lunedì 20 aprile 2015

Se il Cammino dicesse la verità...

Se alle catechesi iniziali la raccontassero giusta…

"ENTRA IN CAMMINO!!! CON NOI AVRAI TANTE BELLE SORPRESE!!!"

Scene da matrimonio neocatecumenale:
notare il bislacco menorà kikiano a 9 fuochi
(foto reperita da gstatic.com)
Ti spiegheremo la Bibbia: saprai interpretarla a rovescio e capirla al contrario.
Imparerai a conoscerti, ti accorgerai che razza di fallito irrecuperabile sei senza averlo mai sospettato.
Ti faremo conoscere il tuo vero padre, il demonio.
Ti troveremo la moglie che, come sappiamo solo noi, Dio ha pensato per te dall’eternità, e vi costringeremo a sposarvi anche se non avete casa e lavoro.
Avrete figli a ripetizione, senza freni. Quando ne avrai dieci, e una moglie distrutta, ti insegneremo ad odiarli tutti quanti.
Ti isoleremo dai tuoi amici e parenti.
Ti instilleremo tanti nuovi sensi di colpa e paure che non avevi mai immaginato prima.
Apprenderai il disprezzo verso tutti i cristianucci non camminanti.
Ti convinceremo a farti portare via un sacco di soldi ogni mese senza discutere.
Smonteremo la tua personalità così non avrai più il fastidio di usare la tua testa: sarai libero di pensare e fare solo tutto quello che vogliamo noi, e basta.
Vivrai la meravigliosa esperienza di farti umiliare da noi davanti a tutti: che bello sentirsi calpestati.

Infine, quando ti ritroverai massacrato psicologicamente, con una famiglia a pezzi, senza soldi, pieno di angosce, confuso, senza più amici, sappi che quel giorno potrai sentirti un eletto, un adulto nella fede.

Ma sta’ tranquillo, noi non ti molleremo mai, ti terremo sempre nelle nostre grinfie, perché il Cammino non avrà termine, fino alla tomba non ci sarà scampo per te.

Vieni alle catechesi per adulti, NOI sapremo distruggerti!
(da: l'apostata)

sabato 18 aprile 2015

Dovete "credere" cioè "pagare": parola di "catechista neocatecumenale"

Ho iniziato il Cammino a gennaio, con il mio ragazzo, con le famose "catechesi per adulti". Poi c'è stata la convivenza di nascita dove si è formata la comunità. E già da lì iniziarono le prime cose strane: loro ci dissero di partecipare alla convivenza senza farci alcun problema economico e di versare una piccola offerta alla fine della convivenza. Arriva il momento dell'offerta: il cosiddetto "catechista" del Cammino afferrando il Crocifisso ci esorta a fare l'offerta e a credere. Inizia a girare questo sacco della spazzatura per raccogliere le offerte, alla fine del giro il "catechista" manda un suo collaboratore a verificare la cifra raggiunta. Il collaboratore ritorna, gli sussurra qualcosa nell'orecchio e lui, rivolgendosi a noi, dice: "non avete creduto... la cifra da raggiungere è tale, perciò facciamo un altro giro".

Striscione dei neocatecumenali (ma non dicono chi sono!)
Siamo arrivati a tre giri per raggiungere la cifra!! Il mio ragazzo mi esortava a pensarci bene e ad uscire ma io presa dalla voglia di fare qualcosa di concreto per Gesù non volli ascoltarlo.

Entriamo in comunità ed iniziano le varie celebrazioni della parola chiusi in una stanzetta della chiesa. Io mi sentivo strana, mi sembrava di nasconderci dal mondo e il mio ragazzo insisteva a dirmi che era il caso di lasciar perdere.

Nella prima convivenza mensile, visto che due corresponsabili avevano già abbandonato, il mio fidanzato fu nominato corresponsabile e doveva "preparare la parola" con altri corresponsabili e io non potevo prendere parte perché ero fidanzata e dunque oggi posso esserci e domani no. Io ci sono stata male perché era proprio ciò che volevo condividere con il mio ragazzo: la parola di Dio! Mi sono ribellata a quell'imposizione assurda e me ne hanno dette di tutti i colori: che andavo contro la Chiesa (cosa non vera perché questa cosa è imposta da Kiko e non sta scritto nemmeno nella bibbia), che ero gelosa del ruolo dato al mio ragazzo, che noi come coppia non eravamo nulla davanti al Signore e che io avrei dato troppa priorità al rapporto col mio ragazzo.

Allora ho parlato con il parroco di un'altra chiesa e mi ha risposto di lasciar perdere il Cammino, che è un movimento "schematico e poco creativo". Sapete quale era la loro giustificazione al loro assurdo comportamento? Secondo loro se il mio ragazzo nella risonanza avesse avuto qualcosa da dire su di me, con me presente, non avrebbe potuto "aprirsi" ai fratelli. Ma questa è ipocrisia!!

Se il mio ragazzo ha qualcosa da dirmi, meglio che ne parli con me senza mettere il nostro rapporto sotto sentenza dalla comunità. Gesù è verità, non sotterfugi o segreti!

L'ultima cosa e poi finisco il papiro: ieri per l'ultima volta abbiamo incontrato una coppia che già aveva intrapreso da molto tempo il Cammino e chiesi loro di saper qualcosa dei famigerati "scrutini". Loro mentendo hanno risposto che non c'era nessuno scrutinio (mentre una ragazza che conosciamo, di un'altra comunità, ha preso parte al secondo scrutinio due settimane fa!) e che non dovevamo sapere tutto del Cammino ma scoprirlo strada facendo. Eh, sì, quando il lavaggio del cervello è compiuto tu ti ritrovarai a dover fare tutto ciò che loro ti impongono, visto che vige l'obbedienza assoluta nei confronti dei cosiddetti "catechisti".

Sono neocatecumenali,
ma te lo nascondono!
Nel Cammino ti infliggono continuamente una tale pressione psicologica che qualora tu volessi abbandonare ti sembrerà di fare un torto a Dio, ti sembrerà di cadere nella perdizione. Grazie al mio ragazzo sono riuscita a capire che non è così, e grazie a lui sono riuscita ad uscire da questa orribile setta!!

Ah, la Chiesa, quella vera, non obbliga né pone costrizioni con chi leggere la Parola, ma anzi invoglia a condivedere le cose buone come la parola di Dio anche tra fidanzati, cari sedicenti "catecumeni", senza bisogno di segreti e inciuci!!!

(da: Carmela)

giovedì 16 aprile 2015

Il Cammino "salva" le famiglie? in realtà le devasta

"Gesù nella Sinagoga di Nazareth"
by Kiko Argüello, pittore dei castelli in aria
Riportiamo la storia di un'intera famiglia nella tormenta catecumenale, da tenere presente quando qualcuno scrive o afferma che "il Cammino salva la famiglia".


Dopo quasi trent'anni da quando la mia famiglia e i miei familiari hanno avuto i primi contatti con il Cammino Neocatecumenale, io, che in principio mi rifiutavo di inserirmi nella "realtà delle realtà", sorprendentemente mi unii alle fila di coloro che la gente chiama "kikos", e dopo qualche tempo me ne uscii, per cui, per loro, sono un "rinnegato" e i miei ex cugini ora mi accusano di praticare l'odio ed il risentimento e di vivere ingannato dal maligno (tutto ciò secondo chissà quale scienza divinatoria, visto che non sono incline a tali pratiche grazie a Dio).

Desidero solo condividere alcune delle cose che ho osservato essere successe nell'ambito allargato della mia famiglia come risultato della nostra apertura alle invenzioni del pittore dei castelli in aria, più conosciuto come Kiko.

Per motivi evidenti non sarò molto completo nella mia esposizione, ma assicuro che è la verità.
Nella mia famiglia, nel suo significato più ampio, ci sono camminanti, ex camminanti, catechisti ed anche un presbitero neocatecumenale Redemptoris Mater.

Dopo questi anni passati in Cammino, ci sono fratelli di sangue che, pur essendo nella stessa comunità, non si rivolgono la parola.

Cognati che non si sopportano e che si sono messi così tante volte "nella verità" da giungere al punto di non tollerarsi più e di odiare la famiglia che non è in cammino.

Camminanti che hanno cercato di appropriarsi dei beni degli altri membri della famiglia e non hanno dato ragione delle proprie azioni, visto che si attengono al "silenzio amministrativo" ed omettono di dare spiegazioni con il pretesto che "io non sono tenuto a questo... o all'altro".

Ex camminanti che se ne sono andati dal cammino perché feriti nel profondo, altri che ancor oggi fanno fatica a de-programmarsi e che, per alcuni aspetti, continuano a credere, per esempio, che gli scrutinii neocatecumenali siano approvati dalla Chiesa, quando in realtà è proibito dal canone 220 invadere l'intimità ed il foro interno delle persone.

Camminanti che non mantengono rapporti con familiari di primo grado, e che non parlano tra di loro delle profonde divisioni sorte, ma che invece poi non si trattengono dal vantarsene nelle esperienze, in convivenza o negli scrutinii.

Una equipe di catechisti, con prete kikiano Redemptoris Mater, che proibì l'ingresso in chiesa ad una persona della mia famiglia.

Un prete Redemptoris Mater che, quando non sa spiegare -e quasi mai sa farlo- i motivi della dottrina del Cammino, il massimo che riesce a dire è che chi non lo capisce è perché è "cieco" o perché  è "impreparato perché non ha dato ascolto alla verità" o semplicemente perché è un "pagano che vive lontano dal vangelo".

Come anche ho, tra i miei parenti, dei catechisti che danno testimonianza della loro "fede" scandalizzando i vicini di casa e procurando inenarrabili sofferenze ai propri genitori.

La Sacra Famiglia NeoCat:
Kiko, Maria e l'Uomo della Sindone
Io stesso ho vissuto i miei anni di cammino lontano dalla mia famiglia, soprattutto da quella parte che non camminava, perché ero stato ri-programmato e il mio pensiero deformato su un'interpretazione arbitraria del "chi non odia suo padre, sua madre e i suoi... non può essere mio discepolo".
Quando in realtà era solo una scusa del Cammino per anteporre il Tripode a qualsiasi altra cosa, visto che la mia adesione al Cammino, secondo i miei catechisti, era "la autentica volontà di Dio per la mia vita e la mia famiglia".

Tutto ciò, strumentalizzando le Scritture, il Nome che è sopra tutti i nomi e dicendo che venivano da parte del vescovo, approvati da tutti i papi ecc.

Una prova ancor più evidente del tipo di difesa della famiglia che si attua in cammino, è che il tavolo dei burloni, cioè un gruppo di equipe di sei catechisti più un presbitero Redemptoris Mater, mi dissero in faccia che, se volevo essere cristiano, dovevo ODIARE mia moglie e i miei figli.

Nella mia famiglia ho anche delle persone che hanno camminato molti anni, e visto che se ne sono andati scandalizzati dal Cammino Neocatecumenale nella persona dei suoi "catechisti", non ne vogliono più sapere della Chiesa Cattolica, né sentir parlare di nulla che la riguardi.
Visto che la fede che Dio ha messo in ciascuno di noi è indistruttibile, credono in Dio, ma il Cammino li ha allontanati dalla Chiesa con molta più efficacia di quanto voglia far credere di averne nell'avvicinare ad Essa (una bugia fra le tante!). Sono solo stati allontanati, e nella maniera peggiore.

