venerdì 31 ottobre 2014

Perchè il Cammino conta sui tuoi sensi di colpa?

Volantinaggio kerigmatico
Bambini che fanno volantinaggio.
Testimoni di Geova? No. Neocatecumenali.
Anche quando ero piccola io si facevano tali manifestazioni in piazza... ci mandavano a noi bimbi a consegnare volantini mentre loro cantavano per tutta la piazza... a noi sembrava un gioco divertente.

I miei (come ho scritto in un post) sono stati in comunità per tanti anni, e a 13 entrai anch'o.

All'inizio eravamo tutti ragazzi e ci si divertiva anche. Da dopo il primo passaggio le cose cambiarono. Troppo.

Ricordo che a me erano morti i miei nonni da poco e quando mi dissero «devi accettare questa croce, e vederci il bene» io desiderare solo scappare via dal Cammino!!!! Dissi «sì, l'accetto» solo per andare avanti, solo perché  spinta dai "catechisti". Ma ricordo che io e la mia migliore amica ci si chiuse in camera a piangere... non volevamo nemmeno tornare giù!

Ma andammo avanti... fino al 2° passaggio (eravamo in 30), quello della RINUNCIA AI BENI... Ad un mio amico che aveva iniziato a lavorare da poco, quando chiese quanto doveva dare per la "prova dei beni", dissero di dare via fino all'ultimo centesimo!! Rimanemmo tutti sconvolti e se non davamo tutto ci saremmo sentiti in colpa, io di certo mi sentivo in colpa...

È stato lì che sono entrata in shock!!! ...Da lì sono nati i miei sensi di colpa --- "non vivevo castamente il fidanzamento con quello che sarebbe poi divenuto il mio attuale marito" ... e non essendo sposata mi sentivo in colpa... avevo ricordi sul passato e mi sentivo in colpa...

Ma allora non me ne ero ancora accorta e andai avanti fino al "3° passaggio", quello della preghiera.
Nel frattempo sono stata in depressione ossessiva per sei anni... alla fine dopo una psicologa, uno psichiatra e uno psicoterapeuta e con farmaci... è saltato fuori che ero troppo moralista, che mi condanno per un nonnulla, anche solo per un ricordo !!!! Sono uscita dal Cammino e non ne voglio più sapere.

Sì, ho fatto anch'io la baby sitter in comunità!

Pensate che una mia amica la costringevano ad andare a badare i suoi fratelli e i figli altrui, impedendole di uscire con i suoi amici ogni volta che c'era un "passaggio" o "convivenza"!

Quando ha avuto un figlio lei... i suoi mai una volta lo han tenuto per farla uscire un po' con me o con suo marito... ma solo se andavano in comunità glielo guardavano!... e ho detto tutto !!!
(da: Elisa)

Allegria forzata: battono le mani, ma le facce? Che tristezza...

Il termine "sensi di colpa" è la banale versione psicologica del concetto di rimorso.

L'uomo è fatto per il bene, e però a causa del peccato originale è inclinato al male. Per la propria piena realizzazione, l'uomo deve dunque sforzarsi di vincere tale inclinazione: cioè deve sforzarsi di evitare il male e di perseguire il bene, fino all'ultimo respiro della sua vita. Che poi non sempre ci riesca, pazienza. Il rimorso per il male fatto è un ragionevole aiuto alla propria anima.

Nel Cammino vige il moralismo. In tutti gli ambienti dove la morale viene sostituita dal moralismo, si ottiene il triplice effetto di esagerare il male (sommergendo le povere anime di un'infinità di sensi di colpa), di promuovere l'ipocrisia (per cui il peccato "che gli altri non vedono" viene considerato meno grave: per cui l'importante è l'apparenza), e di devastare la virtù della speranza (per cui a furia di definirsi peccatori... si finisce per smettere di sforzarsi di fare il bene: "tanto siamo tutti peccatori, tanto io sono peccatrice inguaribile, tanto dopo tanti peccati già fatti uno in più non cambia niente...").

