venerdì 28 novembre 2014

"Non fatela santa solo perché sta morendo"

Apprendiamo da messaggi su Facebook che Carmen Hernàndez, "iniziatrice" (co-fondatrice) del Cammino Neocatecumenale, è in condizioni di salute particolarmente difficili e che potrebbe presto presentarsi al giudizio del Creatore.

Un messaggio sul blog che vale la pena condividere:
per il bene dell'anima di carmen ... speriamo che in punto di morte si converta alla vera fede cattolica rinnegando gli errori che ha insegnato insieme a kiko x una vita intera....altrimenti altro che 'cielo'!!!!!

non fatela santa solo perchè sta morendo!!!!
Soltanto Dio può conoscere cosa ha avuto in cuore Carmen lungo tutta la sua vita. Ma questo non significa che dobbiamo fare a gara ad applicare il galateo del buonismo solo a causa del suo stato di salute e del probabile imminente trapasso.

Infatti siamo seriamente preoccupati per la sorte della sua anima perché lei è stata complice nell'insegnare gli errori e gli strafalcioni che fondano il Cammino Neocatecumenale. Errori e strafalcioni fin troppo documentati, al punto che per difenderli non ci sono altri metodi oltre ad inganni e menzogne. Errori e strafalcioni che hanno avuto conseguenze drammatiche per tantissime anime, sia dal punto di vista spirituale che materiale: infatti da una fede inquinata non possono non nascere ingiustizie, oppressioni, sofferenze. C'è un vero popolo di ex-neocatecumenali il cui dolore è noto non solo a Dio, ma anche a coloro che non hanno una conoscenza superficiale del Cammino.

Il Signore concede a tutti la possibilità di ravvedersi, fino all'ultimo respiro della vita terrena. Possibilità troppe volte sprecata e deliberatamente ignorata. Solo i santi, a furia di calpestare per una vita intera il proprio orgoglio e i propri errori, possono affrontare la propria morte con lieto timor di Dio piuttosto che con la sacrosanta paura di dannarsi o addirittura con la tragica spavalderia ostentata da chi autonomamente stabilisce di aver vissuto "bene" (come il fariseo al Tempio).

Di fronte al Signore non si può mica obiettare: "abbiamo lo Statuto! siamo approvati! i papi ci lodano! i cardinali ci applaudono! abbiamo cento seminari! paghiamo la decima! ubbidiamo ai catechisti! facciamo l'ambientale!..."

mercoledì 26 novembre 2014

"Suonava la chitarra col pane consacrato in mano"

Ero arrivata al punto di non sopportare l'Eucarestia neocat. Continuavo a frequentare la liturgia della Parola, ma non riuscivo più ad andare al sabato sera. Fin la Messa più sciatta in una qualsiasi parrocchia mi attirava di più.

Non si può descrivere la povertà spirituale, la piattezza, la sciatteria dei partecipanti delle liturgie del Cammino Neocatecumenale. Qualche volta, se mi invitano e devo partecipare, ritrovo lo stesso senso di estraneità tra me e quello che la liturgia dovrebbe offrirmi.

Praticamente ho fatto un cammino alla rovescia, all'inizio ero convinta di vivere celebrazioni intense e più spirituali solo perchè c'era molta partecipazione emozionale.

Poi, una volta scoperto che Dio sta nella brezza leggera di Elia, e non nella prolissità e confusione rumorosa dei neocat, ho cominciato ad amare la partecipazione silenziosa ai vari momenti della Messa, la libertà dell'incontro personale con il Signore senza mediazioni umane di ammonizioni vuote e noiose, come se Dio avesse bisogno di essere introdotto dalle molte chiacchiere nelle ammonizioni/ambientali.

Papà, dai, a che aspetti? Mangia!
La distribuzione neocatecumenale dell'Eucarestia mi mette in difficoltà, soprattutto l'alzarsi e subito sedersi, il sistemarsi il vestito mentre ci si siede, sempre con il Corpo di Cristo sulla mano...

Poi c'è la schizofrenia dei canti per cui al calice deve salire il livello emozionale e si canta urlando e battendo le mani.

E' una cerimonia che ha molto di pagano, serve a esaltare, ad eccitare il sistema nervoso. Forse è meglio andare in discoteca....
(da: Michela)


Condivido dal profondo del cuore ciò che dice Michela. L'eucaristia secondo il 'rito neocatecumenale' non lascia spazio per il rapporto personale con Cristo e per l'adorazione, circondata com'è dal baccano e dalla confusione piena di emotività.

Frammenti di Eucarestia
reperiti nell'aspirapolvere
dopo una celebrazione neocat
Non mi è mai piaciuto che i frammenti del pane azzimo venissero con trascuratezza fatti cadere.

Ricordo addirittura che il mio capo-responsabile, per la frenesia di fare un canto subentrando ad altri cantori, suonava la chitarra con il pane consacrato in mano. Più di una volta me lo facevo dare e lo tenevo per lui.

Sia ben chiaro, non faccio nessun giudizio su chi partecipa all'eucaristia neocatecumenale, ma dal momento che sono proprio loro a voler dare tanta importanza ai 'segni'...ebbene, il trattare il Pane consacrato con tanta irriverenza e trascuratezza porta a mettere in dubbio, nei segni concreti e nei fatti, la reale presenza di Gesù.

Liturgia neocatecumenale:
notate la faccia del suonatore di bongo
e dei cristiani "adulti" nella fede...
Dàgli oggi, dàgli il prossimo sabato...la concezione protestante della presenza solo spirituale o del significato simbolico della comunione, diventa una realtà.

Vi siete mai chiesti perché è così importante per Kiko che rimaniate seduti? Guardando queste foto si capisce perché e dove in realtà voglia arrivare.
(da: Valentina)

lunedì 24 novembre 2014

L'impegno di un laico contro l'eresia neocatecumenale

Fate largo! arrivano i kikos!
A proposito del Cammino Neocatecumenale, Marco ci scrive:

Speravo in tutti quegli anni di sbagliarmi, volevo credere che le cose fossero fatte per il bene della Chiesa... mi sono sbagliato, in compenso sto riuscendo a non far fare altre "catechesi" neocatecumenali, sia nella mia parrocchia che in altre dove i cosiddetti "catechisti" si presentano come angeli inviati dalla Chiesa ma quando mi presento ai primi due incontri dove metto in guardia le persone che vengono invitate all'ascolto delle "catechesi" di Kiko, e svergogno gli autonominati "angeli", la gente lascia la sala e non torna, intanto sto preparando un vademecum per i sacerdoti che potrebbero essere visitati da catechisti che vogliono insediare la chiesa di Kiko, in questo modo sapranno che per quei cosiddetti "catechisti" il sacerdote che non fa il cammino equivale a un optional.



Una risposta data da Marco ad un neocatecumenale sotto mentite spoglie:

Quando affermi che il cammino segue la VERA Chiesa di Cristo ti metti un gradino sopra gli altri come fanno tutti i neocatecumenali. Quando andai alle cosiddette "catechesi" neocatecumenali la prima volta, la mia fidanzata ne restò entusiata e piacevolmente colpita, per lei era tutto nuovo, e il fatto che fosse presente il parroco dava al tutto una parvenza di verità sembrava che i cosiddetti "catechisti" NC fossero lì su invito del parroco.