Ce ne sono altri che frequentano le proprie parrocchie e non parlano più del Cammino né vogliono saperne nulla, dopo essersene andati senza far rumore, però con l'idea molto chiara che il Cammino è stato tutto un inganno.

Ci sono anche persone della mia famiglia che hanno avuto fratelli di comunità che si sono suicidati.
So di altri che hanno tentato di farlo.

Disegno kikiano teologicamente errato:
crocifisso con l'efod da 12 pietre
(quello dei sommi sacerdoti)
Anch' io ho avuto la seria intenzione di commettere quel gesto, distrutto da dentro e senza riuscire a sopportare d'aver inghiottito l'esca del Cammino e di aver preso coscienza delle mie azioni e dei miei silenzi complici.
Nel mio caso particolare, proprio il non odiare mia moglie ed i miei figli mi riscattò da quella terribile notte e non commisi l'atto che avevo deliberato dentro di me, ma le tracce di quel cedimento mi segnarono il volto per molti giorni, tanto che le persone che mi circondavano se ne accorsero e i più "coraggiosi" osarono chiedermi cosa avessi, un'attenzione che ho apprezzato, visto che anche solo il poterne parlare mi fu d'aiuto.

Ho ancora molti esempi di distruzioni familiari fatte dal Cammino Neocatecumenale, però questi penso siano sufficienti per oggi, visto che la riunione è in difesa della famiglia.

Vorrei solo aggiungere una cosa:
mettete in ordine prima le cose al vostro interno, prima di dare consigli all'esterno, come dice il mio Amico Gesù: "Purifica prima l'interno".

Che non succeda che quelli che stanno fuori dalla Chiesa, e con tutta ragione, chiamino tutti noi "sepolcri imbiancati".
Un abbraccio in Cristo a tutte le famiglie.
(da: -sepul-)

martedì 14 aprile 2015

Terrorismo psicologico dei cosiddetti "catechisti"

A proposito dei motivi che ci avevano indotto a lasciare il Cammino: un nostro cosiddetto "catechista" neocatecumenale ci disse che la Messa in parrocchia non aveva lo stesso valore di quella neocat perché non veniva distribuita la Comunione sotto le due specie e perché chi va in parrocchia lo fa solo per assolvere a un precetto.

E questa sarebbe la solennità liturgica della Pasqua
secondo Kiko Argüello e Carmen Hernàndez...
Oltre a questo ci disse, lui insieme a tutto il resto dell'équipe, che se non fossimo tornati in Cammino, entro due anni ci saremmo separati e che i nostri figli si sarebbero persi, che eravamo in un deserto e nel deserto si muore, che avevamo l'idolo della nostra intelligenza, etc. etc.
Se non è terrorismo questo?!?
Rimasi talmente scioccata che il giorno dopo buttai nel cassonetto un'icona di Kiko che avevo ancora in camera e che solo a guardarla mi faceva venire l'angoscia.

Riguardo la Veglia di Pasqua ricordo un anno in cui la celebrammo in una sala di una parrocchia che sembrava un garage, di quelle che hanno il controsoffitto fatto con quadrati di polistirolo e le colonne di cemento. Un posto tristissimo! Ho anche battezzato uno dei miei figli in quel postaccio.

E pensare che a Roma abbiamo le chiese più belle del mondo!
(da: piccola ex)

domenica 12 aprile 2015

Mano al portafoglio, fratelli!

"Liturgia" neocatecumenale
del lavaggio dei piedi
Il mese nel quale cadono la Settimana Santa e Pasqua è veramente di santificazione per i bravi camminanti del Cammino Neocatecumenale: molleranno un malloppo consistente!

Ecco l'elenco, forse incompleto...

Colletta mensile per la convivenza domenicale con lodi a San Kiko.
Colletta mensile per il vino e i soliti kiko-arredi.
Colletta straordinaria per il viaggio gratis alla Domus Kikiana di preti e vescovi da far "convertire".
Acquisto delle palme per la processione degli adulti nella fede.
Colletta per il regalo ai battezzandi.
Colletta per i fiori della "veglia".
Colletta per l'affitto della sala dove si terrà la "Veglia".
Colletta per il "pranzo" di Pasqua alle sei di mattina, nel quale nonostante il digiuno si sprecherà un bel po' di cibo causa l'ora.
E, ovviamente, l'immancabile decima, la regina delle collette!

Un vero cammino di santificazione, come mostreranno i camminanti nella processione. Primi del corteo, davanti ai mediocri cristiani della domenica, sventolano orgogliosi le loro belle foglie di palma, comprate ad hoc.

Pasqua: battesimo neocatecumenale
Così tutti ammireranno de visu la fede degli adulti nella fede, che per fede in Sankiko si sono fatti fedelmente svuotare la tasche, da bravi battezzati figli del demonio che «non possono non peccare» (Kiko dixit).

Come dice il signor dottor (h.c.) imbonitor Arguello: viva il papa! E facciamo come ci pare.

p.s. Perché le processioni delle parrocchie neocat sono accompagnate solo dai canti del cammino? Sarebbe sacrikikolegio inserirne qualcuno che conoscono anche i derelitti cristiani della domenica?

(da: l'apostata)

venerdì 10 aprile 2015

Il Cammino ti incastra nei tuoi momenti di debolezza e solitudine

Salve. Vi scrivo perché non so più a chi chiedere.
Sono moglie e mamma di 3 bambini.

Da un paio di anni mia mamma, rimasta vedova e da sola a casa nel giro di pochissimo tempo, si è avvicinata al cammino neocatecumenale.

All'inizio, ignorando di cosa si trattasse, ne ero contenta: mi faceva piacere saperla in compagnia, con le serate occupate, presa da interessi.
Poi mi sono ricreduta.

Premetto: mia mamma è sempre stata una persona solare, ma una serie di accadimenti della vita, l'hanno duramente provata ed ha dovuto sobbarcarsi parecchio dolore, fatica, sofferenza. Ed è inevitabilmente caduta in una brutta depressione.
Mi verrebbe da dire: tutti abbiamo dei periodi bui, difficili, in cui capitano tutte a noi. Ma a me, personalmente, mi verrebbe anche da dire che ci si risolleva, prima o poi, proprio in virtù di quella Fede che ci sorregge e perchè poi, altre belle cose, accadono.

E ne sono accadute, tante, anche a lei, che nel frattempo è diventata nonna ben 5 volte, che ha due figlie che l'adorano, che tutti godiamo di una discreta salute e sicurezza, insomma... via discorrendo così. Una vita normale, via, non possiamo lamentarci, nessuno di noi.
Ecco.
Il Cammino l'ha presa in questo grande periodo di debolezza, in cui si sentiva sola, sofferente, incompresa.

Lì ha trovato comprensione, compassione, cosa che invece sia io e sia mia sorella le abbiamo negato: dopo un'iniziale compassione, abbiamo preferito scuoterla e cercare di metterle davanti agli occhi gli aspetti della vita positivi che ancora aveva davanti a palate, ma lei niente, preferiva rinchiudersi nel suo vittimismo.

E' qui che ha trovato terreno fertile il Cammino.

Ora non mi sembra più lei. Vede il male dappertutto. Ovunque.

Si rivolge a noi figlie con epiteti che è meglio tacere, solo perché noi non condividiamo quello che le viene detto in questi incontri, solo perchè cerchiamo di controbattere alcune delle sue affermazioni, che sono del tutto assurde, o per lo meno, lo sono a qualsiasi mente un minimo razionale e obiettiva.
Sono preoccupata.
Sono preoccupata perchè sento che si sta allontanando da noi.
Sono preoccupata perchè non la riconosco più: è lei che mi ha sempre insegnato ad essere critica, a ragionare con la mia testa, a non seguire il branco, a verificare le informazioni, le fonti, ad accertarmi della verità... e ora lei sta facendo l'esatto opposto.
Vi chiedo aiuto.
Non so che fare.
Prenderla di petto, ci ho provato, ho provato a smontarle punto per punto le sue convinzioni, ma dice che io non posso capire e che sono ignorante.
Cosa posso fare per farle rendere conto che la strada che sta intraprendendo non è così genuina come lei crede?
Sono preoccupata.
Ringrazio anticipatamente della vostra risposta e vi ringrazio per il servizio che fornite.
Sinceri Saluti.
(lettera firmata)

mercoledì 8 aprile 2015

«Il nostro carisma non prevede» la veglia pasquale in parrocchia...

Ndrùng-ndrùng-ndrùng!!!
Quest'anno il nostro parroco ha tirato fuori gli attributi (come ha detto qualcuno, io penso abbia fatto solamente il suo dovere di pastore) ed ha convocato - il 18 marzo 2015 - un incontro di tutte le realtà parrocchiali, durante il quale ha assegnato i compiti per la veglia pasquale.

Apriti cielo! Quando il responsabile della prima comunità neocatecumenale ha sentito nominare il sacro nome del loro "movimento" come incaricato di appena un paio di canti e una lettura, la sua faccia ha cambiato colore sette volte... poi, paonazzo in volto, ha balbettato qualcosa come un "ma noi non ci siamo... celebriamo la veglia con i fratelli delle altre comunità... non mi risulta... il nostro carisma non lo prevede".

Il parroco non si è minimamente scomposto ed ha tagliato corto con un "questa è l'organizzazione di massima della Veglia, secondo le disposizioni del parroco, casi particolari li discutiamo con i singoli responsabili."

Due giorni dopo si presentano, in parrocchia, i responsabili delle tre comunità del Cammino accompagnati dai cosiddetti "catechisti" della prima. Vanno dal parroco a spiegare (io ero presente) che loro hanno un «carisma particolare», per cui la veglia la celebrano altrove tutti insieme su «esplicita autorizzazione del Papa», quei canti indicati dal parroco «non fanno parte del loro carisma», etc.

Il parroco non si scompone, li ascolta e poi dice: "il parroco sono io e - per motivi di opportunità pastorale - ho deciso che quest'anno tutti i movimenti devono essere presenti alla Veglia. Chi non gradisce questa decisione può accomodarsi fuori e cercarsi una parrocchia diversa... quella è la porta. Poi, se avete problemi di carisma, fatemi sapere cosa preferireste fare e vedremo - se possibile - di accontentarvi".

Dopo una buona mezz'ora di inutili tentativi di convincerlo (tralascio l'arroganza dei "catechisti" del Cammino, che dicevano di parlare a nome del Papa, dei Vescovi e di tutta la prelatura della Chiesa Romana), il massimo che riescono ad ottenere è che avrebbe riconsiderato la distribuzione dei compiti tenendo conto dei loro (presunti) carismi.

Dopo qualche giorno il parroco convoca tutti di nuovo ed assegna ai kikos il Preconio, la seconda lettura ed il canto finale.

