martedì 19 agosto 2014

"Anche le risonanze sono parola di Dio"

Scusate il fuori tema, ma questa e' da sapere. Preparazione della parola a casa per la liturgia di domani, non ho assistito ma ero nella stanza vicina e ho sentito: «anche le risonanze sono parola di Dio».

Cosaaa?? Ma ho sentito bene? Come sono andati via chiedo informazioni a mio marito, e me lo conferma. Purtroppo ho sentito bene.
(da: Tabata)

sabato 16 agosto 2014

Per socializzare e per accasarsi

Neocatecumenali che fanno il
girotondo come all'asilo infantile
Una testimonianza di ieri dal blog Jungle Watch. La pubblico perché io ho visto esattamente le stesse cose qui in Italia.


A suo tempo ho fatto un po' del Cammino. L'ho fatto per un po' ma poi mi sono reso conto che è un club di giovani adulti che lo sfruttavano come occasione sociale e opportunità di viaggiare nel mondo: è stato effettivamente una cosa alquanto triste.

Sembravano essere quelle persone che cercano di recuperare la perduta gioventù. Molti di loro parevano avere un'eccessiva confidenza coi seminaristi che si preparano al sacerdozio. Questo mise me e mia moglie assai in imbarazzo. Molta gente non è contenta del Cammino a causa delle sue pratiche "arcane" e dei suoi metodi. Beh, questo non è stato il nostro caso perché noi non abbiamo mai potuto verificare se fosse stato così anche per noi, dato che eravamo invece soggetti a questi bizzarri raduni sociali di giovani adulti e al vedere quelle ragazze single con la loro ossessione per i seminaristi. Magari si trattava solo di infatuazioni da scolarette, ma onestamente non mi andava di ascoltare e leggere la Bibbia con quella gente sapendo che si ritrovano lì solo per socializzare e non per domandare veramente lo Spirito Santo nella propria vita.

Chissà cosa sarebbe stato della mia famiglia se avessi continuato il Cammino. Però sono felice che lo abbiamo abbandonato e che non abbiamo alcuna intenzione di rientrarvi.

lunedì 11 agosto 2014

Marketing neocatecumenale: il Cammino non cresce più

Coreografia neocatecumenale in piazza:
la "danza dei guerrieri" kikiani, cioè
l'imbarazzante "girotondo col passetto"
Quando io ero in Cammino già si parlava del fatto che il Cammino si sarebbe spostato dalle catechesi per i "lontani", al rafforzare le famiglie neocatecumenali.

In quegli anni (anni '90) si vedeva già che le cosiddette "catechesi" neocatecumenali erano in saturazione: le parrocchie che volevano il Cammino erano state "occupate", quelle rimaste libere non volevano saperne nulla di accogliere il movimento.

Si cominciò allora a caldeggiare le c.d. "famiglie in missione", si credeva che il Cammino si sarebbe espanso in tutto il mondo in maniera rapida e capillare, il riferimento (non detto) erano i movimenti protestanti che facevano il medesimo programma di "marketing".

Ma la storia la conduce il Signore e non gli uomini con i loro progetti. Il Cammino mandò gente ai 4 angoli del globo (io ne so qualcosa), ma dopo tanti anni i frutti non arrivarono come previsto: nella stragrande maggioranza dei luoghi incontrati le comunità nascevano ma morivano dopo pochi anni, molti posti oggetto di "evangelizzazione neocatecumenale" oggi sono praticamente scomparsi.

Il motivo l'ho già spiegato: il cammino cresce solo se esiste un ambiente parrocchiale già forte, su quello si innesta e cresce. Se questo ambiente manca il cammino non riesce a creare nulla. Il cammino, nella mia esperienza, è un itinerario troppo rigido e monolitico affinché possa essere compreso da altri popoli e culture.
Se si leggono i diari dei gesuiti si può verificare come essi cercassero sempre di entrare nella cultura dei popoli che evangelizzavano (las reducciones in sud America, in India con l'uso della lingua Tamil, anche in Giappone con l'uso degli abiti locali, etc,) cosa assolutamente preclusa dal Cammino che non cambia nulla in qualunque posto sia.

Chi lo accetta lo percorre perché pensa di trovarsi nel solco di una tradizione cristiana (già insegnatagli) e che pensa rigorosa, pur non comprendendone appieno determinate logiche.
Laddove questo retroterra manca, il cammino non lo crea. La sua rigidità piano piano fa desistere le persone, la comunità chiusa non viene compresa da tante culture, come quella asiatica, ad esempio.

In pratica nella stragrande maggioranza del globo, nonostante i "numeroni" ed i sedicenti "seminari" (nella stragrande maggioranza dei casi parliamo di "case famiglia" che accolgono nemmeno una decina di persone) il Cammino è rigettato.

Dagli anni 2000 in poi il cammino, complice internet che ha reso globale l'accesso alle informazioni ed i dati, è stato praticamente azzoppato alla radice: chi li vede o ne sente parlare si comincia a documentare ed accede ad una serie di informazioni che fanno decidere se entrare o no nel Cammino.
Non esiste più il "fidarsi" di quanto detto...
Le iniziative delle 100 piazze sono la testimonianza concreta, vengono fatte solo per umiliare i neocatecumeni, piuttosto che per vere speranze di moltiplicare gli adepti.

Infatti oggi il Cammino fa leva sulle famiglie neocatecumenali, sono loro l'ambiente che permetterà di avere persone già educate ad accogliere quel messaggio, impossibile da recepire ormai nella attuale popolazione scolarizzata. Per questo si spinge molto a far sposare i ragazzi giovani e a concepire molti figli.

L'unica "terra di missione" rimasta e percorribile da Kiko è la Cina, già se ne è parlato e non mi dilungo su questo.

