggiunta la parte IV nella quale si specificava, in una paginetta, che il RICA poteva essere adeguato anche agli adulti battezzati. Pezzi è un bugiardo e si guarda bene dal citare a voce il passo del RICA corrispondente (il §295), quindi cita un bugiardo par suo, il Bugnini, il quale, in un presto dimenticato volumetto, dice (e il Pezzi lo riporta):
“Il Capitolo IV dell’OICA parla degli adulti che sono stati battezzati da bambini, ma che mai hanno ricevuto una istruzione religiosa. La loro situazione è assai simile a quella dei catecumeni, perché, pur avendo ricevuto il battesimo, la loro iniziazione religiosa rimane da farsi. Questo capitolo fu oggetto, due anni dopo, di una particolare interpretazione ufficiosa per determinare quali riti fossero reiterabili e quali no, in una forma di istruzione neocatecumenale promossa da istituzioni religiose moderne. Il capitolo diede luogo ad una ricerca seria anche nei paesi tradizionalmente cristiani. Un gruppo seriamente impegnato, quello delle "Comunità neocatecumenali", aveva già iniziato ad opera dei suoi fondatori ad impostare una formazione cristiana dei battezzati sullo stile del cammino catecumenale. Il merito di questo gruppo sta nell'aver capito l'importanza dello spirito del catecumenato per formare dei cristiani veri. Anche il Papa intervenne sull'argomento”.
Il Bugnini pubblica il volume nel 1983, quando le comunità neocat sono belle che installate in mezzo mondo, e guarda caso utilizza solo cliché neocatecumenali, tanto da far sembrare questo passo scritto sotto dettatura; mente, inoltre, dicendo che il RICA si rivolge agli adulti senza "istruzione religiosa". Questa ambigua e fasulla espressione non esiste nel RICA, e perciò volutamente Mario la inserisce nel discorso. La parte IV è applicata agli adulti che dopo il Battesimo non hanno ricevuto gli altri sacramenti, ovvero la Confermazione e l'Eurcaristia: non è una banale "mancanza di istruzione"! Il Cammino neocatecumenale è formato al 99.9% da persone battezzate, confermate e che hanno ricevuto almeno la Prima Comunione e Confessione, pertanto sono persone cristiane adeguatamente formate che solo successivamente si sono allontanate dalla Fede. Dunque la parte IV del RICA non si può applicare al Cammino!
295. Le indicazioni pastorali che seguono riguardano quegli adulti che, battezzati da bambini, non hanno poi ricevuto alcuna catechesi e perciò non sono stati ammessi alla Confermazione e all'Eucaristia. Si possono tuttavia adattare a casi simili, specialmente per un adulto che è stato battezzato in pericolo o nell'imminenza della morte. Benché tali adulti non abbiano ancora udito l'annunzio del mistero di Cristo, tuttavia la loro condizione differisce dalla condizione dei catecumeni, in quanto essi sono già stati introdotti nella Chiesa e fatti figli di Dio per mezzo del Battesimo. Pertanto il fondamento della loro conversione è il Battesimo già ricevuto, la cui forza debbono sviluppare.
Valencia (Spagna): ecco un'altra
parrocchia neocatecumenalizzata
Questo ciò che riporta il RICA. Senza tema di smentite, si può affermare che il Cammino è fondato su una grande bugia, esso non è un itinerario "di formazione" cristiana, ma di iniziazione per gradi ad un altro cristianesimo non cattolico, fondato da Kiko e Carmen, coadiuvati dal "prete muto".
La condizione di un adulto battezzato chiaramente differisce da quella di un adulto non battezzato in quanto nel secondo non è presente la grazia sacramentale del Battesimo, in aggiunta è diversa anche dalla condizione di un battezzato che abbia ricevuto tutti i Sacramenti necessari alla vita cristiana.
Sviluppare la forza del Battesimo non è uguale a percorrere un cammino iniziatico lungo almeno trenta anni, senza fine, a tappe segrete!

Riporta di seguito il Pezzi:
23. Prima della celebrazione dell’"elezione", si richiede dai catecumeni la conversione della mente e del modo di vita, una sufficiente conoscenza della dottrina cristiana, un vivo senso di fede e di carità; si richiede inoltre un giudizio sulla loro idoneità. Durante la celebrazione del rito vengono rese pubbliche davanti alla comunità la dichiarazione del loro proposito e il giudizio del Vescovo o di un suo delegato. Da tutto questo è evidente che l’elezione, circondata di tanta solennità, è come il cardine di tutto il catecumenato.
E quindi il Pezzi aggiunge (tenetevi forte):
Questo noi lo facciamo, dopo lo scrutinio sempre chiediamo al responsabile, alla comunità se è idoneo o se ha fatto scandali.
Ahhh, certo, ora è tutto chiaro! La dichiarazione del loro proposito e il giudizio del Vescovo equivalgono al responsabile della comunità (a cui si aggiungono senza pietà anche gli altri fratelli) che parlano dei peccati del singolo in pubblico! Vergognati Mario!
È abbastanza ovvio che questo pomposo discorsetto serve solo per giustificare le scandalose prassi neocatecumenali, fra cui, ad esempio, gli scrutini:
Padre Mario: Ho tralasciato gli scrutini: 25. Gli "scrutini", che si celebrano solennemente di domenica, mirano al duplice scopo sopra accennato, cioè a mettere in luce le fragilità, le manchevolezze e le storture del cuore degli eletti, perché siano sanate, e le buone qualità, le doti di fortezza e di santità, perché siano rafforzate. Gli scrutini infatti sono predisposti per liberare dal peccato e dal demonio e infondere nuova forza in Cristo che è via, verità e vita degli eletti.
E, senza neppure arrossire, aggiunge:
È chiaro che mancando da secoli una iniziazione cristiana ed essendo il Cammino Neocatecumenale una novità, i nemici del cammino quello che più hanno attaccato sono stati gli scrutini, parlando del foro interno. 
Qui Mario the dumb supera se stesso, ma nello scandalo. E costui sarebbe un Sacerdote? Dovrebbe sapere cos'è il foro interno, la sua sacralità davanti a Dio, come la Chiesa lo consideri inviolabile persino nel segreto del confessionale. Mario però se ne frega e difende lo schifo degli scrutini in questo modo becero, portandola alla rava e alla fava e omettendo di dire che nel RICA gli "scrutini" sono riflessioni personali fatte in ginocchio durante il rito stesso che infatti si svolge in una domenica in chiesa.