La sera della Veglia Pasquale vado in chiesa alle 21:00 (la Veglia sarebbe iniziata alle 22:00) e vedo tutte le comunità del Cammino ferme nel piazzale antistante. Dopo dieci minuti entrano in chiesa tutti insieme contemporaneamente (avete presente la formazione "a testuggine" dei Romani quando andavano in battaglia?) occupando un intero "blocco" di una decina di banchi e qualche sedia posti su un lato, con l'intento evidente di non avere altri "cristiani della domenica" tra i piedi.

Inizia la veglia con il rito "del fuoco" e tutti escono dalla chiesa... tutti tranne i neocatecumenali, che evidentemente hanno paura di perdere la postazione astutamente conquistata e di ritrovarsi mescolati con gli altri fedeli, "cristiani della domenica".

La liturgia scorre e tocca a loro.

Anche se era già presente il coro della parrocchia (una trentina di ragazzi con chitarre e strumenti vari), dalla "zona Kiko" alcuni soggetti si materializzano improvvisamente dal nulla: un cantore equipaggiato di pizzetto barba kikiano e chitarra Ramirez Custom (gran bell'oggetto, in verità, che costa quanto un'automobile nuova) che prende posto all'ambone, una ventenne "minigonna girocollo" che, con il bongo posto tra le gambe abbondantemente divaricate, gli si siede vicino, ed altri due figuri - in cravatta nera, magrissimi e bianchi in volto - che con strumenti vari prendono posto di fronte a lui, dalla parte opposta al coro parrocchiale.

Il cantore attacca ad urlare al microfono (di canto non c'era proprio nulla, solo urla a squarciagola) trapanando con una cacofonia kikiana i timpani di tutti i presenti che, pur con aria perplessa e smarrita, sopportano ed ascoltano pazientemente.

Terminato l'infinito strazio, la ventenne al bongo chiude finalmente le gambe, concludendo la mostra dei propri slip e ricompone la minigonna, il cantore torna al suo posto ed iniziano le letture. Ma nel giro di cinque minuti il "blocco" neocatecumenale è praticamente vuoto, con solamente una decina di fratelli posti a "guardia" dei posti. E gli altri kikos che fine hanno fatto? Sono usciti dalla chiesa, fuori a spasso a chiacchierare e fumare! Durante la liturgia!

La liturgia va avanti: i lettori degli altri movimenti leggono, il coro della parrocchia canta ed i neocatecumenali sono a spasso fuori dalla chiesa... la serata con il clima mite li stimola a camminare ed a fumare! Dopotutto il loro spettacolo è stato già eseguito, un po' di pausa ci vuole, no?

Seguono il Gloria, il suono delle campane, l'epistola... ed i fratelli neocatecumenali riappaiono prendendo posto alla spicciolata.

La veglia va avanti con i kikos che sbadigliano con aria annoiata, senza mai partecipare a nessun canto proposto dal coro parrocchiale e senza rispondere ai salmi. Però qualcuno di loro, perlopiù giovani ragazze in minigonna e scollature vertiginose, si alza in piedi quando previsto.

Liturgia Eucaristica, distribuzione della comunione... i kikos si alzano tutti insieme e vanno davanti all'altare, li osservo attentamente: neanche uno che prenda il Corpo di Cristo "alla bocca": ognuno è lì pronto "con le mani", dopodiché si gira, si incammina verso il proprio posto e porta la particola alla bocca solamente quando è a metà strada. Così, tanto per mostrarsi "diversi" dai "cristiani della domenica".

Mentre continuano i canti, c'è molta folla di fedeli ed i sacerdoti a distribuire l'Eucaristia sono solamente in due: i kikos chiaccherano tra di loro, sbadigliano, si alzano, si siedono, parlano, gesticolano... ignorando completamente il coro della parrocchia che anima la liturgia e distraendo tutti in quel momento di raccoglimento.

Giungiamo alla fine della Messa, vedo agitazione tra i kikos: tocca di nuovo a loro "animare".

Il cantore si alza, con aria solenne raggiunge l'ambone e posiziona il microfono, i tre musicisti di prima prendono posizione, la ragazza tira su la minigonna, divarica le gambe, esibisce nuovamente gli slip e... scatta il triste urlo tribale: RISUSCITÒÒÒÒ!! RISUSCITÒÒÒÒÒÒ!!!!!

I kikos saltano tutti in piedi come indiavolati, mentre i fedeli cattolici - colti di sorpresa - li guardano sbarrando gli occhi. I kikos, in stato di evidente alterazione mistica, iniziano a battere le mani come dei Forrest Gump impazziti cantando a squarciagola il ritornello.

Alcuni bambini piccoli, figli dei "cristiani della domenica", iniziano a piangere spaventati da quell'assurdo ed improvviso frastuono, un ministrante corre a spegnere l'impianto di amplificazione per tentare di ridurre il volume che è diventato davvero insopportabile. Il responsabile della prima comunità neocatecumenale se ne accorge e, dopo avergli urlato contro qualcosa (che non capisco), fa cenno ai suoi adepti di alzare di più la voce (cosa francamente impossibile da fare: urlano già come forsennati!).

I fedeli cattolici, evidentemente infastiditi dalla cosa, iniziano ad abbandonare la chiesa, che finisce per svuotarsi prima che gli invasati kikos abbiamo terminato la cacofonia.

Il responsabile neocat, paonazzo per lo sforzo e per l'età, si asciuga il sudore, balza al centro della chiesa oramai semivuota, sposta malamente il cero pasquale ed il tappeto sul quale questo si trovava, ed invita tutti i kikos a fare un ballo davanti all'altare. Un ministrante spegne le candele dell'altare e li guarda perplessi, abbassa le luci del presbiterio e, con aria sconsolata, si inginocchia a pregare davanti al tabernacolo in riparazione dello scempio.

Terminato il ballo i kikos raccolgono in fretta le loro cose e se ne vanno, tutti insieme parlando a voce alta, dandosi appuntamento non so dove per mezz'ora più tardi.

Il ministrante si alza e va a rimettere a posto le sedie ed i banchi che i neocatecumenali hanno lasciato nel totale disordine. Vado ad aiutarlo per finire più velocemente.

Mentre mi avvio verso la porta laterale incontro il responsabile neocat con la moglie che, paonazzo e scuro in volto inveisce contro qualcuno accusandolo di aver dato l'ordine di far uscire tutti dalla chiesa mentre loro "facevano" il canto finale. E minaccia con furia: questa faccenda non finirà così! Il parroco riceverà pan per focaccia! E poi, e poi, e poi... (e dunque questa sarebbe la gioia di chi festeggia il Signore risorto?)

Lo guardo attonito e mi torna in mente il titolo di un libro, riletto recentemente. Parafrasandolo sarebbe... "Se questo è un cattolico"!

lunedì 6 aprile 2015

Facoltà Teologiche Kikiane: tutto alla carlona...

Il Cammino Neocatecumenale dispone di ben Cento Seminari Redemptoris Mater in cui forgiare nuovi presbìteri su misura delle esigenze del Cammino. Non importa che conoscano poco o nulla della teologia cattolica, non importa che conoscano poco o nulla del Catechismo della Chiesa, importa solo che sappiano celebrare le liturgie degli strafalcioni al servizio delle comunità fondate da Kiko Argüello e Carmen Hernàndez.

Oggi ci occupiamo di nuovo dell'incandescente situazione di Guam, diocesi che sfortunatamente annovera un vescovo neocatecumenale con tutte le tragedie che potete immaginare. Apprendevamo infatti qualche giorno fa che il gruppo Concerned Catholics of Guam (CCOG - "cattolici preoccupati di Guam") ha lanciato un appello ai seminaristi del seminario kikiano Redemptoris Mater di Guam, seminaristi che frequentano la facoltà teologica Blessed Diego Institute (BDI) con la sua organizzazione da barzelletta.

La facoltà è retta da docenti neocatecumenali generalmente assenti, o non adatti all'insegnamento, o mancanti dei titoli necessari - tra questi spicca il solito onnipresente Gennarini, laico, che vive a 13 ore di aereo da Guam e compare in segreto a Guam solo quando deve vagliare le vocazioni.

Nell'appello i membri del CCOG chiedono ai seminaristi del R.M. di documentare cinque cose che finché non saranno chiarite i fedeli di Guam verranno invitati a non dare neppure un centesimo per il Seminario, le vocazioni, per l'istituto e per la diocesi.

Le cinque imbarazzanti domande sono:
1) dimostrare che il BDI è davvero affiliato con la Pontificia Università Lateranense, come vantano sul sito web senza ulteriore documentazione;

2) fornire una copia ufficiale del programma di studi del BDI (annuario accademico con programmi d'esame, piani di studio e altri requisiti);

3) fornire una lista ufficiale dei docenti stabili o permanenti, e delle loro credenziali accademiche, oltre che della loro residenza (in quale villaggio di Guam abitano? se un docente deve prendere l'aereo ogni volta che deve tener lezione, quante ore di corso riuscirà a completare effettivamente in un anno?);

4) un resoconto documentato e verificabile di come verranno utilizzati i fondi raccolti per il Seminario e l'Istituto;

5) un impegno del vescovo a pubblicare onestamente i dati di bilancio relativi alla raccolta dei fondi.

Naturalmente avrete capito tutti l'ironia delle cinque domande... E avrete capito tutti che:

Fate largo! La Nueva Estetica di Kiko salverà la Chiesa!
1) la facoltà teologica neocatecumenale millanta "affiliazioni" con una Pontificia Università. Dunque insegna senza controllo, senza punti di riferimento, senza verifica. Le intenzioni possono perfino essere buone, ma allora come mai la Chiesa Cattolica esige che i sacerdoti facciano un corso di studi completo, dettagliato, certificato e riconosciuto dalla Santa Sede? Come mai il Cammino si personalizza perfino la formazione teologica?

2) nella facoltà kikiana vi si insegna infatti il neocatecumenalismo anziché la teologia cattolica; i cosiddetti presbìteri usciti dal Redemptoris Mater sono dei perfetti ignoranti in teologia (in compenso molto esperti del kikismo-carmenismo), ma vengono ugualmente ordinati al sacerdozio... e poi ci si meraviglia che siano utili solo al Cammino, perfettamente incapaci in qualsiasi altro contesto ecclesiale e pronti a dare scandalo sapendo che le loro magagne verranno coperte d'ufficio;

3) nel BDI i "docenti" coincidono coi cosiddetti "catechisti" del Cammino, con laici del Cammino e con pretonzoli neocatekiki ai quali il Cammino elargiva un periodo di vacanza e un comodo stipendiuccio (è stato il caso del famoso don Wadeson, accusato di molestie sessuali e quindi fuggito a "itinerare" a San Francisco, naturalmente sempre presso i kikos...); nel blog Jungle Watch si riportavano inoltre di varie bizzarrie come ad esempio un baccelliere in Patristica messo a insegnare Cristologia, e via dicendo (sarebbe come se il prof di matematica si mettesse a insegnare educazione artistica);

4) e 5) tutti i soldi raccolti a Guam dalle iniziative sponsorizzate del vescovo neocatecumenale, non si sa dove finiscono, e il vescovo neocatecumenale si è sempre rifiutato di documentare con trasparenza e completezza.

Questo è il neocatecumenalismo, ragazzi! "Cento seminari! Cinquemila comunità! Diecimila alzate! il Papa ci loda!"