(da: C.)

giovedì 7 agosto 2014

'Moderazione' del blog - qualche puntualizzazione

Ogni pagina di questo blog permette di inserire commenti.

I commenti possono essere "firmati" col proprio account (che è bene che non contenga il proprio cognome e i propri dati personali), oppure in forma anonima con uno "pseudonimo" (in modo da non costringere la discussione a citare l'«anonimo» di qua, l'«anonimo» di là, ecc.). Dal momento che molti dei collaboratori del blog hanno subìto personalmente vessazioni di ogni genere da neocatecumenali infuriati e vendicativi, riteniamo non necessario (e addirittura dannoso) firmarsi qui con il proprio nome e cognome.

I commenti passano attraverso un meccanismo noto come "moderazione". Cioè i moderatori di questo blog hanno la possibilità di leggere i commenti inseriti e approvarne la pubblicazione oppure cancellarli. La moderazione esiste anzitutto per il principio che l'ospitalità è per tutti ma non per i vandali. Ed anche perché lo spazio commenti è inteso come spazio di discussione sui temi presentati (per cui ci stanno bene anche gli off-topic e le segnalazioni di altri argomenti e perfino qualche litigio: ma lo spazio commenti non è il "muro da taggare" per chiunque abbia voglia di scrivere quel che gli passa per la testa).

Insomma, è legittimo anche esprimere il proprio disaccordo; quello che non va bene è l'infastidire di proposito gli altri lettori e commentatori del blog.

Ci sono tanti imbecilli che non capiscono che il moderatore non è l'incaricato dell'applicazione di un regolamento, ma è solo incaricato di far sì che questo blog non risulti un posto di cui vien voglia di stare alla larga. Il moderatore, insomma, "non è orientato ai processi e alle regole, ma ai risultati".

Ed è lì che inizia il problema della cosiddetta "censura": cioè dal fatto che molti pensano che essere sgradevoli sia bello. Pensano che siccome la verità fa male, allora ogni cosa che fa male sarebbe la verità. Pensano che siccome la medicina è amara, allora ogni amarezza sarebbe medicina. Così interviene il moderatore, valuta che stanno intossicando l'ambiente, eventualmente avverte, e cancella i commenti. Se arrivano 100 commenti in un giorno (e in certi giorni qui ne arrivano anche di più), e il moderatore deve dedicare cinque minuti ad ognuno dei messaggi, fanno 500 minuti. E il moderatore 500 minuti liberi al giorno non ce li ha. Il ragionamento "male che vada discutiamo cinque minuti e si risolve tutto" non funziona: il moderatore non ha "cinque minuti" per ognuno che abbia l'ùzzolo di scrivere un commento. Certo, non tutti richiedono cinque minuti, ma il punto è che sono troppi comunque. Per il moderatore, esistono solo due tipi di persone che scrivono commenti nel blog, indipendentemente dalle loro posizioni: e cioè quelli che vogliono essere un problema, e quelli che non vogliono esserlo. Quelli che vogliono essere un problema sono quelli che lo costringono ad intervenire e a perdere tempo. Sono quelli che intervengono al solo scopo di disturbare.

In particolare, molto del tempo perso è dovuto al fatto che c'è gente che piove qui a lasciare commenti su cose che sono state discusse sul blog non una ma cento volte. È comprensibile che non tutti abbiano il tempo di spulciare il blog alla ricerca di un tema trattato in una singola pagina diversi anni fa, ma il venir qui a sciorinare sempre gli stessi slogan a cui è stato risposto in almeno metà delle pagine del blog è un comportamento da veri "troll" che godono solo nel far perdere tempo agli altri.

Poi ci sono quelli che vengono fraintesi. Ora, essere fraintesi una volta capita. Essere fraintesi due volte, anche. Ma se avete un diploma di maturità preso in Italia, allora la lingua italiana la conoscete. Non ci si aspetta che siate incapaci di esprimervi. Potete scrivere in fretta o fare errori, ma se volete dire che due per due fa quattro, non devo leggere che due più due fa cinque. Se rimanete fraintesi in questa situazione, avete invece dei seri problemi con la lingua italiana. In questi casi, semplicemente non parlate.

Ci sono poi gli specialisti del piagnisteo. Gli specialisti del piagnisteo sono i primi a lamentarsi della "censura". Semplicemente non hanno capito la "moderazione". Oppure stanno a fare tutto un discorsino complicatino per spaccare il capello in quattro... e a chi risponde, chiedono di citare le fonti, e poi le fonti delle fonti, e poi le fonti delle fonti delle fonti: qualunque sia il loro scopo, ottengono solo di annoiare ed estenuare gli altri frequentatori del blog.

Il punto è che il moderatore ha il compito di tenere un ambiente -diciamo così- vivibile, senza tutti quei disastri che normalmente distruggono qualsiasi discussione. Il problema è che i cafoni, i maleducati, i fanatici, e tutti quelli che ho descritto sopra non ci stanno. La dicitura "inserisci un commento" presume che abbiate qualcosa da dire. Che sia "pro", che sia "contro", che sia una riflessione, una segnalazione, un "commento", una battuta: insomma, qualcosa da dire, che non abbia come unico scopo il rovinare la giornata agli altri lettori e commentatori - come fanno i "troll".

Che vi piaccia o no, il Cammino Neocatecumenale è zeppo di problemi, guai, errori, fin dalle sue radici. Di fronte a questo, l'atteggiamento cristiano (o almeno civile) è quello di cercare di capire quali sono gli errori, quali sono i meccanismi per cui nascono quei problemi, quali sono le vere radici di quegli errori, e cosa si può fare per correggerli. Non è il posto dove lanciare slogan. Non è l'invito a negare la realtà.