Mario sfrutta le parole "mettere in luce" per giustificare esplicitamente la prassi di raccontare "fragilità, manchevolezze, storture del cuore" in pubblico a tutta la comunità e ai catechisti, quando invece il "mettere in luce" si riferisce alla propria consapevolezza aiutata dalla guida del Sacerdote ed eventualmente del padrino. Da nessuna parte c'è scritto che dei laici possono sondare la mente di chicchessia. Costui, che per quanto mi riguarda ha perso la dignità sacerdotale, poiché mente in modo spudorato, essendo a conoscenza del fatto che la Congregazione per la Dottrina della Fede in tutti i volumi del Direttorio ha scritto che il candidato non deve sentirsi obbligato a rispondere a quelle domande davanti a tutti e neppure nei piccoli gruppi, dato che il Diritto Canonico (§220) vieta di ledere la buona fama di cui uno gode e violare il foro interno.
Vergognati Mario!


Un vero scrutinio cattolico, di un adulto non battezzato (III scrutinio detto "dell'elezione"), al momento dell'esorcismo minore. Come si può vedere c'è il padrino accanto al candidato, la comunità dei fedeli riunita, Sacerdote, diacono: questo ragazzo avrà ricevuto il battesimo nella Veglia Pasquale, come da prassi (si noti il colore viola segno del tempo Quaresimale).

Un'altra chicca riguarda i cosiddetti "catechisti" del Cammino, confusi di proposito coi catechisti della Chiesa:
Poi i catechisti 48. I Catechisti hanno un compito molto importante per il progresso dei catecumeni e la crescita della comunità; abbiano perciò parte attiva nei riti, tutte le volte che sarà possibile. Insegnando, abbiano cura a che il loro insegnamento sia permeato di spirito evangelico, in linea con il simbolismo liturgico e con il corso dell’anno, adattato ai catecumeni e per quanto possibile arricchito delle tradizioni locali. Inoltre, per delega del Vescovo, possono compiere gli esorcismi minori (cfr. n. 44) e le benedizioni riportati nel rituale ai nn. 113-124.
I "catechisti" del Cammino sono in realtà formati solo alle cosiddette "catechesi" di Kiko e Carmen, vecchie di 50 anni, intrise di protestantesimo, ripetute con pignoleria fino alle virgole, agli aneddoti e alle battute di spirito, inadattabili a qualsiasi cultura che non sia "itagnola". Il loro insegnamento è permeato dallo spirito di Kiko, eresiarca del XX secolo, il quale non conosce obiezione, e deve essere assorbito dal malcapitato fino all'ultima stilla.

Il danno e la beffa: quelle "catechesi" eretiche, quella prassi di scarnificare le coscienze con domande che nessun confessore farebbe, quell'arroganza di sostituirsi alla direzione spirituale... addirittura usando lo stesso RICA come foglia di fico per coprire le vergogne. Il Cammino è una setta religiosa, fondata su Kiko, che ha come unico scopo formare un esercito di giudeo-protestanti sottomessi a lui, nuovo Papa di una nuova "chiesa"!

domenica 15 ottobre 2017

Inizio Corso 2017-2018: Mistificazione, manipolazione, menzogne in merito all'Iniziazione Cristiana degli Adulti (parte prima)

Le discussioni di questi giorni mi danno altro spunto ed energie per smascherare le colossali, flagranti bugie che don Pezzi - curiosamente non più taciturno come un tempo - rifila all'uditorio neocatecumenale nella sua cosiddetta "catechesi magisteriale". Nel gergo neocat, questa catechesi dovrebbe essere riportata sempre da un presbitero e contenere i riferimenti al magistero ecclesiastico relativi a un certo tema. Nel corso degli anni, da temi tutto sommato importanti (i Novissimi, la famiglia, l'islamismo...) si è passato a una sempre più sfacciata, vergognosa, inascoltabile pletora di peana pro-Cammino, fiumi di parole volti a illustrare esclusivamente il sacro dogma dell'infallibilità del Cammino Neocatecumenale e dei profeti Kiko-Carmen-Mario, la trimurti idolatrica della nuova religione kikiana.

Quest'anno, a dimostrazione del fatto che il peggio non ha limiti, ancora 60 pagine dedicate al Cammino, ai 50 anni di eresie perpetrate impunemente in tutto il mondo, alla santità dei fondatori, alle lodi dei Papi (per tacere ovviamente dei numerosi richiami), e alla perfetta assoluta adesione del Cammino alle "linee guida" dell'OICA (Ordo Initiationis Christianae Adultorum, in italiano RICA, Rito dell'Iniziazione Cristiana degli Adulti - dove per "adulti" si intende "adulti non battezzati").

Alla fiera della manipolazione, si è addirittura arrivati ad affermare che mentre la Congregazione per il Culto Divino (presieduta in quegli anni dall'imbarazzante Bugnini, noto massone) scriveva l'OICA, il "signore" creava il Cammino Neocat nelle baracche, presentando così il Cammino come vero e unico rinnovamento all'interno della Chiesa e attuazione del Concilio Vaticano II.

Incommentabile
Questa parte particolarmente scandalosa della "catechesi" del Pezzi richiede necessariamente di essere discussa.
Kiko e Pezzi ti accolgono
alla convivenza di inizio corso

Anzitutto non dimentichiamo che Mario il-prete-muto manipola, mente e mistifica - in vario grado e ordine - con abilità subdola e che dietro a tutto ciò che dice c'è nella sua testa l'intenzione di inchiodare nella mente dei fratelli delle comunità(1) l'idea che il Cammino è santo, benedetto e voluto da Dio, dunque chi va contro il Cammino va contro la Chiesa e contro Dio e merita riprovazione, chi invece accoglie il Cammino merita un posto in Paradiso.