Nota: una reazione neocat c'è stata: un "membro prominente del Cammino" si è degnato di inviare ai CCOG nientemeno che... una copia del discorso del Papa del 6 marzo 2015. Come se quel discorso bastasse a coprire tutte le porcate neocatecumenali passate, presenti e future.

Eppure in quel discorso il Papa fa capire chiaramente che:

  1. che non è stato lui a indire l'incontro col Cammino
  2. che non è lui ad "inviare in missione" i neocatekikos
  3. che non gradisce i vescovi che appoggiano il Cammino per le "oliature"
  4. che i "missionari" dovrebbero andare in terre scristianizzate, non nelle parrocchie cattoliche!

giovedì 2 aprile 2015

Uomo avvisato, mezzo salvato (lettere al cardinal Filoni)

Kiko pontifica: «il Papa dice che i vescovi
devono ubbidire a un laico e una donna
Il cardinal Filoni conosce già bene la lingua inglese, per cui delle lettere che ha ricevuto (da Tim e dai cattolici di Guam) presentiamo la traduzione a beneficio dei lettori di questo blog.


Al cardinal Fernando Filoni
Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli
Email: segreteria@propagandafide.va

31 marzo 2015

Eminenza,

non scrivo questa lettera illudendomi di ottenere che lei faccia qualcosa. La scrivo piuttosto perché resti traccia, quando la nostra arcidiocesi verrà portata in tribunale, del fatto che l'avevamo avvisata per tempo.

Si dice che lei sia un simpatizzante dei neocatecumenali. Bene: simpatizzi pure con chi preferisce. Ma le neo-simpatie romane stanno lasciando ingigantire un serio problema psico-sessuale nella nostra arcidiocesi che porterà ad azioni legali da milioni di dollari, del tipo di quelle già viste in altre diocesi del mondo.

Noi siamo convinti che la radice di questo bizzarro problema sessuale sia da attribuire alla misteriosa formazione che avviene nel Seminario Redemptoris Mater di Guam. Già si è dato il caso di un prete che davanti al Santissimo Sacramento esposto parlava di "succhiare le ragazze come arance", e di un altro prete - ordinato da neanche due anni - che è stato fermato dalla polizia mentre faceva esattamente ciò con una parrocchiana minorenne.

Effetti del neocatecumenalismo:
prima Comunione ridotta a "snack"
Questi sono solo due incidenti documentabili, ma ce ne sono molti altri che non possiamo documentare: discorsi e atteggiamenti sessuali assai poco salutari (perfino durante le nostre celebrazioni eucaristiche) esibiti sia dai formandi che dai formati nel Seminario Redemptoris Mater di Guam.

Dovremmo forse esserne sorpresi? Un prete accusato due volte di molestie sessuali ai minori ed espulso dall'arcidiocesi di Los Angeles è divenuto loro "formatore". Salvo esserne poi rilasciato nel 2014 dopo che attirammo l'attenzione sul suo caso, caso di cui il nostro Arcivescovo era pienamente a conoscenza fin da quando lo incardinò a Guam nel 2004.

Ed ora abbiamo un problema più grosso: il nostro Arcivescovo ha deciso di nascondere sia il prete beccato con la minorenne che il sopracitato "formatore".

Nel caso del prete beccato con la minorenne, ci è stato detto che ci sarebbe stata un'indagine canonica, ma da nostre fonti sappiamo che a distanza di due settimane dall'incidente non c'è stata affatto, e non si sa dove sia andato detto prete (anche se è stato visto nella vicina isola di Saipan e si dice che abiti presso suo zio, il vescovo Tomas Camacho).

Il santino di san Kiko
Nel caso del "formatore", a quanto pare il nostro Arcivescovo è convinto che le accuse sono abbastanza serie da sospenderlo dal ministero, ma non abbastanza serie da farci conoscere dove sia stato trasferito o almeno avvisare il vescovo della diocesi presso cui lo ha mandato.

Come saprà, Eminenza, non sono stati solo i cattivi preti a costare milioni di dollari di risarcimenti ai cattolici di tutto il mondo: è a causa anzitutto dei vescovi che nascondevano tali preti e li reinserivano da qualche altra parte, all'insaputa delle loro congregazioni.

Nel 1977 andai con mio padre nell'ufficio della Curia dell'Arcidiocesi di Los Angeles per denunciare la pessima condotta sessuale (e l'abuso di fondi parrocchiali) del nostro parroco. Ci dissero di andarcene via. Trent'anni dopo l'Arcidiocesi di Los Angeles è stata costretta a pagare oltre mezzo milione di dollari di risarcimenti e ci sono altre azioni legali in arrivo.

Per cui sia chiaro che ad oggi, da Prefetto per la Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, congregazione vaticana competente per l'Arcidiocesi di Agaña, Guam, lei è stato messo al corrente del reale costo che c'è nel proteggere questo Arcivescovo e le macchinazioni del suo neo-catechista, il p. Pius Sammut che ha una debolezza per le pubbliche e dettagliate confessioni di peccati sessuali - cosa che noi crediamo sia la maggior parte del problema - un feticcio che presto diventerà meglio conosciuto, dal momento che ci sono persone disposte a parlare nonostante la paura che costui imponeva loro.

Sacerdote in ginocchio
davanti a Kiko

(ma anche Filoni si
inginocchia a Kiko?)
Infine, siamo già al corrente di un piano organizzato per "ammorbidire i nativi" di Guam: pacificazione coi due sacerdoti pubblicamente maltrattati dal nostro Arcivescovo, e forse perfino restituire la proprietà del seminario. Ma nessuna di queste due cose proteggerà i cattolici di Guam dall'essere portati in tribunale come già avvenuto per tante altre diocesi, qualora si permettesse all'Arcivescovo di continuare a ordinare chierici del seminario Redemptoris Mater, non vagliati e malamente formati.

Tim Rohr e molti altri cattolici dell'Arcidiocesi di Agaña


P.S. L'Arcivescovo Apuron è stato sentito dire: "nessuno può mettermi nel sacco": dunque nemmeno lei può. Peraltro lui stesso sa che un modo di "metterlo nel sacco" ci sarebbe, e che avverrebbe qualora venga fuori "qualcosa di personale". Piuttosto che aspettare che quel "qualcosa di personale" finisca su tutti i giornali, mi permetto di suggerirle di chiedergli personalmente di cosa si tratta. Magari le dirà la verità.

P.P.S. Capisco che non le piaceranno le mie mosse e il fatto di rendere pubbliche queste preoccupazioni. Purtroppo non c'era internet nel 1977: la gente dell'arcidiocesi di Los Angeles si sarebbe risparmiata decenni di tormento e milioni di dollari.


Seconda lettera al card. Filoni:


Al cardinal Fernando Filoni
Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli
Email: segreteria@propagandafide.va

2 aprile 2015

Eminenza,

c'è qualcosa che non va.

Mentre l'Arcivescovo (su suo suggerimento) tenta di ingraziarsi i due sacerdoti che lui stesso aveva pubblicamente brutalizzato, ci viene credibilmente confermato che ha segretamente inviato don Luis Camacho nella neo-mecca in Israele (dopo averlo segretamente inviato a Saipan).

Il problema, Eminenza, è che don Camacho è il prete soggetto all'indagine canonica annunciata il 18 marzo dall'Arcivescovo Apuron dopo che il prete era stato arrestato.

Abbiamo per caso bisogno di chiedere lumi sulla correttezza dell'indagine canonica laddove il principale sospettato viene aiutato a scappare dall'altra parte del pianeta proprio da colui che conduce l'indagine (l'arcivescovo)?

Dobbiamo forse chiedere con che sincerità avviene la "riconciliazione" dell'Arcivescovo che tende una mano laddove offende con l'altra?

Eminenza, qui non vogliamo la testa di Camacho, né quella dell'Arcivescovo.

Ciò che chiediamo è che lei e la sua Congregazione vedano l'assoluta perversione in cui è stata portata questa diocesi dal giorno in cui Giuseppe Gennarini e Pius Sammut l'hanno infettata con la loro malattia in una forma che ha dimostrato essere particolarmente virulenta poiché ha trovato un ospite debole e volenteroso.

Ciò che chiediamo è che lei smetta di mandarci "cerotti" romani, visto che il cancro non si cura coi cerotti.

Con rispetto,

Tim Rohr e molti altri cattolici dell'Arcidiocesi di Agaña, Guam.

martedì 31 marzo 2015

Le idee fisse di Kiko

Parete della baracca di Kiko alle Palomeras (Madrid) 
Ecco un piccolo Florilegium Kikianum, ovvero la coerenza del signor dottor (h.c.) Arguello, che da quarant’anni farnetica sempre le stesse balordaggini, sui conigli e quant'altro.

Dedicato ai neocat duri e puri, capaci di interpretare creativamente il significato delle parole di Sankiko, con il solito espediente:(cfr. “faccio esorcismi” con “ma voleva dire che sono preghiere di liberazione”).

Il seguente florilegium dimostra che il coerente signor dottor (h.c.) Arguello è sempre rimasto saldo come una roccia nelle sue idee fisse.

Gli eventuali increduli neocat sono invitati a verificare le citazioni di Kiko nelle interviste a Kiko pubblicate su un sito web Medjugorie-Altervista.

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Sulle famiglie camminanti-coniglie, Kiko dice:
Dopo più di trent’anni dall’inizio del Cammino Neocatecumenale, uno dei frutti che più ci consola è vedere la famiglia ricostituita. E la famiglia diventa un vero “santuario domestico della Chiesa.” Queste famiglie che sono nel Cammino sono tutte aperte alla vita. Il Cammino Neocatecumenale ha uno dei più alti tassi di natalità nel mondo – cinque figli per famiglia – finanche più dei mussulmani. Insegniamo loro cosa vuol dire dare un figlio a Dio…
…Una famiglia che sta in una comunità cristiana viene aiutata. Se il matrimonio entra in crisi, tutti i fratelli pregano, si alzano di sera a pregare, li aiutano, chiamano i catechisti. Cosicché non abbiamo divorzi o separazioni nel Cammino. E dato che le coppie sono felici, esse si aprono alla vita; abbiamo la media più alta di figli nel mondo: 5 per famiglia, con punte di 8, 9, 10 figli, qualcosa di importante in una Europa che sta andando verso l'apostasia e che ha un livello zero di natalità, qualcosa di davvero impressionante…

Mica male, vero? E della menzogna sulle felici coppie camminanti che non si separano mai? Noi tutti reduci ne abbiamo visti di matrimoni forzati dai catechisti che si sono inevitabilmente sfasciati.