E questa sarebbe... liturgia?
Io dall'età di 14 anni ero vissuto all'ombra del campanile; all'epoca ne avevo 28. Quando un mio fratello mi invitò a questi incontri, la prima impressione dei cosiddetti "catechisti" del Cammino fu che erano delle persone spocchiose, piene di sé, che guardavano il nostro parroco come una nullità ignorante, e che loro portavano la verità.

Vidi come presentando le "catechesi" evitavano il confronto con domande scomode, arrivavano sempre con qualche minuto di ritardo in modo da trovarci già tutti dentro la sala e al termine scappavano come avessero il fuoco al sedere. Solo durante la prima agape potei fare le mie domande ma con nessuna risposta - solo ridolini e frasi tipo fìdati del Signore avrai le risposte più avanti, tu sei come un bambino adesso devi bere il latte più in là mangerai i panini perchè adesso non hai i denti...

Il fatto è che io non ho mai anelato a un nuovo battesimo, quello che ho ricevuto è sacro e inviolabile come la mia cresima che ha confermato quel battesimo. Ho sempre visto il CNC come un nemico della Chiesa e ci sono stato dentro proprio perché un nemico lo combatti meglio standogli di fianco e conoscendolo. Ti ricordo che nel cammino dicono sempre che i neocatecumenali non possono interpretare le sacre Scritture, che è solo della Chiesa il diritto di farlo, mentre Kiko è il primo che non solo interpreta ma lo fa seguendo le ideologie di persone che contrastavano la Chiesa e la fede.

Tutti i cosiddetti "catechsti" neocat interpretano le letture della liturgia, e al pari di Kiko non sono mai in sintonia con l'interpretazione della Chiesa. Liturgicamente poi è ancora peggio, per la chiesa l'Eucarestia è il sacrificio di Cristo, per i NC è una sorta di festa con ballo finale. Simboli come i candelabri a 9 braccia non fanno parte della chiesa. Oppure vogliamo andare a prendere qualche tipica affermazione di Kiko? Per esempio: riguardo il tabernacolo Kiko disse che se Cristo voleva stare in un tabernacolo sarebbe morto dentro una roccia, ed è per quello che nelle chiese ditette da neocatecumenali non c'è il tabernacolo con il Santissimo all'interno, lo mettono più lontano possibile, più nascosto possibile, lo toglierebbero completamente se fosse per loro!... Non parliamo poi dell'ILLUMINAZIONE KIKIANA: Kiko ha ideato il "tabernacolo a due piazze" (per mettere dentro contemporaneamente Bibbia e Corpo di Cristo), da far obbligatoriamente installare nelle chiese neocatecumenalizzate, al costo di 15.000 euro!

Autoritratto di Kiko Argüello
su cui i neocat devono pregare
Un giorno ti "sveglierai" anche tu, sperando che il lavaggio del cervello non sia ormai a livello talmente alto da impedirne il salvataggio. Tu sei nella categoria "ignoranti", nel senso che ignori quelle che sono le direttive della Chiesa, come ignori il fatto che Kiko muove un business tenuto su dalle comunità per suo arricchimento. Ti do un esempio: 12mila euro per dei fogli di carton gesso con disegni di Kiko realizati da pittori gratuitamente, costo effettivo 2000 euro (parlo di pittura su cartongesso, comprese le altre spese vive di chi ci ha lavorato esageriamo e mettiamo altri 4000 euro)... e il resto dei 12.000, ovviamente, è andato a Kiko.

E poi tutti gli orpelli e arredi delle liturgie di ogni comunità sono spese di svariate migliaia di euro... croci a stilo, coppe, piatti, leggii, copri leggii, tovaglie, icone (per ogni convivenza regionale le icone sono dai 6 agli 8 metri, per due), le icone per le liturgie, senza contare copri bibbie, portachiavi, strumenti firmati Kiko con disegni di Kiko, ecc. ecc.

Tu ignori cosa dicono le Scritture perché non conosci quello che dice la Chiesa: tu sai solo quello che dice Kiko. Siccome ti reputi molto sveglio, prendi la lettura di Zaccheo, rileggiti quello che dice Kiko di questa lettura, poi vai da un parroco non del Cammino e fattela spiegare. Così forse capirai quello che ti sto dicendo. Oppure quella del sicomoro. Appena hai fatto questa piccola ricerca portami le tue impressioni.

sabato 22 novembre 2014

Questionario: sei in un cammino o in un culto?

Il termine americano "cult" indica ciò che in italiano chiamiamo "setta", ma con contorni religiosi. In questa pagina tradurremo letteralmente con "culto".

Lo scopo del Questionario qui sotto è di risvegliare le coscienze e di far notare come il Cammino Neocatecumenale porti i fratelli di comunità sempre più lontano dalla Chiesa cattolica.


Il Tripode neocatecumenale
Questo Questionario, elaborato da esperti (anche psicologi e sociologi) in materia, permette di evidenziare le "caratteristiche comuni" a tutti i culti con effetti negativi sul comportamento, sulla libertà e sulla psicologia della persona.

Non intende circoscriversi, badate bene, ad un unico gruppo, né intende riferirsi alla religione in quanto tale, anzi, al contrario questo Questionario intende proprio salvaguardare la religione stessa da quei gruppi che al suo interno ne stravolgono sovente i veri fini e l'autentico insegnamento, tutelandone la serietà.

Infatti, questo Questionario non è applicabile ai cosiddetti "monasteri o comunità religiose" specialmente secolari, nelle quali è implicito che esista una certa disciplina, detta Regola, accettata liberamente come stile di vita comune insieme e dove il concetto di famiglia non si sviluppa con dei bambini da crescere, ma tra persone adulte il cui libero arbitrio si autoregola ed alimenta proprio attraverso la Regola e le Costituzioni già collaudate nel tempo, approvate dalla Gerarchia Cattolica, rese pubbliche e quindi a conoscenza di chiunque.

In sostanza queste domande e risposte faranno luce sul gruppo laicale a cui appartenete, indipendentemente dalla religione, ossia, non si vuole giudicare alcuna religione che tale si rispetti con questo termine, ma sondare il terreno su dove vi trovate.

Rispondete sinceramente e francamente alle domande: non avete motivo di sentirvi in colpa a farlo perché queste domande possono aiutarvi a capire chi siete, quanta padronanza avete del vostro libero arbitrio e come stare meglio, ma è importante rispondere con tutta onestà con un si o con un no evitando ogni tipo di giustificazione.

1. Nel tuo gruppo vengono scoraggiati i dubbi, le critiche o le idee che non sono in sintonia con il sistema di elaborazione al suo interno?

2. Tendi a razionalizzare (o a giustificare) tutto ciò che viene fatto dal tuo gruppo, anche quando sei consapevole che questo va contro il tuo "sesto senso" di ciò che è giusto e sbagliato?

3. Ti senti spesso esausto per la lunghezza delle attività, incontri e progetti del gruppo?

4. Il tuo gruppo utilizza un linguaggio speciale, ricco di neologismi e di termini generalmente incomprensibili agli esterni?