Mario "the dumb priest", altrimenti noto come father-Pizza, dedica alla questione dell'OICA circa tre pagine nelle sbobinature, molte di più nella versione estesa allegata alle "bozze non corrette", ma sono sufficienti allo scopo. Mario legge alcuni passi, scelti appositamente per darsi ragione, del testo italiano del RICA, compiendo un'azione veramente riprovevole. Cominciamo l'analisi delle sue affermazioni:
pag. 56: “Il Concilio Ecumenico Vaticano II ha prescritto la revisione del rito del battesimo degli adulti, stabilendo la restaurazione del catecumenato degli adulti, diviso in più gradi, in modo che il tempo del catecumenato, destinato a una conveniente preparazione, sia santificato con riti sacri da celebrarsi in tempi successivi” (Decreto: Ordo Initiationis).
Mario aggiunge:
«Diviso in più gradi perché con l’entrata delle masse dopo Costantino, il catecumenato era formato da tappe ma iniziano i battesimi dei bambini e nel rito del battesimo sono rimaste solo delle vestigia di queste diverse tappe. La Chiesa invita a recuperarle.»
L'abbiamo già detto ma lo ripetiamo, sperando che i neocatecumenali che ci leggono possano almeno stavolta cominciare a capire prima di arrivare alla Convivenza di riporto: il Battesimo dei bambini è una pratica antica, di tradizione apostolica(2). Non è assolutamente vero che questa prassi comincia con Costantino, e lo testimoniano gli Atti degli Apostoli, riportando la conversione e il battesimo di famiglie intere, inoltre moltissimi scritti di Santi dei primi secoli (compreso San Cirillo, San Giovanni Crisostomo, ecc.) e Padri dimostrano che il battesimo ai bambini e agli infanti era pratica comune e persino raccomandata, mentre lo stesso Crisostomo scoraggiava la dilazione ingiustificata del Battesimo(3). Il documento "Pastoralis actio" sul Battesimo dei bambini emesso dalla CDF documenta più dettagliatamente i riferimenti storici ed ecclesiologici. Il Battesimo agli infanti era amministrato sulla fede della Chiesa, dei padrini e dei genitori, esattamente come accade oggi.
Quindi: BUGIA nr.1 di Mario. Cominciamo bene...(4)
pag. 57: Bisogna verificare se "la prima fede concepita durante il precatecumenato, l’inizio della conversione, la volontà di mutar vita e di entrare in rapporto con Dio attraverso Cristo; si richiede perciò che abbiano cominciato ad avere il senso della penitenza, a invocare Dio e a pregarlo, a fare la prima esperienza della comunità e della spiritualità cristiana. "
Le parole "bisogna verificare se..." ce le ha aggiunte questo bugiardo, sono assenti nel testo originale che al n. 15 da lui citato scrive invece "si richiede...". C'è una differenza abissale fra queste due espressioni: nella prima, di Mario, egli giustifica la pratica degli scrutini, il giudizio dei cosiddetti "catechisti" neocatecumenali, la confessione pubblica di peccati occulti o manifesti, la sistematica violazione del foro interno. Nel RICA invece si richiede, si intende che la Chiesa lo chiede al candidato ed è compito del prete, per testimonianza dei padrini che seguono il "simpatizzante", effettuare questa richiesta, che non prevede confessioni pubbliche né interrogatori. Non per nulla Mario aggiunge, un capoverso più avanti:
Già si prevedono gli scrutini che sono una verifica. Molte volte Kiko ci ha detto: vediamo se è vero che hai ricevuto lo Spirito Santo, se cominci un pochino a fare opere di vita eterna. Oppure più brutalmente dice: tu sei prete? Bene, mostra la tua fede. Non accetti il vescovo, ha l’amante. Non importa che tu sia prete, mostra la tua fede! Questo è tipico del catecumenato. Capite così l’importanza dei secondi scrutini.
Qui credo che Mario abbia implicitamente rivelato qualcosa del proprio passato con Kiko ("Tu sei prete? Non importa che tu sia prete!"). Capiamo benissimo l'importanza, per loro, dei secondi scrutini.

Kiko, non contento, aggiunge a questa scemenza, una delle sue oscene farneticazioni :
Kiko: Non si dovrebbe far entrare nessuno nella Chiesa che non sia stato eletto da Dio. Se non si fa questo, entrano dei lupi che divorano il gregge. Fornicazioni, di tutto, gente attaccata al denaro, giudizi.
Fratelli del Cammino, ci rivolgiamo a voi! Che cosa dobbiamo fare perché vi rendiate conto di che razza di eretico state seguendo? Adesso siamo al punto che è Kiko (mica Dio!) a scegliere chi sarebbe stato "eletto da Dio" e quindi essere abilitato a far parte della Chiesa, scegliere chi appartenga al recinto delle pecore, all'ovile di Cristo! Kiko, ma vattene affanc...!(5)
"Signore fino a quando?"

Attenti candidati, è il Sacro Tripode a decidere gli eletti alla
fase finale! Chi dimostrerà di avere il Kiko-Factor?
Continua il mistificatore Mario:
Giudizio sull’idoneità all’ammissione
16. Spetta ai pastori, con l’aiuto dei "garanti" (cfr. n. 42), dei catechisti e dei diaconi, giudicare i segni esterni di queste disposizioni.
Fermo restando che l'ufficio di ammettere i "simpatizzanti" al catecumenato appartiene ai legittimi pastori (il Vescovo in prima istanza e i parroci su delega), sono i "garanti" ovvero i padrini ad aiutare (attenzione! solo "aiutare") il sacerdote nel giudizio e solo successivamente catechisti e diaconi; giudizio che, per inciso, si traduce in una semplice direzione spirituale, peraltro svolta privatamente (tutte queste cose diventano comprensibili se si riconosce che la Chiesa ha le braccia aperte ma non alla faciloneria).

Neocatecumenali! in coscienza potete dire che questa pratica della Chiesa corrisponde a quanto si fa nel Cammino in tutto e per tutto? Vi invitiamo a leggere voi stessi il testo del RICA e verificare chi è che mente.
pag. 57-58 Il catecumenato - 19. Il catecumenato è un periodo di tempo piuttosto lungo, in cui i candidati ricevono un’istruzione pastorale e sono impegnati in un’opportuna disciplina: in tal modo le disposizioni d’animo, da essi manifestate all'ingresso nel catecumenato, sono portate a maturazione. Con queste disposizioni "i neo-convertiti iniziano un itinerario spirituale in cui, trovandosi già per la fede in contatto con il mistero della morte e della risurrezione, passano dall'uomo vecchio all'uomo nuovo che in Cristo trova la sua perfezione. Questo passaggio, che implica un progressivo cambiamento di mentalità e di costume, deve manifestarsi nelle sue conseguenze".
Qui Mario e Kiko avranno fatto i salti di gioia, leccandosi i baffi: "ehi! c'è scritto un periodo di tempo piuttosto lungo poffarbacco! allora possiamo allungare la pizza quanto vogliamo!" Giovanni Paolo II considerava quattro anni (per tutto il percorso, NdR) un tempo molto lungo, e "ben sette anni" lunghissimo e molto duro! Questi due eretici sono arrivati a prolungare il catecumenato (dal Secondo Scrutinio alla "Elezione") a ben trent'anni!(6)

Mario in questo passo compie un'altra capriola pazzesca, con un'abile taglia-e-cuci, infilando nel par. 19 una frase sull'uomo vecchio e sull'uomo nuovo che fa tanto comodo al dio Kiko: le parole da "Con queste disposizioni..." in poi si trovano più avanti nel testo del RICA e sono parte di un discorso più ampio:
2) Prendendo a poco a poco familiarità con l’esercizio della vita cristiana, aiutati dall'esempio e dall'assistenza dei garanti e dei padrini, anzi dei fedeli di tutta la comunità, (7) i catecumeni si abituano a pregare Dio, a testimoniare la fede, a mantenersi sempre nell'attesa del Cristo, a seguire nelle loro opere l’ispirazione divina, a donarsi nell'amore del prossimo fino al rinnegamento di se stessi. Con queste disposizioni «i neo-convertiti iniziano un itinerario spirituale in cui, trovandosi già per la fede in contatto con il mistero della Morte e della Risurrezione, passano dall'uomo vecchio all'uomo nuovo che in Cristo trova la sua perfezione. Questo passaggio, che implica un progressivo cambiamento di mentalità e di costume, deve manifestarsi nelle sue conseguenze di ordine sociale e svilupparsi progressivamente nel tempo del catecumenato. E poiché il Signore, in cui si ha fede, è segno di contraddizione, non di rado chi si è convertito va incontro a crisi e a distacchi, ma anche a gioie che Dio generosamente concede...
In blu evidenziato il testo copia-incollato da Mario.

