giovedì 5 marzo 2015

Il "cimitero neocatecumenale" coi soldi dei cattolici (e nonostante la loro opposizione)

Progetto kikiano di Parco Cimiteriale a Cadice
Traduciamo una notizia pubblicata il 6 febbraio 2015 sul periodico digitale El Boletìn.
Su questa controversia avevamo già tradotto un articolo a settembre 2014 .


Gli abitanti di Carabanchel sono di nuovo sul piede di guerra contro la parrocchia di Santa Caterina Labourè, proprietà del gruppo religioso ultra conservatore Cammino Neocatecumenale - istituzione cattolica meglio conosciuta come i Kikos - perché costruiscono in un terreno che dovrebbe essere invece destinato alla collettività.

È stato l'inizio dei lavori di un parcheggio e di una cappella nel terreno che il vicinato reclama per uso pubblico ad aver riattivato la protesta del 'Collettivo rionale di Opañel', un'associazione che - tra varie manifestazioni, raccolte di firme e mobilitazioni - ottenne, in giugno, che si rinunciasse alla costruzione di una cripta in una particella ottenuta con una permuta con il Comune di Madrid nel rione di Carabanchel Comillas, però non riuscì a bloccare il resto del progetto, allo stesso modo avversato dai residenti nella zona.
Da allora, come ricorda la Federazione Regionali delle Associazioni dei Residenti, il collettivo cittadino costituito per frenare la costruzione del complesso ha insistito per ottenere un impegno scritto "senza esito alcuno".

Non ha neppure ottenuto la restituzione della particella su cui la parrocchia pensava di costruire parcheggio e cappella al Comune per poterlo destinare a servizi di pubblica utilità.

Perciò - e visto che i lavori sono cominciati "ignorando le più di 6300 firme presentate", la mobilitazione dei residenti e le riunioni indette con tutte le parti interessate per ricercare una soluzione negoziale del conflitto - annunciano che ripartiranno con la mobilitazione.
I portavoce del collettivo denunciano, nel sito web dell'associazione, che "la licenza per la costruzione della cripta è scaduta", però la parrocchia "non rinuncia al progetto" né l'Arcivescovado intende concedere il terreno al rione.

Reclamano infine che "la Chiesa pretende di avere beneficio economico e speculativo da una permuta poco trasparente e tenuta nascosta per un anno al vicinato" mentre il Comune "se ne lava le mani e favorisce il Cammino Neocatecumenale a detrimento di un quartiere bisognoso di servizi pubblici".


Riportiamo anche la traduzione della lettera aperta che il parroco di Santa Caterina Labourè ha indirizzato agli abitanti del quartiere, che si aspettavano che, nel terreno ceduto dal Comune alla parrocchia, venisse costruita una struttura polisportiva, per la quale avevano anche contribuito con le loro offerte.

La lettera è un capolavoro di ipocrisia e di menzogna neocatecumenale.


martedì 3 marzo 2015

Buonumore: il fratello Jorge al secondo scrutinio

I have a dream...

E’ arrivato il momento desiderato e temuto, la comunità farà il secondo scrutinio, nel sacco dei nomi stasera esce il fratello Jorge origini argentine, avanti con gli anni, animo semplice, saggio ma forte nei suoi convincimenti con i quali ha con fermezza attraversato la vita.

Siede nella seggiolina post-cresima, al centro della saletta, e dietro lui l’intera comunità in modo che non possa vedere nessuno ne’ nessuno possa vedere le espressioni del suo volto. Davanti, in rigoroso schieramento due coppie di super catechisti e una mai vista più giovane, apprendista; in un angolo, defilato muto e annoiato il parroco, che legittima con la sua sola presenza quanto di più bizzarro possa accadere nella saletta.

L’interrogatorio comincia: il primo argomento sono i soldi ma non ci sono particolari problemi, Jorge ne fa uso oculato e responsabile ma non sono fra i valori fondanti della sua vita. Va benino ma non basta, gli verrà chiesto un segno, qualcosa che fa sanguinare il cuore; Jorge non fa storie, l’argomento non lo appassiona più di tanto anche se comincia a fiutare qualcosa di strano.

L’entrata a gamba tesa invece è sul secondo argomento, lì si entra direttamente nella camera da letto, lui è aperto alla vita ma non è un kamikaze, non è un eroe, sostiene con fermezza che esiste una paternità responsabile e che le nascite possono essere regolate nel rispetto dei coniugi e, nello stesso tempo delle preziose indicazioni della Chiesa.

Ma alla COMMISSIONE questo non basta sostengono che “...la paternità responsabile significa accettare di non limitare in alcun modo i figli” e che gli esempi ai quali ispirarsi sono quelli di donne al sesto cesareo che si affidano a Dio con altre gravidanze, (poco importa se il loro equilibrio psico fisico va alle ortiche e magari lasciano orfani a casa). Gli esempi di 12 figli a casa e sei in cielo non suscitano in Lui alcuna ammirazione ma solo tanta pena e odore di prevaricazione. La discussione si fa serrata, al nostro uomo viene detto che parla per bocca del demonio, che mette la sua ragione davanti a tutto, che non obbedisce e quindi non ama: ora lo strapotere mostra i denti (e il suo vero volto) ma il nostro Jorge non molla un millimetro, non si fa intimidire, sa anche di avere davanti dei replicanti impreparati che non gli arrivano nemmeno alle scarpe, lui lo sa, i catechisti ormai accecati e schiumanti non se ne rendono nemmeno conto. Sanno che una pulce ha osato contraddirli, è intollerabile. Non sono stati preparati al contraddittorio: sono addestrati a imparare, ripetere, e avere a che fare con molti yes-man il cui atto di ribellione più violento e quello di non tornare.

L’interrogatorio finisce, ora può trascinare la sua seggiolina fra gli altri, il silenzio è pesante, la tensione palpabile, avanti il prossimo, ma la discussione appena conclusa echeggia ancora nella stanza e la “commissione” ha perso l’aplomb, una ferita si è aperta qualcuno fra i presenti ha capito, la maggior parte purtroppo NO.

Settimane dopo escono i risultati... “Fratelli, avrete il privilegio di fare il rito masticando un granello di sale e parlando direttamente al demonio verso una porta chiusa (previo versamento di una cospicua somma di denaro beninteso)... MA NON TUTTI !! Jorge purtroppo deve tornare alle catechesi iniziali, noi abbiamo visto che è un orgoglioso che non ha capito un tubo e deve cambiare comunità.”

Jorge non fa una piega, sorride e si alza in silenzio salutando educatamente tutti e con particolare cura proprio i catechisti.

Il giorno dopo il dottor (h.c) Arguello è convocato in Vaticano..

I have a dream…
(da: R.)

domenica 1 marzo 2015

Callao (Perù): diocesi funestata da vescovo neocatecumenale

Logo ottagonale Kiko-style. Motto: 'Ama e fa ciò che vuoi'
Nostra traduzione di un articolo di americatv.com.


Nella Chiesa cattolica di Callao è scoppiata una guerra civile. Cinque sacerdoti sono vittima di minacce: si vuole che abbandonino le parrocchie da loro curate.
La cosa strana è che non si ritiene che si tratti di delinquenza comune, ma si sospetta che qualcuno, interno al clero, cerchi di intimidirli apparentemente per subentrare nella guida delle parrocchie.

Ha 52 anni e da 19 Victor Torres è parroco della chiesa di Santa Teresa del Bambin Gesù di Callao, una regione nota per il suo alto indice di criminalità, dove aggressioni, rapine e morti sono pane quotidiano. La cosa strana è che mai prima nessun facinoroso in quella zona aveva infranto il proprio codice d’onore, mai prima qualcuno aveva osato prendere di mira un sacerdote.

'Leggerissima' impronta kikiana
nell'opera del Vescovo di Callao... 
Occorre considerare che queste apparenti provocazioni vanno di pari passo con sistematici furti iniziati otto anni fa, ma solo da tre hanno assunto un risvolto violento. Il peggio è stato quando ha scoperto di non essere l'unico: a Pedro Sam, un sacerdote con 40 anni di servizio pastorale a Callao, è accaduta la stessa cosa.