Il santo non è tanto "colui che non pecca praticamente mai" (una grazia particolarissima concessa a pochi santi), ma è colui che "quando cade, si sforza subito di rialzarsi" (chiedendo perdono con una buona confessione, vivendo gli altri sacramenti, ecc.). Perfino don Bosco, negli ultimi giorni della sua vita, domandava preghiere per la sua anima (ed era un gigante come don Bosco! non aveva l'ipocrisia di Kiko che termina le proprie omelie con lo slogan "pregate per me" che significa "tenetemi sempre al centro della vostra attenzione"). Molti sedicenti cattolici hanno dimenticato (o non hanno mai saputo) che il sacramento della confessione non solo rimette i peccati, ma dà anche la forza di resistere al male (è per questo che fino a non troppi anni fa si diceva: "per diventare santi, basta una confessione ben fatta").
(Commento di byTripudio)


Kiko insegna: domani "se vuoi" ti potrai confessare...

mercoledì 29 ottobre 2014

Kiko vieta Facebook

Fenomeno curioso: su Facebook alcuni neocatecumenali parlano del divieto di Facebook imposto da Kiko attraverso i suoi cosiddetti "catechisti".

Tutto è cominciato con la pubblicazione di una vignetta su NeoCateFails:


A questa vignetta, più che le risate, sono seguite le espressioni di sconcerto e le dolorose testimonianze di conferma.

Comincia Fabrizio, testimoniando che i cosiddetti "catechisti" del Cammino Neocatecumenale del livello più alto ("itineranti" sempre a contatto con Kiko) ripetono il divieto ad ogni incontro del CN (passaggi, convivenze e cosiddette "catechesi"). Seguono gli altri:

Debby: anche i miei catechisti dicono "toglietevi da Facebook".

Giusy e Salvo: l'ultima volta lo ha detto Morfino (responsabile NC per Sicilia e Calabria) prima di Pasqua all'incontro dei cantori neocatecumenali.

Sergio: non è tanto una leggenda.

Mafalda: a noi i "catechisti" hanno detto di eliminare Facebook per essere segno del mondo.

Annamaria:  E si! Anche i miei catechisti dicono di toglierci da facebook e sapete perchè? Perchè il demonio si può servire di internet per farci uscire dal cammino!

A Daniela, che discettava finemente sulla distinzione tra "consiglio" e "ordine" (nel senso che il "consiglio", in coscienza, si può anche non seguire), risponde Lino: l'invito di un professore a non fumare in aula io lo prenderei come un ordine.

lunedì 27 ottobre 2014

Surreale: "Non ha incontrato Cristo" chi non è kikiano

Liturgia neocatecumenale
C'è un gruppo Facebook che senz'altro conoscerete: "Contro le eresie del cammino neocatecumenale" e qualche settimana fa in una accesa discussione col solito infiltrato ne è uscito questo dialogo che ho salvato avendo cura di cancellare nomi e date (vi do i riferimenti per far verificare anche voi). Anche se non so se pubblicate questo genere inusuale di cose ve lo propongo perché
è manifesta bene la mentalità di chi sta nel Cammino.

Naturalmente l'esagitato Catecumenale non fa testo e non è rappresentativo di tutto il Cammino ma forse può aprire uno spaccato su come le menti più deboli e influenzabili possano essere ridotte.

Prima di riportarvi il seguente testo ho comunque chiesto il permesso alla moderatrice del gruppo. La quasi totalità della conversazione si svolge fra un Catecumenale e un presbitero cattolico, con interventi marginali del moderatore del gruppo e di altri.
(da: Roberto)
Il problema di fondo sono le convinzioni che sono state loro inculcate. Quando Kiko Argüello si rivolge a un "presbitero" con un simile "scrutinio", la conseguenza è inevitabile:
- Kiko: Hai perso il senso del cammino? Tu credi che qui arriverai veramente ad essere cristiano?
- P[resbitero]: Non ho perso l'idea del cammino, però ciò nonostante nella mia sensibilità non ho una esperienza forte di Gesù Cristo in modo che Gesù Cristo sia la mia sicurezza..."
(citazioni dagli Orientamenti
per il Secondo Scrutinio
, pagina 183)



Catecumenale: VOLETE O NO DIVENTARE CRISTIANI E INCONTRARE CRISTO?

Presbitero: con questa domanda cosa vorrebbe insinuare? Che per essere cristiani essere Kikiani?

sabato 25 ottobre 2014

Di punto in bianco: DEVI PAGARE LA DECIMA!

"Nueva Evangelizzazione", cioè
schitarrare le canzonette di Kiko
Vorrei commentare l'intevento di Iocero-ioso:

Tu chiedevi: tu e tuo marito siete stati fermati, perchè? La risposta è semplice: perché per problemi personali non abbiamo potuto ascoltare la "catechesi" neocatecumenale fatta per indurti a pensare che sia giusto pagare la decima...