5. I dubbi esposti vengono considerati una mancanza di fede, di consacrazione, di impegno o quale mancanza di lealtà verso il gruppo? In sostanza: i tuoi pensieri (naturalmente non contrari alla retta fede, ma non in linea con la programmazione del gruppo) sono diventati qualcosa da combattere/reprimere/condannare?

6. Riesci a vivere il culto al di fuori della programmazione del gruppo, ossia: preghi di tua spontanea volontà o solo quando è previsto dal programma del gruppo?

Preghi di tua spontanea volontà o solo quando
è previsto dal programma del gruppo?
7. Ti ritrovi spesso a fare sempre più cose nel gruppo che non avresti fatto di tua iniziativa?

8. Il tuo gruppo umilia o critica pubblicamente i suoi membri?

9. Il tuo gruppo possiede un sistema di punizioni o di premi per il comportamento dei suoi membri?

10. Il tuo gruppo ritiene ossessivamente di essere perseguitato da altri gruppi o da persone che hanno altre convinzioni?

11. La prospettiva di abbandonare il tuo gruppo ti spaventa o ti sembra molto difficile da attuare?

12. Senti il bisogno, qualche volta e in crescendo, di lasciare di nascosto il tuo gruppo?

13. Ti è stato detto (o pensi) che se abbandoni il gruppo ti accadrà sicuramente qualcosa di brutto?

14. Il tuo gruppo filtra l'informazione e le comunicazione esterne? Ritiene di essere "il solo" ad avere la soluzione a tutti i tuoi problemi?

15. Le idee o il sistema di credenze del leader viene considerato al di sopra di ogni critica, ritenuto di carattere sacro o intoccabile?

16. Segui un particolare individuo, del tuo gruppo, che esige ubbidienza e lealtà cieca ed assoluta?
 
Segui un particolare individuo
che esige ubbidienza assoluta?
17. I membri del tuo gruppo si considerano particolarmente eletti, superiori o un'élite esclusiva?

18. Senti il bisogno di salvare o convertire altri al tuo sistema di gruppo e metodo?

19. Il tuo gruppo mantiene la segretezza verso gli estranei sulle sue opere, insegnamenti, attività o credenze?

20. Il tuo gruppo associa la purezza e la bontà all'essere membri del gruppo, e l'impurità o il male a coloro che si pongono al di fuori del gruppo?

21. Poni la missione o le attività del tuo gruppo al di sopra dei tuoi obiettivi ed ideali personali? Gli interessi del gruppo hanno la precedenza sui tuoi interessi?

22. Ti scopri a ragionare in termini di noi-loro, noi-contro gli altri esterni al gruppo?

Il tuo gruppo usa svelare confessioni
private nelle testimonianze pubbliche?
23. Vedi sempre meno i membri della tua famiglia ed amici che non appartengono al tuo gruppo o che non accettano di condividerlo?

24. Da che sei entrato nel gruppo i tuoi rapporti con parenti e familiari che non ne fanno parte sono radicalmente cambiati?

25. Se sei coniugato/a il tuo coniuge è stato spinto in qualche modo ad entrare nel gruppo?

26. Esiste fra i coniugi la libertà di non aderire al gruppo? se è sì, l'armonia familiare ne risente? I figli sono lasciati liberi di scegliere?

27. Il tuo gruppo usa frequentemente per le testimonianze pubbliche svelare confessioni private per rafforzare la missione o gli obiettivi privati del gruppo?

28. La comunicazione (le amicizie) all'interno e dall'esterno del tuo gruppo viene controllata o censurata in qualche maniera?

29. Il tuo gruppo critica, emargina, abbandona o disprezza gli individui che decidono di abbandonare il gruppo?

30. Le confessioni, i difetti o le debolezze dei singoli vengono usate pubblicamente nel gruppo come monito disciplinare?

Avverti una pressione a dare una parte dei tuoi guadagni al gruppo?
31. I membri, quando devono fare scelte di vita personali, cercano forse di avere prima il permesso o l'approvazione dei leader del gruppo? In questo caso in vista anche di un fidanzamento o matrimonio vi sentite pilotati dal gruppo a riguardo della scelta del partner?

32. Avverti una forte pressione a partecipare sempre agli incontri, adunanze, lezioni e seminari del gruppo e ti senti colpevole se non vi partecipi?

33. Avverti una pressione a dare una parte dei tuoi guadagni al gruppo o di spendere denaro in corsi, libri o progetti speciali?

34. I bisogni finanziari del gruppo vengono ritenuti più importanti del tuo proprio benessere economico, anche a riguardo delle necessità dei figli?

35. Il tuo gruppo opera discriminazioni contro qualcuno per quanto riguarda la diversità, o altri gruppi legati alla fede ma non del tuo giro?

36. Il tuo gruppo possiede una struttura totalitaria, ossia: uno stretto controllo gerarchico a causa del quale i membri non possono avere iniziative?

37. Ti domandi a volte se ti sei lasciato coinvolgere in un gruppo restrittivo?

38. Hai una bassa o scarsa stima di te stesso, ossia: avverti una perdita di identità perché l'hai fusa con il gruppo?

Avverti un senso di supina incensazione verso il gruppo
o verso coloro che ne detengono la leadership?
39. Hai difficoltà a prendere delle semplici decisioni e fare delle scelte importanti anche quelle che riguardano il concepimento dei figli? In sostanza questa domanda vi chiede se siete controllati dal gruppo a riguardo dei numeri dei figli imposti; se siete costretti ad abortire, ma anche se siete costretti a farne secondo la volontà del gruppo. Ricordati che ogni gravidanza è un dono e non una imposizione.

40. Ti senti spesso ansioso/a, depresso, inquieto o nervoso?

41. Ti senti isolato/a, solo/a, colpevole, cinico specialmente verso chi non fa parte del tuo gruppo?

42. Hai difficoltà di memoria a breve termine?

43. Ti sembra di non avere nulla in cui credere, o da condividere, al di fuori del gruppo?

44. Avverti qualche volta del disagio ed insofferenza verso il gruppo o verso coloro che ne detengono la leadership?

45. Avverti qualche volta un senso di supina incensazione verso il gruppo o coloro che ne detengono la leadership, fino a non poter fare a meno di loro?

46. Hai qualche volta degli incubi o sogni spiacevoli?

47. Trovi difficile o impossibile smettere di compiere le pratiche mentali o rituali del gruppo?

48. Hai mai visto se nel tuo gruppo fioriscono idee o iniziative (buone naturalmente) che poi avete potuto realizzare liberamente?

49. Nel tuo gruppo vi sentite liberi di poter fare qualcosa che non era prevista nel programma abitudinale degli incontri?

50. Le vacanze o i giorni festivi come le Domeniche, sono sempre associati esclusivamente al programma e attività del gruppo? La vostra famiglia è libera di trascorrere la festività religiosamente in modo indipendente?


Nel tuo gruppo vi sentite liberi di fare qualcosa di non previsto nel programma?

giovedì 20 novembre 2014

Basta rispondere con un sì o un no

Il corredo librario
del perfetto neocatecumenale
Cari fratelli del Cammino Neocatecumenale!

Una vostra caratteristica, fino ad oggi, è stata il non voler mai rispondere ad alcunché.

Vediamo se andando per gradi se ne trova almeno uno disposto a dialogare, non si sa mai.

Semplifico, ovviamente.