Fidando nella protezione divina, questi due parroci hanno continuato a svolgere le proprie funzioni religiose, ma la rivelazione di un terzo caso ha loro confermato di essere in pericolo: padre José Manuel del Rosario, parroco della chiesa di San Giovanni Masías di Callao ha infatti denunciato alla stazione di polizia di Bellavista due soggetti tra cui un minore, che gli stavano facendo un’estorsione.

A quanto pare, non vi era alcun motivo che alla base di ciò che stava accadendo, così i tre sacerdoti sono ricorsi al Vescovo diocesano di Callao, José Luis del Palacio Pérez Medel.
(n.d.t.: tale Vescovo è stato per anni itinerante neocatecumenale. Ad uno di questi parroci che chiedeva aiuto sappiamo che rispose con arroganza: «Se ti uccidono, sarai martire della fede»)

In un documento a cui abbiamo avuto accesso, depositata il 9 settembre dello scorso anno, si precisa che questi fatti erano a conoscenza di tutta la Curia già dal 2013.

Convivenza mensile dei  sacerdoti di Callao
nella Yeshiva del Redemptoris Mater
Tuttavia, nonostante risulti dai documenti che il Vescovo di Callao è stato avvisato delle minacce ai suoi pastori, in un'intervista radiofonica egli ha negato di essere a conoscenza di questi fatti.

Una fonte all'interno della diocesi di Callao, ci ha rivelato che tutto questo intrigo avrebbe le proprie radici in primo luogo nella chiesa: da tre anni i sacerdoti diocesani, i neocatecumeni e i religiosi regolari - le tre componenti della chiesa - sarebbe bloccati in una disputa per il controllo della diocesi; il vescovo, monsignor José Luis Palacios, essendo un neocatecumeno, cerca di far ritirare i parroci delle chiese diocesane per collocare i neo catecumeni, fatto che starebbe causando una spiacevole divisione nella chiesa.

venerdì 27 febbraio 2015

La "veglia separata" anche nel 2015

Papa Francesco perplesso di fronte all'omelia di Kiko
Lo scorso 1° febbraio 2014, rivolgendosi alle famiglie neocatecumenali in missione neocatecumenale (*) papa Francesco ha mosso tre rimproveri al Cammino, tra cui:
«La comunione è essenziale: a volte può essere meglio rinunciare a vivere in tutti i dettagli ciò che il vostro itinerario esigerebbe, pur di garantire l’unità tra i fratelli che formano l’unica comunità ecclesiale, della quale dovete sempre sentirvi parte».
E purtroppo, in verità, sono molti i "dettagli" dell'itinerario neocatecumenale che minano l'unità ecclesiale. Uno di questi dettagli è la celebrazione della veglia pasquale separata, di cui come abbiamo visto recentemente i vescovi se ne lamentavano già trent'anni fa.

Subito dopo, nonostante i kikos tentassero in ogni modo di banalizzare e mistificare, c'è stato un piccolo ma significativo tumulto nel Cammino. Uno dei casi che più hanno colpito l'autonominato "iniziatore" Kiko Argüello è stato quello di un parroco di Madrid che gli ha scritto che intendeva ubbidire al Papa e celebrare un'unica veglia pasquale di tutta la parrocchia - così come stabilito dai documenti liturgici validi per tutta la Chiesa cattolica - anziché fare una Veglia Neocatecumenale separata dalla veglia per i "cristiani della domenica" che non hanno la fortuna di appartenere al cammino.

La cosa ha provocato un gigantesco sufrimiento (Suffering of the Innocent) a Kiko, che prontamente ha scritto al Papa per lamentarsi che i fratelli stavano fraintendendo...!

Mons. Becciu, della Segreteria di Stato Vaticana, il 3 aprile 2014 risponde a nome del Papa che quelle parole non modificano affatto lo Statuto del Cammino, confermandone esplicitamente gli articoli 12 e 13.

Solo che gli articoli 12 e 13 dello Statuto del Cammino
non autorizzano alcuna "veglia pasquale separata".

L'articolo 13 tratta delle liturgie eucaristiche neocatecumenali proibendone tutti gli strafalcioni, le aggiunte e le omissioni. Vediamo in dettaglio l'articolo 12, che riguarda proprio la veglia pasquale.
Art. 12 [Veglia pasquale]:
  1. Cardine e fonte della vita cristiana è il mistero pasquale, vissuto e celebrato in modo eminente nel Santo Triduo, il cui fulgore irradia di luce l’intero anno liturgico. Esso costituisce pertanto il fulcro del Neocatecumenato, in quanto riscoperta dell’iniziazione cristiana.
  2. «La veglia pasquale, centro della liturgia cristiana, e la sua spiritualità battesimale, sono ispirazione per tutta la catechesi». È per questo motivo che, durante l’itinerario, i neocatecumeni sono iniziati gradualmente ad una più perfetta partecipazione a tutto ciò che la santa notte significa, celebra e realizza.
  3. In questo modo il Neocatecumenato contribuisce a formare poco a poco un’assemblea parrocchiale che prepara e celebra la veglia pasquale nella notte santa, con tutta la ricchezza degli elementi e dei segni liturgici e sacramentali voluti dalla Chiesa.
Nessuno dei tre paragrafi autorizza una "veglia pasquale separata". Lo Statuto del Cammino non può essere usato come "cavallo di troia" per alterare a piacere le norme liturgiche valide per tutta la Chiesa.

Nel comma 1 si dice che il Triduo Pasquale «costituisce il fulcro del Neocatecumenato». Ci aspetteremmo dunque che i fratelli del Cammino partecipino con devozione al Triduo in parrocchia, visto che le norme liturgiche prevedono che il Triduo si faccia solo in parrocchia (e non nei posti dove fa comodo ai fedeli). E invece...

Nel comma 2 si dice che «i neocatecumeni sono iniziati gradualmente ad una più perfetta partecipazione» alla Veglia pasquale. Ma anche i bambini del catechismo vengono «iniziati gradualmente ad una più perfetta partecipazione» alla Veglia pasquale, senza dover creare liturgie "separate".
Per tale itinerario "iniziatico" neocatecumenale, dunque, non è stabilito da nessuna parte di dover assentarsi dal Triduo in parrocchia: questo articolo dello Statuto non menziona tridui "iniziatici" separati: stabilisce solo che i fratelli del Cammino vengano adeguatamente preparati ad una più perfetta partecipazione.

Nel comma 3 si dice che il Cammino contribuisce a formare (sia pure «poco a poco») un'assemblea parrocchiale. Questo contributo evidentemente non può avvenire separandosi dalla parrocchia, visto che in tutte le altre esperienze ecclesiali (e perfino per i bambini) si viene "formati" senza aver bisogno di separarsi dalla parrocchia.

Insomma, l'articolo 12 dello Statuto del Cammino non permette "veglie pasquali separate".

Ora ci chiediamo: nel 2015 i fratelli del Cammino inizieranno a ubbidire?
Oppure tenteranno qualche altro stratagemma?
O continueranno a infischiarsene del Papa e dello Statuto, celebrando le loro "veglie neocatecumenali" separate dalla parrocchia?

Papa Giovanni Paolo II ha comandato al Cammino di rispettare fedelmente le norme liturgiche.
Papa Benedetto XVI ha comandato al Cammino di celebrare la liturgia senza aggiunte né omissioni.
Papa Francesco ha comandato al Cammino di rinunciare a certi «dettagli» e di seguire gli articoli 12 e 13 dello Statuto (ossia ha confermato quanto detto dai suoi predecessori).

Cosa faranno quest'anno i fratelli del Cammino nel triduo pasquale il 3-4-5 aprile 2015 ?