Lo spazio commenti non è il "muro da taggare" per i neo-vandali che hanno terrore della verità sul Cammino.



lunedì 4 agosto 2014

«Il Cammino dà segni di essere una setta»

Nostra traduzione dell'articolo «The Way shows signs of a cult or sect», di Charles White, pubblicato su Guam PDN (Pacific Daily News) il 4 agosto 2014.


Il Cammino dà segni di essere una setta

L'imposizione del Cammino Neocatecumenale alla Chiesa Cattolica a Guam è la radice di tutte i problemi riportati recentemente su questo giornale.

Il Cammino Neocatecumenale, come molti già sanno, è un movimento cattolico iniziato negli anni '60 in Spagna. Si è poi diffuso nel mondo e si dice che abbia oltre un milione di membri. Ha ricevuto una qualche forma di approvazione dagli ultimi pontefici, accompagnata però da alcuni seri rimproveri da quegli stessi papi.

Perché il Cammino è all'origine di discussioni e controversie? In breve, il Cammino manifesta molti dei tipici segni di una setta, ed è proprio tale settarismo ad essere la fonte della maggioranza dei problemi. Quando dico "setta", sappiate che non sto facendo un confronto con qualcosa di pericoloso come il Tempio del Popolo di Jim Jones: sto solo dicendo che i neocatecumenali mostrano delle allarmanti tendenze settarie.

Ecco alcuni esempi del loro settarismo:

• I membri lo chiamano "il Cammino", e quell'articolo determinativo "il" pare non essere accidentale perché col passare del tempo la loro pratica pastorale suggerisce che loro credano che non esista altro cammino di fede.

• I membri del Cammino Neocatecumenale praticano la loro fede in modo da separarsi dalla parrocchia. Per esempio celebrano la Messa lontano dalle chiese ogni sabato sera anziché partecipare alle normali Messe della parrocchia. Anche se insistono che le loro celebrazioni sarebbero aperte al pubblico, in pratica non lo sono. Non sono infatti nemmeno pubblicate nei bollettini parrocchiali. Perfino nei giorni del santo Triduo - giovedì santo, venerdì santo e Pasqua - celebrano separati dalla parrocchia.

• C'è un inequivocabile culto della personalità attorno al fondatore del Cammino Francisco "Kiko" Argüello. Tutte le musiche sacre e l'arte sacra utilizzate nelle celebrazioni dei membri sono composte dal loro fondatore, Kiko, così come la maggioranza assoluta dei loro arredi liturgici (si legga qualcosa in più su Thoughtful Catholic).

• L'insegnamento neocatecumenale è contenuto in un "Direttorio Catechetico" di 13 volumi, che non è stato reso pubblico ed è alquanto difficile da reperire. Moltissimi membri del Cammino infatti non lo hanno mai visto.

• Dopo circa due anni che si aderisce al movimento, i membri che aspirano a passare alla "tappa" successiva sono costretti a subire uno "Scrutinio" dove sono obbligati a parlare dei loro segreti più profondi, delle loro croci, dei loro peccati, pubblicamente nella loro comunità. Ne ho evidenziato i pericoli su Thoughtful Catholic. Dopo circa due anni i membri devono subire un ulteriore "Scrutinio", nel quale vengono interrogati da una commissione che riepiloga i loro difetti e i loro peccati, dopodiché sono tenuti a fare un "atto concreto" per mostrare la loro devozione a Cristo, "atto" che richiede di dar via costosi gioielli, terreni, automobili e altre proprietà.

L'arcivescovo di Guam,
mons. Anthony S. Apuron
L'arcivescovo Anthony Apuron ha comandato che ogni vocazione sacerdotale a Guam debba "fare per un po' di tempo il Cammino". Ha fatto rare eccezioni a tale mandato, ma non prima di aver fatto penare parecchio le vocazioni.

I sacerdoti locali lamentano il favoritismo di parte dell'arcivescovo. Si sa che i preti neocatecumenali e i seminaristi vengono trattati in modo molto più favorevole. Quando un sacerdote, don Paul Gofigan, ha decisamente rifiutato di accettare il Cammino nella sua parrocchia a meno di alcune concessioni, è stato sloggiato dalla parrocchia contro ogni norma del Diritto Canonico. Il caso è ora portato in appello a Roma.

L'arcivescovo stesso sta "facendo il Cammino". Quando uno fa il Cammino, si pone sotto l'autorità dei cosiddetti "catechisti" che vengono assegnati alla sua comunità neocatecumenale. Questi catechisti, nonostante i neocatecumenali affermino il contrario, sono membri di una gerarchia internazionale che agisce indipendentemente dai pastori e dai vescovi.

A molti di noi l'arcivescovo pare essere sotto il controllo dei leader del Cammino e non pare affatto agire nell'interesse del suo gregge qui. Tempo fa - circa due anni fa se ricordo bene - alla richiesta di un leader neocatecumenale, l'arcivescovo propose di trasferire il seminario eretto nella Yona property ad un'organizzazione non-profit controllata dal Cammino. Tale property è stimata valere, per difetto, almeno 35 milioni di dollari.

Quando il suo consiglio degli affari economici e legali ha obiettato al trasferimento, l'arcivescovo ha licenziato tutti i membri che non erano d'accordo e ha eletto nuovi membri tra coloro che erano favorevoli. Non ancora è chiaro oggi se l'arcivescovo sia riuscito poi a trasferire il titolo della proprietà.

Ci sono state molte occasioni in cui seminaristi e preti neocatecumenali di altre nazioni, così come almeno un professore di seminario, hanno manifestato arroganza contro la cultura indigena di Guam, in particolare ridicolizzando la pratica locale di pregare per i defunti e mistificando tale preghiera. Un esempio di ciò è riportato su Thoughtful Catholic.

