domenica 25 marzo 2012

L'inquietante "cena" di Kiko Arguello


A suo tempo avevamo già discusso a proposito dell’inquietante “Cena” di Kiko Arguello, una “icona” nella quale un apostolo, del tutto simile al Giuda dipinto in un’altra opera di Kiko, è raffigurato in una Cena post-Resurrezione mentre si china per intingere nella scodella.

A discapito dei gesti (propri della Cena narrata dall’evangelista Giovanni e precedente alla consegna di Cristo), non esiste alcun dubbio che la pittura sia post-Resurrezione: l’immagine di Gesù ha l’abito bianco e mostra chiaramente, in petto e sulla mano, i segni della Passione. Gli Apostoli presenti, inoltre, sono soltanto undici.

«Non è di Arguello!» gridarono prontamente alcuni kikos intervenendo nella discussione, venendo sbugiardati dai cataloghi neocatecumenali spagnoli:
  1. iconos Kiko [link]
  2. iconos Kiko Ultima Cena [immagine]
  3. dipinto Cena Kiko in vendita in un neocatecumenal-shop
«Non è Giuda!» hanno strillato altri adepti del Kiko’s official fan club. In uno di questi interventi abbiamo letto: «Tutto sta nel capire se la persona nella figura è effettivamente Giuda o meno. Cosa che io non credo, in quanto non avrebbe altra spiegazione che considerare Giuda ancora vivo dopo la Resurrezione di Cristo, il che è evidentemente un falso storico».

Dimostriamo, allora, che il pittore realmente ha inteso raffigurare Giuda (con il conseguente “falso storico” insegnato dalla “falsa icona”). Lo proviamo con una “vera icona”, opera della bravissima iconografa Roberta Boesso*, la quale si è ispirata alla tradizione iconografica bizantina e russa cui (da ‘lontano’, molto da ‘lontano’) evidentemente anche si è riferito Kiko.

Si osserva, sia nell’astruso dipinto neocatecumenale sia nella “Ultima Cena” di Boesso, la presenza del segno cristologico del pesce sopra la Cena Eucaristica.

La tradizione di raffigurare il pesce/ICTYS al centro della tavola risale al XIII secolo (un esempio è l’affresco di Bojana in Bulgaria, del 1259; questa interessante notizia la devo alla Boesso che mi ha comunicato in una mail). Occorre notare che la pittrice, nella sua icona, mantiene in mano a Giuda la borsa dei denari, un attributo (facoltativo) al quale si ricorreva per consentirne il riconoscimento anche se – è un’altra notizia fornitami dall’iconografa – sarebbe stato sufficiente la raffigurazione di profilo e non a volto intero. Così, nel linguaggio dell’icona, sono caratterizzati i personaggi che hanno a che fare con il male o le figure secondarie.

Dunque: c’è qualche dubbio residuo che nel dipinto di Kiko, in una cena post-Resurrezione, sia stato rappresentato Giuda vivo (e senza borsa, forse per non farlo riconoscere dai ‘profani’)?

L’enigma se nel dipinto ci sia o no Giuda, quindi, è risolto. Perlomeno per i vedenti, non per quelli col fango sugli occhi fisici e mentali che espongono un simile sacrilegio nella sala liturgica del Catechumenium della Parrocchia della Paloma di Madrid.

Rimane l’interrogativo più inquietante: perché Arguello raffigura l’Iscariota vivo in una cena post-Resurrezione, per giunta con l’assenza di un Apostolo? Questo ha qualcosa a che fare con il ruolo “necessario” che Kiko attribuisce al suo “intelligente” Giuda nel mistero Pasquale? Esiste un collegamento concettuale con l’inferno vuoto kikiano? Ci sono riferimenti con qualche testo gnostico nel quale non è narrato il suicidio di Giuda? Troppi sospetti suscitano le ambiguità, pittoriche e non, dell’iniziatore del Cammino. Forse qualche megacatechista neocatecumenale – magari quello che mi diede del cretino quando sostenni la presenza dell’Iscariota nel dipinto – potrebbe spiegarci perlomeno questo arcano di Giuda redivivo.

[Lino]

Nota * Roberta Boesso, già restauratrice e direttrice dei lavori in importanti restauri (tra i quali di Giotto e Mantegna), si è specializzata in pittura iconografica bizantina sotto la guida di diversi maestri, tra cui l'iconografo russo padre Andrej-Davjdov, collaboratore dell'archimandrita Zinon, tra i massimi iconografi viventi della scuola di Pskov.

44 commenti:

Lino ha detto...

Nell'articolo, prima di "si osserva", tra il quarto e il quinto capoverso, non appare l'icona dell'Ultima Cena di R. Boesso, visionabile nel link:

http://www.robertaboesso.it/index.php/en/la-biografia-di-roberta-boesso

Siccome è nel confronto tra i due dipinti che si sviluppa il senso dell'articolo, spero che Mic cortesemente lo possa inserire come immagine.

mic ha detto...

Ho appena inserito, Lino.
Grazie

Anonimo ha detto...

se dite quello che avete scritto ne deduco che non conoscete le icone della chiesa orientale. Informatevi meglio.