A questo punto è lecito aspettarsi l'eventualità che il Tripode neocatecumenale (Kiko, Carmen, Pezzi) venga convocato "ai piedi di Pilato" in qualche riunione interdicasteriale per ricominciare ad affrontare il problema degli strafalcioni liturgici e per vietare astuzie e stratagemmi per quanto riguarda le veglie pasquali separate. E magari ci potrebbe scappare anche la nomina di qualche figura di riferimento non scelta da Kiko (potrebbero chiamarla "consultore") che continuamente ricordi al Tripode che il Cammino deve rispettare le norme liturgiche valide per tutta la Chiesa.

E dunque, cari fratelli del Cammino, quando Kiko "ispirato" da qualche "spirito" vi comanderà di fare diversamente dagli anni scorsi, cosa farete?
Rifletterete sul fatto che Kiko può sbagliare ed ha tante volte sbagliato inducendo in errore anche voi?
Rifletterete sul fatto che chi vuole definirsi cattolico deve vivere come un cattolico senza trucchetti, astuzie, separatismi?
Rifletterete sul fatto che il vostro itinerario non è affatto migliore di quelli dei "cristiani della domenica"?



(*) Nota a margine: anche papa Francesco, il 1° febbraio 2014, ha confermato che a inviare le famiglie neocatecumenali in missione sono in realtà i responsabili del Cammino (non il Papa, come falsamente affermano i kikos), quando ha precisato: «...nelle quali i vostri responsabili vi inviano...»).

Kiko indiavolato mentre fa la sua protesta sindacale
lamentandosi col Papa (1 feb. 2014) che ancora non esiste
in tutte le parrocchie l'iniziazione neocatecumenale

mercoledì 25 febbraio 2015

"Caro Kiko ti scrivo...": Lettera aperta di Daniel Lifschitz

D.Lifschitz - Shemà Israel - 1995
Pubblichiamo questa lettera aperta di Daniel Lifschitz, ex "catechista itinerante" del Cammino Neocatecumenale che si ritrovò in contrasto con Kiko Argüello, ormai suo ex "catechista" nonché ex amico.


Premessa di Daniel Lifschitz: «Il problema del cammino neocatecumenale non è l'ortodossia, né la Liturgia, ma si chiama "Kiko Argüello".

Negli anni '80, Giorgio Filipucci, un cantore neocatecumenale, compose "Shema' Israel" - "Ascolta Israele", un bellissimo canto, che divenne subito un "Hit" del cammino. Venticinque anni fa Giorgio morì. Oggi questa sua bellissima composizione non l'ha piu' composta Filipucci, ma Kiko Argüello; la fa passare come sua.

L'anno scorso scrissi una lettera personale a Kiko. Non avendo ricevuto risposta, ne faccio oggi una "Lettera aperta".»



Lugano, il 21/11 2014

Carissimo Kiko,

Ti scrivo oggi per dirti alcune cose di cui sono intimamente convinto:

Tu hai ricevuto dal Signore, in particolare da Maria, doni meravigliosi, veri e molteplici carismi.

Tu te li sei accaparrati, spero in buona fede; ti sei costruito un movimento e un monumento a Tua gloria e immagine.

Il “tuo” cammino è ormai incapsulato in una Kiko-gabbia. Lascia che gli uccellini spicchino il volo.

Se non ci poni rimedio, aprendo la gabbia nei pochi anni che ci rimangono (camminiamo ormai speditamente verso gli ottanta), il cammino, alla tua morte si sfalderà.

I vescovi non lo vorranno più, i preti ti abbandoneranno, e il Papa... già ti guarda da lontano, come dice il salmo 138,6: "...il Signore guarda il superbo da lontano".

La fede che la Parola di Dio, la tua predicazione, ha suscitata in tante persone - anche in me e te sono grato - rimarrà. Ma tutte le adulazioni di te stesso e a te stesso crolleranno nel nulla.

Ora, Kiko carissimo, te lo dico, piuttosto scrivo, perché ti voglio bene:

”Convertiti a Gesu'!” Rischi di mandare tante persone in paradiso mentre tu scivoli lentamente all'inferno. Fermati, finché sei in tempo!

Un saluto a Carmen. So che è molto malata. Dille, semmai apri questa lettera, che prego per lei.

Prego anche per te e ti prego di pregare per me e la mia famiglia,

Tuo fratello in Cristo,

Daniele Lifschitz.

L'Inferno con i Nuovi Falsi Profeti

Nota: abbiamo già commentato in passato alcuni estratti dall'autobiografia di Daniel Lifschitz nella pagina: 'Un ex-itinerante ci parla di Kiko e Carmen'.

domenica 22 febbraio 2015

Un vescovo evidenzia gli errori del Cammino Neocatecumenale

Leggiamo con attenzione alcuni brani di questa comunicazione di un arcivescovo che spiega gli errori del Cammino Neocatecumenale verificabili a tutt'oggi.


Due sono gli aspetti sotto i quali il cammino neocatecumenale va verificato:
  1. Il primo attiene alla sua natura di itinerario di formazione alla vita di fede, alla vita cristiana.
  2. Il secondo riguarda la sua collocazione nella comunità diocesana.

[...] Grava sul Vescovo locale, [...] il dovere di vigilare e di discernere la fedeltà dell'itinerario ai contenuti della dottrina cattolica, delle leggi del culto e del diritto universale.

Anche dopo una Dichiarazione della Santa Sede, il Vescovo ha il dovere di verificare che la prassi corrisponda alle intenzioni dichiarate e agli statuti approvati [...].

RILIEVI

Coloro che hanno abbandonato il cammino [...] notano nella realtà delle comunità neocatecumenali:

  • UNA VISIONE PESSIMISTICA DELL'UOMO;
  • UN CLIMA DI SOGGEZIONE PSICOLOGICA;
  • UNA CERTA ATMOSFERA DI ESCLUSIVISMO;
  • UNA CERTA IDENTIFICAZIONE DELLA COMUNITÀ CON LA CHIESA STESSA;
  • e UN CERTO DISCREDITO PER LA RELIGIOSITÀ DEGLI ALTRI.

Fate largo! Arrivano i kikos!
Il problema delle comunità neocatecumenali si riferisce a due punti: a) la vita delle comunità; b) il clero che vi fa parte.

1) LA VITA DELLE COMUNITÀ:

- Manca il collegamento con gli Uffici diocesani competenti e conseguentemente manca la verifica:

  • sui contenuti e metodi della catechesi (Uff. Catechistico)
  • sui contenuti e sulla regolarità delle liturgie (Uff. Liturgico)
  • sulla disposizione degli elementi strutturali nelle Chiese (Uff. d'Arte Sacra).

- È SCARSA L'ATTENZIONE ALLE DISPOSIZIONI SINODALI SULLA DISCIPLINA RELATIVA ALLA AMMINISTRAZIONE DEI SACRAMENTI.

Faccio alcuni esempi:

- Nel giorno del Signore le comunità neocatecumenali mantengono sempre una Messa di gruppo; se, nella stessa parrocchia, i gruppi sono più d'uno, finiscono per celebrare più Eucaristie contemporanee in stanze attigue. Tale prassi continua per tutto il cammino, isolando i fratelli per molti anni dalla Eucaristia parrocchiale.

- Nel Sabato santo queste comunità celebrano la Veglia pasquale a parte, sicché in una parrocchia ne vengono fatte due; a meno che ne venga gestita da loro una per tutta la parrocchia e in tal caso lo stile e la lunghezza della celebrazione finiscono per scontentare i fedeli comuni.

«L'altare viene trasferito
alla navata...»
- Aumenta la domanda dei genitori neocatecumenali di celebrare il Battesimo (per immersione solo a Pasqua) dei figli nella chiesa della comunità, allontanandosi dalla propria parrocchia. Talvolta anche per il matrimonio il fatto si ripete.


- L'altare della chiesa parrocchiale viene spesso trasferito dall'area presbiterale alla navata, mentre il suo posto è preso dall'ambone.

- Nella catechesi, talvolta, esiste il tentativo di impostare tutta la istruzione degli adulti sui contenuti della catechesi neocatecumenale, disattendendo i catechismi della C.E.I..

2) IL CLERO

Il problema pastorale diviene più acuto qui.