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Sulla mania dei grandi numeri: ecco il signor dottor (h.c.) contabile Argüello che dice:


…Il risultato di questa preziosa attenzione dei genitori per i loro figli è che quasi il 100% dei figli del Cammino Neocatecumenale rimane nella Chiesa.
Questa è la ragione per cui abbiamo portato 50.000 giovani a Toronto e 75.000 a Parigi. È meraviglioso vedere le comunità Neocatecumenali nelle parrocchie che sono piene di giovani, piene di giovani!! All’incontro con il Papa a Roma, a Tor Vergata, abbiamo portato 100.000 giovani tutti provenienti dal Cammino Neocatecumenale. E da queste famiglie numerose, da questo tipo di educazione dei figli, da queste celebrazioni domestiche, stanno sorgendo migliaia di vocazioni, migliaia… Abbiamo già aperto 50 Seminari Diocesani Redemptoris Mater (applausi); da queste comunità sono entrate nei conventi di clausura 4.000 sorelle; tutti i conventi in Italia, le Benedettine e le Clarisse, sono pieni di sorelle che vengono dal Cammino Neocatecumenale...
Quanti giovani hanno perso la fede per colpa delle imposizioni dei catechisti, della proibizione di contrarre matrimonio con un cristiano della domenica? Ma per favore!

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Chiesa e cristiani della domenica secondo il signor dottor (h.c.) rifondator Argüello:


”… Similmente oggi molta gente che ha ricevuto il Battesimo ha una fede piccola, una fede infantile. Questa fede deve crescere in un ambiente come la Famiglia di Nazareth, diventando adulta obbedendo al parroco e ai catechisti, in obbedienza al parroco e ai catechisti.
E vorrei far capire a tutta la Chiesa che quello che sto dicendo non è un problema secondario, una devozione; è questione di vita o di morte per la Chiesa. Una questione di vita o di morte! Se la Chiesa non è capace di trasmettere la fede alla prossima generazione, 
morirà (applausi). Questo è così importante che il Santo Padre e il Pontificio Consiglio per la Famiglia hanno capito che stiamo perdendo… ci sono parrocchie nelle quali i giovani non ci sono più. Dove sono? Non è questione di fare del teatro o altre stupidaggini con i bambini, ma di dare loro un contenuto vero e serio...”.
Insomma, i cristiani della domenica sono come bambini, la Chiesa è incapace di trasmettere la Fede e se non ascolta Sankiko …morirà! Evidentemente Kiko crede che Nostro Signore si sia sbagliato quando disse “non praevalebunt” (cfr. Mt 16,18).
Perla finale, le parrocchie fanno solo avanspettacolo e stupidaggini con i bambini. Meno male che ci sono le salette neocatecumenali, insomma.

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La bella favola di Kiko sulle comunità traboccanti di amore fraterno:
”… Dietro a loro c’è la loro famiglia e la loro comunità Cristiana, una comunità Neocatecumenale di 40 o 50 fratelli che sono tutti uniti, dove appare Dio, dove non ci sono più classi sociali. Tutti sono fratelli: ingegneri, donne delle pulizie, vagabondi, tutti fratelli! Non ci sono più differenze di lingua o cultura, tra bianchi e neri, tra gente colta e ignoranti, o altro. Non ci sono poveri o ricchi, sono tutti fratelli che si aiutano l’un con l’altro. Se c’è una famiglia con molti figli che non ce la fa ad arrivare alla fine del mese, la comunità fa una colletta per aiutarli. La comunità aiuta la famiglia, e la famiglia salva la Chiesa! (applausi)…”
Eccome! Conosciamo bene gli odi e le rivalità, per non parlare delle continue fusioni di comunità e degli spostamenti di kikos da una comunità all’altra. Cari fratelli "reduci" ex camminanti, avete mai visto una cosa del genere? Io no. Quando Kiko straparla di fratelli in comunità, chissà perché, penso sempre a Caino e Abele.

Solo su una cosa do ragione al signor dottor (h.c.) finanziere Arguello, quando racconta che non ci sono poveri o ricchi. Giusto! Secondo lui tutti saranno uguali, perché dovranno “mollare il malloppo” (Kiko: «se ti ascoltano si convertono, e se si convertono devono mollare il malloppo»!) Tutti uguali nella povertà insomma, tranne Kiko...


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Infine, last but not least, non poteva mancare il classico dei classici, l’uomo schiavo del demonio!
Ecco come Kiko introduce il concetto:
”… La lettera agli Ebrei dice che "per la paura che l'uomo ha della morte, è sottomesso alla schiavitù del demonio durante tutta la sua vita." Cioè, una persona si sposa, poi il matrimonio gli va male, la donna lo distrugge dentro, e per l'angoscia di ciò, divorzia. Per la paura che l'uomo ha della morte, è schiavo del demonio
In realtà l'apostolo Paolo diceva "schiavi del peccato" (cfr. Rm 6,1-23), ma pazienza, si vede che non aveva capito niente. D’altra parte san Paolo aveva anche scritto “chi non lavora neppure mangi” (cfr. 2Ts 3,10).

Per fortuna si è manifestato al mondo il signor dottor (h.c.) furbacchion Arguello, che ha corretto san Paolo sulla faccenda della schiavitù, dimostrando nel contempo che si può pasteggiare ad aragoste senza fare un tubo tutta la vita. Grande! Propongo un nuovo canto: “Meno male che Kiko c’è”, ndrùng-ndrùng-ndrùng…

(da: "L'apòstata")

domenica 29 marzo 2015

Veglie Pasquali in albergo (coi tamburelli tutta la notte)

Orrido dipinto kikiano con simboli massonici
Dedico questa pagina al Bracci e a chi come lui fa tanto il saputello scandalizzato negando l'evidente e il lampante che è chiaro come il sole e che invece vi ostinate a negare.

Nelle rubriche liturgiche (che anche voi neocatecumenali dovete osservare e che sono sicuro che non avete mai nemmeno letto) c'è scritto che la veglia pasquale inizi un po' dopo il tramonto del sole e, svolgendosi con calma, ma con solennità e dignità, non si prolunghi eccessivamente, tenendo conto dei luoghi, delle usanze locali e soprattutto di chi vi partecipa.

Io sono un sacerdote e ho sempre impedito le vostre oscenità rituali poiché non sono conformi alla liturgia della Chiesa. I gruppi neocatecumenali che erano presenti nella mia parrocchia se ne sono andati via subito perché hanno capito che era finita la pacchia che avevano instaurato con il mio predecessore. Andavano a fare le veglie di Pasqua, Pentecoste e molto altro ancora, negli alberghi della zona. Tutta la notte a menare tamburelli, a far fare le ore piccole ai camerieri e cuochi che poi dovevano servirli e a lasciare con un palmo di naso familiari e parenti che li aspettavano per riunire la famiglia per il pranzo della festa di Pasqua.

Li invitavo a partecipare a ogni cosa che si faceva in parrocchia, ma loro viaggiavano su di un binario parallelo: imposizione delle ceneri per conto loro, lodi e vespri in parrocchia per conto loro nonostante si facciano regolarmente tutto l'anno, assenza totale alla recita del rosario nel mese di maggio, o della Via crucis in quaresima, prendevano in giro i cicli di formazione e catechesi parrocchiali che si svolgevano regolarmente e ai quali partecipavano molte persone, ma non loro!, auto esclusione dalla catechesi e formazione ai sacramenti (soprattutto battesimo e matrimonio), perché loro fanno il Cammino e sanno già tutto... per scoprire poi che nel Cammino le parole unicità e indissolubilità sono termini bizzarri che vengono da popoli extraterrestri, che per loro l'apertura alla vita significa solo figliare a più non posso (vedi l'intervento di papa Francesco sui conigli) e via dicendo...

Sono del parere, perciò, che nessuna argomentazione, nessun richiamo, nemmeno quello dei papi, potrà correggere i fratelli del Cammino. Solo una solenne e decisiva dichiarazione di stop e di allontanamento dalle parrocchie e dalle diocesi, potrà far aprire gli occhi a qualcuno, e magari un finale e definitivo scioglimento da parte della Santa Sede potrà mettere la parola fine a questo disastro nella Chiesa, nella società, nelle famiglie e nel cuore e mente di molte persone.

p.s.: Si parlava di veglie pasquali separate neocatecumenali, perciò ricordiamo:

  • Lite tra i cantori per chi canta il preconio (vince sempre il cantore più anziano perché ha più anni di "spirito" santo in corpo)
  • Mormorazione dei cantori esclusi
  • Malori e svenimenti di vecchietti per il digiuno di tre giorni, ma non c'è da preoccuparsi, c'è sempre qualcuno con sali o ammoniaca per il rinvenimento del malcapitato,

Le persone si inciuccano (si sbronzano) molto prima del pranzo mattutino all'alba di Pasqua: al passaggio del vino consacrato che è materialmente un vino liquoroso con parecchi gradi alcoolici, tra i neocatecumenali si consiglia di fare dei sorsi abbondanti, può esserci un secondo giro di bevute se il vino consacrato avanza - quindi doppia bevuta, di conseguenza vecchi e vecchiette dopo tre giorni di digiuno si inciuccano con siparietti tragicocomici durante il pranzo mattutino... :-) :-) :-) :-) :-)

(da un lettore del blog)

giovedì 26 marzo 2015

Kiko, la collera di Dio

Il profeta Elia visto da Kiko:
sembra piuttosto Belfagor...
Pubblico la traduzione integrale di un reportage apparso su 'El Paìs' nel 2008.


KIKO, LA COLLERA DI DIO

È il leader del più potente movimento neoconservatore della Chiesa, con un milione e mezzo di seguaci in 106 paesi e 70 seminari.
Un visionario carismatico, che difende i dettami più intransigenti del cattolicesimo. Il suo gruppo, "i kikos", agisce nella più completa segretezza. Questo è Kiko, e questo è il suo movimento.
«Bene, amico mio, vuoi convertirti?
Ma io sono già convertito.
Sei convertito, dici? Sì! Sì! Sì! Sei convertito...
Ma io intendevo chiederti se vuoi entrare in Cammino.»


Ogni momento è buono per attrarre nuovi seguaci. La prima conferenza stampa in più di 40 anni fatta da Kiko Argüello, il fondatore ed il capo del Cammino Neocatecumenale, il più potente movimento neoconservatore nella Chiesa Cattolica, comincia e finisce con i giornalisti in piedi, a recitare il Padre Nostro.
Alcuni non lo sanno, e balbettano. È uno spettacolo che val la pena di vedere.

Argüello, 69 anni [nel 2008, ndt], un uomo asciutto, un po' curvo, con una barbetta luciferina, capelli bianchi, un viso rude ed arrossato, occhi appesantiti.
Indossa un vestito a righine nero, camicia e cravatta scura. Stretta in mano, una Bibbia con copertina di pelle. Nei momenti di tensione, si accende una sigaretta senza filtro dopo l'altra che finisce in un attimo. Ha una voce da protagonista, arrochita dal tabacco, dal canto dei salmi e da migliaia di sermoni. Sembra un predicatore da film western.

È la terza volta che chiede al giornalista se vuole convertirsi. Con il braccio paternamente appoggiato sulle sue spalle. Lo ha interrogato sulle sue idee religiose anche durante altri incontri: 'Credi in Dio?' 'Sei battezzato?' 'Quanti figli hai?' 'Dammi un bacio'. D'altra parte, ci è voluto molto tempo prima che gli concedesse un'intervista come si deve. Argüello diffida di 'El País'. 'Perché vuoi scrivere del Cammino per un giornale agnostico e di sinistra? Per farmi un bidone? Ho preso tutte le copie di 'El País' che parlavano male di me e del cardinal Rouco (vescovo di Madrid). I fratelli mi hanno avvisato di non parlare con te. Se lo faccio, è perché ti amo'.