Ho tentato di spiegare alcuni di questi problemi nel mio blog, The Thoughtful Catholic, ed ho raccolto i link a questi argomenti particolari nella pagina http://thoughtfulcatholic.com/?page_id=766

Charles White
da Tamuning (Guam)

venerdì 1 agosto 2014

Il poliziotto vestito da carabiniere

Buongiorno a tutti.

Liturgia neocatecumenale
Faccio subito una premessa. Non voglio insegnare la vita a nessuno, non voglio evangelizzare nessuno e non voglio creare la più piccola polemica. Non tollererò attacchi e insulti, ma risponderò a chiunque con garbo mi farà domande.

Il motivo vero e proprio per il quale vi scrivo, molto probabilmente non è chiaro nemmeno a me che lo faccio. Forse è solo un modo per buttare fuori tutta una serie di pensieri che da anni mi ronzano in testa.

Ho frequentato il cammino per 15 anni, vivendo tutta una serie di esperienze che sarebbe troppo lungo raccontarvi, almeno adesso e concordo con tutti quelli che hanno sempre parlato di un profondo senso di svuotamento quando poi ne esci e non fai più parte di una "comunità".

In questi sei anni nei quali non sono più in comunità mi è capitato più di una volta di soffermarmi su tanti aspetti del cammino che da sempre, anche quando vi ero dentro, stridevano un po col mio modo di concepire determinate situazioni.

Per amore della verità, devo dire che negli anni del cammino ho fatto di tutto per essere "un buon cristiano", ho detto e fatto cose delle quali oggi mi vergogno e senza dubbio non rifarei più, mi sono fatto manipolare nella convizione che tutto fosse per il mio bene ed invece, cresciuto, mi sono reso conto che così non era.

Vi chiedo scusa se quello che vi scrivo vi sembra privo di senso, ma vi posso garatire che non è facile tenere le fila di ciò che è stato e sopratutto per me che le ho vissute, queste situazioni hanno tutte un filo logico incredibile.

Sono anche sicuro però, che qualcuno di voi coglierà pienamente quello che sto dicendo.

Dicevo che oggi tante cose mi sembrano lampanti:
  • il cammino oggi è anacronistico ed esclusivista. Vengo dal profondo sud, dalle mie parti non si lavora mai meno di 15/16 ore al giorno, è quasi impossibile riuscire a seguire le celebrazioni e questo negli anni mi ha fatto fare tante di quelle sciocchezze legate al mondo del lavoro come chiudere attività, litigare con datori di lavoro, mettere a rischio lavori o cambiarli. Per fortuna non avevo famiglia a differenza di oggi e non ho rischiato nulla che non fosse il mio cuore soltanto.

    "Se questo lavoro t'impedisce di seguire Dio, lascialo, Lui provvederà". In nome di questa sciocchezza ho visto tante famiglie passarsela davvero brutta. Tante volte il senso di colpa mi attanagliava così forte fino al punto di pensare che non ero un buon cristiano se non ero in grado di "liberarmi" dal lavoro per andare in comunità.
  • Avrei dovuto difendere di più e meglio la mia famiglia. Il vivere nella verità del Vangelo, non è il loro vivere nella verità. Avrei dovuto tacere se parlare significava umiliare mio padre, mia madre, la mia famiglia, esporli al giudizio di tutti, ferirli. Quando sei nel turbinio credi che ti attribuiranno del coraggio per un gesto simile, che ti stimeranno e che ti diranno... guarda un pò che coraggio, guarda un pò che fede, ed invece anni dopo capisci che sei stato solo stupido. Stupido ed esibizionista.
  • Non esiste mai il bianco e il nero. Ci sono una miriade di sfumature da cogliere nella vita ed ognuna di queste ti porta a Cristo. Un esempio su tutti. Oggi nella mia vita ci sono due amici carissimi. Lui era sposato, lasciato dalla moglie con tre figli, si è spaccato e si spacca ancora oggi la schiena per non far mancare loro nulla, ha incontrato l'amore, una ragazza con la quale convive e divide la sua vita.

    Io li vivo, e non somigliano per niente a tutto quello che nel cammino li descriverebbe.

    Non voglio aprire un dibattito su cosa la chiesa dica a proposito di convivenza o omosessualità, voglio parlare di me, di come per anni ho pensato, mi hanno indotto a pensare che questa gente sia il demonio e poi di fatto il demonio non è.
  • "Dai frutti vi riconosceranno come miei" o ancora "Guardate come si amano"... slogan solo slogan.

    Persone che divorano le carni di quelli che dovrebbero essere i loro "fratelli", invidie, tradimenti, maldicenze ed ogni forma di nefandezze. Agapi che si trasformavano in veri e propri sparlatoi pubblici... Dio solo sa quanto io debba chiedere perdono (a lui, non ad altri) per il male proferito verso chi mi era accanto.

    Ti dicono, ti fanno credere e mentono a se stessi palesando un amore fraterno che non esiste e alla prima occasione diventi il loro pasto. Mi sono sempre detto che se la comunità creava questo tipo di situazione era forse perchè qualcosa al suo interno era sbagliata.
  • Il perdono. Quante altre porcherie in nome di questo altissimo concetto.