- Esistono difficoltà notevoli per i fedeli quando il Parroco fa parte del cammino; i fedeli non riescono ad accettarlo, ritenendolo uomo di parte e non di tutti. [...] Allora i laici vanno a lamentarsi con gli altri preti o, in città, per la partecipazione alla Messa, si trasferiscono in parrocchie vicine.

- Sorgono incomprensioni tra Parroco e Vicario parrocchiale, quando il primo fa parte del cammino e l'altro è fedele al metodo e alle disposizioni diocesane sulla pastorale oratoriana, ecc.; [...]

- Quando in una parrocchia "neocatecumenale" arriva come Parroco un sacerdote abituato ad esercitare il suo ministero nella linea della pastorale diocesana, il suo disagio diventa grande. O accetta la situazione com'è, con tutto ciò che essa comporta, oppure costringe, di fatto, i "fratelli" ad emigrare.

- Talvolta l'inizio di una catechesi in parrocchia è stato deciso dal Parroco senza l'ascolto del Consiglio pastorale parrocchiale e addirittura senza aver consultato i sacerdoti collaboratori; certamente senza aver chiesto al Vescovo.

- Quando un Vicario parrocchiale ha aderito al metodo neocatecumenale, finisce con obbedire più al sacerdote della comunità neocatecumenale alla quale fa riferimento che non al proprio Parroco. I sacerdoti diocesani si orientano e chiedono di partire per una itineranza...

Sala liturgica neocatecumenale:
nessun senso del sacro,
solo un addobbo da spettacolino
- Viene facilmente fatto rimando al ministero petrino, interpretato a proprio uso, quando il Vescovo non è favorevole.

- Nei presbiteri si stabilisce una dipendenza affettiva e, almeno su alcuni punti, effettiva dal leader del cammino più che dal Pastore diocesano.

Ne è prova la COMUNE DISATTENZIONE AI RICHIAMI DEL VESCOVO, [...] allorché egli invoca docilità ed obbedienza su indirizzi contrari al cammino. È ovvio che tali osservazioni valgono in modo diverso per i diversi sacerdoti, a seconda del loro diverso carattere e del diverso tempo di appartenenza al cammino neocatecumenale.

- Nel sacerdote neocatecumenale si instaura una coscienza "soggettiva" sicura circa l'assoluta validità del suo itinerario formativo alla fede, [...] Per questo alcuni sacerdoti religiosi del cammino, messi dai loro Superiori di fronte al dilemma di attenersi al carisma dell'Istituto (e perciò alla sua disciplina) oppure di lasciarlo per vivere nelle comunità neocatecumenali, hanno scelto la seconda soluzione.

Conosco alcuni Superiori Maggiori che dopo un'esperienza traumatica di questo genere, pur avvertendo la necessità di procedere, non se la sentono più di ripetere il comando, nella paura di dover perdere altri membri dei loro Istituti.

Alcuni Capitoli Generali (ad es. quello dei Padri Comboniani) hanno preso una posizione netta: appartenere completamente all'Istituto oppure far parte delle comunità neocatecumenali... Quando chiesi la sospensione della Messa prefestiva ordinaria (in alcune circostanze è più che giustificata) fui subito contestato dalle comunità neocatecumenali, dentro e fuori la chiesa. Ho esposto (nel 1984) le mie perplessità su alcuni punti e ribadito l’inopportunità della Messa festiva (alternativa), della Veglia Pasquale (alternativa) e di poco altro [...] Alcuno si mosse e le comunità N.C. si sciolsero..,

«L'altare viene trasferito
alla navata...»
Nello scorso anno, ho ribadito le stesse richieste di due anni prima. Non accadde nulla di nuovo; anzi, si iniziarono altre catechesi nelle stesse parrocchie, e in alcune altre senza che i Parroci di queste nuove chiedessero il parere al Vescovo...

Ho esposto al Papa (11 settembre 1986) [...] il mio timore che a Brescia si formino due tipi di clero e, dunque, due diocesi.

Il Papa sa bene che non tutte le aggregazioni ecclesiali (quando pure siano riconosciute) e non tutti i metodi di catechesi stanno bene, soprattutto se presi nella loro integralità, dappertutto... In questo tempo domanderò agli Organismi diocesani competenti nei vari settori di compiere, con rispetto e carità pari a sapienza e fermezza, la verifica necessaria.... FINO A CONTR'ORDINE, DISPONGO CHE NON VENGA FATTO NESSUN ALTRO ANNUNCIO DI CATECHESI.


arcivescovo Bruno Foresti
(vescovo di Brescia dal 1983 al 1998)

(fonte: Comunicazione al consiglio presbiterale, IX assemblea, 19 novembre 1986, pubblicata nella Rivista della Diocesi di Brescia - Ufficiale per gli Atti Vescovili e di Curia - Anno LXXVII, n.1/1987).

venerdì 20 febbraio 2015

Le omelie dei laici nelle eucarestie del Cammino

Baciando la "reliquia"
che ti porge il "profeta"...
Dalla lettera del 1° dicembre 2005 della Congregazione per il Culto Divino e della Disciplina dei Sacramenti inviata all'equipe responsabile del Cammino Neocatecumenale (protocollo n. 2520/03/L), citiamo l'articolo 3:
L’omelia, per la sua importanza e natura, è riservata al sacerdote o al diacono (cfr. C.I.C., can. 767 § 1).
La lettera è parte integrante dello Statuto del Cammino (art. 13, nota 49).

Vediamo il canone 766 ed il citato canone 767 §1 del Codice di Diritto Canonico:
Can. 766 - I laici possono essere ammessi a predicare in una chiesa o oratorio, se in determinate circostanze lo richieda la necessità o in casi particolari l'utilità lo consigli, secondo le disposizioni della Conferenza Episcopale, e salvo il can. 767, §1.

Can. 767 - §1. Tra le forme di predicazione è eminente l'omelia, che è parte della stessa liturgia ed è riservata al sacerdote o al diacono; in essa lungo il corso dell'anno liturgico siano esposti dal testo sacro i misteri della fede e le norme della vita cristiana.
Insomma, l'autorità della Chiesa parla chiaro:
  • l'omelia è parte della stessa liturgia eucaristica;
  • nella liturgia, l'omelia spetta solo al ministro ordinato (sacerdote o diacono);
  • la predicazione dei laici, in chiesa o oratorio, riguarda solo casi particolari e comunque non riguarda mai la liturgia.
Vignetta da NeoCateFails
Nelle squinternate liturgie neocatecumenali (specialmente il sabato sera, ma non solo), succede invece di vedere che certi laici prendono la parola durante l'omelia.

La condanna di tale abuso è nei documenti liturgici ed è confermata, oltre che dal Codice di Diritto Canonico, anche da quelle «decisioni del Santo Padre» della lettera del 1° dicembre 2005 e dallo Statuto del Cammino Neocatecumenale approvato nel 2008 (che ha fatto sua quella lettera includendola nell'art. 13).

Ma ancor oggi nelle celebrazioni eucaristiche del Cammino Neocatecumenale capita spesso di vedere che dei laici predicano al posto del ministro ordinato.

Non importa con quali acrobazie verbali e astuzie dialettiche i neocatecumenali tentino di "spiegare" la loro prassi abusivamente invalsa di far "testimoniare" i loro laici nell'omelia: quello è un abuso del Cammino, e la legge della Chiesa - nei libri liturgici e perfino nel Codice di Diritto Canonico - lo vieta.
Per chi non avesse ancora capito, facciamo un paragone: se tu fumi in una polveriera, stai sbagliando, indipendentemente da chi ti ha dato il permesso di fumare e indipendentemente dalla necessità di fumare, e le tue "spiegazioni" non cambiano nulla.
Ora, tutti vediamo che i neocatecumenali hanno bisogno di difendere i propri indifendibili abusi con trucchetti e astuzie.