Buona domenica

Anonimo ha detto...

L'Autore ha evidenziato dettagli non insignificanti.
Come spiegate l'assenza di spirito critico e di attenzione ai segni da parte della chiesa?

Anonimo ha detto...

Finalmente ora sono tranquillo. Mancava questa chicca nell'opera di deminizzazione di fratelli di fede. Grazie.

Lino ha detto...

@ anonimo 11:36
La responsabilità, gentile anonimo, a mio modesto parere, fu dei riformatori protestanti (a buon intenditor poche parole) i quali furono gli iniziatori dell'opera di diseducazione ai metodi ermeneutici della scuola allegorico/simbolica.
Questa incapacità, purtroppo, con l'ermeneutica moderna si è poi diffusa dalle forme scritturali e figurative alla realtà. Non accade, infatti, nella realtà di tante nostre parrocchie, che l'Altare da luogo del "Sacrificio" sia trasformato in mensa, e che nell'Eucaristia si celebri un convito prioritariamente di festa per la Resurrezione? E non insegna Arguello che l'intelligentissimo Giuda fu "necessario" per il Mistero pasquale, che "senza Giuda non c'è mistero di Pasqua di Gesù"?

Ha detto Kiko che “i pittori sono gente che annuncia il Vangelo che sono inviati dal vescovo”. Ecco un esempio, in questo dipinto esposto in una parrocchia: il pittore neocatecumenale, inviato da vari Vescovi, sta annunciando il "suo" vangelo.

Anonimo ha detto...

kiko si occupa di troppe cose. Per fare dipinti più belli, più ricchi, occorrerebbe che ci fossero dei bravi pittori a farlo, senz'altre occupazioni, possibilmente dei monaci che dipingono icone.

Anonimo ha detto...

Riprovo a porre la domanda: dove Kiko avrebbe affermato che l'inferno è vuoto ?

SdC ha detto...

Decisamente inquietante la leggerezza( per non parlare di altro) con cui Kiko, pur di portare al centro della venerazione ncn la propria pseudoarte, non esita a scimmiottare la vera arte, tgrasformandola a proprio uso e consumo(in questo caso da Cena pre a cena post Resurrezione) è un pastiche condito di veleno( oltre che di grave ignoranza).

Anonimo ha detto...

Secondo me non si rende conto di quello che ha fatto, ha visto un paio di belle icone e ha tentato di imitarle mettendoci un po del suo. Un po come uno studente delle superiori che copiando metà compito da uno e metà da un altro ha messo insieme una frase senza senso.

Gv

Anonimo ha detto...

Buona Annunciazione a tutti!

Anonimo ha detto...

Non ho ancora ricevuto risposta sul quando, come, dove Kiko avrebbe parlato in favore dell'inferno vuoto.

Lino ha detto...

@ Anonimo ha detto...
"Riprovo a porre la domanda: dove Kiko avrebbe affermato che l'inferno è vuoto?"
Se Giuda è necessario per il Mistero pasquale, se senza Giuda non potevano avverarsi le profezie delle Sacre Scritture, se Giuda "necessariamente" doveva consegnare Cristo, allora Giuda fu privo di libero arbitrio e, di conseguenza, non fu responsabile del tradimento. Infatti -non credo casualmente - Kiko lo mette presente in una Cena post-Resurrezione.
Se "l'uomo non può fare il bene perché si è separato da Dio, perché ha peccato ed è rimasto radicalmente impotente ed incapace, in balia dei Demoni. E' rimasto schiavo del Maligno. Il Maligno è il suo Signore (Cfr. Orientamenti)", allora anche l’uomo, ogni uomo, è ontologicamente peccatore, quindi privo di libero arbitrio, perciò non responsabile delle proprie azioni. Dobbiamo allora (te lo riferisco con immagini dantesche) liberare anche Bruto e Cassio dalle mascelle di Lucifero e svuotare tutti i gironi sovrastanti.
Ti è chiaro a cosa si va incontro quando un pittore privo di approfonditi studi teologici si mette a predicare nella Chiesa una "nuova estetica", magari semplicemente scopiazzando - io la penso diversamente - come dice anonimo Gv?

Anonimo ha detto...

Dobbiamo allora (te lo riferisco con immagini dantesche) liberare anche Bruto e Cassio dalle mascelle di Lucifero e svuotare tutti i gironi sovrastanti.
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Queste sono tue deduzioni. Io invece ho chiesto: quando Kiko avrebbe parlato di inferno vuoto? Se conoscete la predicazione di Kiko sapete benissimo che non è il caso. Anzi, spesso da certi settori modernisti, Kiko è stato accusato di predicare troppo il peccato e la possibilità che ognuno di noi ha di dannarsi. Ma se a te risulta qualcosa di diverso dillo chiaramente. Ma non deduzioni, fatti.

Michela ha detto...

"Riprovo a porre la domanda: dove Kiko avrebbe affermato che l'inferno è vuoto?"

c'è l'affresco alla Domus dove nell'inferno c'è solo il diavolo con un bambino o piccolo uomo in braccio, ed è alla stessa altezza di altre figure di santi.