Sono entrato insieme alla mia famiglia in comunità per una crisi coniugale che avevano avuto.
Perdono su perdono, perdoni sprint prima delle tappe, perdoni nei passaggi, perdoni nelle convivenze, perdoni durante le lodi e quasi 20 anni di ferite e ripicche, di rinfacci e di offese.
Oggi alla luce di tutto questo mi chiedo quanto di meno avremmo sofferto, TUTTI, se i miei si fossero lasciati?
Mi potete dire che non sono un buon cristiano a pensare queste cose.
Grazie, lo so da me di non essere un buon cristiano visto che diviene un'impresa per me seguire la messa alla domenica, non ci vado da mesi,ma converrete con me che il dubbio è lecito. Un figlio che per 20 anni ha visto e sentito cose come quelle che ho sentintito e visto io, una domanda del genere poi se la fa.
Ricordo ancora quando chiesi perdono a mio padre per il male che gli avevo fatto "ammazzandolo con tutti i miei giudizi"...poco prima del secondo passaggio solo per lo spauracchio di essere "rimandato indietro".
Non servì a nulla, non fu nulla e mi feci una violenza fuori dal comune, salvo poi dire in comunità che avevo sperimentato l'amore di Dio e scempiaggini simili.
Perchè? Perchè è quello che andava detto, andava fatto. Se vuoi essere parte di un corpo (volutamente corpo con la c minuscola) devi anche indossare la stessa divisa degli altri.
Lo avete mai visto un poliziotto vestito da carabiniere?

Qualche mese fa mio papà ha subito un intervento chirurgico, l'ultimo quasi 20 anni prima.
Durante il primo intervento, decisi per odio nei suoi confronti, di non essere presente in ospedale.
20 anni dopo, Dio mi ha permesso di chiudere un cerchio della mia vita. Dormiva ed io l'ho osservato tutta la notte.
Non lo saprà mai, ma in quel preciso momento, vedendolo in tutta la sua debolezza, l'ho amato profondamente e l'ho perdonato.
Si, l'ho perdonato PER TUTTO IL MALE CHE MI AVEVA FATTO e di colpo mi sono sentito vicino a Cristo in un modo che non so dirvi, lì, in una piccola saletta, di un piccolo ospedale di provincia.

Potrei scrivere davvero tanto altro ma cosi su due piedi non mi viene nulla. Se vi va di chiedere o interagire con me a me farebbe piacere, sempre mantenendo bassi i toni perchè non voglio in alcun modo entrare in contradditorio con nessuno.

Oggi che non sono in comunità mi rendo conto di quanto ancora la mia mente, in alcuni aspetti sia legata a quel modo di pensare, a quei lacci difficili da slegare e a quella forma mentis che è dura a morire.

Il mio rammarico?
Le persone, sempre le persone.
Quelle ferite, quelle alle quali ho fatto male, quelle che avrei dovuto difendere e proteggere meglio e quelle che, mio malgrado, ho perduto.

Iocero
dal profondo Sud
del suo cuore e di questa nazione

giovedì 31 luglio 2014

L'oppressione neocatecumenale fa allontanare i cattolici

Nostra traduzione della lettera di Jerry Yingling a sua eccellenza l'arcivescovo Martin Krebs, nunzio apostolico, a proposito del vescovo neocatecumenale mons. Apuron.
Occorre ribellarsi al neocatecumenalismo, alle sue storture liturgiche e dottrinali, all'«orgoglio e all'arroganza» dei suoi leaders. Il peggior nemico del Cammino è la pubblicazione onesta di ciò che fa, di ciò che celebra, di ciò che va insegnando.


Mons.Apuron, arcivescovo di Guam
Da protestante mi sono convertito alla nostra amata Chiesa Cattolica, qui in Guam, grazie alla guida di don James Benavente (oggi mons. Benavente).

Ho tentato di ignorare l'arroganza e la tracotanza dell'arcivescovo Apuron contro i fedeli e i sacerdoti che non sono neocatecumenali.

Io e molti altri siamo convinti che l'arcivescovo stia sistematicamente rimuovendo i nostri sacerdoti che non appartengono al Cammino Neocatecumenale, e che la Chiesa venga perciò divisa, lasciando quelli tra noi (della categoria "non neocatecumenali") senza guide - e senza quei sacerdoti che desideriamo che ci guidino nella nostra fede.

Infatti l'oppressione da parte dell'arcivescovo Apuron e il suo seminare divisioni è esattamente ciò che portò i miei avi lontano dalla vera Chiesa 500 anni fa.

La prego di investigare sulla nostra diocesi e sul licenziamento di mons. James Benavente, oltre che sugli sforzi del nostro arcivescovo proteso a trasformare l'arcidiocesi in un covo neocatecumenale e un posto misero per chi non fa il Cammino.

Nel più profondo rispetto e con le più sincere preghiere di intercessione,

Gerald Yingling -- Tamuning, Guam
29 luglio 2014

martedì 29 luglio 2014

Come funzionano le missioni neocatecumenali

La sagra delle chitarrelle kikiane:
cioè "nueva evangelizzazione"
Io ho avuto modo di andare a visitare le famiglie in Missio ad Gentes a Chemnitz, nell'ex Germania Comunista.

Qui ci sono addirittura due nuclei, cioè due Missio ad Gentes neocatecumenali, sempre nella stessa città, ciascuna con 3 famiglie di diverse nazionalità (spagnoli, italiani, austriaci, tedeschi...), un presbitero e un paio di signore che fanno servizio (serve). Ai fini della "missione", hanno comprato due case (una per "missio"), le hanno completamente ristrutturate in stile NC (moquette blu, sedie in plexiglass, pareti bianche "rugose", affreschi kikiani, ecc...) e vi hanno assegnato un nome di un santo (una mi sembra si chiami Santa Maria di Loreto).

In queste "neo-parrocchie" (mi sembra un nome appropriato) si svolgono le celebrazioni della comunità (costituita appunto dalle tre famiglie), e gli incontri a cui vengono invitati i neo-adepti.