Tipiche bizzarrie liturgiche neocatecumenali:
tavolone-mensa centrale smontabile zeppo di fiori,
ambone con croce e drappeggi designed by Kiko, e in
fondo la sede del celebrante formato "bimah ebraica"
Per esempio, vi diranno che nel loro caso non sarebbero delle "omelie dei laici" ma solo delle "testimonianze", magari aggiungendo che sono "separate" dall'omelia. Faranno finta di non sapere che il momento dell'omelia è riservato all'omelia, non alle testimonianze, e che tale "separazione" è del tutto inventata, visto che l'omelia non è affatto "separata" dal resto della Messa (infatti la Messa non è uno spettacolino con gli intermezzi pubblicitari).

Oppure vedrete i difensori del neocatecumenalismo tentare di applicare abusivamente il canone 766 alla liturgia eucaristica, fingendo di non capire che quest'ultimo riguarda qualcosa che si può fare solo al di fuori della Messa.

Ora, a qualcuno verrebbe da chiedersi: perché è importante la questione dell'omelia? Con tanti abusi liturgici che vediamo anche fuori dal Cammino, perché preoccuparsi anche di questa faccenda?

La risposta la troviamo nell'istruzione Redemptionis Sacramentum, della stessa Congregazione del Culto Divino. Nel punto 4 dice:
Non si possono, pertanto, passare sotto silenzio gli abusi, anche della massima gravità, contro la natura della Liturgia e dei sacramenti, nonché contro la tradizione e l’autorità della Chiesa, che non di rado ai nostri giorni in diversi ambiti ecclesiali compromettono le celebrazioni liturgiche. In alcuni luoghi gli abusi commessi in materia liturgica sono all’ordine del giorno, il che ovviamente non può essere ammesso e deve cessare.
Nel Cammino Neocatecumenale gli abusi liturgici sono all'ordine del giorno. Il che ovviamente non può essere ammesso e deve cessare.

Nei punti 66 e 74 la Redemptionis Sacramentum (che tutti i fratelli delle comunità del Cammino dovrebbero leggere direttamente, senza andare a farsela "interpretare" dai loro cosiddetti "catechisti") dice:
[66.] Il divieto di ammissione dei laici alla predicazione durante la celebrazione della Messa vale anche per i seminaristi, per gli studenti di discipline teologiche, per quanti abbiano ricevuto l’incarico di «assistenti pastorali», e per qualsiasi altro genere, gruppo, comunità o associazione di laici.

[74.] Se vi fosse l’esigenza di fornire informazioni o testimonianze di vita cristiana ai fedeli radunati in Chiesa, è generalmente preferibile che ciò avvenga al di fuori della Messa. Tuttavia, per una grave causa, si possono offrire tali informazioni o testimonianze quando il Sacerdote abbia pronunciato la preghiera dopo la Comunione. Questo uso, tuttavia, non diventi consueto. Tali informazioni e testimonianze, inoltre, non abbiano un senso tale da poter essere confuse con l’omelia, né si può a causa loro totalmente sopprimere l’omelia stessa.
È insomma la chiara condanna del tipico abuso liturgico del Cammino Neocatecumenale sulla questione delle "omelie" e delle "testimonianze".

Riassumendo:
  1. al momento dell'omelia non è ammesso nessun tipo di "testimonianza", "annuncio", discorso, da parte di un laico - l'omelia spetta infatti al ministro ordinato (sacerdote o diacono)
  2. se proprio c'è bisogno di fare "testimonianze" o "annunci", questi devono avvenire al di fuori della Messa;
  3. solo in presenza di una grave causa si può fare all'interno della Messa, ma soltanto dopo che il sacerdote ha terminato la "preghiera dopo la Comunione", cioè, praticamente, subito prima della benedizione conclusiva - non durante la Messa.
La Chiesa ha parlato chiaro, ma i neocatecumenali fingono di non capire.

Qualora il solito attivista neocatekiko tenti di mettervi a tacere giocando l'astuta carta del "lasciate che se ne occupino le autorità della Chiesa", non dobbiamo farci abbindolare. La stessa Redemptionis Sacramentum al punto 183 afferma infatti che:
[183.] In modo assolutamente particolare tutti, secondo le possibilità, facciano sì che il Santissimo Sacramento dell’Eucaristia sia custodito da ogni forma di irriverenza e aberrazione e tutti gli abusi vengano completamente corretti. Questo è compito della massima importanza per tutti e per ciascuno, e tutti sono tenuti a compiere tale opera, senza alcun favoritismo.
Liturgia-pagliacciata del Cammino
Per concludere, riflettiamo di nuovo sulla domanda: perché è importante la questione dell'abuso liturgico neocatecumenale riguardante l'omelia e le cosiddette "testimonianze"?

La risposta è nel fatto che ogni deliberato abuso liturgico contiene l'idea di costruirsi da soli la propria liturgia.

La liturgia è un dono di Nostro Signore Gesù Cristo: «fate questo in memoria di Me».

Lo ha detto agli Apostoli, cioè all'autorità della Chiesa che Lui stesso ha personalmente fondato mettendovi a capo Simon Pietro.

Dunque è l'autorità della Chiesa a stabilire come deve essere la liturgia. Chi "cambia" la liturgia, sta rifiutando non solo l'autorità della Chiesa, ma di fatto rifiuta anche Nostro Signore.

Nella mentalità neocatecumenale la Messa non è «l'unico culto a Dio gradito», ma è un cerimoniale per onorare i due idoli Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, i fondatori del Cammino Neocatecumenale.

Infatti vi si usano esclusivamente i canti di Kiko, esclusivamente le icone di Kiko, esclusivamente le suppellettili sacre designed by Kiko... e si utilizza la struttura liturgica inventata da Carmen e Kiko, i due laici che pretendono di rivoluzionare la Chiesa a loro immagine e somiglianza.

Concludiamo con una foto tratta da un sito web neocatecumenalissimo: il laico Kiko Argüello va a tenere l'omelia all'ambone, con crocifero e candelieri, come se fosse un vescovo:

mercoledì 18 febbraio 2015

«La menzogna neocat mi brucia come un ceffone»

Sono neocatecumenali ma non te lo dicono!
Scrivo dopo diversi giorni di riflessione e dopo aver minuziosamente letto molte informazioni sul Cammino trovate su questo blog ed altrove. Sino a martedì scorso partecipavo alle "Catechesi per Adulti" insieme a mio marito. Siamo molto affiatati anche a livello spirituale e con una storia differente per la quale io ho vissuto la mia infanzia e la mia adolescenza nella Chiesa (frequentando il gruppo Scout per anni) mentre lui se n'era allontanato a causa dei propri problemi familiari sin da ragazzino. Ebbene, insieme abbiamo deciso di frequentare le "Catechesi per Adulti" perché interessati ad ascoltare la Parola del Signore e poter sentire approfondimenti e discussioni in merito.

Abbiamo iniziato così con molto entusiasmo ma già dopo il quarto, quinto incontro ho avvertito che qualcosa non andava. Mi ritengo una persona molto ricettiva e sufficientemente intelligente e soprattutto ho sempre detestato le imposizioni che mi suonano "storte". Siamo comunque andati avanti, benché io non fossi più tanto convinta ma per amore di mio marito, il quale è in cerca di sé stesso nella Chiesa.

Ma il nostro atto d'amore è stato ripagato con la menzogna. All'ultimo incontro io stavo male perciò lui è andato da solo e quando è tornato era un po' preoccupato. Il campanello d'allarme era suonato pure in lui soprattutto alla promessa che l'incontro successivo sarebbe durato più a lungo e avrebbe preso una forma dinamica. Così abbiamo preso a leggere su internet notizie sul Cammino Neocatecumenale, più per curiosità che altro, ed è stato come un fulmine a ciel sereno.

Mi sono sempre tenuta lontana da ciò che non segue le regole a cui sono stata abituata dall'educazione religiosa ricevuta e improvvisamente mi sono trovata quasi all'interno di qualcosa che in qualche modo conosco (ho parenti e amici che ne fanno parte e ho sempre storto il naso ma mai approfondito la cosa) e che ho sempre rifiutato.