Immagina dunque il nostro rientrare in comunità e sentirci dire: «devi pagare la decima», così di punto in bianco, che si fa? ti alzi e te ne vai... prima ti preparano per bene e poi...

Ma anche quando la mia comunità ha fatto lo "Shemà" io e mio marito siamo stati fermati, questa volta non per scelta nostra ma solo perché proprio mentre già in viaggio verso la convivenza sono stata colta dai dolori del parto e quindi abbiamo cambiato strada. Imperdonabile (dai kikos).

E comunque abbiamo raggiunto la tappa della nostra comunità facendo convivenze con altre, alla "tappa inferiore". Ad ogni passaggio il Cammino ti chiede sempre di più: ecco perchè era indispensabile la nostra presenza ai passaggi, perché prima ti plagiano e poi ti chiedono.

È vero Iocero, hai ragione, ci vuole più coraggio ad uscire dal cammino che ad entrare, perchè dopo anni di cammino senza la comunità non hai più niente! Lo stai dicendo ad una che dopo venti anni di cammino, lì ha i suoi amici, lì ha la sua musica, lì ha le sue abitudini... Ora dopo otto mesi che me ne sono uscita mi sento sola! Mi mancano i fratelli, ma nello stesso tempo mi sento delusa da loro, perché io ho continuato a cercarli come ho sempre fatto, ma loro no. Non mi chiamano più per andare a mangiare la pizza, niente più telefonate, niente di niente. Anzi dicono che ho preso la via sbagliata, che il demonio si sta servendo di me per sfasciare la comunità, che sto scandalizzando i piccoli... E allora? Che fare? Tornare in comunità con tutta la mia famiglia?

L'amicizia o la fratellanza è una cosa che va oltre la comunità, non si può fermare nella saletta, un fratello non giudica chi esce ma cerca di capire. Pazienza io sono qua, li porto tutti nel cuore, ma non posso continuare ad obbedire a chi mi vuole far fare cose sbagliate, tutte a favore del Cammino e non a favore delle singole persone. A Valentina voglio dire che ha ragione. Tutti siamo stati ingannati, plagiati. Ed è per questo che siamo arrabbiati, delusi amareggiati, qui dietro ad un pc a pensare e ripensare perchè proprio noi siamo caduti nelle grinfie di falsi profeti. Io non sono stata più forte di altri altrimenti non ci sarei stata la dentro venti anni, non voglio dare la colpa a nessuno, solamente dire che Dio che ci amava, i segni ce li dava, ma noi non li leggevamo: perché? È bene che ognuno di noi cerchi di capire perché ha dato ascolto alla voce dei cosiddetti "catechisti" neocatecumenali anzichè a quella della nostra coscienza. Forse rispondendo a questa domanda potremo riuscire a liberarci definitivamente da questo Cammino che continua ad attanagliarci. Accetto di essermi sbagliata, di esserci caduta non solo con le scarpe ma con tutti gli stivali, di aver fatto del male a me e alle persone care e a tutti i fratelli che ho portato in Cammino.

Ringrazio Dio che mi ha fatto dire NO al Cammino, quando il mio posto era al capezzale di una persona cara, altrimenti ora non me lo sarei mai perdonata!

(da: Annamaria)

giovedì 23 ottobre 2014

Ohibò: la "missione in casa"

Neocatecumenali
che passano
"dalla tristezza
all'allegria"...
Nella pagina Facebook dei Neocatecumenali di Barcellona pozzo di gotto qualche giorno fa era comparsa questa illuminante riflessione che spiega bene la brutta sorpresa della "missione in casa" (cioè quando ti bloccano per due o tre anni l'itinerario di riscoperta di Kiko per costringerti ad "evangelizzare" il tuo coniuge e obbligarlo ad entrare in Cammino):
Vorrei fare una riflessione: Per i Fratelli e Sorelle di comunità. Essere in missione in casa non significa allontanato dal cammino o buttato fuori..... quindi non mi fate sentire come se non fosse nel cammino, in questi anni di missione sono stato partecipe e non ho dimenticato il cammino anzi ho approfondito la mia fede ed essere un tassello della Chiesa mettendomi a servizio al Signore. Non voglio essere elogiato, ma amato come io amo voi che siete fratelli e sorelle di comunità. Spero che avete capito il messaggio.
Pregate per me!!!!!!!!!
Ecco la traduzione in lingua italiana:
Vorrei fare una protesta nei confronti di Fratelli e Sorelle di comunità. Essere in "missione in casa" significa essere allontanato dal cammino o buttato fuori... infatti voi mi fate sentire come se io non fossi nel Cammino. Eppure in questi anni di missione ho fatto di tutto per non essere cacciato via: sono stato partecipe e non ho dimenticato il Cammino, anzi ho addirittura cercato di farvi notare che volevo approfondire la mia fede per continuare ad essere un tassello della chiesa kikiana mettendomi a servizio del Signor Kiko. Vorrei essere elogiato ma soprattutto amato anche se io vi detesto, fratelli e sorelle di comunità che mi avete emarginato. Spero che abbiate capito il messaggio.
Ricordatevi di me!!!!!!!!!!