Chi è un protestante? E' un cristiano che non riconosce l'autorità del Papa, il Magistero della Chiesa cattolica, e ritiene che ciascuno possa interpretare da sé le Scritture.

Il cosiddetto Cammino è stato approvato e dotato di uno Statuto.

Ha un direttorio catechetico, approvato anch'esso. Lo tengono segreto, caso unico, ma si immagina che sia conforme al Catechismo, e prescindo dai "catechisti-pappagalli" neocatecumenali che continuano a ripetere i vecchi "mamotreti".

In base a ciò, il cosiddetto Cammino Neocatecumenale deve ritenersi facente parte dei movimenti afferenti alla Chiesa cattolica.

Ci siamo, cari fratelli neocat duri e puri?

Chiesa kikocentrica a Catania
Allora, in quanto cattolico, ci aspettiamo che debba riconoscere l'autorità del Papa, della Chiesa, il Magistero, e non deve insegnare nulla che sia contrario al Catechismo.

Ci siamo anche qui, signori neocat?

Bene.

Detto questo, parto con la prima domanda. Se qualcuno è disposto a rispondere, proseguirò-

I Libri Liturgici sono prescrittivi, ovvero si può fare solo quel che dispongono, tutto quel che non consentono espressamente è vietato.

La Lettera del 1° dicembre 2005 firmata dal card. Arinze, che comunicava le «decisioni del Santo Padre» sul dovere del rispetto dei Libri Liturgici, è parte integrante dello statuto (articolo 13, nota 49; nella nota è compreso anche il discorso di Benedetto XVI del gennaio 2006 in cui lui stesso, personalmente, conferma al Cammino le proprie decisioni già messe per iscritto).

Lo stesso Papa ha richiamato pubblicamente il cammino ad obbedire nell'osservare la Liturgia e ad aprirsi alla comunità parrocchiale (ed anche Francesco ha rimproverato il Cammino).

Questi sono fatti, documentati ed indiscutibili.

Se siete cattolici, egregi neocat duri e puri, dovreste sentirvi tre volte spinti all'obbedienza: dalle parole del Papa, dai documenti Liturgici non derogabili, dal vostro stesso Statuto.

Vi chiedo quindi se nella vostra comunità:

1- usate un tavolone (invece di un vero altare consacrato almeno portatile)?
2- fate la comunione "tutti insieme contemporaneamente seduti"?
3- le cosiddette "monizioni" sono sempre presenti (o durano più della Parola di Dio)?
4- la purificazione dei vasi sacri è fatta da un vostro ostiario (o responsabile)?
5- alla Messa domenicale parrocchiale "almeno una volta al mese" ci vanno solo alcuni?
6- le vostre celebrazioni del sabato sera sono assenti dal pubblico orario parrocchiale (o hanno un qualche sbarramento d'ingresso o addirittura a porte chiuse)?

A ogni domanda basta rispondere con un o con un no.

Tuttavia, se avete risposto almeno un "sì", vi chiediamo: come potete sentirvi cattolici se disobbedite regolarmente al Papa e alla Chiesa?

Perché, se vi sentite cattolici, non protestate dai vostri cosiddetti "catechisti" e non esigete l'obbedienza al successore di Pietro, ai documenti liturgici di tutta la Chiesa, e al vostro stesso Statuto?

Vediamo se qualcuno si farà vivo, in fondo, Statuto alla mano, basta rispondere solo o no...

martedì 18 novembre 2014

Una conversione operata dal Cammino

Chiesa neocatecumenale santa Caterina Labouré (Madrid)
È stata infilata perfino in una Tesi di Laurea una toccante testimonianza di un giovane e la storia della sua conversione, avvenuta grazie al Cammino Neocatecumenale!

La citiamo qui sotto per leggerla insieme e vedere  a cosa ha portato l'incontro con il Cammino:


Nel 2000, alla vigilia di Pasqua, accadde qualcosa che mi colpì profondamente e che poi avrebbe cambiato le scelte della mia vita.

Partecipai per “caso” alla veglia pasquale in una chiesa catecumenale di Xxxxx e durate il culto furono battezzati per immersione numerosi bambini, ma mi colpì il battesimo anche per immersione di una donna di trentacinque anni.

Dopo ci fu la santa cena, servita dai diaconi con il pane spezzato e il calice di vino passato a ciascuno.

Ci furono poi testimonianze commoventi di uomini e donne. Ascoltai per la prima volta preghiere non tradizionali ma personali. Anche i canti erano molto vivi e sentiti.

Solo dal velo delle donne riconosciamo che si tratta
di un'eucaristia protestante e non neocatecumenale!
Mi ricordo che erano quasi le cinque del mattino quando ritornai a piedi a casa percorrendo alcuni chilometri mentre si andava facendo l’alba; percepivo che qualcosa dentro di me m’interpellava; non capivo ancora cosa ma quell’alba mi sembrò un’alba diversa, un’alba nuova.

Non avrei più potuto far finta che niente fosse accaduto.

Così cominciai a frequentare una sala evangelica


Avete letto? Una conversione del Cammino! Peccato però che l'esempio dato dal Cammino Neocatecumenale abbia portato il giovane direttamente al protestantesimo

D’altronde, potendo avere l’originale (il protestantesimo), perché accontentarsi di una copia (il neocatecumenalismo)?


Liturgia protestante del sabato sera: mancano solo
le icone di Kiko, i canti di Kiko, le suppellettili designed by Kiko...

domenica 16 novembre 2014

Impressionante: Kiko porta i vescovi in gita e li converte! (PUM!)

Kiko porta i vescovi a
visitare la Terra Santa... "gratis"!
Da qualche anno Kiko Argüello, iniziatore e leader del Cammino Neocatecumenale, organizza un viaggio di cinque giorni con vescovi e cardinali con incontri presso la Domus Galileae, faraonica costruzione da lui ideata e fatta erigere presso il lago di Genezaret.

I vescovi aderiscono ben volentieri (come spiega Kiko stesso): il viaggio ed il soggiorno sono pagati e viene data loro l'opportunità di fare una visita ai Luoghi Sacri in Terra Santa.
Così infatti descrive per esempio questa 'conferenza' di vescovi il Cardinale Sean di Boston nel suo blog da cui sono tratte alcune foto riportate nella nostra pagina e alcune frasi in didascalia.

I vescovi non sanno però che il loro viaggio ed il loro soggiorno vengono pagati con estenuanti collette fatte nelle comunità dei loro paesi d'origine, a volte poverissime (pensiamo a quelle dell'India).
I vescovi non sanno che vengono studiati e soppesati uno ad uno da "catechisti itineranti" del Cammino inseriti appositamente nei loro 'gruppi di studio', che riferiscono a Kiko ogni loro parola. In particolare, se si esprimono sfavorevolmente al cammino, ecco che i catechisti-'spia' corrono a riferire: 'Uuuu, Kiko, questi sono pieni di demoni!!!'
Non sanno, questi vescovi, che Kiko vuole insegnare loro cos'è la Croce, come si legge la Scrittura, come si celebra Messa 'nella maniera giusta', come ci si confessa... Pensano di partecipare ad un bel ritiro spirituale ed invece sono lì per 'essere convertiti' e indottrinati... come dei bambini (parola di Kiko).
Ascoltiamo come descrive, nel 2010 e nel 2014, queste convivenze con i vescovi ai suoi, che fedelmente riporteranno le sue parole nelle loro comunità finché anche l' ultimo neocatecumeno sappia le 'meraviglie' che Kiko... cioè, che il Signore, ha operato con i vescovi in gita...