Kiko si vuole incontrare con te:
sono neocatecumenali,
ma non te lo dicono!
La menzogna mi brucia come un ceffone.

Invitare le persone ad una "Catechesi per gli Adulti" senza che ti venga detto il fine ultimo (e qui il fine è evidentissimo) è un insulto alla ragione ed al cuore delle persone.

Una menzogna che non ti permette di comprendere se sia bene o male, se sia giusto o sbagliato e soprattutto che non ti permette di decidere in modo autonomo. Io e mio marito abbiamo troncato con quelle "catechesi" all'ottavo incontro e ciò che è peggio è che adesso abbiamo intenzione di cambiare persino Parrocchia, essendo quella dove frequentiamo la Santa Messa della domenica una Parrocchia improntata solo sul Cammino.

Il Cammino in sé, in base allo statuto letto, sarebbe una buona cosa se non calpestasse, nella realtà delle cose, i dettami dottrinali e liturgici della Chiesa il cui guardiano nella Fede è Papa Francesco.

Ma non può esserci nulla di buono in un percorso che si fonda sulla menzogna. Sono ancora basita e vi ringrazio perché probabilmente ci avete dato una mano a comprendere ed evitare un disastro.

Una cristiana della domenica e presumibilmente una "Giuda" [nel Cammino, chi lascia è etichettato "giuda" o "faraone", ndr].
(da: Angelica)

lunedì 16 febbraio 2015

Kiko si vanta di essere sempre «ispirato»

Kiko (2014):
Cristo benedice con la mano sinistra,
cioè quella sbagliata. Perché?
Perché Kiko inverte sempre i simboli?
Riproponiamo una documentata risposta firmata "l'apostata" ad un lettore neocatecumenale del nostro blog, lettore che negava che Kiko dicesse di agire e di parlare sempre su ispirazione dello Spirito Santo.


Bravo Lettore, tutte provocazioni e menzogne!

Sankiko dice che parla come il "Signore lo ispira"?
Per te va inteso "solo in quel momento". Kiko dice una cosa, ma noi dobbiamo capirne un'altra!
Che lui e i catekikisti millantino l'ispirazione ce lo siamo sognati tutti, vero? Rileggiamo allora qualche passaggio degli Orientamenti per le équipes per i catechisti del Cammino Neocatecumenale...

Orientamenti: Kiko dice: «...Questo è il fantastico fratelli! Che forse quando tu vorrai entrare non potrai; quando ti sei reso conto, è tardi. È il Signore che ti chiamava in un momento determinato, perché questo fa parte della pedagogia di Dio».

Perché Sankiko proclama di avere a disposizione sua e dei catekikisti l'azione dello Spirito Santo?

Come mai mentiva nascondendo i mamotreti imparati a pappagallo dai catekikisti e millantando che fossero catechesi estemporanee ispirate dallo Spirito?

Orientamenti: «...Il giorno che voi lo sperimenterete potrete fare una vera eucarestia dove il presbitero elevi, in nome di tutta l'assemblea, la massima esultazione a Dio. Per questo non esiste cristiano che non sia teologo, che fa cioè un canto esultante delle meraviglie di Dio, dell'avvenimento che Dio gli ha fatto conoscere. Perché lo Spirito Santo in noi è come una sorgente che non cessa di zampillare, che non cessa di annunciarti e dirti le meraviglie dell'amore di Dio per te. Quando non c'è questa teologia non c'è né Spirito né cristianesimo. Allora abbiamo bisogno di libroni che ci rimpinzino ben bene e abbiamo bisogno di studiare molto. Invece Giacomo dice: "felici, perché lo Spirito vi comunicherà ogni cosa". Questo amore è segno per il mondo. E bisogna darlo. Ma oggi dov'è questo amore? Dov'è questo amore che è Dio in mezzo agli uomini, lo Spirito Santo? Non si vede in queste strutture massime, dove la gente va a messa per religiosità naturale...».

Ovvero, lo Spirito è in comunità, in Chiesa niente. Secondo Kiko la gente va in parrocchia solo per banale "religiosità naturale"...

Orientamenti: «... Abbiamo avuto una catechesi da prima comunione, noi forse abbiamo studiato religione nelle scuole come una materia e nient'altro. Chi ci ha insegnato a pregare? Chi ci ha dato uno Spirito capace di trasformare la nostra vita? Chi ci ha dato una vera iniziazione cristiana? Chi ci ha insegnato a rispondere al male col bene? Per questo il Concilio ha rinnovato la sua teologia mettendo in luce in tutto il suo splendore il mistero pasquale di Gesù, mettendo da parte giuridicismi e filosofie che non hanno nulla a che fare con il cristianesimo...».

Da non credersi! Riecco la solita accozzaglia di menzogne sul Concilio e la millanteria sullo Spirito che gli avrebbe insegnato tutto!
Quindi fino al Concilio Vaticano II la Chiesa avrebbe sempre sbagliato con "giuridicismi" e "filosofie"?

Orientamenti: «...La Chiesa locale, una comunità di comunità impiantata in un determinato territorio, in una città, nasce perché lì un apostolo porta la Parola che è lo sperma dello Spirito. Coloro che accolgono e custodiscono questa Parola iniziano un cammino catecumenale in comunità per formare la Chiesa, perché su di loro discende lo Spirito santo. Allora nascono come figli di Dio e sono la shekinà, la presenza di Dio nel mondo, la Chiesa: una comunità di fratelli.
Questo è un mistero impressionante: un gruppo di uomini sono deificati e formano il Corpo di Gesù Cristo risorto, il Figlio di Dio...».

Orrido dipinto di Kiko su cui i poveri
neocatecumenali dovranno pregare
Ovvero, le comunità neocat sarebbero la vera Chiesa, i catekikisti apostoli, le comunità hanno lo Spirito.

Smentiscimi, se puoi.

La tua kikesegetica è quella dei kikesorcismi.

Il signor dottor (h.c.) esorciccio Arguello ha affermato pubblicamente di fare sempre esorcismi e di dare ordini ai demoni?
E vabbè, ma per te noi dovremmo capire diversamente: per te quando Kiko dice "ho fatto un esorcismo" noi dovremmo capire "preghiere di liberazione".

Kiko si autoproclama "il nuovo Giovanni in mezzo a voi, angelo, inviato". Diffonde il suo santino e ci scrive "il Messia che è in noi". E le apparizioni? Il "segno" del colombaccio sulla torre?
Che dobbiamo capire? Che scherzava?

E al solito non hai risposto: perché ai catekikisti si deve obbedienza assoluta?

Orientamenti: ".... Il maestro tra noi è lo Spirito Santo, cioè è lo Spirito che agisce in voi, che apre le vostre orecchie. Anche se i catechisti dicono delle cose che possono essere incomplete, mal dette, questo si chiama stoltezza della predicazione. Anche se i catechisti fossero così, lo Spirito Santo corregge, ti apre l'orecchio, ti situa le parole nella condizione più completa, più totale di cui tu hai bisogno. Infatti molte volte una persona si converte per una frase che tu neanche hai detto così, ma che lui ha sentito così. Chi gliel'ha fatta sentire così? Pelagio, un eretico, diceva che di fronte all'annunzio delKerygma quello che noi dobbiamo fare è dire sì o no e questo dipende dalle nostre forze. Questo è stato condannato dalla Chiesa. Nessuno può dire di sì senza lo Spirito Santo, nessuno può dire:"Gesù Cristo È il Signore" senza lo Spirito Santo. E' il Signore che ti ha portato qua, non siamo stati noi, anche se ti ha chiamato per telefono il responsabile. Siete venuti non per curiosità, perché ci sono Kiko e Carmen, siete venuti perché il Signore vi ha portati qua, per prima cosa. Seconda cosa, voi sentirete delle parole. E' lo Spirito Santo che sta agendo dentro di voi che siete seduti...".

Traduzione: i catekikisti dicono frescacce? Non importa, lo Spirito è sempre pronto a trasformarle in verità rivelate!