Argüello non dialoga con i media critici verso la sua linea politico-religiosa. 'Perché perdere tempo?' ed anche con gli altri, il minimo. Non concede interviste. Spingerlo a concretizzare le sue idee è inutile: svicola in discorsi farraginosi sulle proprie esperienze di vita. È un maestro del monologo. I suoi seguaci non sanno dove, come e con cosa viva. La maggioranza di loro non lo conoscono personalmente sebbene finanzino il Cammino con le loro donazioni.

Non è uno scherzo: è un'immaginetta che circola
scherzosamente (ma non troppo)

tra neocatecumenali su Facebook
I discepoli, una volta passato il 'secondo scrutinio' (un esame personale che viene fatto dopo i primi anni di Cammino) devono versare alla comunità il 10% delle loro entrate: la decima. Se anche il coniuge è in comunità, ambedue devono versare la medesima percentuale. Nessuno sa dove vada a finire questo danaro e come sia amministrato. Non ci sono fatture. Solo, alla fine della celebrazione, un 'fratello' fa il giro con un sacchetto di plastica (lo chiamano 'sacco della spazzatura') nel quale ognuno mette dentro ciò che può, da pochi euro a un braccialetto d'oro o il lascito di un appartamento. Il sacchetto viene fatto circolare finché non si raggiunge la cifra prefissata dai responsabili. Sono momenti di suspense. Quanti giri dovrà fare? Durante la costruzione della Domus in Galilea, la grandiosa sede del Cammino in Israele, l'iniziatore chiese 1000 euro a ciascuno dei discepoli per completare l'opera. Mentre il sacco veniva fatto circolare, cantavano: 'Guardate i gigli dei campi, non lavorano e non tessono, ma vi dico che neppure Salomone nella sua gloria vestiva come uno di loro'.
Per andare avanti nel cammino, è necessario liberarsi delle proprie ricchezze.

Sono quelli che ingrassano economicamente la sua organizzazione, sebbene Kiko raramente venga a contatto con i suoi seguaci della base. Viaggia continuamente per il mondo. Dice di sostenersi con le elemosine.

Nello stesso tempo tiene un filo diretto con il Vaticano. E, per i suoi fedeli, con Dio stesso. 'Kiko non si è inventato nulla, è lo Spirito Santo ad averlo ispirato'.
Kiko è celibe e veste di nero, ma non è un prete.
'Non si metterà mai agli ordini di un vescovo' spiega un suo antico seguace. Predica, ma non ha una formazione teologica. Risolve i conflitti esistenziali dei suoi adepti, ma non è uno psicologo. 'Chi è Kiko?'. Egli si definisce un artista. 'Un poveraccio, un peccatore. Il giorno più felice della mia vita sarà quando morirò. Pregate per me'. Se viene interrogato sul culto della personalità che ruota intorno a lui, diventa rosso e risponde con aria poco amichevole: 'Nella Chiesa c'è sempre qualcuno che inizia'.
Dopo averlo ascoltato durante varie funzioni del Cammino ed averci parlato in una manciata di occasioni, ho avuto l'impressione che Kiko Argüello sia un ultraconservatore visionario; maestro nella parola e nel gesto; i suoi umori sono mutevoli: mistico, magnetico ed adulatore.
Ed anche il messaggero di tutta la collera di Dio.
'L'inferno esiste' rimarca. Tenace ed insistente. Dotato, dice un monsignore, di 'santa testardaggine'. Un allarmista. 'L'anticristo sta arrivando. L'Europa cammina verso l'apostasia'.

Il carisma delle bocche urlanti
Secondo lui, un perseguitato. Un potenziale martire. Trasmette, senza distorsioni e senza errori, il messaggio che Dio gli ha comunicato. Con sicurezza di sé. Senza orpelli. Per ore. Con il linguaggio della gente comune. Crudo ed immediato. Descrive il Cammino come 'questo caos' oppure 'questo casino in cui ci siamo messi'. Parole viscerali, non teorie. Parla d'impulso, di getto. A volte, senza coerenza. Inzeppando il discorso di citazioni bibliche. Canta, danza, dipinge, entusiasma ed interroga il suo uditorio. 'Chi di voi non ha un parente divorziato? Vediamo ...tu! Raccontaci la storia della tua vita. Quanti figli hai?'. È carismatico. È, qui in Spagna, la cosa più vicina ad un telepredicatore.
Dice che i giornali di sinistra lo strumentalizzano a fini politici. Ma il suo discorso è politico. Quando gli facciamo una domanda sulla situazione in Spagna, risponde sospettoso 'Disgraziatamente, le leggi del governo di sinistra stanno distruggendo la famiglia. Nei paesi del Nord i ragazzi sì suicidano a 20 anni perché vengono da famiglie distrutte. È il risultato del divorzio breve.'

Nelle sue risposte, Argüello condanna radicalmente i matrim<oni omosessuali. I contraccettivi. L'aborto. L'eutanasia. Le idee socialiste. I separatismi. I progressisti religiosi. I vescovi tiepidi. E i gesuiti di sinistra. E i preti che non cedono le loro parrocchie al Cammino. E i vescovi che sono riluttanti a cooperare. Insomma, tutti quelli che non la pensano come lui.


Lui, ha idee molto chiare. 'Certo che il diavolo esiste. È un angelo caduto. È tra noi'.
'-E attacca anche te?
Attacca noi tutti. Ha preso il controllo dei vescovi per farli opporre al Cammino. Ci hanno fatto un sacco di danni. Il demonio è sempre pronto. Se sei sposato, sta lì in agguato per farti innamorare di un'altra donna. Ma nel Cammino, i matrimoni non si rompono. Sai perché?
-Non ne ho idea.
Perché il rapporto d'amore fra due che hanno in loro la vita eterna è differente.
Una coppia che non si separa ha la vita eterna. L'amore di coppia si sviluppa e matura; la passione degli innamorati non è come l'amore di Cristo, che è un amore totale.
-E se le cose vanno male per la coppia?
Per questo ci sono i fratelli della comunità. Quando un matrimonio è in pericolo, l'intera comunità prega per loro; li chiama e li sostiene; così li salva.'

Il Doctor Honoris Causa
Kiko Argüello vede il mondo in bianco e nero. La sessualità è la base della sua catechesi. Pornografia. L'omosessualità 'che è una malattia che può essere curata'. Il rifiuto dei contraccettivi 'Il 25% dei profilattici non funziona'. I suoi discorsi mettono in guardia sui rischi con o figli adolescenti. 'I genitori devono essere realisti e mettere in guardia le loro figlie sui pericoli ai quali si espongono vestendosi in certi modi, con minigonna esagerate o ombelico scoperto, se non vogliono un giorno avere la sorpresa di ritrovarle incinte o, ancora peggio, di scoprire che hanno abortito.' A Roma, durante la conferenza stampa del 13 giugno [2008], ci dice che il Cammino celebra l'Eucaristia il sabato sera, fra le altre cose, per evitare che i giovani vadano in discoteca a fornicare o ad assumere droghe; 'I giovani delle nostre comunità non fornicano, non assumono droghe e non si suicidano'.

Vuole rievangelizzare il mondo. Che al mondo piaccia o no. È la sua missione. Dalla vecchia Europa alla Cina, passando attraverso l'America Latina e le vecchie repubbliche sovietiche. Ha infatti inviato migliaia di famiglie e di seminaristi a catechizzare i più desolati angoli del pianeta. Li chiama 'Apostoli'. Un prete spagnolo, di stanza a Roma, ricorda la sua sorpresa nel trovare nel Kazakhstan una famiglia di Kikos di Valencia che predicava porta a porta.
'Stiamo rinnovando la Chiesa. Siamo i più attivi tra tutti i cristiani, incaricati della nuova evangelizzazione attraverso piccole comunità che vivono come i primi cristiani e che camminano insieme', spiega Argüello.

Quelli che conoscono Argüello sostengono che è orgoglioso, arrogante ed autoritario. Si considera alla pari di un qualunque porporato. Tiene sotto ferreo controllo la propria organizzazione fatta a cerchi concentrici che trasmettono direttamente le sue istruzioni. Non ha luogotenenti. Non c'è un direttore del Cammino, nessun addetto stampa né direttore finanziario. Egli stesso è l'iniziatore. Nessuno lo contesta. Egli è l'autore dei testi e dei simboli. Dell' estetica, della musica e dei canti; dei riti e degli usi; del linguaggio e del modo di vivere. E dello stile delle sue chiese, di cui egli stesso esegue gli affreschi di ispirazione neo-bizantina.
I suoi seguaci sono noti col nome kikos. Una chiesa parallela, che consiste, secondo Argüello, di un milione e mezzo di fedeli divisi in 16000 comunità incardinate in 6000 parrocchie di 106 nazioni; con 3000 sacerdoti, 1500 seminaristi in 70 seminari.


Il santino di san Kiko
Quello che non dice è che sono entrati nelle Università e nei collegi; nella Conferenza Episcopale, nell'Esercito e nei mezzi di comunicazione. Dirigono i notiziari religiosi Zenit e H2O. Affollano le manifestazioni neoconservatrici contro i governi di sinistra a Roma e a Madrid. Sono la fanteria della Chiesa più intollerante. L'armata della resistenza al cambiamento. Alla loro testa, Kiko si dà un gran da fare a produrre nuove strategie ed iniziative. Deve catturare l'attenzione, smuovere i fedeli. La ruota deve essere tenuta in movimento. Gli piace esercitare il suo potere. Di fronte ai suoi adepti, sgrana ad alta voce una serie di defatiganti impegni in mezzo mondo. I suoi rapporti personali con i cardinali. Meglio essere perseguitati che ignorati. Dice 'È venuto il momento di evangelizzare'.
La sua biografia di leader visionario ricopre 44 anni e spazia dalle baracche di Vallecas (Madrid), circondato da zingari, ubriaconi e prostitute armato di Bibbia e chitarra, alle cene con il papa all'ombra del Vaticano.
Agli affreschi eseguiti nella cattedrale di Madrid. Alla realizzazione di una sede internazionale a sua immagine e somiglianza in Israele, sul Monte delle Beatitudini, dove Gesù Cristo cominciò a predicare, che fu inaugurato dallo stesso Giovanni Paolo II nel 2000.

Non è stata una strada facile, Kiko Argüello si è arrampicato con fatica. E con determinazione. E con quale idea? Che Dio provvederà? Al principio alcuni nella Chiesa l'hanno ritenuto eretico. Un luterano. Un folle. Un hippy che cerca di attirare l'attenzione.
Tutt’oggi, per molti, è il creatore di una setta interna alla Chiesa; accettata dalla gerarchia, ma sempre sul filo del rasoio. Con le sue messe e le sue celebrazioni. Il suo codice interno ed il suo sistema di reclutamento. Ed un'assoluta segretezza sulle sue pratiche.