I vescovi nella Domus di Kiko:
come rapiti in una navicella spaziale...

Kiko: in questa convivenza 700 itineranti da tutto il mondo.. in .. questa stanza rotonda, molto grande circolare come una Merkabah, come un disco... come una navicella spaziale. Abbiamo messo qui tutti i fratelli dell'Asia, da un’altra parte come in uno spicchio di arancia tutta l'Africa, poi l’America, tutta gli itineranti d’America, ed è stato meraviglioso e abbiamo visto l'enorme bene che stiamo facendo con le convivenze...

Dio ha voluto, ora che abbiamo finito di predicare il Vangelo nelle parrocchie, vuole ora che annunciamo il Vangelo ai vescovi, così l'anno scorso abbiamo fatto una riunione di vescovi provenienti dall’Asia, una convivenza di altri vescovi d'Africa, un'altra convivenza di vescovi provenienti dall’Europa, una seconda convivenza dei vescovi africani, e questi due raduni di vescovi d'Africa hanno causato un BOOM, i fratelli in Africa hanno chiesto, il cammino si è aperto in Togo come si è aperto in Ghana... i vescovi sono stati toccati profondamente.

Dopo in Asia è stato meraviglioso, ma sono venuti, abbiamo fatto un grande sforzo per venire vescovi alla Domus, i fratelli dell'India, poverini, hanno fatto collette su collette per pagare il viaggio, perché se non si paga il viaggio non vengono.

Così molti vescovi sono venuti, perché non conoscevano la Terra Santa ed era gratis, lo dico perché sappiamo che è così. Perché sono venuti dall’ India 75 vescovi e 15 arcivescovi dall’India, tra cui l'arcivescovo di Calcutta, l’Arcivescovo di Delhi, di tutte le principali città in India.

Foto di gruppo: c'è anche
mons. Apuron arcivescovo di Guam
E noi abbiamo reso grazie, perché quando si sono divisi in piccoli gruppi, Dio ha voluto che lo facessimo il giorno prima, gli itineranti erano preoccupatissimi, dicevano ‘Kiko, uuuu, ci sono dei demoni terribili, c’è quello di Calcutta che non vuol saperne in nessun modo, dice che il cammino è una setta, che ci facciamo la liturgia a nostro piacere, che non obbediamo al Papa, ecc.'

Poi quasi tutti i vescovi che sono venuti in India hanno le comunità di base, le piccola comunità cristiane, e non vogliono il cammino perché hanno già le loro comunità di base, etc.

Nella cabina di controllo
del 'disco volante': una Torah
Ci ha detto che in primo luogo non aveva alcun desiderio di venire, ma siccome gli avevano inviato molte lettere di critica sul cammino, che dicevano che doveva mandare via gli 'itineranti' perchè lì è un po' come in Giappone, ci sono i teologi che sono per l’inculturazione [N.d.T.: l'inculturazione è per la Chiesa cattolica «l'incarnazione del Vangelo nelle culture autoctone ed insieme l'introduzione di esse nella vita della Chiesa»: papa Giovanni Paolo II, enciclica Slavorum Apostoli, 1985, nº 21], stavano mettendo i vescovi contro l'evangelizzazione europea, come fosse una colonizzazione.

Questo cardinale ci ha detto: 'Io in coscienza, non conosco il cammino, nella mia diocesi non c’è, lì, nel nord dell'India, è tutto molto "Hindu". Ci sono milioni di "Hindu" che non sono mai stati evangelizzati, solo Bishna e tutto quel casino. Ho detto al mio vescovo ausiliario di venire, lui ha detto che non poteva quindi non avevo scelta, sono venuto a malincuore in questa convivenza.'

Dio ci ha mandato questo toro difficile, indiano, al buio, ed è stato terribile è stato molto difficile, ogni convivenza dei vescovi è un parto che non ci fa nemmeno dormire, da tremare, perchè sono dei vescovi, e inoltre provengono da molte altre nazioni asiatiche come il Vietnam, la Thailandia, ma Dio provvidenzialmente ci ha mandato un cardinale indiano che è presidente della conferenza episcopale, che proviene da una famiglia povera, si chiama cardinale Toppo.

Kiko: non avevano mai sentito
predicare un laico
La convivenza dei vescovi comincia con l'annuncio del kerygma, prima d’allora nessuno dei vescovi in vita sua ha mai sentito predicare un laico, perché sono entrati in seminario in India, hanno studiato teologia, hanno lasciato il seminario, sono diventati preti e li hanno inviati in una parrocchia. Così hanno visto predicare un laico, che nella chiesa sono i sacerdoti che predicano, non i laici.

[...] La prima convivenza di vescovi che abbiamo fatto, il Cardinale Primate delle Americhe, Nicolas de Jesus ha detto: ‘Ho fatto un incontro dei vescovi dell'America centrale, non potete immaginare la quantità di pregiudizi contro il cammino, le cose che dicono contro di voi, la doppia Pasqua, se vi va bene vi dicono eretici e tutto ciò succede perché non sanno, dobbiamo fare qualcosa in modo da far sapere, di far conoscere il cammino, cosa predica, cos’è, come si sviluppa, come si attua in parrocchia.'

Se mi date un foglio ve lo firmo, abbiamo avuto un primo incontro a Santo Domingo che era eccezionale, di vescovi, dove ci sono stati miracoli come la conversione del cardinale Hummes, che era della linea Boff, francescano nella linea della teologia della liberazione, un po’ contro Roma e con il cardinale Arns, tutta la linea di San Paolo, non hanno mai permesso al cammino di entrare, perché tutta la linea di sinistra ci odia.

E tuttavia in questa convivenza, alla fine, questo vescovo, c’erano due vescovi ausiliari a San Paolo, si è alzato e ha detto che aveva visto qui, in questa atmosfera, lo spirito di san Francesco d'Assisi, e quindi io ritratto tutto e da questo momento lascerà entrare il cammino, effettivamente ha lasciato entrare il cammino, il Cardinale Arcivescovo di San Paolo, che voleva aprire un seminario, e quando stava per aprire un seminario Redemptoris Mater a San Paolo lo hanno chiamato il Vaticano a capo della Congregazione per il Clero, però aveva una vera conversione.

"Il primo giorno abbiamo partecipato
ad una celebrazione penitenziale"
Poi abbiamo iniziato prima di tutto con una penitenziale, e io ho detto: ‘Dovete sapere come noi annunciamo il Kerigma!’
Allora immaginate, tutto pieno di vescovi, 250 vescovi, siamo saliti a proclamare il kerygma, io con la croce così, a fare il pagliaccio, dicendo: ‘CONVERTITEVI!!!’
Ai vescovi.

(silenzio)

E dopo li abbiamo invitati a confessarsi. Questo vescovo a tale annuncio è stato toccato dalla grazia dello Spirito Santo che e ha riunito tutti i vescovi, dopo si va a mangiare, dopo la penitenziale, il kerygma, le confessioni.