Orientamenti: "...spiego come succede questo: noi stiamo facendo una catechesi, forse io, o Carmen o chi sia, parlo molto bene o molto male; voi sentite che vi piace, che state bene, avete dimenticato le preoccupazioni che avete a Roma, vi commuovono certe cose, e lo Spirito vi dice: "E' il momento in cui devi cambiare vita e buttarti seriamente".

Ovvero: non importa quello che diciamo, è lo Spirito che vi parla!

Per Kiko Argüello questi scarabocchi
rappresenterebbero lo Spirito Santo
Orientamenti: "...Questa convivenza è molto importante per tutti voi, è importantissima: Spero che vi rendiate conto, vi invito a partecipare con tutto il cuore perché da questa convivenza dipendono molte cose per voi. Per molti dipende la vita o la morte, cioè qui non stiamo a giocare, non siamo venuti a questa convivenza per passarcela bene, siamo venuti qui per una cosa molto più importante, per un incontro con Gesù Cristo. E' Gesù Cristo che vi ha chiamati qui perché è Lui che vuol fare con voi una cosa importante. Gesù Cristo non fa mai cose inutili. Il tempo è denaro e io non sarei qua né voi sareste qua se non fosse una cosa molto importante...".

Insomma, solo quando lo vogliono il signor dottor (h.c.) sciamano Arguello e i catekikisti agisce lo Spirito. Mai in altri momenti. Molto bello quando dice che il tempo è denaro, si sente che lo conosce bene (il denaro, non il tempo).

Orientamenti: "...Questo è molto bello perché ci ricorda quello che noi catechisti facciamo con voi: facciamo una catechesi e poi ce ne andiamo. Anche nel 1° Scrutinio sono stati dati a voi dei talenti. Cosa sono i talenti? La Parola di Dio che è stata data a voi, lo Spirito Santo che è stato dato a voi, questa Parola accompagnata da gesti che ha fatto crescere in voi il vostro Battesimo...".

Chi dà lo Spirito? Il signor dottor (h.c.) illuminator Arguello e i suoi illuminati e illuminanti catekikisti!

Ti basta Lettore? Spero di si, perché leggere gli Orientamenti provoca una sofferenza, anzi un "sufrimiento" pari all'ascolto della Sinfonia degli Innocenti...

Dal Kerigma (ovvero "La salvezza in libreria a prezzi modici") a Palomeras Altas: “ma il Signore mi ha obbligato, in quell’ambiente” a catechizzare “perché volevano che parlassi loro di Gesù Cristo”.

In tempi recenti: Il Signore ci ha ispirato che dobbiamo preparare 20 mila presbiteri per la Cina”.

Eccetera, eccetera, eccetera.

Però quando dice che parla come il Signore lo ispira, trattasi di eccezione, secondo te. Salvo il fatto che la sua autoagiografia, tutte le sue millanterie, catechesi e assimilati, traboccano di "il Signore, vuole, ordina, ispira".

Caro fratello neocatecumenale, è gradito il tuo illuminato parere su quel che in realtà voleva dire il signor dottor (h.c.) Arguello quando ha fatto certe affermazioni, dato che un derelitto cristiano della domenica religioso naturale come me non riesce proprio a capirle.

Come vi invidio, discernenti adulti nella fede, voi che ad una certa tappa vi potete (dovrete!) addirittura dichiarare "figli del demonio" anche se battezzati!

Riuscite a vedere bianco il nero, la notte giorno, avete lo Spirito e siete figli del demonio!

Ai piccoli neocat in buona fede.

Come volevasi dimostrare...!

sabato 14 febbraio 2015

Certe astuzie degli azzeccagarbugli neocatecumenali

La Prima Comunione ridotta a uno snack:
le pagliacciate liturgiche sono un "dono dello Spirito"?
È molto significativo il fatto che tutte le volte che si tenta di dialogare coi neocatecumenali ci si ritrova sempre a dover ripartire dall'ABC più elementare.

Proviamo dunque a spiegare di nuovo, per l'ennesima volta, alcuni concetti essenziali che sono chiari anche ad un bambino ma vengono negati o messi in dubbio dai professionisti del neocatecumenalismo.


1) La verità non è un'opinione presentata in modo elegante.

C'è il Catechismo di santa romana Chiesa. C'è il Messale Romano (nelle librerie e anche nell'internet) e i documenti liturgici. C'è la plurimillenaria Tradizione della Chiesa, costellata di santi, e il Magistero universale. Insomma ci sono dei punti fermi, chiari, verificabili comodamente da ogni cristiano, per assicurarsi certezze nella propria fede, indipendentemente dalle proprie convinzioni, indipendentemente dalla propria esperienza, punti fermi che la Chiesa da venti secoli non nasconde ma «grida dai tetti».

L'autorità della Chiesa è infatti custode (e non "fabbricante") della Rivelazione. Al punto che «se anche un angelo disceso dal cielo» dicesse qualcosa di diverso, allora sia anàtema, sia scomunicato, sia riconosciuto come eretico, sia condannato e corretto l'errore. Di fronte alla verità documentata e verificabile, non ci sono scuse: se qualcuno dice che 2+2 fa 5, oppure se dice che 2+2 fa "un numero dispari", sta sbagliando, punto e basta, e non è offensivo il ricordarlo ma è solo un onesto e necessario servizio alla verità.
Il santino di san Kiko, distribuito in chiesa in quaresima:
aveva mica torto padre Pio da Pietrelcina a definire
Kiko e Carmen «i nuovi falsi profeti» ?
Notiamo che la verità è una (esprimibile in più modi, ma è sempre una: non è che "sua moglie è incinta, ma solo un pochino pochino": o lo è, o non lo è), mentre le eresie possono essere tante (non è sbagliato solo il dire che 2+2 fa 5), e le eresie per sfuggire alla correzione si nascondono nell'ambiguità (cosa pensereste se io dicessi che 2+2 "ci mette davanti ad un risultato che probabilmente sembrerebbe avere tutta l'aria di essere un numero dispari"?). Per questo, specialmente nelle cose della fede, «il vostro parlare sia sì, sì, no, no».
Chi viene accusato di sbagliare, può tornare alle fonti sicure, a quei punti fermi sopra citati, per riconoscere e rinnegare i propri errori. Quelle certezze che hanno forgiato la vita dei santi di tutti gli ultimi venti secoli valgono anche per noi. Bisogna essere particolarmente superbi per accanirsi nella propria opinione - per quanto elegante appaia - anche quando è contraddetta dai fatti.

Nel Cammino Neocatecumenale è facile rilevare un grave problema: vi si insegnano emerite sciocchezze, vi si insegnano vere e proprie corbellerie clamorosamente contrarie alle certezze che la Chiesa ci ha sempre donato. E questo avviene abusando di proposito di parole del lessico cristiano: «annunciare il kerygma» per loro significa annunciare il Kiko; «nueva evangelizzazione» per loro significa impiantare nuove comunità neocatecumenali; «canti biblici» per loro significa "canti di Kiko"; «diavolo» per loro è sinonimo di "sfortuna per il Cammino"... Le eresie si nascondono nell'ambiguità, ed emergono successivamente nella pratica.
In questo sperduto blog le abbiamo documentate tante volte, partendo da fatti concreti e verificabili. Per esempio Kiko Argüello ha proclamato (ai giovani neocatecumenali della GMG 2013) che la confessione sacramentale dei peccati mortali sarebbe facoltativa e rinviabile a piacere: «se vuoi, domani sigillerai». Nostro Signore Gesù Cristo invece ha detto chiaro e tondo che è obbligatoria: «...a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi». Chi dei due ha sbagliato? Ha sbagliato Kiko Argüello, oppure Nostro Signore Gesù Cristo?

Quest'eresia di Kiko, per chi conosce la lingua spagnola, è verificabile da chiunque abbia accesso a Youtube (non è certo la prima né l'unica - altri più esperti di noi hanno documentato molto estesamente come il corpus dottrinale di Kiko Argüello e Carmen Hernàndez sia un enorme guazzabuglio di eresie, ambiguità, fandonie, confusioni).