Parole di Kiko prese dal web che spiegano il giudizio universale:
....
...Habéis tenido experiencia que obedeciendo al demonio no se hace nada. El demonio es el nada. Es negro. No existe….......Los ángeles que acompañan la venida de Cristo…en aquel agujero negro, ausencia deluz, está el demonio, los ángeles negros. Una cosa importante. Habéis tenido experiencia que obedeciendo al demonio no se hace nada. El demonio es el nada. Es negro. No existe…por eso el que vive bajo el poder del pecado experimenta el tedio, el tiempo muerto, y esto provocaba en nosotros este sentimiento de hacer obras sin ningún valor.

cioè chi vive sotto il potere del demonio sperimenta il nulla, la noia (????????????), sentimenti (?????????????) di non valere nulla.

per kiko basterebbe un antidepressivo per sconfiggere il diavolo?
Inoltre nell'affresco c'è solo un uomo legato ad una colonna che rappresenta le fallaci sicurezze della vita, e che non è per nulla sofferente come un'anima all'inferno.
Più che un giudizio universale sembra la decrizione psicologica della situazione umana. Nessun esponente del pensiero debole avrebbe potuto fare di meglio!!!
Ma allora perchè chiamarlo Giudizio Universale?

http://kairosterzomillennio.blogspot.it/2011/06/commento-alla-icona-del-giudizio.html

Michela ha detto...

Secondo me non si rende conto di quello che ha fatto, ha visto un paio di belle icone e ha tentato di imitarle mettendoci un po del suo. Un po come uno studente delle superiori che copiando metà compito da uno e metà da un altro ha messo insieme una frase senza senso.

Gv

io non credo, c'è un messaggio preciso dietro queste immagini, che verrà svelato quando kiko sarà smascherato. Mi sono sempre chiesta come si può capire, senza essere esperti, che nel cammino ci sono eresie? Questo è un campanello di allarme, nessuno avrebbe mai dipinto una icona post-Resurrezione identica all'Ultima Cena.
Pietro è identico, come se non ci fosse stato nessun percorso di conversione.
Anche ammesso che manchi S.Tommaso, possibile che non si trovi il modo di inserire il suo successivo atto di fede?
Possibile che dopo la Resurrezione, l'apostolo identico a Giuda si prenda il cibo da solo, e non sia il Cristo a distribuire il 'suo' cibo ( che adesso è diventata un'Eucarestia)?

Secondo me è lo Spirito stesso che permette che Kiko faccia errori così pacchiani, in modo che chi ha gli occhi aperti li possa riconoscere, e allontanarsi da questa pericolosa setta.

Anonimo ha detto...

c'è l'affresco alla Domus dove nell'inferno c'è solo il diavolo con un bambino o piccolo uomo in braccio, ed è alla stessa altezza di altre figure di santi.

--------------------

Menti sapendo di mentire. Nel giudizio universale della domus l'uomo in braccio al demonio è, appunto, un uomo, prototipo di tutti coloro che sono all'inferno. E subito sopra, come certo avrai notato, c'è la scena della risurrezione dei morti, dove alcuni risorgono per la vita e altri sono "risucchiati" dall'inferno.
Riprova con qualcos'altro, se ce l'hai, o altrimenti ammetti che Kiko non ha mai parlato di inferno vuoto.

alino77 ha detto...

Mi sono chiesto una cosa. Ma se Giuda è morto, e ancora gli apostoli non hanno ricevuto lo Spirito Santo della Pentecoste
(non hanno infatti l'areola nè la fiamma), non pensate forse che fra quegli undici (mica dodici come nel dipinto dell'ultima cena) colui che manchi non sia proprio Giuda?

Non pensate che proprio il parallelismo fra Giuda che intinge il pane, e un altro apostolo che mangia invece del Pesce (Cristo), sia stato fatto volontariamente, proprio rimarcando attraverso la medesima postura l'evidente contrapposizione.

Il mio parroco ai ragazzi del catechismo (fra l'altro conosce poco il CNC), ha detto che il grande peccato di Giuda non è stato quello di consegnare Gesù, ma che questo non gli sarebbe stato perdonato, da qui il suicidio. Ecco il peccato di Giuda, il suicidio, il non aver creduto nella Misericordia di Dio.

Perchè questa pseudodietrologia ai quadri di Kiko, che invece sono più chiari di quello che raccontate?

Alcuni, soprattutto quelli giovanili, sono brutti (alcuni mi spaventano), ma perchè applicare ai quadri il mededimo modus operandi dei pezzetti delle catechesi?

Alessio

Anonimo ha detto...

Inoltre nell'affresco c'è solo un uomo legato ad una colonna che rappresenta le fallaci sicurezze della vita, e che non è per nulla sofferente come un'anima all'inferno.
Più che un giudizio universale sembra la decrizione psicologica della situazione umana. Nessun esponente del pensiero debole avrebbe potuto fare di meglio!!!
Ma allora perchè chiamarlo Giudizio Universale?
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Già, perché ? Vedere sotto:

http://www.inserisciannuncio.com/61/posts/17_Hobby_collezioni/118_altre_collezioni/33928_Il_Giudizio_Universale_preziosa_icona_russa.html

alino77 ha detto...