martedì 21 ottobre 2014

Segretezza e plagio: i kikos "non sanno" e non vogliono sapere

"Liturgia" neocatecumenale
Avevo già scritto in passato su questo blog per denunciare le difficoltà che incontravo nel condurre una sana relazione, di coppia e quindi anche e soprattutto di fede, con la mia fidanzata (ormai ex), a causa della sua appartenenza al Cammino neocatecumenale.

Premetto che ci siamo lasciati per motivazioni non necessariamente connesse con il Cammino e che molto ha forse influito il suo carattere, ma (e qui entra in gioco la mia esperienza quindi non prendetela come verità) il Cammino ne è la causa più vera e remota. Inoltre le cose che vi racconto potrebbero apparire insignificanti e l'importanza da me data ad esse esagerata, ma se ci si riflette bene sono importanti quanto testimonianze dirette.

Per spiegarvi con un esempio: alle mie domande, chiare ed inequivocabili, su cosa nel concreto lei facesse nel Cammino, non mi è mai stata data una risposta soddisfacente. Si limitava a spiegarmi vagamente che si leggeva la Bibbia, si commentava e poi c'erano le convivenze, niente più. Il mio atteggiamento vi sembrerà paranoico, ma quando chiedevo di avere un esempio non me lo dava o non me lo sapeva dare. Mi sentivo un pazzo che parlava con un macigno e in quei momenti mi sembrava che in tutto il mondo solo io comprendessi la differenza fra una spiegazione dettagliata dei fatti concreti ed una spiegazione astratta, stessa differenza che intercorre fra il dire che hai sostenuto un esame e dire che cosa ti hanno chiesto in quell'esame. Spero comprendiate.

È da qui che mi sono chiesto se lo facesse consapevolmente o meno e mi sono posto il problema, sempre più urgente, di comprendere a fondo la pastorale del Cammino. Ho letto, non integralmente, gli Orientamenti per i catechisti o, come si dovrebbe dire ora, il Direttorio. Quelli del secondo scrutinio mi hanno fatto comprendere tutto e rabbrividire. Io ho il coraggio di affermare che la maggioranza delle persone aderenti al Cammino è plagiata psicologicamente in modo tanto profondo da annullare la personalità e la forza dell'individuo. Sono ora convinto che lei ne sia vittima.

Altro aspetto inquietante: ricordo che, parlando con una sua amica appartenente al Cammino mentre ero nei paraggi, sentii che abbassarono la voce quasi istintivamente quando l'amica le disse che non voleva fare solo una cena, ma anche un'agape con i fratelli. Fu la prima volta che sentii nominare la parola agape dalla bocca di un neocatecumenale. Feci finta di niente, ma ne soffrivo, pur conoscendo già il significato della parola usata, poiché non capivo perché lei non mi avesse parlato di queste cene “speciali”. Non chiesi e non mi fu mai detto niente.

Chiassosa tristezza del Cammino
Iniziai ad essere più insistente. Affermai chiaramente il mio dissenso verso il Cammino, le chiesi di lasciarlo (mi rispose che lo avrebbe fatto ma per lei sarebbe stato doloroso, anche questo non motivato con un perché), insistevo nel proporle una visione alternativa e più ampia del Cattolicesimo ma non c'era verso di smuoverla anche soltanto ad analizzare criticamente la questione.

Vi è mai sembrato di vivere in un romanzo kafkiano o in un mondo distopico come quello de “Il nuovo mondo” dove tutto è capovolto ma solo uno se ne rende conto? Non ve lo auguro.