Cerchiamo di tenere bene a mente che finora siamo ancora nel capitolo 1 del RICA, che è scritto SPECIFICAMENTE per adulti non battezzati.
20. La durata del tempo del catecumenato dipende dalla grazia di Dio e inoltre da varie circostanze… Nulla quindi si può stabilire "a priori". 
"...finirà fra qualche anno, dicevano..."
Qui mi immagino che i due bugiardi abbiano fatto la "ola". Che stupidi sarebbero stati i Papi a chiedere una regolazione statutaria e la pubblicazione del Direttorio! Anche qui il taglia-e-cuci raggiunge livelli che rasentano la censura stalinista (di seguito il testo ufficiale dell'OICA):
20. La durata del tempo del catecumenato dipende dalla grazia di Dio e inoltre da varie circostanze e precisamente dai motivi che hanno portato all'ordinamento del catecumenato stesso; dal numero dei catechisti, dei diaconi e dei sacerdoti; dalla collaborazione di ciascun catecumeno; dai mezzi necessari per raggiungere la sede del catecumenato ed esservi accolti; dall'aiuto della comunità locale. Nulla quindi si può stabilire «a priori». Spetta perciò al Vescovo determinare il tempo come anche regolare la disciplina del catecumenato. Anche le Conferenze Episcopali daranno più precise disposizioni al riguardo, tenendo conto delle condizioni dei rispettivi popoli e paesi...
Saltati quindi a pié pari: le circostanze (che sono puramente organizzative), i motivi per cui la durata del catecumenato può essere lunga e il fatto che è il Vescovo (ripeto: IL VESCOVO) a decidere il tempo e regolare la disciplina. Ma forse Kiko pensa di essere il Papa, quindi tutto ok.
98. Il catecumenato, o preparazione pastorale dei catecumeni, si protrarrà per tutto il tempo, anche per più anni, necessario alla maturazione della loro conversione e della loro fede…
Al n. 98 abbiamo un'altra perla, messa così sembra che sia giusto e sacrosanto che il catecumenato duri molti anni (vedete? noi neocatecumenali abbiamo il vero "spirito" del Conciliooohh!) peccato che, oltre ad aver arbitrariamente appiccicato al §19-20 il §98 del RICA, abbiano tagliato la parte finale del testo:
98 (...) In casi particolari, in considerazione della preparazione spirituale del candidato e a giudizio dell’Ordinario del luogo, il tempo del catecumenato può esser più breve, anzi, in circostanze del tutto particolari, può esser condensato in una sola celebrazione (cfr n. 240).
Il percorso insomma è specifico per ogni candidato. Niente percorsi comunitari a tappe, ma valutazione del singolo: chi è pronto prima, riceve prima i Sacramenti! Addirittura il catecumenato può durare lo spazio di una singola celebrazione!
Se non si fosse capito il vero scopo del gatto e della volpe, Kiko lo esplicita ben bene:
"Questo è molto importante anche nelle terre di missione, Africa, in America, importante che si diano i segni altrimenti non dovete aver paura a rimandare."
Si diano i segni... certo: soprattutto "se si convertono devono mollare il malloppo!" (Kiko, Orientamenti per il primo scrutinio, 1972).

(Fine parte prima)


(1) Lo stesso Mario specifica che questa catechesi è diretta ai più giovani "che non hanno vissuto il Concilio", quindi è ufficialmente un lavaggio del cervello.

(2) Gli Atti degli Apostoli presentano diverse occasioni in cui qualcuno si converte e si fa battezzare "con tutta la sua famiglia", "con i suoi", ecc. (per esempio At 16,15; 16,33; 18,8): è ridicolo, oltre che infondato, insinuare che in tutti quei casi venissero esclusi i bambini.

(3) Nel III e soprattutto nel IV secolo si diffuse fra alcuni cristiani la moda di ritardare il Battesimo e l'ingresso nella vita cristiana, perché molti genitori, nel timore delle colpe future e nella paura della penitenza pubblica, rinviavano, per gli stessi motivi, il battesimo dei loro bambini, molti Padri della Chiesa tuttavia si schierarono contro questa pratica, affermando con forza che il Battesimo è assolutamente necessario alla Salvezza.

(4) Afferma il Concilio di Cartagine: «in virtù della regola della fede... anche i più piccoli, che non hanno ancora potuto commettere personalmente alcun peccato, sono veramente battezzati per la remissione dei peccati, perché mediante la rigenerazione sia purificato in essi ciò che hanno ricevuto dalla nascita». Le idee bislacche di Kiko sono condannate da esattamente 1600 anni.

(5) Nella sua "chiesa" ovviamente, non potrà entrare nessuno che non sia stato eletto da lui, che non abbia superato tutte le kikotappe, pagato la kikodecima e comprato i suoi costosissimi kikogadget.

(6) È stato proprio Kiko a dirlo al Papa, il 1° febbraio 2014:
...allora tutte queste famiglie sono trent'anni che stanno in un processo di iniziazione cristiana e dopo trent'anni a imitazione della Famiglia di Nazaret partiamo tutti in missione, alle periferie di Roma ecc. Allora quelli sono i processi dell'iniziazione cristiana...
(7) Nel RICA, per "comunità" si intende la comunità dei fedeli, cioè la parrocchia. Kiko ci legge invece "comunità neocatecumenale".

venerdì 13 ottobre 2017

Le mancate verità della catechesi di Inizio Corso 2017-2018

Dimostriamo qui sotto con alcuni esempi tratti dalla Convivenza di Inizio Corso 2017-2018 (testo reperibile qui) che il tripode bipode Neocatecumenale Argüello-Pezzi spreca tutte le occasioni in cui poteva dire qualcosa di cattolico, correggere alcuni errori, insomma, fare un piccolo, magari tardivo ma sempre significativo servizio alla verità.

Invitiamo i fratelli del Cammino che ancora non hanno ascoltato le cosiddette "catechesi di riporto" ad alzare educatamente la manina per chiedere spiegazioni nei punti particolarmente ostici, senza arrendersi al disagio, senza sentirsi colpevoli di avere un "cuore duro", ma al contrario, riconoscere il tono manipolatorio, inadeguato, ambiguo, grossolanamente intessuto di menzogna e di errore.