Sull'inferno vuoto o meno, semplicemente la raffigurazione del Giudizio universale, in cui è presente il Diavolo e una sorta di bambino (sulla scorta del nanetto del film di Mel Gibson), è dipinto di rosso senza riportare figure umane, perchè come disse lo stesso Kiko a Dussendolf, la Chiesa semplicemente non certifica nessuno negli inferi, non è mica Dante.....
La Chiesa certifica solo i Santi, perchè non può sapere fino in fondo se c'è stato o meno un pentimento dell'individuo agli sgoccioli.

Ma Kiko non afferma mai che l'inferno è vuoto.

Ciò che invece si sa è che Gesù, disceso agli inferi, ha salvato i Padri, che pur vivendo prima di Lui, avevano mantenuto la fede in Dio Padre. Insomma qualcuno c'è, ma non si sa chi, da qui la figura del nanetto in braccio al diavolo.

Alessio

Michela ha detto...

Hai letto le parole di Kiko che il diavolo è il nulla,
la causa del nostro tedio
esistenziale?

Perchè l'uomo che non riconosce il Signore sta attaccato alla colonna, ma il suo corpo non è sofferente?

caro anonimo se stati cercando risposte, le troverai, e capirai che Kiko dice una cosa in pubblico, e ne dice e ne dipinge altre in altri contesti.

Se non sei convinto, continua il tuo cammino in pace, e comprati qualcha altra icona così aiuti l'evangelizzazione e riempi le tasche di Kiko, che ne ha tanto bisogno, per farsi amici i vescovi.

n.b. il piccolo uomo in braccio al diavolo non rappresenta tutti i dannati.
adesso non ricordo, forse per gli ortodossi è proprio Giuda, ma mi riservo di controllare.

Anonimo ha detto...

Perchè l'uomo che non riconosce il Signore sta attaccato alla colonna, ma il suo corpo non è sofferente?

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http://www.inserisciannuncio.com/adpics/part_1733.jpg

Lino ha detto...

@ anonimo che divaga dicendo:
"Menti sapendo di mentire. Nel giudizio universale della domus l'uomo in braccio al demonio è, appunto, un uomo, prototipo di tutti coloro che sono all'inferno"
E' un vecchio trucco, questo, fratello mio: divagare dalla scena principale, fissando l'attenzione su questioni collaterali. Sei Off Topic, si dice nel gergo degli internauti. Hai fatto una domanda, ti è stata data una risposta. Per ora, qui e in questo tempo, si sta prioritariamente ragionando di Giuda redivivo in un dipinto che mostra Giuda in un "pastiche condito di veleno", per dirla con le apprezzatissime parole di un blogger che prima ha commentato. Hai qualcosa da obiettare, in proposito? Te la senti di difendere questo dipinto? Puoi confutare le argomentazioni esposte nell'articolo, dove la questione dell'inferno è posta in una domanda assolutamente secondaria, rispetto al tema affrontato di Giuda dipinto in una "Cena pasquale" post Resurrezione? Se sei in grado, fallo: l'autore dell'articolo sarà lieto di rivedere le proprie posizioni. Nel caso contrario, vai a divagare altrove.

Anonimo ha detto...

E' un vecchio trucco, questo, fratello mio: divagare dalla scena principale, fissando l'attenzione su questioni collaterali.......

------------------------------------
Per quanto riguarda il dipinto, chiedete all'autore. Io parlo di quel che conosco.
Per quanto riguarda l'inferno vuoto, non divago per niente. È l'autore del post che ne ha parlato, legandolo al dipinto. Quindi, visto che parlo di quel che conosco, di questo mi sento di parlare: Kiko mai ha teorizzato né detto che l'inferno sia vuoto, anzi!
Poi potete continuare a parlare del dipinto, ma sarebbe un atto di umiltà riconoscere che sulla storia dell'inferno vuoto vi siete sbagliati. Chiedo troppo ?

Anonimo ha detto...

Salve a tutti, sono un neocatecumeno da una vita, e penso che il Cammino sia una benedizione per la chiesa. Premesso questo, riflettendo sul quadro, che peraltro non conoscevo, penso che si possa spiegare così. Gesù risorto è ancora visibile oggi nella Chiesa. La Chiesa ancora oggi celebra l'ultima cena. E se la Chiesa oggi è l'immagine di Gesù, anche la Chiesa ha il suo Giuda che. In fondo Gesù lo aveva predetto: "Come hanno perseguitato me perseguiteranno anche voi. E la Chiesa ancora oggi continua a soffrire le pene di Cristo.
Grazie

Silvio

Michela ha detto...

dice l'Anonimo
La Chiesa ancora oggi celebra l'ultima cena.

questo è il messaggio che Kiko ci vuole trasmettere con quelle immagini.
In realtà non lo può dire apertamente, perchè si scoprirebbe la sua vena protestante e non cattolica.