"La sera siamo stati invitati a scrutare
le Scritture, una specie di Lectio Divina"
E dopo il pranzo gli spieghiamo come si scrutano le Scritture e siamo stati due ore in scrutatio, come i bambini, tutti i vescovi, a scrutare la Scrittura, e alcuni non l’avevano mai fatto, e stavano in soggezione... così come facciamo noi, ed erano intimoriti, e poi abbiamo celebrato la Messa, una Eucaristia come la facciamo noi, con le due specie, con i canti, con, con...

Questo è il primo giorno. Kerygma, la conversione, scrutatio, Eucaristia, tanto per cominciare, ed erano già mezzi morti, eccetera.

Messa nel Cenacolo...
non poteva mancare l'icona di Kiko
E poi quando abbiamo chiesto allo Stato israeliano di permetterci celebrare l'Eucaristia, che non è consentito, ma per una particolare attenzione verso di noi, di celebrare l'Eucaristia nel Cenacolo, e questa fu la trappola finale! Perché erano nel cenacolo, lo Spirito Santo è sceso e PUM! si sono tutti convertiti.

[...] Il Cardinale Toppo poi ha raccolto i vescovi e gli ha detto: ‘Credevate che questo convivenza, questo Kiko fosse pazzo e la Carmen anche… ma che pazzo! QUI STA GESÙ CRISTO! Questi ci portano a Gesù Cristo e dobbiamo stargli dietro tutti! A su a su a su a su sequela', ha detto il cardinale a tutti gli indiani.

[...] 'E così come voi mi avete convertito in questa convivenza, ora vado a convertire i miei parroci, poi porterò 50 pastori, e non solo me, ma tutta la mia zona, con 7 vescovi.' E così tutta la equipe indiana mi ha detto: ‘Kiko 300 parroci e 7 vescovi ci hanno preparato una convivenza.' E ora cosa faccio! Quindi lo stesso mamotretino che ho già fatto, niente al toro che è un ragazzo carino, all’attacco !! KIKO!?!? '400 sacerdoti indù', 50 parroci hanno chiesto il cammino.

Poi abbiamo fatto cinque convivenze di vescovi e ce ne hanno chieste due, a Pasqua ne faremo un'altra per i vescovi che vivono in Francia e ci sono state altre convivenze per i vescovi del Sud America [...] ora dobbiamo andare a Washington dove il vescovo ci ha detto che dobbiamo fare una convivenza che deve essere una bomba per tutti i vescovi degli Stati Uniti.

[...] Volevo dirvi che Dio sta facendo questo, che ora ci dedichiamo alla predicazione del Vangelo ai vescovi, sia perchè ha fretta di aprire il cammino, a cominciare dal  vescovo, sia che voglia che il vescovo sia toccato, lui, nella sua conversione.

"Durante il ritiro, diverse conferenze sulla storia e
sulla spiritualità del Cammino Neocatecumenale,
soprattutto di sera. Di giorno, visite ai luoghi sacri"
[...] Nell’ultima convivenza americana, credo di 7 ore, non ne potevo più, e tutti i vescovi in silenzio, a spiegargli cos’è il Cammino Neocatecumenale, cos’è uno scrutinio, cos’è la Croce gloriosa... l’a,b,c, ai Vescovi! Erano sopraffatti! Non avevano mai ascoltato cose simili! Non avevano capito nulla! Non sapevano nulla di cos’è l'iniziazione cristiana, la ricchezza, la profondità, la bellezza di ciò che Dio ci ha chiamato a fare nella Chiesa.

Nel 2014, all'annuncio di Pasqua, Kiko aggiunge:

Kiko: La Domus è fondamentale, è stata davvero una provvidenza di Dio. Quando dall'India invitammo più di settanta vescovi, la prima volta che vennero, perché sono venuti? Perché pagavamo il viaggio e gli abbiamo pagato il soggiorno, cinque giorni in Terra Santa. E molti di loro, poveretti, da un luogo perduto in India, in quanto non erano mai stati in Israele. "Tappo, mi paga un viaggetto in Israele, bene! Ora così vedo Gerusalemme!"

"Di giorni, visite nei Luoghi Santi.
Abbiamo detto il rosario nel sito dell'Annunciazione"
Questo hanno pensato e sono corsi a prenotarsi. Ma non sapevano che la Domus sta in un deserto. La Domus è provvidenziale perché arrivano e sono nel deserto, non se ne possono andare,  non c'è nulla intorno alla Domus.

Pensavano: "Niente, io vado lì e poi vado a vedere la Tomba vuota, vado al Tempio ..."
Sì, paghiamo il viaggio, ma dalla Domus non ci si può muovere. E non può muoversi finchè non cominciamo con un Kerigma ...
E poi abbiamo chiesto loro, cosa gli pare di questa convivenza e tutti dicono IMPRESSIONANTE! Perché sono stati toccati, non sono venuti a vedere un metodo o qualcosa di simile, sono stati toccati nella loro persona.


Il Papa con Kiko. Sembra gli chieda:
"Vuoi pagare anche me?"
Certo, ora abbiamo tantissimi vescovi che vogliono un seminario, e... beh... ummh ih ih ih, non è possibile... che vogliono il seminario, che vogliono..., ecc... E vogliono aprire il cammino, andare piano, ma andare... il Signore sta facendo questo. Quindi è stato meraviglioso, questa convivenza che, hem abbiamo avuto ... eeehhhh, cosa succede,,, eh eh! Brrrp... coff coff... ci è costato un po' di soldi... ALLORA nooo cof cof cof ... bene bene... io chiederò a loro i soldi poi... (risate)

No ... è che ... stiamo rovinati a pagare tanti vescovi, ma no, no è il Signore, il Signore, Signore ci dà... E' stato meraviglioso quindi... ehhh ehhh ehhh ... (silenzio) ...

(Mamotreti reperiti da Cruxsanta)


Suggestivo scorcio delle Beatitudini di Kiko
sul Lago di Genezaret
"Guai a voi sacerdoti ipocriti, che non siete entrati e non lasciate entrare. Guai a voi sacerdoti e religiosi ipocriti, che mangiate e vi ingozzate comodamente mentre due terzi dell'umanità soffre la fame.

Guai a voi che avete reso il vangelo così complicato, che nessuno lo comprende.

Guai a voi, teologi e sacerdoti ipocriti, che elevate agli altari i santi che i vostri padri uccisero, così testimoniate l'opera dei vostri padri.

Guai a voi teologi e sacerdoti ipocriti, che vivete in buone case e andate in macchina mentre Il Giusto, quello che dite di imitare, si carica con le ingiustizie della società di cui voi siete i primi; in questo modo acconsentite alle sue ingiustizie essendo i primi a condannare al giusto. [...]

Guai a voi che fate voto di povertà per non mancare mai di nulla, mentre sempre più uomini sono sfruttati al vostro fianco non possedendo nemmeno l'indispensabile.

Guai a voi che avete riempito la Chiesa di riti e prescrizioni dimenticandovi della fedeltà e della giustizia.

Ipocriti! Non entrate voi e non lasciate entrare, dove sono i poveri, dove sono i miserabili, dove sono i miei fratelli più piccoli."