Aprite il Mamotreto della CONVIVENZA DI INIZIO CORSO: Porto S. Giorgio, 28 settembre – 1° ottobre 2017.

Prima mancata verità: quella dicitura ipocrita «BOZZE NON CORRETTE».

Nei mamotreti questa indicazione, "bozze non corrette" è costante: si tratta sempre di bozze la cui correzione non viene mai fatta, e se viene fatta, non viene mai comunicata. Peccato che, nel momento in cui vengono ripetute in tutto il mondo ciò non venga specificato: "Ragazzi, tenete conto che, per una buona percentuale, ciò che diremo sarà errato, incompleto, carente, inadeguato".

Per fortuna, tempestivamente, noi abbiamo già iniziato con quest'opera di revisione.


Seconda mancata verità: Carmen affetta da «mutismo».

Kiko dice:
"Molto bene fratelli. Stiamo traducendo questo libro che sono i diari di Carmen. Alla fine della convivenza vi regalerò un santino di Carmen. Questo è un disegno che ho fatto da una sua foto. Avete il diritto di leggere questo libro, per me sono stati una grande sorpresa quando abbiamo cominciato a leggere questi diari. Appare una Carmen completamente nuova. Lei è stata la vostra catechista e per questo avete diritto di leggerli.Tutte le notti scriveva. Si sentiva nella tristezza, muta, inutile:
Gesù mio, Tu moltiplichi le cose ed io entro di nuovo nel dolore, nell’incomunicabilità, nel mutismo. Mi piacerebbe dire così tante cose meravigliose che resto muta, stordita, ridicola e inutile.Perché tanto sofferenza e afflizione? Il mutismo, perché?Fallimento. Senza poterti predicare, Gesù mio.Ah, Gesù mio, di notte grido e non c’è consolazione per me! Come un muto non apro la bocca.Le cose che dice sono anche poetiche. Leggete voi il seguito. È eroico e spero che la beatifichino presto. È stata con me nella sofferenza più totale".
Altra occasione non colta, altra mancata verità: il fatto è che non la facevi parlare a sufficienza, a suo parere. Innumerevoli le volte in cui se ne è lamentata, accusandoti di portarle via la scena, fino alla formidabile "sparata" nel discorso della consegna degli Statuti del 30 giugno 2002:
«E sapete per cosa ringrazio ancora? Perchè non siamo caduti nel kikianesimo! Il pericolo vero non era Mons. Rylko con l’associazione, il pericoloso per me è Kiko Arguello, ma non vogliamo morire "kikos"...»
Fin dall'inizio, con san Giovanni Paolo II, Carmen non si controllò, al punto che il Papa dovette esclamare: "la donna taccia!" (2 novembre 1980).

In quell'occasione, come in molte altre, nessun attacco di mutismo aveva colpita la "donna escatologica", così la definì don Pezzi perché "vedeva la realtà con gli occhi di Dio, per questo era libera di dire, di parlare..." (discorso alla GMG di Cracovia).
O la santa era schizofrenica o i suoi Diari, quelli sì, sono stati pesantemente emendati se non addirittura inventati.


Terza mancata verità: la lettera del papa ci piace così tanto che l'abbiamo dovuta ritoccare.

Kiko legge la lettera del 18 agosto 2017 con cui papa Francesco lo ringrazia per avergli inviato una copia dei Diari di Carmen. Un atto dovuto, con lettera dattilografata e persino una piccola tirata d'orecchio sull'obbedienza.

Inoltre il papa utilizza una strana forma impersonale sufficiente a non attribuire il contenuto dei Diari a Carmen Hernàndez:
"Ringrazio per questo dono. Mi rallegra molto che attraverso queste pagine si palesi la testimonianza di un grande amore a Gesù..."
Ebbene, deve averlo finalmente notato anche Kiko, perché, oltre a trasformare il "lei" con cui il papa gli si rivolge in un familiare "tu" per rendere la lettera un po' meno fredda, ecco la versione modificata in senso kikiano delle parole del Papa:
"Ti ringrazio di questo dono e mi rallegra molto che attraverso queste pagine si fa presente la sua testimonianza. È la testimonianza di un grande amore a Gesù".
Siamo abituati, con il Cammino, a piccole grandi falsificazioni, quindi questa non ci stupisce. Controlleremo se nella traduzione italiana sarà questa la versione messa in prefazione ai Diari di Carmen. Quella spagnola, lingua originale della lettera del papa, forse non potrà essere "aggiustata".


Quarta mancata verità: per i 50 anni del cammino non vogliamo celebrare l'Eucaristia col Papa.

Kiko prosegue:
"Molto bene, spero che il Signore mi dia forza e salute per morire presto.
Coraggio, vediamo cosa ci ispira il Signore per questo incontro. Io vorrei dimettermi perché non ho più salute, né intelligenza per continuare.
Posso dire un’altra cosa: il prossimo anno, 2018, sono esattamente 50 anni del Cammino Neocatecumenale a Roma. Noi siamo arrivati in Italia a luglio dell’anno 1968, c’era un caldo boia, sono andato per un tempo alle baracche e la prima comunità dei Martiri Canadesi è nata il 2 novembre 1968".
(Dalle baracche alle case borghesi del Nomentano in men che non si dica, stesso percorso di Madrid.)
"Quando sono andato dal Papa e gli ho detto dei 50 anni del Cammino, mi ha chiesto se volevo fare un’Eucarestia per celebrarli. Ho detto di no..."
Gli ha detto di no? Ma come! È fin dal 2013 che Kiko ci aveva profetizzato che presto il papa avrebbe celebrato l'Eucaristia con loro, e adesso che gli viene proposta non lo vuole più?

È evidente che papa Bergoglio non intende farsi incastrare in una Eucaristia Neocatecumenale, quindi Argüello, piuttosto che rischiare di dover fare un'altra Messa Cattolica come ai funerali di Carmen, preferisce addirittura evitarla.
Kiko prosegue:
"Ho detto di no perché vorrei che inviasse le communitates in missionem.
Adesso circa 20 parroci stanno aspettando. Alcuni del Redemptoris Mater chiedono 2 comunità, ci sono a Roma 16 parroci del Redemptoris Mater e sono convinti che sono un aiuto fantastico per loro. Queste communitates in missionem hanno la missione di andare a cercare la pecora perduta. Sono obbedienti al parroco, fanno quello che c’è bisogno..."
(Conosciamo la loro obbedienza al parroco!)
"Ho detto al Papa: ci saranno moltissime comunità ed è importante che vedano tutti dove finisce il cammino. Dove finisce? Evangelizzando tutti! Per queste 20 nuove comunità prenderò tutti quelli che hanno fatto il «matrimonio spirituale» e, a sorte, le assegnerò. Tutte! Perché tutti hanno diritto di andare in missione."
Ecco un'altra bella occasione per chiarire un'altra gravissima mancata verità: il cammino doveva finire con la formazione di cristiani adulti che si sciogliessero nella parrocchia. Invece, dopo trent'anni, quarant'anni di cammino, ancora arriva Kiko a "prenderti" e a mandarti dove vuole lui, se hai cominciato a collaborare con la tua parrocchia d'origine peggio per te. Ancora un'insopportabile arbitrio, a cammino ormai più che completato.