E se la Chiesa oggi è l'immagine di Gesù,.......

qui si confonde Chiesa-Gesù per arrivare a dire che è il cammino/chiesa/immagine di Gesù Cristo ( non è un caso che il Cristo di Kiko somigli a Kiko stesso, ed ha i tratti del volto troppo caratterizzati sul piano umano)
ad essere perseguitato dal Giuda di turno,
dove Giuda, necessario per far risaltare le bellezze del cammino, è chiunque critica il cammino.

Allora mi chiedo se - secondo te -quello che ti sto scrivendo è frutto di una riflessione fatta all'interno della Chiesa cattolica
o sono solo semplicemente un Giuda che ha il compito di perseguitarti?


x Alessio
inferi ed inferno non sono la stessa cosa

by Tripudio ha detto...

Nello spazio commenti un appassionato di modellismo ferroviario (che evidentemente non ha ancora fatto la tappa della vendita dei beni: chissà che faccia farà quando il supercatechista gli griderà di vendere tutti i trenini per dare il ricavato al Cammino) segnala questo suo orrido video di cinque minuti, in cui durante una megacelebrazione neocat a Trieste dello scorso febbraio, si canta, con tono triste, funereo e calante un brano del vangelo di Giovanni.

Mentre nella liturgia cattolica c'è in alcuni casi la possibilità di cantare il Vangelo, nella liturgia kikiana-carmeniana si può cantare solo col tono triste, schitarrato e calante inventato da Kiko.

Per di più le parole sono una traduzione in italiano del testo spagnolo (per esempio, per Gv 12,26 usa il termine "servitore" anziché "servo" che appare invece nel testo ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana).

Quel tono calante mette una tristezza angosciante, con quel "gloria" iniziale e finale trascinato per i capelli da persone che vengono continuamente educate a urlare davanti a tutti: "mi faccio schifo".

Il Cammino Neocatecumenale: un cammino verso la tristezza più cupa.

Lino ha detto...

@Alino che ha detto:
"non pensate forse che fra quegli undici (mica dodici come nel dipinto dell'ultima cena) colui che manchi non sia proprio Giuda?"
Proprio non la capisco, Alino. Proprio mi pare che il confronto con l'icona della Boesso, e quindi con l'originale di riferimento per entrambi il pittore e l'iconografa, per lei non conti niente.
Le ripropongo la questione, allora, in termini diversi. Secondo lei Kiko conosceva l'icona originale, o si è inventato un dipinto del tutto simile? E, se la conosceva, ben sapendo che l'Apostolo che attinge dal piatto raffigura Giuda, perché non l'ha dipinto in modo differente, magari con una barba?

@ Silvio
E io condivido il suo parere, schietto Silvio che non tenta infingimenti e che, non a caso, non è un profano del Cammino. Un significato del dipinto, a mio avviso, è giusto quello che ha scritto lei (e che Kiko insegna): la Chiesa ha bisogno dei Giuda anche oggi.
Se solo lei proseguisse nell'interpretazione: sarà bene, nella Cena pasquale, e nell'Eucarestia, vederci in primo luogo la Resurrezione e solo un pochino del memoriale del Sacrificio. A questo punto, Silvio, noi due saremmo del tutto in accordo sulla lettura omilitica.

Lino ha detto...

P.S. per Alino
Ma via, Alino! "Il Diavolo e una sorta di bambino (sulla scorta del nanetto del film di Mel Gibson)"!
L'immagine è un topos delle rappresentazioni infernali bizantine, antecedenti a Mel Gibson, dove il Demonio
regge l’Anticristo, il "figlio della perdizione". In generale il demonio sta seduto su un leviatano, su un dragone. Nessun "prototipo del genere umano" nemmeno, quindi: quello è il Demonio con in braccio l'antiCristo.

Anonimo ha detto...

Evidentemente chiedo troppo!

alino77 ha detto...

X Michela.
inferi ed inferno non sono la stessa cosa
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ammetto la mia ignoranza. non lo sapevo. e quale differenza c'è?

X Lino
Sì Lino, ha ragione lei, quel bimbetto (nel film di Mel Gibson lo fa il nanetto di CiribiKodak in braccio ad una inquietante Rosalinda Celentano, che mi hanno terrorizzato), rappresenta l'Anticristo.
A dusseldorf Kiko disse che non si sapeva chi ci fosse nell'Inferno, e Carmen disse che sicuramente ci stavano grandi Predicatori come Lui, e che lui ci sarebbe andato. risata generale....

X Lino
Volete fare troppa dietrologia rispetto ai quadri di Kiko. Oppure volete attribuirgli una conoscenza fin troppo sofisticata.
Kiko ha voluto con molta semplicità fare un parallelismo fra Ultima Cena e Cena del Signore. Un parallelismo evidente nelle vesti del Signore prima e dopo, e nel pesce/intingere di Apostolo/Giuda. Non è da escludere una ulteriore interpretazione. Tracciate molte delle figure, è venuto in mente a lui o agli altri pittori (ce ne sono una caterva) di cambiare lo scopo del dipinto stesso, da ultima cena a cena pasquale.