(Kiko Argüello, dal "Vangelo dei Miserabili")


venerdì 14 novembre 2014

Una inusuale sviolinata

Novità: ecco il primo articolo di Sandro Magister gradito ai neocatecumenali.

Il novello Profeta laico
elargisce la benedizione

ad un sacerdote inginocchiato
Lo hanno sempre furiosamente etichettato come "disinformato", "nemico del Cammino", "mentitore", "Faraone", eccetera.

E ora che Magister scrive che le "famiglie numerose" del Cammino non sono state gradite al recente Sinodo contro la famiglia e il matrimonio, i cari fratelli delle comunità del Cammino Neocatecumenale faranno un'improvvisa inversione di rotta. "Contrordine, compagni! Mano a chitarrelle, cembali e charango, cantiamo vittoria! Ha detto che siamo perfettamente ubbidienti al Magistero..."

Evidentemente non si può spiegare in poche righe che - fatta salva la bontà di cuore di certi singoli - l'atteggiamento neocatecumenale è quello della paternità irresponsabile promossa dai fondatori del Cammino contraddicendo esattamente quel Magistero di cui al «perfettamente ubbidienti».

E nemmeno basterebbero poche righe per far notare che i kikos non hanno certo l'esclusiva del "tanti figli": in altri ambienti ecclesiali esistono tante famiglie numerose fondate proprio sulla paternità responsabile e che non vanno sbandierando la loro situazione.

A ben guardare, l'unico motivo per tirare in ballo le famiglie neocatecumenali al Sinodo era il presentare alla stampa l'idea delle famiglie numerose che si vantano di esserlo, sperando così di indurre i pigri a pensare: "chi ha tanti figli è nemico di aborto e anticoncezionali".

Sebbene Magister non dimentichi di citare le liturgie "creative" del Cammino e la tipica segretezza da setta, chiama "poderosa" la sintesi di don Pezzi che presenta subito dopo e che analizziamo qui brevemente.

La cosiddetta "catechesi" di don Pezzi fa anzitutto pensare che la sua testa sia ferma al 1970: vede infatti come pericolo il marxismo. Che sia stato in letargo fino ad oggi?

Come dice il vecchio proverbio, il demonio è nei dettagli. Mentre introduce una facilmente condivisibile critica alla teoria del gender, don Pezzi comincia a seminare parole ambigue che nel Cammino assumono un significato ben preciso: per esempio, quanto ai figli, «il cristiano non pianifica». Se "pianificare" ha il significato mondano di trovar metodi per impedire le nascite, allora siamo tutti d'accordo; ma se il "non pianificare" significa procreare senza criterio (come avviene nel Cammino a causa degli insegnamenti dei due fondatori), allora si va contro l'insegnamento della Chiesa.

Un difetto fondamentale del Cammino è infatti quel vanitoso estremismo per cui Kiko, Carmen e Pezzi combattono un errore (l'evitare figli) con l'errore diametralmente opposto (lo "sfornare figli" senza criterio). Sarebbe come dire che se hai freddo ai piedi, metti la testa nel forno.

È quantomeno comico che Pezzi, complice delle pagliacciate liturgiche neocatecumenali, osi citare la Sacramentum caritatis di Benedetto XVI. Sarebbe come se un vegetariano lodasse il libro 101 ricette a base di salumi e salami.

Ma è altrettanto comico quando riferisce che Kiko consiglia ad uno che vuole lasciare la fidanzata: «dille che può suicidarsi come vuole, Dio provvederà». Il consiglio del laico Kiko non è esattamente ciò che avrebbe consigliato un padre Pio o un san Massimiliano Kolbe, vi pare? (vien da pensare che la poveretta sarebbe stata trattata meglio qualora per salvare il fidanzamento fosse entrata nel Cammino).

Naturalmente non si capisce cosa c'entri l'episodio della minaccia di suicidio messo immediatamente dopo le considerazioni sul sesso prematrimoniale. Ma Kiko e Carmen ci hanno abituati a voli pindarici anche peggiori, e il sesso e i soldi sono le loro principali fissazioni.

Chitarra propiziatoria
per iniziazioni e riscoperte
Pezzi subito dopo parla della necessità della "iniziazione cristiana". I neocatecumenali non parlano mai della necessità di conoscere le verità della fede che ci rende liberi: parlano sempre e solo del Cammino, "iniziazione" di qua, "iniziazione" di là, sempre "iniziazione". La confondono deliberatamente con la formazione cattolica, poiché per loro la formazione esiste solo nel loro cosiddetto "neocatecumenato": tutto il resto, incluso il nutrimento spirituale di venti secoli di santi, lo considerano da ignorare.

Quando un neocatecumenale parla di "iniziazione cristiana", sta parlando infatti degli orridi canti di Kiko, delle costose icone di Kiko, delle cosiddette "catechesi" del Tripode Kiko-Carmen-Pezzi, della liturgia degli strafalcioni di Carmen e Kiko, del libro di Kiko, della sinfonia di Kiko, delle Domus di Kiko, della laurea honoris causa di Kiko, dell'ennesima colletta straordinaria chiesta da Kiko, della decima per convertirsi a Kiko («devono mollare il malloppo!»)...

Ad un certo punto Pezzi dice che i media stavano creando il caso della "comunione ai divorziati risposati". Questo è solo parzialmente vero: l'altra metà della verità, quella che Pezzi tace, è che nel pasticciaccio sono invischiate alte (e altissime) personalità ecclesiastiche. Sarebbe come dire che la Costa Concordia è affondata solo a causa di un cattivissimo scoglio che ha voluto mettersi di traverso.

Puntuale come la pubblicità nei film in tv, interviene Kiko a dire «grazie a Dio avete ascoltato noi catechisti». Sarebbe come se il lupo dicesse alle pecore: "grazie a Dio avete ascoltato noi lupi". Sulle ambiguità e sulle eresie di Kiko e Carmen sono stati scritti fior di libri, dottrinalmente rigorosi e documentati, e mai minimamente smentiti.

Kiko cita una frase della Carmen, frase che da sola dovrebbe allertare le guardie dei manicomi: «Carmen disse una volta al papa, anni fa: che significa questa ossessione a favore dei metodi naturali?»

Il Tripode neocatecumenale
Rileggete un attimo, perché altrimenti non si capisce bene: «Carmen disse una volta al papa, anni fa: che significa questa ossessione a favore dei metodi naturali?»

Capite? Una laica si lamenta dal Papa che il Magistero (inclusa la Humanae vitae) sarebbe in preda ad una "ossessione". Come meravigliarsi? Kiko e Carmen sono quegli strani figuri che vanno dal Papa a fare una protesta sindacale, vanno promettendo «un futuro immenso» ad un Pontificio Consiglio in cambio dell'appoggio al Cammino, vanno dicendo che i «Dio ci parla attraverso i testimoni di geova», negano pubblicamente la necessità di confessare i peccati mortali...

Pezzi riprende quindi con l'immancabile lisciata sulla laurea honoris causa di Kiko (nota: il titolo di "dottore honoris causa" si può comprare legalmente per 49,90 euro) per poi soggiungere che la Laudatio a Kiko è da estendere a tutte le famiglie neocatecumenali, non solo quelle in missione kikiana. E qui si conclude la "sintesi" del Pezzi.