Quinta mancata verità: vogliamo fare proselitismo del cammino senza chiedere permesso a nessuno.

Kiko:
"Dopo vi darò questo libretto: “Invio due a due alle nazioni”. Qui dice che abbiamo inviato 13.000 fratelli – di cui: 1.140 presbiteri e 1.680 seminaristi – in 1.090 Diocesi di 101 Nazioni. Queste sono le testimonianze. Abbiamo chiesto ad ogni nazione di mandarci una pagina con le testimonianze. Abbiamo salvato dal suicidio più di 30 fratelli.(...)
Sono passati 10 anni dall’ultima volta, prima lo facevamo ogni 5 anni. Anch’io la prima volta sono andato all’isola di Ischia. Alla fine della missione una signora ci ha detto che il vescovo ci pagava un pranzo al ristorante. Ho chiesto: possiamo mangiare qualunque cosa? Sì, ha detto il vescovo di prendere quello che volete. Molto bene. Avevamo molta fame, eravamo stati rifiutati".
Addirittura alla costosissima isola d'Ischia, e con abbuffata finale a spese del vescovo!

Ecco dove Kiko perde un'altra bella occasione per dire la verità ammettendo che sta facendo proselitismo. Chissà cosa ne pensa il cardinal Bassetti, presidente della Conferenza Episcopale Italiana:
"Bassetti ci ha detto che non avevamo bisogno di nessuna lettera (peccato non lo abbia scritto) che nel nostro battesimo è scritto: “Andate ed evangelizzate il mondo intero”. Altri vescovi hanno mandato una lettera a tutti i parroci perché non li accogliessero, perché non li ascoltassero! Ma come è possibile che un vescovo impedisca la missione? Abbiamo detto che non facciamo proselitismo, non parliamo del cammino e non andiamo a cominciare il cammino."
Kiko non ha dimenticato la lettera del vescovo di Faenza e di altri vescovi.
E comunque, ecco come Kiko spiega il "non facciamo proselitismo":
"In India due sorelle hanno annunciato il kerigma: hanno raccontato un po’ la loro esperienza, di come Dio attraverso il Cammino aveva salvato le loro famiglie… dopo un po’ marito, moglie e figlia si sono chiesti perdono, e piangendo si sono abbracciati… il giorno dopo la moglie ha radunato le sue amiche, ha raccontato quello che le era successo e insieme sono andate dal parroco e lo hanno convinto a chiamare il Cammino."
Come volevasi dimostrare.


Sesta mancata verità: reliquie e Seminari Redemptoris Mater

Kiko dice:
"Un dettaglio carino, sapete che a ogni seminario diamo una reliquia perché lo protegga, abbiamo una busta con tutte le reliquie di tutti i santi, dico al rettore: vieni a prendere uno che ti aiuti! Prende la busta ed esce un santo rarissimo, un nome strano, chi lo conosce? Andiamo in internet e..."
Insomma, Kiko estrae a sorte non solo i seminaristi ma anche i santi. È da quella busta che è stata estratta la reliquia di Charles de Foucauld per il "monastero" dell'adorazione alla Domus Galileae, mai più nominata, forse era una reliquia "tarocca"?


Settima mancata verità: la bellezza di Kiko salverà il mondo.

Kiko si pronuncia nel suo solito profondo disprezzo per l'arte sacra, e alla fine dice che "l'arte è molto importante". Quale arte, visto che disprezza Michelangelo, Raffaello e Beethoven? Ma sentitelo:
"Col Rinascimento c’è stata una frattura tra Oriente ed Occidente. L’Occidente ha rifiutato il cristianesimo. Il vestito che portavano tutti, della Rivelazione di Dio sulla realtà, se lo sono tolto e adesso credono nella scienza, nella fisica, nella chimica, in quello che toccano e non credono più. Va bene, la gente dei paesi continua ad andare a messa, ma c’è un conflitto tra fede e scienza o fede e cultura, che esploderà con Galileo e arriva fino a noi con la modernità: è il paganesimo, è l’ateismo, la secolarizzazione, è l’apostasia di tutta l’Europa. Hanno rinnegato quella credenza medioevale che c’è un Dio creatore, che Cristo è venuto al mondo, tutte queste cose. Nel Medio Evo in qualche modo tutte le nazioni credevano, tutti erano cristiani, e i mille anni di cristianesimo in Europa finiscono con il Rinascimento. Questo è molto interessante! Pensate quello che dicono gli ortodossi del ‘400 fiorentino: dicono che è un orrore. Per questo l’arte religiosa occidentale muore, prima l’Occidente presentava l’arte come un kerigma, come un annunzio, e diceva che tutte queste cose non erano inventate dal pittore, ma era la tradizione della Chiesa. Tutto questo muore, appare un Raffaello che dipinge Madonnine dolci e carine, ma poco religiose. E non ti dico Michelangelo con tutti i suoi muscoli! O il genio di Beethoven…, ma di religioso non ha nulla, perché l’arte religiosa occidentale va morendo. Abbiamo immagini oggi? La Vergine di Fatima? Abbiamo statue così, sculturine, ma davvero poco o niente nelle chiese, non abbiamo immagini che alimentino la nostra fede. L’arte è molto importante. Coraggio, non voglio darvi ora una conferenza sull’arte."
Ah, nel frattempo, preparatevi tutti: fra poco Kiko neocatecumenalizza la poesia:
"Chiaro, noi vorremmo creare una corrente nuova, e speriamo che il Signore ci aiuti, perché non solamente la pittura, le immagini, sono importantissime, ma anche la musica, e mi impressiona anche la poesia. Per questo dico ai giovani: Non siate somari! Conoscete qualche poeta, leggete qualcosa? Ditemi qualcosa. Che cosa è la poesia? Dico questo perché forse c’è qualche giovane che ha ispirazione poetica. C’è qualche ispirazione poetica oggi in Italia? Di Montale ho un libro: interessante Montale, mi piace quando dice che il mondo attende il genio: come la lepre lascia delle orme sulla neve, così l’umanità sta attendendo queste tracce che lascia il genio sull’umanità. Ecco un’espressione poetica: Montale."
Capite perché Kiko nomina Montale? Kiko è il genio-lepre che lascia all'umanità le orme sulla neve, per questo motivo Montale dev'essere per forza poetico.