Fatto sta che quel quadro dipinge uno dei significati della Santa Eucaristia. Siccome l'Eucaristia anche il CCC la descrive in molti modi, tutti veri e non separabili (Eucaristia, Cena del Signore, Frazione del Pane, Assemblea Eucaristica, Memoriale di Morte e Risurrezione del Signore, Santo Sacrificio della Messa, Santa e Divina Liturgia, Comunione, Santa Messa, Sacrificio del Calvario) dipingere una Eucaristia dandone una sola interpretazione, finisce per accentuare l'idea che sia solo quello.

Altre dietrologie servono solo per trovare qualcosa da dire su Kiko.

Alessio

Michela ha detto...

inferi ed inferno non sono la stessa cosa
----
ammetto la mia ignoranza. non lo sapevo. e quale differenza c'è?

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ti rispondo per quanto ne so, ma devi cercare risposte da un non-neocat, perchè l'insegnamneto che abbiamo ricevuto ha inquinato le conoscenze cristiane di base.

Nell'inferno non c'è Dio, è un luogo di sofferenza di chi ha scelto di vivere separato da Dio.
Negli inferi, Cristo vi è potuto entrare nel momento in cui, risorgendo, ha aperto le porte del Paradiso.

Gli inferi sono anche una condizione umana che il Signore viene a visitare ed a illuminare.
ricordi il salmo "Signore tu mi scruti e mi conosci... se scendo negli inferi là ti trovo.."?
oppure s. Silvano del monte Athos
"tieni il tuo spirito agli inferi e non disperare"

Michela ha detto...

dice Alessio,
Volete fare troppa dietrologia rispetto ai quadri di Kiko.

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e tu invece gli perdoni troppe cose,
e fai un torto a Kiko, facendolo passare per un superficiale ed un ignorante.

Ignoranti siamo noi che ci siamo bevute tutte le sue fesserie e che lo consideriamo come un idolo intoccabile.

Stefano78 ha detto...

X Alino:

Dal Compendio del Catechismo:

125. Che cosa sono «gli inferi », nei quali Gesù discese?

632-637

Gli «inferi» - diversi dall'inferno della dannazione - costituivano lo stato di tutti coloro, giusti e cattivi, che erano morti prima di Cristo. Con l'anima unita alla sua Persona divina Gesù ha raggiunto negli inferi i giusti che attendevano il loro Redentore per accedere infine alla visione di Dio. Dopo aver vinto, mediante la sua morte, la morte e il diavolo «che della morte ha il potere» (Eb 2,14), ha liberato i giusti in attesa del Redentore e ha aperto loro le porte del Cielo.

X Alino.

Il discorso relativo alle Icone di Kiko è davvero molto grave, e si ricollega al problema TEOLOGICO della "nuova teologia" che sta dietro il "nuovo catecumenato" e la "nuova estetica".

Ridurre i problemi sollevati in questo ambito a "pure sbavature formali" è non comprendere il senso profondo della relligione Cattolica, della sua iconografia e della sua fede.

Ad esempio: qualisasi ICONOGRAFO CATTOLICO potrà esprimere l'IMPOSSIBILITA' di modificare un solo tratto ("...non passerà un solo tratto...finchè ogni cosa sia compiuta") di una Icona! L'Icona rappresenta LA PAROLA DI DIO FATTA CARNE! Rappresenta il SANTO VANGELO DI GESU' CRISTO! E' IMPOSSIBILE, IMPOSSIBILE, cambiare anche un solo tratto! Non per vuoto FORMALISMO, che verrebbe invocato solo da chi NON CONOSCE IL CATTOLICESIMO, ma perchè le Icone rappresentano REALTA' CELESTI non MANIPLABILI DA MANO UMANA.

A prescindere, dunque, dalle intenzioni di Kiko, sulle quali si potrebbero scrivere trattati (se si ama la Religione Cattolica, perchè cambiarla?), senza arrivare a punti fermi, E' IL GESTO STESSO DI MODIFICARE LE ICONE a non essere tollerabile! Perchè le Icone NON SI MODIFICANO! SI AMANO, SI VENERANO, SI PREGA PER MEZZO LORO, CI SI ELEVA PER MEZZO LORO.

Dunque, la modifica apportata in questa "Cena del Signore" post pasquale (!?), è di per sè deprecabile! Poi, anche nello specifico COSA è stato modificato è deprecabile. Ci si è soffermato già Lino e non fa una piega.

Ma anche senza avere strumenti di discernimento idonei, il singolo fedele può notare le differenze, e può dire naturalmente: perchè l'hai modificata? Le icone NON SI MODIFICANO PER NULLA AL MONDO! Stop.

Il discorso del Giudizio Finale è analogo. Il Diavolo E' SOLO! PUNTO. Ha in braccio l'anticristo in un Inferno (e non negli "inferi") VUOTO! L'interpretazione di Kiko NON E' ACCETTABILE! Perchè IL VANGELO, la Chiesa, insegnano che l'Inferno purtroppo NON E' AFFATTO VUOTO! Perchè attestano la LIBERTA' e la RESPONSABILITA' delle persone! CHE NON AMMETTE AUTOMATISMI!
Il fatto che la Chiesa definisca i Santi, ma non i dannati, è una giustificazione che si commenta da sè!
La Chiesa insegna anche cosa sia l'inferno, chi ci VA e chi no, chi si trova già lì (coloro che ad esempio PUBBLICAMENTE E TESTARDAMENTE hanno rifiutato Cristo con ODIO fino alla FINE! Ad esempio: STALIN STA IN PARADISO?).