C'è anche una vera parrocchia, che però viene usata solamente quando il numero di presenti alla celebrazione richiede un grande ambiente. Qualche anno fa poi il Vescovo non ne volle più sapere delle missioni, per cui si chiedevano preghiere perché cambiasse idea. Cosa che poi avvenne, non so in che modo (ma in una diocesi dove i cattolici rappresentano il 10% della popolazione, e in una chiesa come quella tedesca che riceve fondi dallo Stato in base al numero di cattolici, e conoscendo il modus operandi del CN, si può immaginare cosa sia accaduto...).

Spettacolino kikiano in piazza:
cioè una saletta neocatecumenale
all'aria aperta
Nonostante questa missione ci fosse da diversi anni, non si riusciva a formare una comunità. Quel che ci hanno raccontato è proprio che le pochissime persone che sono riuscite ad avvicinare sono per lo più amici dei figli, impressionati da queste 6 famiglie numerosissime (8-13 figli) e rumorose e apparentemente gioiose (per di più in una città triste e grigia come Chemnitz...). Nonostante questa apparente felicità, non mancano i dolori. Ad esempio, qualche anno fa un figlio di una famiglia spagnola era scappato di casa, perché si ribellava a quella situazione in cui era stato forzato. Poverino, era considerato la pecora nera...

Le famiglie vivono in stretto contatto, tanto che già ci sono stati svariati matrimoni tra alcuni dei figli. Al fine di aggiungere "sangue fresco" alle missioni (tra qualche anno rischiano di sposarsi tra cugini), ed anche di allargare il numero dei "missionari", Kiko si è inventato negli ultimi anni di "consegnare" il rosario a giovani NC, al fine di pregare per quelli che stanno in missione, e instaurare un legame inizialmente spirituale, ma che poi si tramuterà in qualcosa di più. Ogni anno infatti Kiko manda questi giovani a visitare le famiglie in missione, con la speranza che trovino l'anima gemella.

(da: Sebastian)

sabato 26 luglio 2014

Marketing religioso neocatecumenale: gli slogan

Il carisma delle bocche urlanti
Troppo spesso i catecumeni ripetono sempre le stesse cose, per convincere altra gente ad entrare nelle comunità, vista come unica salvezza.

Queste sono frasi classiche per attirare adepti (marketing religioso):
  1. Io e mia moglie stavamo per separarci, poi abbiamo conosciuto il cammino e il nostro matrimonio si è salvato.
  2. Ero un drogato, il cammino mi ha salvato.
  3. La mia vita era distrutta, poi ho conosciuto il cammino.
  4. Non avevo soldi per sposarmi, poi ho conosciuto il cammino e i soldi sono arrivati, e ho fatto anche un bel viaggio di nozze.
  5. Non avevo lavoro, poi sono entrato nel cammino e sono stato assunto alle Poste.
  6. Ero asociale, poi ho conosciuto il cammino e mi hanno fatto credere di essere importante, con qualche falso sorriso.
  7. Odiavo tutti, ora amo tutti, grazie al cammino.
Chi fa parte del cammino , non è certo meno ipocrita o falso di tutti noi, lo è di più!
(da: Uomo Libero)

martedì 22 luglio 2014

Cento Piazze, Mille Bugie

Testimonianza relativa al periodo delle "100 piazze neocatecumenali" di pochi mesi fa.




In questi giorni in alcuni luoghi pubblici della nostra città abbiamo dovuto assistere al ripetersi di una rappresentazione “teatrale” nella quale i neocatecumeni, tra clamore e tanto rumore, impongono una propria liturgia gridata, piena di tante frasi fatte e parecchie menzogne.

In una specie di gara interna, proclamano come Gesù li ha salvati nelle precarietà (quali poi??? Veramente pochi non lavorano, non hanno stipendi fissi, statali etc..) e i "miracoli" (del tipo non ho divorziato...non ho abortito … beh, non mi sembra qualcosa di miracoloso per un cattolico).

Poi tutti ti sbattono in faccia la loro apertura alla vita (che per questi personaggi significa compiere atti matrimoniali solo per scopi procreativi e senza impedimenti) e i loro numerosi figli“ho quattro, cinque sette figli uno in cielo! …” quali medaglie che indicano il prestigio che i neocatecumenali hanno all’interno del loro gruppo.

Nulla conta su cosa dica la Chiesa sulla paternità responsabile, sull’educazione dei figli etc …. La famiglia DEVE essere numerosa, non importa poi come crescano i bambini, altrimenti non puoi attestarti in cima alla classifica del perfetto neocatecumeno. E se per caso la famiglia è solo normale (2-3 figli) devi comunque gridare qualche frase ad effetto sulla tua apertura alla vita… anche se non è la verità!

E se lavori, se provieni da famiglie benestanti, devi gridare che Dio ha provveduto nella precarietà!

Sono stato vicino al movimento di Kiko e conosco, anche in modo sufficientemente approfondito, le storie VERE di alcuni di loro. Cosa tra l’altro non difficile in una piccola città come la nostra Viterbo. Mi è apparso piuttosto curioso che il membro di una famiglia nota nella Curia proclami pubblicamente frasi del tipo “grazie a Gesù siamo aperti alla vita… grazie a Gesù non abbiamo abortito”. Curioso in quanto è piuttosto risaputo, soprattutto nell’ambiente sanitario, che nonostante si voglia gridare pubblicamente al miracolo per l’apertura alla vita, il soggetto vestito da predicatore per l’occasione fa uso di precauzioni. Nel lavoro infatti la moglie dichiara di non volersi trasformare in una fabbrica di bambini o in femmina di coniglio.

Oppure lo stesso proclami la propria precarietà anche se si proviene da famiglie benestanti, anche grazie a speculazioni, raccomandazioni, senza tanto riguardo per l’onestà che dovrebbe avere un cristiano. Senza aggiungere l’avidità con la quale gli stessi soggetti, cristiani da primo banco inseguono lavori, tramite aiutini e falsità varie, ma lavorando rigorosamente e pubblicamente la domenica (giusto per mantenere un tenore di vita tutt'altro che precario!!!) con buona pace del “giorno del Signore”.