Ottava mancata verità: sesso sesso sesso - incesto incesto incesto

Kiko dice:
"Dio ci manda a portare una Notizia che porta in sé il contenuto della salvezza eterna. Come sapete questa Notizia dice una cosa enorme, che Dio vedendo l’umanità sommersa – come ai tempi di Noè con il diluvio –, sommersa nella schiavitù dei peccati, degli incesti… L’altro giorno mi hanno detto che nella zona di Napoli si calcolano 300.000 incesti, solamente nella zona di Napoli. Non vi dico gli incesti, il padre che violenta la figlia, milioni e milioni di incesti in tutta la Scandinavia, sesso, violenza.
L’incesto è una violenza enorme, le ragazzine non sanno come difendersi."
 I casi di abuso in Svezia raggiungono numeri molto elevati in proporzione agli abitanti perché ogni atto dà luogo ad una denuncia autonoma. Per esempio, una donna abusata per un anno dal convivente o marito, emette 365 denunce e non una sola, come in altri paesi."

300.000 incesti solamente nella "zona di Napoli"? Ma se secondo i dati Istat dell'ultimo censimento nella provincia di Napoli i nuclei familiari sono 825.356, cosa vuol dire, più di un incesto ogni tre famiglie, ammesso e non concesso che non esistano famiglie di anziani senza parenti?
Per quanto riguarda Napoli, nel 2016 è stato fatto un sondaggio con questionari anonimi che avrebbe fatto emergere duecento casi di incesti. Meno dell'uno per mille di quanto affermato da Kiko.

Ci rivolgiamo ai fratelli neocatecumenali napoletani: se gliela fate passare ancora una volta non siete più degni d'essere e definirvi partenopei.


Nona mancata verità: i padri del deserto la pensavano come Sartre

Sartre, tutt'altro che un credente, diceva che «l'inferno sono gli altri». E quindi Kiko dice:
"L’altro è un inferno sempre. Dicono i Padri del deserto che con il tempo l’amore diventa odio, l’amore diventa odio: che cosa curiosa! Uno convive con una persona e alla fine si odiano, si odiano se non c’è un sacramento. Noi siamo cristiani, se uno non è cristiano si divorzia, si separa e alla fine non vuole più rapporti anche perché lui si ubriaca e la donna con cui convive non lo sopporta, lo minaccia se si ubriaca di nuovo, è tutto un orrore.


Decima mancata verità: è stato il demonio a crocifiggere Gesù

Alla fine di una descrizione della crocefissione stile Mel Gibson, Kiko insiste nel dire che Gesù Cristo si è fatto crocifiggere per riscattarci dal potere della morte e del peccato ma non dice mai che Gesù è stato crocifisso A CAUSA dei nostri peccati. Ecco cosa dice Kiko:
"Per questo vuole dire Cristo: «Devo andare a salvare l’umanità, perché guardate cosa sta facendo con me il demonio! Se questo si fa con il legno verde, cosa non si farà con il legno secco?», cosa faranno con te i demoni nell’inferno? Ti metteranno nel fuoco, ti arrostiranno, ti distruggeranno? Che faranno con te? È vero quello che ha fatto il demonio con Cristo, è vero, non è uno scherzo, e Lui dice alle donne: «Con il legno secco che avverrà?»".


Undicesima mancata verità: o ti converti oggi (al cammino neocatecumenale) o "cicce"

Kiko dice:
"In questa convivenza il Signore ti dice: “Scendi, Zaccheo, conviene che io entri in casa tua”, ossia Cristo vorrebbe entrare nella tua casa ma tu sei qui già stanco e vecchio, figurati se ti converti! La conversione dipende dal Signore e forse non ti meriti né di ascoltare una parola, né di convertirti, perché tutto viene dal Signore. Non te lo meriti, perché non ti converti quando tu vuoi ma quando Dio vuole. Quando Dio ti ha chiamato a conversione non hai voluto e adesso non puoi."
In sintesi, ci si converte a comando, quando c'è il kerigma quello giusto, né prima né dopo. Invece il Dio vivo e vero, non il "dio" che Kiko conosce e predica, ci chiama sempre a conversione, senza stancarsi mai.


Dodicesima mancata verità: l'ha detto san Paolo? No, Carmen!

Kiko dice:
"Diceva Carmen: “Non tutti moriremo, ma tutti saremo trasformati”, e così abbiamo messo nel suo epitaffio di morte."
Pensavo la frase fosse di san Paolo (1Cor 15,51: «ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati»), guarda un po'.


Tredicesima mancata verità: la confessione arriva dopo il perdono di Dio, per "sigillarlo"

Abbiamo già troppe testimonianze di come Kiko ritenga facoltativa e rinviabile a piacere la confessione sacramentale. Anche stavolta, nell'introduzione alla celebrazione Penitenziale, Kiko conferma le proprie convinzioni sbagliate:
"Allora, coraggio fratelli, non so se la scrittura vi ha aiutato, se state bene.
"Il sacramento è una grazia. Anche se non abbiamo alcun peccato grave quando ti confessi basta che dici che ti penti dei peccati che hai fatto nella vita passata contro la superbia, contro la castità e ricevere l’assoluzione ti dona la grazia, ricevi una grazia in più dal sacramento".
Parlando di Zaccheo, in precedenza, aveva detto:
"Ossia Dio sta desiderando di darvi la grazia del suo amore, il perdono di tutti i vostri peccati. Per questo sigilleremo questo perdono in un sacramento della Chiesa, sacramento della riconciliazione."
Capite? Per Kiko la confessione sarebbe solo un sigillo finale di una conversione e di un perdono elargito nel momento in cui si presta fede alla predicazione.


Quattordicesima mancata verità: qualcosa di grosso è successo durante la convivenza dei Rabbini e dei cardinali, ma continua la censura

In un ampio capitolo del mamotreto dedicato alla propria sinfonia, a come abbiano reagito i rabbini, la solita storiella detta dal rabbino Rosen ancora nel 2011 eccetera, questa è l'unica frase dedicata all'incontro di quest'anno:
"Quest’anno abbiamo fatto la seconda convivenza con loro". [i rabbini]
Tutto qui? Nessun grosso numerone da esibire? Nessuna notiziona da ripetere mille volte? Possibile?

Continua la censura assoluta sulla convivenza dei vescovi e dei rabbini di quest'anno alla Domus Galileae. Prima o poi verrà fuori ciò che è davvero successo, ma immaginiamo che il papa abbia espresso aperto dissenso nei confronti di queste iniziative, forse anche attraverso la presenza e la voce del cardinal Sarah.