E' QUESTO CHE SI DEVE RITROVARE IN UNA "ICONA"! Si dovrebbe sturdiare il "Giudizio finale" di Michelangelo! Delle due l'una: o si sbaglia Michelangelo, o si sbaglia Kiko!

Lino ha detto...

@ Alino77 che ha scritto:
"X Lino
Volete fare troppa dietrologia rispetto ai quadri di Kiko"

Io mi rendo conto, Alessio - e se ne renderà conto chiunque leggerà questo thread, ben referenziato in Google - che lei di estetica ne capisce poco o niente e che è intervenuto soltanto per difendere a spada tratta il suo mito kikiano. Non dica "dietrologia", però. Potrei capire questo vocabolo relativamente all'occhio nel cuore di quell'altro orrido kikiano:

http://neocatecumenali.blogspot.it/2011/12/continuiamo-ricevere-richieste-su-cio.html

dove informai che il significato dell'occhio nel cuore sta in un testo dell'esoterico René Guénon, simbolista massone. Capisco di meno, invece, che voi Catecumenali - impegnati in anni di Cammino dove vi è stata consegnata una "chiave ermeneutica" - possiate accettare che Gesù benedica con la mano sinistra:

http://3.bp.blogspot.com/--abTxAvz-U4/ToxZ6nvSFgI/AAAAAAAAAKM/AyY_GzSWY6k/s200/kiko-fosse-nere-al-posto-degli-occhi.jpg

In questa Cena pasquale tanto evidente, però, Alessio, di quale dietrologia ciarla? Qui tutto è in prima vista, senza velame, qui c'è Giuda presente in una scena con Cristo risorto.
Il vostro Kiko dipinse un inferno vuoto perché "non si sapeva chi ci fosse nell'Inferno". Allora, per favore, il pittore spagnolo - non dico l'iconografo - non metta un Giuda davanti a Gesù risorto: sappiamo con sicurezza che Giuda non c'era quando il Risorto si mostrò agli Apostoli. Lo sappiamo con certezza, ammesso che diamo credito ai Vangeli (quelli canonici, intendo).

alino77 ha detto...

Allora, per favore, il pittore spagnolo - non dico l'iconografo - non metta un Giuda davanti a Gesù risorto: sappiamo con sicurezza che Giuda non c'era quando il Risorto si mostrò agli Apostoli. Lo sappiamo con certezza, ammesso che diamo credito ai Vangeli (quelli canonici, intendo).
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Ciò che contesto è che tale presenza di Giuda in questo dipinto non ce l'ha messa Kiko , ma lei Lino.
Lei Lino fa la paternale a Kiko per qualcosa che non ha fatto.

E' questo che contesto nella parola dietrologia. Per me Kiko non è un buon pittore di icone. non è la prima volta che lo dico. ce ne sono alcune che mi piacciono e altre che detesto come quella che lei citava (bambino dagli occhi neri, che mi terrorizza).

Ma ciò che è errato è fare una attribuzione non vera. Quello non è Giuda, ma un altro apostolo.

Che poi io non mi intenda di arte, va beh, questo piacere glielo lascio come prerogativa a lei. sia mai....

ma se si esclude che quello sia Giuda, tutta la dietrologia costruita in questo tread crolla inevitabilmente, come molte delle teorie scritte su Kiko, frutto di una liberissima, ma comunque personale interpretazione di ciò che ha scritto, detto o disegnato.

X Stefano 78: ti ringrazio per il chiarimento inferi/inferno. e ti ringrazio di averlo fatto usando il CCC, che rimane sempre la vera fonte da cui sicuramente poter trovare una corretta visione delle cose.

Anonimo ha detto...

Conosco un iconografo consacrato al Signore che mi ha chiarito un paio di coae: per fare un icona non basta prendere un pennello e dipingere scopiazzando qua e la.

Ci son precisi canoni, e diverse regole. Quello che più mi ha colpito è che innanzi tutto un vero iconografo non si firma, l'icona non è un semplice dipinto.

L'icona, richiede di essere fatta pregando, e non viene firmata, perché non è solo l'uomo che la fa ma è ispirato da Dio nella preghiera, e deve essere uno strumento per pregare, è un dono fatto dal Signore attraverso la mano della persona non per celebrare la persona che l'ha fatto ma per aiutare i fedeli nella preghiera (infatti molti autori sono sconosciuti o molte opere sono difficili da ricondurre all'autore che le ha fatte).


Chiamare icone le opere di Kiko mi sembra eccessivo.

Sono dei dipinti non delle icone, per favore chiamiamo le cose con il loro nome. Possono essere belli, brutti, arditi sbagliati, approssimativi, controversi, innovativi o splendidi a seconda dei gusti. Ma NON SONO ICONE.