Insomma si tratta di una doppia morale, di chi è cristiano e NEOCATECUMENALE nel gran segreto, ma che comunque non può fare a meno di ostentare la sua vicinanza al clero che conta (incluso il Papa Benedetto XVI), snob griffati, amici dei potenti per i quali la domenica è “il giorno del guadagnano” e si riunisce solo per osannare i prelati e per favorirsi l’un l’altro a scapito di chi merita.

Tutto condito di proclami falsi… 1000 bugie nelle cento piazze!

Quanti teatrini dobbiamo ascoltare!!
(da: Giuseppe)

Fate largo! arrivano i neocatecumenali!

venerdì 18 luglio 2014

Una risposta all'arroganza e alla supponenza dei cosiddetti "catechisti" del Cammino

Ho avuto un'esperienza di circa 10 anni nel Cammino Neocatecumenale (sono pure stato per un periodo il responsabile) dal quale sono poi uscito e solo in quel momento ho visto il cumulo di macerie alle quali era ridotta la mia vita. Mia moglie invece è rimasta e da li è cominciato il nostro allontanamento che è sfociato anni dopo in una separazione.

Ai neocatecumenali che hanno finito il Cammino
è concesso l'onore della vestina bianca griffata da Kiko.
Sono anziani: infatti il Cammino dura più di 30 anni...
Quando sono uscito ero arrivato alla tappa neocatecumenale della "redditio", la moglie invece è arrivata in fondo e in occasione dell'annuncio del viaggio di nozze (così lo chiamano) col Signore a Gerusalemme [che si fa alla fine del Cammino], sono stato invitato e interpellato anche io che ormai ero a casa già da tempo. Non ho perso l'occasione per leggere ai Super Catechisti questo scritto che allego qui sotto.

A occhi bassi hanno ascoltato e borbottando qualcosa, uno mi ha pure chiesto scusa ma ormai avevo osato sfidarli e ho perso la stima della moglie e del resto delle persone che conoscevo che infatti dopo quell'episodio non si sono più fatte vive.

Sono passati tanti anni e l'ho superata ma è stata durissima come uscire da una dipendenza o da una malattia invalidante. Se anche avrò salvato uno solo da questa sofferenza, la mia non sarà stata vana.
Allego qui sotto il testo che ho letto quella sera ai catechisti.
(da: Roberto)


Sento gente che festeggia, sento canti di vittoria, la meta tanto agognata è raggiunta, si celebra un "matrimonio", ci sono le partecipazioni, c’è il banchetto e il viaggio di nozze al quale per qualche motivo che francamente mi sfugge sono stato invitato anche io.

Mi piace ricordare però che “gli eletti” sono solo uno sparuto gruppo fra quelli che sono partiti che valuto circa dieci volte tanto numerosi e che per i motivi più disparati non ce l’hanno fatta.

«Gli "eletti" sono solo uno sparuto gruppo
fra quelli che sono partiti...»
Fra i motivi più evidenti spicca senza timore di smentita l’arroganza e la supponenza di voi catechisti del Cammino che hanno costituito per i più un ostacolo insormontabile. Avete presentato al Vescovo con il sorriso sulle labbra e con vaga espressione di vittoria questo gruppo quale segno tangibile e concreto dell’opera di Dio passata attraverso la vostra predicazione. Non una parola però sui tanti che hanno costituito il puntello, la scala sulla quale arrampicarsi perché questo fosse possibile.

Penso all’esercito di baby sitter e a tutti quelli che hanno perso il loro sonno, penso alle famiglie che non hanno mai capito (compreso i miei genitori) perché da venti anni o più non si festeggia una Pasqua conviviale con un pranzo o nel migliore dei casi lo si fa con gente insonnolita che le cose importanti già le ha fatte, penso ai figli lasciati alla meglio da chiunque se ne volesse prendere cura per seguire l’unica cosa che davvero conta, penso ai mariti che sono rimasti svegli nel buio e nel silenzio fin quando sentivano girare la chiave nella porta, penso alle centinaia di domeniche e alle decine di fine settimana passati in solitudine.

Quando varcherete con canti di gioia la porta della maestosa Domus Galileae pensate per un istante anche a loro che forse sono i veri artefici di tutto questo, ma i loro nomi non sono fra quelli degli eletti. Mi piace pensare però che i loro nomi siano in qualche altro libro infinitamente più importante di una pagina aggiunta da mani d’uomo. Il loro rito consiste solo nel vedervi partire e attendere il vostro ritorno. Tutto qua niente bianche vesti, niente Vescovo, niente "matrimonio". E niente viaggio di nozze.

So che mi sto muovendo su un campo minato e so anche che la maggior parte di voi per non dire tutti non condividerà nemmeno in minima parte e avverserà con decisione quello che sto dicendo e non potrebbe essere altrimenti, però forse, fuori da qui fra quelli che –non capiscono- la cosa è chiara e lampante nella sua semplicità.

Faccio un piccolo sforzo per ricordare brevemente fatti e accaduti ormai in un tempo lontano che sono ormai sepolti nella memoria ma che hanno comunque lasciato in me una traccia ben evidente.
All’inizio mi sono fidato, sì forse non ciecamente ma mi sono fidato poi ho cominciato ad avere qualche dubbio che si è insinuato in me sempre più profondamente.