Liturgia eucaristica neocatecumenale.
questa robaccia sarebbe ispirata dalla Vergine Maria?
E i neocatecumenali, scoprendo che l'iniziatore del loro Cammino proferisce eresie, come si regolano? Come mai non battono ciglio? Come mai ritengono utile seguire un cattivo maestro? E come mai Kiko non ha mai corretto quell'affermazione eretica?


2) La verità va presa tutta intera, non solo i punti che fanno comodo.

I cari fratelli neocatecumenali sono erroneamente convinti - talvolta persino in buona fede - che un incoraggiamento dal Papa faccia magicamente svanire qualsiasi errore del Cammino. Addirittura vantano il proprio Statuto come se fosse un certificato di santità passata, presente e futura, anziché una regolazione statutaria che stabilisce il minimo che deve fare il Cammino per permanere nella Chiesa.
Sono infatti sempre pronti a citare la lettera Ogniqualvolta di Giovanni Paolo II, ma non citano mai la nota che spiega che era solo un «incoraggiamento ai vescovi», tanto meno citano i discorsi in cui Giovanni Paolo II comanda al Cammino l'«esatta osservanza delle norme» liturgiche.

Sono sempre pronti a citare gli elogi e incoraggiamenti ricevuti da Benedetto XVI ma non li sentite mai ragionare onestamente sulla lettera del 1° dicembre 2005 delle «decisioni del Santo Padre» contro gli strafalcioni liturgici neocatecumenali, lettera pienamente recepita dallo Statuto del Cammino (art.13, nota 49) e mai smentita né da Benedetto XVI né da Francesco.
Aberrante, grottesco, blasfemo:
su questa "icona" di Kiko
ai neocatecumenali tocca pregare...
E prevedibilmente hanno subito dimenticato (e addirittura mistificato e criticato) il discorso di papa Francesco del 1° febbraio 2014. Che stavolta non parlava di liturgia ma del settarismo neocatecumenale.
Ora, visto che il Cammino contiene errori dottrinali e strafalcioni liturgici, come si spiega tutta la foga dei fratelli neocatecumenali a vantare approvazioni, lodi, elogi, "potenti appoggi" e quant'altro? Come si spiega - fatta eccezione per grave ignoranza o malafede - che celebrano ancor oggi (anche stasera!) le loro liturgie con gli strafalcioni esplicitamente proibiti dal Messale Romano, da Benedetto XVI e dallo stesso Statuto del Cammino?

Se uno va dal medico e si sente dire che il piede sta benone ma il fegato ha un tumore maligno, potrà mai fingere di ignorare quest'ultimo punto in modo da insistere continuamente sul primo?


3) La verità non è un risultato esclusivo di sentenze di tribunali.

Un tipico slogan dei fratelli del Cammino suona così: "i papi ci elogiano, dunque elogiano degli eretici? il Cammino non è mai stato dichiarato ufficialmente eretico".

Per dire che due più due fa quattro non c'è bisogno di attendere il responso scritto ufficiale del Congresso Mondiale di Matematica: lo sa riconoscere anche un bambino. Per riconoscere un'eresia quasi sempre è sufficiente il Catechismo, non c'è bisogno di aspettare una condanna ufficiale scritta dalla massima autorità della Chiesa. Anche perché se si dovessero condannare "ufficialmente" tutte le eresie, la Santa Sede sarebbe totalmente ingolfata fin dal primo giorno... e chiunque potrebbe professare eresie (e insegnarle alle anime innocenti) per tutto il tempo che non c'è ancora una condanna ufficiale.
Se un delirante Kiko blatera che i peccati mortali «se vuoi, domani li sigillerai», non sta parlando della misericordia di Dio ma sta insinuando che Nostro Signore avrebbe sbagliato a dire «a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi», e che la Chiesa avrebbe sbagliato a prendere sul serio l'insegnamento di Nostro Signore. Sì, stiamo citando Kiko Argüello, quello che va dicendo - seriamente - che «il Signore attraverso i testimoni di geova ci sta dicendo qualche cosa».

Se nelle comunità del Cammino si dicono scempiaggini come «il Signore ti ha mandato una disgrazia per convertirti», anche un bambino capisce che si tratta di un errore colossale: ma come? prima cantano che Dio è misericordioso e poi un attimo dopo lo dipingono come un cattivone vendicativo che «ti manda le disgrazie»?
Occorre pagare puntualmente le "decime"
per poter esibirsi degnamente in questa imbarazzante
Nueva Evangelizzazione del Cammino
 
Ricordiamo sempre che la verità è la prima forma di carità. Non si può "aspettare" un responso ufficiale della Chiesa riguardo errori che anche un bambino del primo anno di catechismo può riconoscere. Tacere di fronte agli errori significa rendersene complici - ed è per questo che i neocatekikos ci invitano a tacere. Sono orgogliosi del loro idolo Kiko, e non chiedono altro che di poterlo adorare ancora spacciandosi per cattolici.


4) Il Cammino Neocatecumenale è fondato su errori liturgici e dottrinali.

Gli errori del Cammino cominciano purtroppo fin dalle sue fondamenta, e lo può verificare chiunque chieda - con autorità o anche solo come proposta - di sostituire la liturgia neocatecumenale con quella del Messale Romano (che è valido per tutta la Chiesa, nessuno è autorizzato a farsi una "liturgia personalizzata"), e di sostituire la dottrina neocatecumenale con il Catechismo della Chiesa Cattolica (nessuno è autorizzato a crearsi una "dottrina personalizzata").

Dobbiamo ovviamente distinguere tra il buon cuore di tanti fratelli dello strato più basso che hanno sinceri desideri di vivere la fede cattolica, di partire in missione, di ubbidire alla Chiesa, ecc., e l'impianto liturgico-dottrinale del Cammino, sostenuto e rappresentato dalla sua gerarchia di cosiddetti "catechisti" e da coloro che pur avendo la capacità di riconoscere gli errori se ne sono fatti complici (qui li chiamiamo "attivisti").

Baciando la "reliquia" che ti porge il "profeta"...
Il dichiarare che il Cammino contiene eresie non toglie nulla al buon cuore di quei fratelli (che subiscono gli errori e gli strafalcioni). Nelle loro intenzioni il Cammino è buono, salvo poi scoprire la realtà man mano che passano gli anni, fino a trovarsi di fronte ad un bivio: o il Cammino, o la Chiesa.

L'atteggiamento dei Pontefici, nella ricerca della pecorella smarrita e recalcitrante, è stato fino ad oggi il voler far leva su quel buon cuore (che è senza dubbio un dono dello Spirito), nella speranza che il Cammino venga cambiato "dal basso". Con quali risultati?

Finché quegli errori non verranno corretti, finché le alte sfere del Cammino tentano di turlupinare perfino il Papa, non si potrà far finta che gli errori non sono errori. La pazienza dei papi è evidentemente maggiore della nostra, ma anche quella ha un limite.


Nota 1: tutte queste cose sono state dette e ridette fino alla nausea... Ma i neocatekikos fanno sempre finta di non capire (non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire).
Salvo poi lamentarsi che questo blog ai loro occhi pare "ripetitivo".

Nota 2: certi soggetti, pur di non rinunciare agli errori a cui sono tanto affezionati, diventano caricature di sé stessi. Incapaci di essere buoni, si rifugiano nel buonismo. Incapaci di essere misericordiosi (verso gli altri e verso sé), si rifugiano nel moralismo. Sprezzanti del culto a Dio, trasformano la liturgia in un cerimoniale, uno spettacolino, dove star seduti piuttosto che inginocchiati. Ostili al Santissimo Sacramento, lo trasformano in uno snack, lo riducono a un simbolo di unità, lo lasciano sbriciolare per poi calpestarlo materialmente, ballandoci sopra. Orgogliosi dei propri errori, vanno dicendo che non c'è ancora alcuna condanna ufficiale al Cammino, in modo da darsi da soli l'alibi per permanere in quegli stessi errori.