I testi di Kiko, le trascrizioni delle sue catechesi dalle quali tutte le comunità del Cammino del mondo sono guidate (detti mamotreti), non sono a disposizione dei componenti. Solo i catechisti, sue guardie di ferro, hanno accesso ad essi. ‘Gli altri non li capirebbero’ dice. 'Devi essere avanti nel Cammino.' Sono uno dei misteri del Cammino. Ma in realtà, quando finalmente abbiamo accesso ai famosi mamotreti, il loro contenuto è deludente. Ripete sempre le stesse cose. Le sue esperienze mistiche personali, la sua visione catastrofista del mondo. Ed una continua richiesta di soldi ai suoi fedeli.

Queste frasi sono tratte da una catechesi di Kiko in Spagna:
Grande ispirazione di Kiko
‘Chiunque abbia un’eredità, chiunque abbia qualcosa, la metta qui. Servono 5 milioni di pesetas per la costruzione del seminario di Madrid’‘Oggi ho letto una cosa che mi ha sconvolto molto, cioè che il cantante Elton John è omosessuale e vuole sposare il suo amico, un ragazzo, ed ha contratto legale matrimonio in Inghilterra’.
‘L’annullamento del matrimonio è una trappola del demonio’.
‘Stiamo entrando in una nuova era e Dio ci sta preparando per la rievangelizzazione del mondo’.

Percorrere il Cammino di Kiko Argüello, per arrivare al vero battesimo, che viene fatto con una reale immersione nel Giordano, in Israele, con il prete con la stola sopra di lui, può costare ad un cristiano tra i 20 ed i 30 anni. Durante questo periodo, deve fare un infinito numero di passaggi, test ed esami. Celebrazioni e ritiri. Riti ed esorcismi. Rinuncerà alle ricchezze. Rinuncerà al successo. Rinuncerà agli affetti. Metterà a nudo le sue debolezze di fronte ai fratelli disposti in circolo intorno a lui. Si umilierà davanti ad essi. Il catechista, la guida, ha un potere assoluto sul catechizzato, che gli deve obbedienza.

Una antica seguace di Kiko lo spiega in questo modo: Manipolano a tal punto i nostri sentimenti da farci diventare capaci, dopo alcuni anni, di lasciare compagni, figli, lavoro, denaro…qualunque cosa, se un catechista ce lo chiede. E se non obbedisci a tutto ciò che ti viene chiesto, vieni espulso dalla comunità’. I catechisti vengono descritti da un altro ex come ‘gente dura, controllante, intransigente, che manipola la mente dei propri discepoli’.

Quando ad Argüello viene chiesto quale preparazione abbiano i catechisti per indirizzare psicologicamente, vocazionalmente, affettivamente ed economicamente la vita dei membri della comunità, risponde, infastidito: ‘Quale preparazione hanno? Una preparazione meravigliosa. In comunità non hanno bisogno d’altro. Ci sono 3000 pagine di mamotreti che li mettono in grado di portare avanti la loro missione.’


Nessuno sa bene se il Cammino abbia mai una fine.

È tutto opera sua. Questo denso cocktail nel quale le pratiche degli antichi cristiani sono mescolati con le tradizioni ebraiche; interpretazione evangelica e fondamentalista delle Scritture con terapia di gruppo; chitarre, palme e balletti con le formule dei predicatori itineranti delle sette protestanti. E non dimentichiamo la somiglianza con le idee di 'Born Again Christians' negli Stati Uniti che hanno portato al potere George Bush.
È tutto opera della sua immaginazione. E, secondo i suoi seguaci, dello Spirito Santo.
La lavagnetta a fogli mobili:
un "must" delle catechesi kikiane

Così lo scorso 13 giugno [2008], a Roma, Francisco Josè Gomez Argüello era felice. Nervoso ed esausto, ma felice. Quella mattina Monsignor Stanislaus Rylko aveva apposto, su ordine del papa, la sua firma sul Decreto di Approvazione degli Statuti del Cammino Neocatecumenale. Esso dava stato canonico ai kikos, ai loro intenti ed alle loro pratiche. Il dicastero vaticano l'ha concesso. Kiko Argüello passava sui suoi detrattori come uno schiacciasassi. Ci è riuscito. A dare forma legale ad un'organizzazione basata sull'assenza più assoluta di definizione.
È riuscito ad ottenere che il Cammino Neocatecumenale non sia definito dalla Santa Sede né associazione religiosa, né ordine, né fraternità e neppure gruppo laicale. Il Cammino non è simile a nessun'altra esperienza nella Chiesa. È 'un itinerario di iniziazione cristiana'. Impossibile essere più eterei. Non ha neppure una personalità né un patrimonio giuridico.
'Noi siamo qualcosa di più profondo che un'organizzazione. Noi amministriamo beni spirituali' dice Kiko. 'Il papa e Rylko volevano che fossimo un'associazione. Ed io: no, no, no!'.

Il Cammino Neocatecumenale è un mistero. Non ha sedi eleganti a Roma come i Gesuiti e l'Opus Dei. Non ha nulla di visibile al pubblico se non discreti appartamenti in due spogli seminterrati a Roma e a Madrid. Ma i suoi seguaci ed ex seguaci riferiscono di numerose proprietà immobiliari in Italia ed in Spagna. Agli inizi degli anni '90 (verosimilmente per suggerimento del cardinal Suquia) hanno creato un'organizzazione denominata Fondazione Famiglia di Nazareth per l'Evangelizzazione Itinerante, che, secondo lo statuto registrato presso il Ministero della Giustizia nel 1993, è dedicato al 'sostegno delle attività di evangelizzazione itinerante dei membri appartenenti al Cammino Neocatecumenale. Specialmente a quelli inviati in zone scristianizzate.' Gli statuti recentemente approvati prevedono l'istituzione di altre similari fondazioni presso altre diocesi per raccogliere le risorse.

La Domus Galileae sul Lago di Genezaret
C'è di più. Il Cammino non risponde delle sue azioni a nessuno. È un metodo di formazione cattolica al servizio dei Vescovi. I kikos rendono i propri servigi alla Chiesa ed in cambio smantellano la Chiesa stessa per costituirne una propria. Arrivano nella parrocchia, chiedono il permesso al parroco, programmano le catechesi, fondano la comunità ed avviano il Cammino.
Crescono in parallelo. Sono gli eletti. Spiegano ai propri fedeli (che raramente si mescolano con quelli di altre comunità ed ancor più raramente con i fedeli della parrocchia tradizionale) la loro visione particolare di come raggiungere il Paradiso, nello stesso tempo in cui fiscalizzano le loro vite. Per i kikos, fuori dal Cammino non c'è nulla. Fuori c'è 'il mondo'. Che è malvagio. E non è possibile essere felice se non sei nel Cammino.

Questo è il messaggio che i fratelli ricevono per decenni. I loro bambini a nove anni, dopo la Prima Comunione, cominciano a prendere parte alle loro liturgie, e a 13 sono del tutto inseriti in comunità. Non conosceranno altro sistema di vita. Né a casa né in parrocchia. Per questo è tanto difficile rompere con Kiko. Dopo anni di isolamento in comunità non rimane nulla fuori dal Cammino. Né amici, né amore, nessuna possibile salvezza. Quelli che abbandonano, vengono chiamati 'rebotados' (come sono definiti gli ex-preti o ex-suore) nel gergo di Argüello. E viene profetizzato che 'il sangue di Cristo ricadrà su di loro'. Quando un figlio abbandona il Cammino, i catechisti proibiscono ai genitori di avere contatti con lui e viceversa.

È una setta? Nella Chiesa Cattolica nessuno si azzarda a muovere questa accusa. Il Cammino ha la benedizione del Vaticano. Così alcuni preferiscono parlare di 'comportamento', di 'pratiche' o di 'singoli individui settari'.
Ma al vedere, nella notte dell'ultimo sabato santo, il 22 marzo 2008, durante la Veglia di Pasqua, i membri del cammino affrettarsi, nell'ombra, vestiti in bianche tuniche, con le candele in mano, cantando per ore, battezzando i loro bambini per immersione, ballando in circolo finché il sole tramonta...non si può fare a meno di sentire una certa sensazione di disagio.
Kiko e Carmen:
quella strana coppia...

Agli inizi degli anni '60 Argüello era un giovane artista di buona famiglia a Madrid. Egli professava d'essere agnostico e durante una crisi esistenziale che 'lo portò quasi al suicidio' andò a vivere con gli zingari nelle baracche di Palomeras Altas, un sobborgo di Madrid. Lo stesso cammino che avevano percorso molti preti che, in conseguenza al Vaticano II, decidevano di incontrare Dio attraverso i poveri. Molti avrebbero finito per militare nella sinistra. Kiko, no. Nelle baracche, sperimentò una conversione personale. Non sociale. Sentì la voce di Dio. Pianse per ore. Da bravo convertito, diventò più papista del papa.
Come spiega Jesus Bastante, specialista delle religioni, chi è convertito, come S.Paolo, quando incontra la verità, rifiuta radicalmente la sua vita precedente. Egli è rinato. E, come S.Paolo, dal perseguitare i cristiani, passa a perseguitare i pagani. Oggi Kiko afferma che il 70% dei suoi seguaci erano cristiani non praticanti prima di conoscere il Cammino. Oggi essi sono i nuovi convertiti.

Dopo la 'rivelazione' venne il momento, per Kiko, di mettere in pratica le proprie idee. Egli doveva ri-evangelizzare i cristiani dormienti. Condurli ad un nuovo battesimo. Era il 1964. Sicuramente ha preso contatto con gruppi emergenti e sacerdoti post-conciliari; non si sarebbe mai adattato alle regole altrui. Non voleva essere subordinato a nessuno. Ha sempre voluto essere al centro dell'attenzione. Ha assorbito gli stili di quei gruppi, la terminologia, la struttura. E quindi lui, l'artista, avrebbe imposto il suo stile.
A cominciare dalla Messa: avrebbero ricevuto la Comunione seduti, con autentico pane ed autentico vino. Cantando le sue canzoni. Spiegando le proprie esperienze in pubblico. Doveva vendere il prodotto: sapeva ben lui come.
Nei tuguri di Vallecas avrebbe incontrato, in quei primi stadi della sua carriera, la donna che sarebbe stata la sua compagna, il suo alter ego e la co-fondatrice del Cammino Neocatecumenale per quattro decadi, Carmen Hernàndez, una suora della sua generazione, di famiglia agiata, licenziata in teologia, che fin da ragazzina avrebbe voluto essere una missionaria ma che non si voleva sottomettere alla disciplina degli ordini religiosi.
'Eravamo due disadattati; è un miracolo che tutto sia andato bene' dice Argüello. Kiko portava al Cammino il suo carisma, le sue doti interpretative e la sua inquietudine. Carmen Hernandez la base dottrinale che mancava a Kiko. Uniranno così le forze. La natura del rapporto tra i due è uno dei grandi arcani (uno dei termini favoriti del Cammino) dei kikos. I seguaci spiegano immediatamente che non sono una coppia. È certo che è lui ad essere il capo. Ma lei non è disposta a rimanere senza il suo momento di gloria. È la voce della sua coscienza. In pubblico ed in privato. E lo tormenta coscienziosamente.
Tempio kikolatrico "Santa Caterina Labourè", Madrid

22 maggio 2008 - Parrocchia di Santa Caterina Labourè, Madrid. Questa chiesa, inaugurata nel 2003 dal Cardinale Rouco, riassume gli ideali estetici di Argüello. Ciò che lui vuole creare nelle sue parrocchie. 'Kiko è un genio' dice Mattia Del Prete, uno degli architetti del Cammino. Marmi bianchi, cupole dorate, da una parete all'altra tappeti blu elettrico, affreschi by Kiko. L'altare al centro. I banchi in circolo ed una piccola piscina per il battesimo per immersione. Le icone, il calice, le ampolle, la croce astile, i fiori sul tavolo, la copertina intessuta d'oro per il Vangelo, è tutto opera della sua mente d'artista.
Non è facile entrare nelle sue celebrazioni private. Sono a porte chiuse. Stasera l'iniziatore si riunisce con i suoi primi seguaci. Essi vestono bianche tuniche di lino. Eccetto il giornalista. E Kiko, sempre in nero.