Quindicesima mancata verità: il "santino" di Carmen tutto buchi e scritte tra i capelli

Kiko dice:
"Io vi regalerò questo (mostra l’icona) e anche questo (santino di Carmen). Dietro ho scritto:
Cari fratelli, vi do un ricordo di questa convivenza. È un disegno che ho fatto da una foto di Carmen. Ve lo regalo perché preghiate per lei e per me e il Padre Mario.
Coraggio il Signore Gesù e la Santa Vergine Maria ci aiutino in tutto.
Kiko
Ho messo uno sfondo che ricorda la sua abitazione celeste: un fondo astratto. È un buon regalo vero? Ci ho messo un mese perché quel disgraziato del Padre Ezechiele mi ha comprato in Austria una carta che non era da disegno e mi ha fatto morire, perché ogni volta che dovevo fare una correzione all’occhio, perché basta poco perché non gli assomigli, ogni volta che lo cancellavo si rompeva la carta. Se vedete l’originale è pieno di buchi e rattoppi. Alla fine è venuto bene. È un disegno che ho fatto da una foto di Carmen. Un foglio da disegno ha un certo spessore che ti permette di cancellare, ma questa non so cosa fosse, forse un foglio per fare le fotocopie. Correggevo e facevo un buco: mamma mia, cosa faccio adesso? Prendevo un altro foglio e provavo a incollarlo dietro, non vi dico! Ci ho messo un mese."
Ci ha messo un mese. Infatti, deve averlo riempito di buchi a forza di scrivere inquietanti messaggi tra le ciocche dei capelli.


Sedicesima mancata verità: il "toccare" e Cristo rabbino ortodosso

Kiko sembra sempre voler fare una confessione pubblica:
"Adesso facciamo un canto che è un po’ sulla linea di Zaccheo, il canto che dice: “Chi mi ha toccato?”. È interessante il toccare, Carmen diceva sempre: “Non toccare” se io davo un colpetto alla testa di qualcuno mi diceva: “Non toccare”, non si toccano gli uomini e nemmeno le donne. Nelle costituzioni dei gesuiti è detto che è proibito toccarsi, non toccare. Cristo dice: “Chi mi ha toccato?”. In mezzo a una grande folla, in mezzo a tutta quella gente, una donna lo toccò.
Lei pensava: “Ah, se riuscissi ad avvicinarmi e toccare il suo vestito”, il tallith che portava Cristo come ogni rabbino ebreo ortodosso, religioso."
Cristo, agli occhi di Kiko e presto di tutti i neocatecumenali, è diventato un rabbino ebreo ortodosso. L'ebraicizzazione del cristianesimo operata nel cammino è ormai allo stadio finale.


Diciassettesima mancata verità: riemerge la cosiddetta "catechesi" di Carmen sull'Eucaristia
Don Pezzi tira fuori la "catechesi" di Carmen sull'Eucaristia:
"Troviamo quindi l'ASSEMBLEA che si riunisce. La Chiesa primitiva non concepisce in alcun modo un rito eucaristico «solitario». Gli ebrei non possono far Pasqua se non sono almeno in 11 come gruppo familiare. Perché il sacramento non è fatto dal solo pane e vino, ma anche dall'Assemblea, la Chiesa che celebra (cfr. SC 7; Eucharisticum Mysterium 9). Nella Chiesa primitiva non c'è Eucarestia senza l’Assemblea che la celebra. È un'Assemblea intera che celebra la festa e l'Eucarestia, perché l'Eucarestia è l'esultazione dell'Assemblea umana che è in comunione, perché il luogo preciso in cui si manifesta che Dio ha agito è in questa Chiesa concreta, in questa comunione.
Si sta recuperando l'Assemblea. Tuttavia non ci sarà una vera Assemblea se non attraverso la formazione di comunità."
Notate che le citazioni indicate sono del tutto abusive perché la EM 9 si limita a richiedere che i fedeli vadano istruiti, e la SC 7 si limita a citare Mt 18,20 senza esigere la presenza dell'assemblea. Il sacerdote può celebrare la Messa senza la presenza dell'assemblea, come confermato anche dai cànoni 904 e 906 del CJC.

Comunque, caro don Pezzi, questa non è esattamente la "catechesi" originale di Carmen sull'Eucaristia, quella del Cristo che si sarebbe «fatto pietra» se avesse voluto essere conservato nel Tabernacolo, quella del baldanzoso proclama: "non c'è Eucaristia senza Assemblea" e "l'Eucaristia non è un assoluto".

Ci hai ammannito la versione annacquata perché potesse passare al vaglio della commissione pontificia.


In un movimento come il Cammino che celebra la Pasqua paraebraica blaterando di rifarsi al cristianesimo primitivo, con la citazione degli 11 ebrei di Carmen e la fissazione sull'Assemblea, i neocatecumenali restano della vecchia idea: l'Eucarestia sarebbe un banchetto e la messa comunitaria sarebbe superiore a quella cosiddetta "privata".

Ma tu, don Pezzi, sei un sacerdote, che celebri Messa fin da marzo 1969, e fra l'altro hai fatto raccogliere tutte le proprie catechesi "magisteriali" in un mamotreto che sarà distribuito a tutti i catechisti che ne faranno richiesta. Da te, ci aspetteremmo più rispetto per la dottrina della Chiesa che sei chiamato a rispettare, conoscere e trasmettere, non certo a farla divenire vassalla delle scombinate affermazioni di due guru religiosi.


Diciottesima mancata verità: il papa ci ha lodato. L'avevamo ingannato, ma che importa?

Dulcis in fundo, don Pezzi chiede gli applausi di tutti dopo la lettura di un intervento molto favorevole al cammino di Giovanni Paolo II in occasione di una visita ad una parrocchia neocatecumenalizzata romana il 31 gennaio 1988.

Ma cosa sapeva papa Wojtyła effettivamente del cammino allora? Disse infatti ai neocatecumenali:
"Vi auguro di continuare in questo cammino, di continuare a sopportare tutte le esigenze che da esso provengono perché non è un cammino breve; se si prende il catecumenato missionario a volte sembra duro: quattro anni! Voi siete più esigenti: il vostro dura sette anni!"
Era il 1988 e in quella parrocchia c'erano sicuramente comunità con quasi vent'anni di cammino sulle spalle ed ancora ben lontane dal finirlo, e che ancor oggi, a trent'anni di distanza e dopo aver superato anche l'ultima tappa del "matrimonio spirituale", vengono obbligate a cambiare parrocchia su disposizione del loro superiore gerarchico, Kiko.

Ecco come il Santo Padre fu ingannato, fin dall'inizio.

Fu ingannato dai neocatecumenali, cioè gente «fanatica, abilissima a mentire, malata di presunzione».