Nel Cammino, quando si parla di dubbio la mente corre subito al demonio che tenta sempre di estirpare quello che Dio ha seminato, questo è un automatismo dal quale più di altri ho fatto fatica a liberarmi. Il dubbio è male? E’ sempre frutto del demonio? E’ frutto del demonio o mio preciso dovere vigilare quale responsabile mio e della mia famiglia sul fatto che la direzione spirituale e le scelte strutturali (danaro, figli, sessualità) siano affidati a mani in grado di convertire e non a talvolta improvvisati esegeti con il sottile piacere della riverenza? E’ male quando un capofamiglia fa qualche verifica sulla credibilità di chi filtra o per meglio dire “interpreta” la parola di Dio chiedendo obbedienza praticamente cieca? Se salgo sulla macchina di qualcun altro cerco di assicurarmi che abbia la patente, che sappia più o meno guidare e che non abbia bevuto. Se poi sulla macchina sale la mia famiglia i controlli saranno più attenti e rigorosi. Qualche verifica l’ho fatta e i risultati non li commento ma mi limito solo a riportarli.

Durante lo scrutinio per la tappa della "traditio" vengo riconosciuto "inadeguato" a testimoniare la mia fede nelle case e volente o nolente accetto di rimandare la cosa a tempi migliori. Aspetto un anno circa e non succede nulla ma una sera a sorpresa e senza ulteriori verifiche partecipiamo al rito per l'invio e da quel giorno sono stato riconosciuto "abile" alla testimonianza. Ora chiedo: c'è un minimo di logica in tutto ciò? non avrei dovuto essere nuovamente verificato per valutare una eventuale crescita al fine di proteggere e salvaguardare quelle persone che abbiamo poi effettivamente incontrato?

Non mi sia adduca la scusa che la mia vita è nelle mani di Cristo e non certo di voi "catechisti" ma è pur ragionevole pensare che la Parola viene da voi filtrata e talvolta interpretata. Non mi si dica per favore che gli uomini sbagliano e che voi non fate eccezione, questo lo so già. Di questo passo però si legittimano le teorie più bizzarre costruendo su interpretazioni fantasiose e funzionali allo scopo già prefissato.

Varrebbe la pena spendere una parola sulla famosa “cacciata da XXXXX” che si è svolta in un contesto davvero singolare. “SE SIAMO QUI IL SIGNORE LO VUOLE, LUI DIFENDE LE COSE SUE” è stato detto un milione di volte. Poi di fronte alla volontà del parroco e del Vescovo che avalla una sua decisione, questo non è stato più detto e magicamente la volontà del Signore si è trasformata in quella di... continuare il Cammino da un’altra parte. Forse la conversione di questi fratelli passava proprio nell’abbassare la testa davanti alla parrocchia sghignazzante e mettersi umilmente a spazzare la chiesa agli ordini del Don XXXXX di turno. Invece con sprezzo e alterigia la comunità si è trasferita in blocco, alcuni non ci hanno messo piede per anni e forse qualcuno non l’ha ancora fatto. A nessuno è stata data la possibilità di scegliere perché questa ipotesi non è stata nemmeno presa in considerazione. Altri hanno deciso cosa era bene per voi.

Dopo il "matrimonio" a Gerusalemme,
i "cristiani adulti secondo Kiko" guadagnano i primi posti
Mi vengono in mente gli interrogatori incalzanti e sofferti ai quali ognuno si è sottoposto e durante uno di questi a XXXXX che parlava da venti minuti della sua lacerante sofferenza per la vedovanza è stato chiesto “cosa ne pensasse il marito” di tutto ciò. Ce ne sarebbero molti altri dei quali taccio.

Mi chiedo se voi catechisti, oltre alla sottile soddisfazione di aver traghettato questi fratelli ad un traguardo così importante, sentiate la responsabilità di tutti coloro che non hanno potuto essere qui per la vostra arroganza ed è anche e soprattutto di loro che vi verrà chiesto conto. Qualcuno fra loro magari è talmente ribellato che forse è addirittura uscito dalla chiesa, e di averlo scandalizzato dovrete dare spiegazione.

Per quanto cosa pensiate di me non mi interessi, sarà facile dedurre che secondo voi covo un rancore livoroso e che ho afferrato la mia occasione per dire quello che penso ma siete ancora una volta fuori strada. Sì, ho un carattere agitato, fa parte del mio DNA, non posso cambiare questo ma mi piace pensare che quando sarò chiamato a rendere conto dei miei talenti potrò dire che li ho usati. Talvolta ho rischiato e vinto, altre volte non è andata bene ma i talenti li ho usati e li uso senza delegare nessuno e meno che mai persone dalle quali ho avuto ampie dimostrazioni di inaffidabilità.

Come avevo già avuto modo di dire non parteciperò al viaggio in Israele perché similmente all’ultimo viaggio a Loreto al quale ho partecipato unicamente per fare un piacere alla moglie, mi sentirei un estraneo e fuori posto per tutto il tempo. Naturalmente lei è sempre stata, e a maggior ragione lo sarà adesso, libera di partecipare a tutte le iniziative che ritiene costruttive per la sua edificazione spirituale dovunque e per tutto il tempo che riterrà necessario, cosa questa che auguro di tutto cuore e sul serio anche a voi.

martedì 15 luglio 2014

Kiko avvisato, mezzo salvato...

Mercoledì scorso (9 luglio 2014) papa Francesco ha ricevuto in udienza privata Kiko Argüello.

Il Papa sopporta Kiko (1° febbraio 2014)
Da fonti neocat e da fonti vaticane, il Papa con l'accoglienza che gli è propria, ma con altrettanta fermezza, ha chiesto a Kiko di obbedire alla norme della Chiesa e soprattutto di essere "trasparente".

Gli ha fatto presente che sono molti i vescovi che sono intenzionati a chiudere il Cammino nelle loro diocesi per seri problemi di comunione e di obbedienza (soprattutto da parte di preti).


(da: Sarah)