Parla per ore. Anche se, come nella migliore tradizione delle coppie di comici, le sue affermazioni vengono ribattute, criticate, persino ridicolizzate ad alta voce da Carmen Hernàndez, la co-iniziatrice, seduta alle sue spalle. Siamo in famiglia. Nessuno sembra sorprendersi. Ma le battute ironiche di Carmen durante cerimonie pubbliche o anche durante la conferenza stampa a Roma, fanno arrossire chiunque non vi sia preparato. Ad un certo punto Carmen dice: 'Io dico le verità e tu te le inventi'. Kiko si mette le mani fra i capelli, mostra il bianco degli occhi, guarda il cielo ed implora la pietà divina. Lei ride sarcastica. 'Confessa Kiko! Tu vuoi solo che i giornalisti ti fotografino. Ecco a voi San Kiko!'

Come è riuscita questa strana coppia ad acquisire tutto questo potere all’interno della Chiesa Cattolica? L’inarrestabile ascesa dei kikos non può essere compresa se non si considerano due fattori: l’incomprimibile incremento degli adepti come risultato di una fervente politica demografica del movimento (una donna deve avere tutti i figli che Dio le manda) e l’incondizionato appoggio di Giovanni Paolo II nei 27 anni del suo regno.

In tutte le celebrazioni dei kikos nelle quali vengono riportate le esperienze di vita, tutti quelli che prendono la parola comunicano il loro nome ed il numero di figli che hanno messo al mondo. Con l’aumentare del numero, cresce il mormorio di approvazione fra le bancate della chiesa. Quando un fratello annuncia ‘Ne ho 10’ scoppiano gli applausi. Secondo Argüello, i membri del Cammino sono i cristiani che hanno il più alto numero di figli, cinque per famiglia. In 44 anni di cammino, migliaia di figli e nipoti dei primi seguaci sono stati incorporati nelle comunità. La crescita dei loro ranghi è stata esponenziale. Attualmente affollano le sue celebrazioni. E al termine di ognuna di questi bagni di folla, esaltata la massa con le proprie catechesi, l'iniziatore chiede vocazioni. ‘Alzate la mano se volete andare in Seminario!’ Nella confusione del momento, infiammati, giovani ragazzi a decine aderiscono senza riflettere. Molti andranno per il mondo come predicatori ambulanti finanziati dal Cammino. Altri diventeranno suoi sacerdoti. E i Vescovi, molto scossi. Chi potrà mai rifiutare nulla a Kiko?
Giovanni Paolo II inaugura la Domus Galileae


Giovanni Paolo II era il più entusiasta di questi Vescovi. Il primo fra tutti.
Quando Karol Wojtyła giunse in Vaticano nel 1978, le chiese ed i seminari erano vuoti, gli ordini religiosi tradizionali (Gesuiti, Domenicani, Francescani) erano vicini alle idee della Teologia della Liberazione e il clero diocesano era vecchio e confuso. Woytila fu il risultato della Guerra Fredda, egli aveva il concetto di una Chiesa nucleo di resistenza al Comunismo.
‘E, dal primo momento, la sua idea è quella di rievangelizzare l’Europa. E vede di non poter contare sui vecchi Ordini’ spiega un prete spagnolo. ‘Si trova solo. C’è un vuoto spirituale, e provvidenzialmente appaiono i nuovi gruppi neoconservatori (Opus Dei, Focolari, Comunione e Liberazione, Comunità di Sant’Egidio e i kikos), costituiti da laici con una concezione della Chiesa simile alla sua, e si appoggiò ad essi. Questi movimenti non solo gli riempiono gli stadi, ma sono un antidoto alla Teologia della Liberazione ed alla proliferazione di sette evangeliche in America Latina. Sono pronti ad infiltrarsi nei vecchi paesi comunisti. E professano nei suoi confronti una fedeltà incondizionata.'

Kiko e Wojtyła sono anime gemelle. Tutti e due vogliono rievangelizzare la Cristianità. E sono due vecchi appassionati attori. Sanno quant’è importante l’immagine. Secondo quanto riferisce un prelato, Carmen e Kiko si lavorano Giovanni Paolo II con grande cura. Sono dei maestri nell’arte dell’adulazione. Ogni volta che il Papa apre la finestra, pioggia o neve, c’è un drappello di kikos con chitarre che cantano in suo onore. I kikos suoneranno per Wojtyła in tutte le Messe in cui sarà presente in ogni angolo del mondo. Ogni domenica Carmen Hernàndez è con il papa mentre visita le parrocchie di Roma come Vescovo della diocesi. Diviene una presenza abituale. Kiko e Carmen addirittura penetrano nell’intimità del papa e sono invitati a pranzo da lui, in forma privata. Parleranno con lui con la loro abituale crudezza della situazione della Chiesa. Gli faranno rapporto sulla fedeltà dei suoi Vescovi. In precedenza, i due hanno conquistato alla propria causa il potente segretario del papa, il prete polacco Stanislaw Dziwisz. Quando viene fatto Cardinale nel 2006, saranno in prima fila ed il neoeletto appoggerà fraternamente il braccio sulle spalle di Carmen. La quale conferma che sono ancora buoni amici.’Ci ha invitato a Cracovia, mi tratta come una regina. Mi ha invitato a mangiare pesce’.

Nel 1990, contro il parere di certi Vescovi che diffidavano dei sistemi del Cammino, Wojtyła emanò una lettera di riconoscimento in cui comunicava il suo gradimento per i kikos. Nel documento, invita i vescovi a valorizzare e sostenere l’opera del Cammino. In altre parole, ordina loro di aprire le porte delle loro parrocchie. Un seguace ritiene che la lettera sia stata scritta da Argüello e poi fatta firmare al papa. Quello fu il loro grande riconoscimento.

L'iniziatore utilizzò la medesima tattica di seduzione negli anni ’90 con l’episcopato spagnolo. Specialmente quando Antonio Maria Rouco Varela viene nominato Arcivescovo nel 1994. Da una parte, lo adula per conquistarselo, dall’altra gli offre i risultati: il seminario, pieno; le parrocchie, attive; le piazze, affollate ed un’importante appoggio per i rapporti con Roma.
Rouco si consegna in suo potere, armi e bagagli. Diventerà suo alleato. Metterà a sua disposizione le sue capacità di canonista per la composizione degli Statuti (che furono stesi tra il 1997 ed il 2002); gli permetterà di aprire un Seminario e nel 2004 gli affiderà la fattura degli affreschi nella cattedrale di Madrid. Nel Palazzo vescovile di Madrid gira questa battuta: ‘Rouco vuole passare alla storia come il Cardinale che affidò il completamento della propria cattedrale ad un santo’. E nemmeno può essere dimenticata la generosa donazione del Cammino all’Arcivescovo per finire la Cattedrale.

Ma soprattutto Kiko darà a Rouco un’influenza politica. Ad un incontro a Roma nell’ottobre 2007 durante la beatificazione di 468 religiosi assassinati nella Guerra Civile, Argüello propone al Cardinale di organizzare una grande dimostrazione a Madrid ‘in difesa della Famiglia Cristiana’. Ci sono solo tre mesi prima delle elezioni politiche. Le previsioni prevedono uno scarto tecnico fra il PSOE (il partito socialista dei lavoratori spagnoli) e il partito popolare (di destra). Rouco è dubbioso. Gli pare precipitoso. Argüello lo rassicura. ‘Don Antonio, ti porterò 300 mila kikos in Piazza Colombo’. Rouco acconsente. La dimostrazione fu fatta il 30 Ottobre. Vari Cardinali e 42 Vescovi vi presero parte.

Questa manifestazione (presunta) religiosa, si trasforma in una mobilitazione politica contro il Governo di Rodriguez Zapatero e le sue iniziative quali il matrimonio omosessuale e le materie scolastiche quali l’educazione civica. Sul podio un’icona dipinta da Argüello. Gli organizzatori accusano Zapatero di ‘distruggere la famiglia’. Il Cardinale Garcia-Gasco va oltre. ‘Il laicismo radicale può provocare la dissoluzione della democrazia e non rispetta la Costituzione’ proclama. Kiko chiude la manifestazione con la sua chitarra. E lancia un allarme ‘Questo Governo laico ed ateo vuole farci cerdere che la nostra vita non va da nessuna parte. Invece va in Cielo’.
Kiko e il suo orrido crocifisso appiattito come una sogliola
Il Partito Socialista vince le elezioni il 9 Marzo 2008. E papa Ratzinger prende nota. Non vuole problemi con il Governo Spagnolo. Pressione = conflitto.

Con l’approvazione degli Statuti del Cammino Neocatecumenale del 13 giugno (con minori modifiche fatte dalla Santa Sede sulla natura peculiare del movimento), il suo leader Kiko Argüello ha ottenuto tutto ciò che si era proposto 44 anni prima. E’ uno degli uomini più potenti della Chiesa Cattolica. Il leader più in vista dei neoconservatori. Con un milione e mezzo di seguaci pronti ad invadere le strade e le parrocchie. Il creatore di famiglie numerose, di motivati missionari e seguaci ordinati che stanno per accedere alla soglia dell’episcopato.
Ad ogni modo i suoi rapporti con il Pontefice Benedetto XVI non sono di complicità come con Wojtyła. Papa Ratzinger, eminente teologo che dovette combattere con Argüello quando fu Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, bisogna dirlo, in difesa della retta dottrina, guarda le sue iniziative da lontano. E ha scelto di dividere delle aree di potere tra gli ordini tradizionali ed i neoconservatori. Così il Cammino Neocatecumenale ha avuto dei problemi con le Conferenze Episcopali di Israele e Giappone per certe pratiche liturgiche e di proselitismo dei suoi membri.

Molti si chiedono che ne sarà del Cammino quando Argüello, il suo indiscusso leader carismatico, l’anima ed il creatore della liturgia ed estetica, morirà senza un erede. ‘Nulla sarà più lo stesso senza Kiko’, dicono.
C’è una barzelletta che gira tra le comunità. Kiko è sul letto di morte ed un gruppo di suoi seguaci viene a trovarlo per dirgli che in Israele si sta costruendo un sepolcro per seppellirlo come un patriarca. Kiko si solleva, sorride sornione e ribatte ‘Non vi complicate troppo la vita fratelli! In fondo, si tratta solo di tre giorni…’