Ricordo che la teologia riteneva le icone opere di Dio è quindi inopportuno porvi il suo nome.

Chiamiamoli dipinti almeno per rispetto a quegli artisti che mettono la loro bravura a servizio di Dio e dei fratelli rinunciando ad essere ricordati per l'eternità.

Gv

Lino ha detto...

@ alino77 che ha detto...
"Ciò che contesto è che tale presenza di Giuda in questo dipinto non ce l'ha messa Kiko, ma lei Lino.
Lei Lino fa la paternale a Kiko per qualcosa che non ha fatto".


Sinestesie
Erano gli occhi, io dico,
erano gli occhi
a cogliere nei giorni dei silenzi,
delle narici ottuse dalla bruma
e delle mani immobili di brina,
erano gli occhi a cogliere i profumi
e le flebili voci
degli angeli nascosti
dentro i calici dei fiori.


Io mi fermo qui. Lei, Alessio, faccia un esperimento: stampi le tre immagini dei dipinti mostrati nei due articoli concernenti la questione, sia le due di Kiko (Ultima Cena e cena pasquale) sia l'icona della Boesso. E poi le mostri a una decina di persone, semplicemente informando che l'Apostolo dipinto da Kiko nell'Ultima Cena e da R.Boesso nella sua icona è Giuda. Le mostri, magari, anche a qualche studioso dei Vangeli e a qualche cultore della pittura.
Non c'è bisogno che lei ritorni qui a comunicare l'esito del sondaggio, il problema (degli occhi) è suo.

alino77 ha detto...

X Anonimo GV
Sì, la tua richiesta di non chiamarle icone per me è raccolta. Per me sono dipinti.

X Lino
Io ho dato la mia personale interpretazione del dipinto, lei la sua personale interpretazione del dipinto. Mi stona molto che adesso lei richiami una sorta di "maggioranza" a sostegno della sua idea. Sa quante volte le maggioranze sbagliano nell'attribuire ad una loro opinione la verità?

Poi se vuole che valuti la sua interpretazione, le dico che se Kiko avesse voluto rappresentare Giuda in quel contesto, avrebbe sbagliato. Ritenere che anche Giuda abbia fatto in qualche modo parte del Piano dell Salvezza, non è mica errato? Ma da qui ad attribuirgli un posto in un'Eucaristia è ridicolo.

E' così gentile da fare invece un'analisi, nell'ipotesi che invece abbia ragione io?
Faccia l'ipotesi che quello sia un apostolo. Le sembra una rappresentazione di una Eucaristia? se no perchè? cosa mancherebbe?
Ripeto che per me difficilmente è possibile rappresentare un'Eucaristia, perchè nel farlo, si finisce per accentuare uno dei significati rispetto all'altro, tanto più che nel corso della storia la liturgia ha avuto sfumature non da poco (si veda ad esempio Novus Ordo e Vetus Ordo).

Se le può essere d'aiuto e conforto, mi interesserò per capire più a fondo quale sia il significato proprio del dipinto, e l'opinione che ne hanno coloro che ce l'hanno.

Alessio

by Tripudio ha detto...

Alessio,

il Piano della Salvezza non è come i Piani Quinquennali di sovietica memoria, poiché tiene conto del libero arbitrio dei singoli.

Il mistero del male non implica una partecipazione attiva del Male nel Piano della Salvezza, semplicemente perché il Signore, che è amore infinito, non può contraddire sé stesso.

Il Signore non può fare il bene usando il male, anche se il Signore è capacissimo di ricavare il bene dal male.

Quanto ai dipinti di Kiko, non ci sono alternative: o conosce bene i simbolismi che utilizza (e quindi Lino ha centrato bene il bersaglio) oppure Kiko è un perfetto idiota che imbottisce di simboli stranamente carichi di significato e stranamente coerenti i suoi dipinti (e qui avresti ragione tu...con la conseguenza che avresti affidato la tua anima alla religiosità inventata da un simile figuro).

Anonimo ha detto...

non è l'ultima cena ma Lc 24.41
sono 11 e vestiti di nero perchè hanno paura della morte.
leggetevi tutto il capitolo e la spiegazione dei colori nelle icone.

Anonimo ha detto...

Lc 24,41
sono 11 e vestiti di nero perchè hanno paura della morte.
leggetevi il cap 24
e la spiegazione dei colori nelle icone

Anonimo ha detto...

X Ultimo anonimo
Lei naturalmente ha letto l'articolo prima di commentarlo, vero? E anche ha visto la posizione dell'apostolo Giovanni in seno a Gesù, giusto? E Giuda non lo vede, crede che sia un diverso apostolo, non è cosi?
Mi stia bene.

Anonimo ha detto...

Se ogni cristiano facesso un decimo di quello che fa Kiko per la Chiesa, a mio giudizio, la Chiesa starebbe molto meglio.
Inoltre si dà un pessimo esempio di unità cristiana, visto che NELLA Chiesa si giudica senza mezzi termini chi fa senza sapere veramente.
Ma dove è l'amore tra i fratelli???
Comunque Cristo è morto e risorto anche per voi!