Insomma, non so spiegarmi il motivo dell'inusuale sviolinata (certamente più spassosa che allarmante, se si conosce il Cammino) da parte di un giornalista che fino ad oggi ha svelato tante magagne del Cammino.

Sono però preoccupato nel vedere da un lato uomini di Chiesa zelanti nel devastare la Chiesa, e dall'altro lato il crescere della confusione - come nel caso in esempio, invocare i cultori della prolificità scriteriata pensando in tal modo di rappresentare l'equilibrio e la responsabilità degli sposi cristiani. Come se non ci bastassero più la Tradizione, il Magistero e l'esercito di santi.

Kiko effettua il sortilegio per stabilire
quali famiglie andranno in missione per lui

mercoledì 12 novembre 2014

Insensibilità e cialtronerie dei cosiddetti "catechisti"

Celebrazione casereccia di una
"eucarestia" neocatecumenale
Ciao a tutti/e, volevo portare la mia piccola testimonianza sul neocatecumenato.
Io sono stato educato ad una fede cattolica tradizionale, fede che dopo la cresima non ho più coltivato. Quindi niente più messa, confessione e comunione.
Avevo mantenuto però una certa"nostalgia di Dio", chiamiamola così, e quindi in maniera estremamente discontinua prego, mi confesso, vado a messa etc.

Qualche anno fa, pensando che l'appartenenza ad una comunità potesse aiutarmi in fatto di continuità, sono andato a qualche catechesi del cammino.
Che orrore!!!

I cosiddetti "catechisti" del Cammino sono davvero ignoranti.
Presentano la storia della chiesa in maniera vergognosa.
Espongono le verità di fede in un modo superficiale e confuso.
Questo è grave, e io continuamente mi dicevo che magari erano persone semplici però con una fede autentica. Ma non poteva durare a lungo.

Sala "liturgica" neocatecumenale:
lo squallore kikiano-carmeniano
detta la spiritualità dei "camminanti"
Quello che mi ha portato ad andarmene è stato il fatto che durante una catechesi, in un momento di testimonianza, una donna ha detto che aveva perso un bambino ed è scoppiata a piangere.
Si vedeva benissimo che questa donna aveva i nervi a pezzi per questo fatto è che era davvero molto scossa.
Senza neanche un momento di silenzio, di raccoglimento o di riflessione il "catechista" neocat dice con indifferenza che vabbè adesso il bambino è un angelo. Tutto qui.

Io ho trovato questa cosa agghiacciante, di grande insensibilità.

In breve: li ho mollati. Sono dei gran cialtroni!
(da: Luigi)

lunedì 10 novembre 2014

Lessico familiare non neocatecumenale

Grande Missione al Popolo: e i figli?
Elena, non sei libera.
Vivi il senso di colpa del non aver pregato quel giorno o quell'altro, senza soffermarti sul fatto che magari quel giorno sei stata assorbita da problemi e impegni e non dal disprezzo verso Dio (quello si che va in esame di coscienza!).

Io ho cinque figli.
La nostra sveglia è alle 6.30 di solito, alle 7.00 se va bene, quando si alzano i piccolini, generalmente piangendo perché devono essere cambiati, o hanno fame, o la luna storta. Alzarsi per noi significa levarsi di scatto, sia chiaro, non svegliarsi con comodo. Appena finito a sistemare i piccolini e la loro colazione abbiamo appena il tempo di un caffè (sono mesi che non riesco a fare una colazione degna), che si svegliano gli altri.

E noi abbiamo il dovere di servirli come genitori, finché non saranno autonomi, per cui si parte con la giostra della colazione per altre 3 persone. E noi ancora non ci siamo lavati. Poi li dobbiamo vestire, lavare e pettinare, controllare le cartelle, e prepararci a uscire. Due minuti per noi genitori di sistemarci per non sembrare cavernicoli e siamo già fuori con tutti gli impegni che ci spettano (lavoro, spesa, ecc.) per dovere di stato.

Io lavoro tutto il giorno, nel frattempo mia moglie ha avuto giusto il tempo di respirare venti minuti che deve tornare a casa, pulire se possibile, preparare il pranzo, accudire il più piccolo, ed è già arrivata ora di riprendere i figli da scuola. E si va avanti così fino a sera.

A cena, stessa giostra, a volte io e mia moglie ci ritagliamo del tempo per stare insieme dopo che i bambini sono andati a dormire, per mangiare noi due in santa pace, parlare delle cose necessarie, vedere un film insieme, essere marito e moglie. Si è fatto tardi, andiamo a letto perché al massimo ci spettano 4-5 ore di sonno prima che uno dei figli si svegli, per il bagno, per gli incubi, per cavoli suoi o che so io.
E si ricomincia.

Kiko Arguello, dottore h.c. "per la
piena valorizzazione della famiglia"!
Ebbene, non hai idea di quante volte io sia stato ripreso perché in questo ritmo frenetico che è una vita normale di famiglia numerosa, non facevamo il nostro "dovere", non avevamo una "intimità con Cristo" e non hai idea dei sensi di colpa che ci siamo vissuti per questo.

Non mi sentivo un buon marito e padre, mi fu detto che ero "senza spina dorsale", anche per questo motivo.

Hai idea di che significa per una persona che si spezza la schiena notte e dì da dieci anni sentirsi dire "sei senza spina dorsale"?
Sinceramente, a me la morale non me la puoi fare, perché sono stufo marcio di questi pesi scandalosi.
Mi sono ripreso quando ho scoperto che essere madre per mia moglie era equivalente a onorare Cristo, ed essere padre per me era allo stesso modo rendere gloria a Lui. E ho trovato per esempio il modo di ritagliarmi il mio momento di preghiera, con la Compieta e una decina del Rosario alla sera, quando è notte e tutti dormono.

Non sai che sollievo non sentirsi più una pecora nera e soprattutto non dover più sentir dire che le Lodi la mattina per farle o ti svegli prima (e quando?? alle 5 del mattino??) o le fai pure se i bambini piangono e strillano perché non li calcoli (hai mai provato TU a "fare le Lodi" mentre dei bambini piangono urlando?

Le Tavole della Legge nella Domus Galileae
Non sai quante volte ho dovuto interrompere la preghiera per intervenire con i figli che strillavano solo perché volevano essere ascoltati mentre io li interpretavo come capricci o addirittura "attacchi del demonio" che non voleva farmi pregare. E giù di ceffoni e punizioni. Beh, ora basta.

Elena, non ne posso più di sentire queste balle (si proprio BALLE Elena!) da gente come te, farisei del 2000 che piuttosto dovrebbero imparare a guardarsi dentro! Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché pulite l'esterno del bicchiere e del piatto, mentre dentro sono pieni di rapina e d'intemperanza.

Fariseo cieco, pulisci prima l'interno del bicchiere e del piatto, affinché anche l'esterno diventi pulito.Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, perché siete simili a sepolcri imbiancati, che appaiono belli di fuori, ma dentro sono pieni d'ossa di morti e d'ogni immondizia. Così anche voi, di fuori sembrate giusti alla gente; ma dentro siete pieni d'ipocrisia e d'iniquità.

(da: Sandavi)

Crocifisso kikiano nel Centro Neocatecumenale di Porto San Giorgio