La cosa più sconcertante è che nonostante le parlassi delle decime che avrebbe dovuto versare, degli scrutini e di tutto ciò che non aveva ancora affrontato nel Cammino e che avrebbe in futuro, lei non si curava di ricercare la verità! Non voleva o non poteva? La sua famiglia è neocatecumenale... io credo che non potesse.

Mi sentii dire poi che i simboli ebraici farebbero anch'essi parte della ritualistica cristiana! E fui vittima di altri silenzi. Ora che ricordo bene, una delle prime volte che le chiesi qualcosa a riguardo del Cammino (dopo che lo scoprii NON DA LEI perché non me lo aveva detto) mi disse che non potevo capire.

Tutto ciò uccide lo spirito. Non può venire da Dio ma viene dal dio Kiko. Questo accade per colpa della Chiesa stessa che non dà più le risposte soddisfacenti, che ha abbandonato la tradizione su cui si fonda il suo insegnamento (“Per i cattolici e gli ortodossi Dio ha parlato prima attraverso la Tradizione e poi qualcosa della Tradizione è stato messo per scritto”). Kiko si approfitta dell'ignoranza delle persone per portarle in un oscuro tunnel settario, così ben congegnato da sfuggire ai controlli. Scusate lo sfogo.

Tornando al Cammino, qualcuno mi corregga se sbaglio visto che non sono teologo: non durava tre anni più un paio di mesi il catecumenato della Chiesa antica? Perché il Cammino dura così tanto?

Negli scrutini si obbliga a liberarsi del denaro quando l'unica e vera liberazione dall'attaccamento a mammona avviene nell'intimo del nostro cuore. Invitare a liberarsi dal denaro (“Allora devi dare un segno. Un segno che deve essere con Dio, in segreto, di denaro, che esprima realmente questo gesto” da Orientamenti alle equipes di catechisti per il secondo scrutinio battesimale), davanti a tutti e sotto pena di rimprovero, non rende forte il singolo nella propria individualità, non fa sì che la persona si stacchi veramente dal denaro e guardi a Dio! La persona viene così svuotata di sé e “riempita della comunità”, se mi passate il termine. A prescindere poi dall'uso che si fa dei soldi, che Kiko dice andranno ai poveri (boh! qualcuno può tracciare dove vanno veramente?), questo metodo a mio parere è esattamente contrario ad un sano sviluppo spirituale. Questo non prevede che il singolo si “svuoti per la setta” ma che si fortifichi in Cristo, che faccia ascesi volontaria su di sé, non indotta.

In questo periodo stavo studiando la questione del sale (anche lì non si sa come entra in gioco il denaro: "questo lo direte e farete un serio segno in denaro", op. cit. pag. 85). Follia pura! Non c'è l'insegnamento della Chiesa lì! (“Che cosa significa il segno del sale? La Croce. Che cosa significa il sale? La rinuncia. Odiare.” op. cit. pag. 101). Credo che basti dire che il sale è la sapienza, ma chi studia più di me saprà meglio spiegare gli errori di questa interpretazione.

Inutile dilungarsi ulteriormente in considerazioni dottrinali poiché si potrebbero scrivere libri sull'argomento.

L'amara constatazione che l'uomo di oggi cade in queste trappole spirituali mi fa concludere con la speranza che rinasca un vero spirito di critica, un vero spirito di carità tra i fedeli a Cristo che li spinga ad essere per davvero il sale della Terra e non fanatici pseudo-eletti, bombe a orologeria per l'edificio della Chiesa.
(da: Luigi)

lunedì 20 ottobre 2014

Un blog "contro il Cammino"? No: contro le eresie!

Su una pagina Facebook ci qualificano come «un blog contro il Cammino».

Cogliamo l'occasione per ricordare ancora una volta che questo blog non è contro il Cammino, ma contro le eresie, gli strafalcioni, l'oppressione dei fratelli... Esempio: se io dico di non bere da quella bottiglia di vino in cui sono state iniettate delle gocce di veleno, sto criticando forse il vino? sto criticando forse la bottiglia? o piuttosto sto mettendo in guardia dalla pericolosità del veleno?

Non puoi chiamare "buon vino" quello che contiene anche del veleno.
Non puoi dire di guardare al novantanove per cento di buon vino e poi fingere di non vedere quell'un per cento di veleno mischiato al vino.

Vi prego però di notare la sottile furbata neocatecumenale: nel qualificarci «contro il Cammino» sta insinuando che il Cammino sarebbe un assoluto immodificabile dogma. Sta insinuando che è vietato criticare ciò che nel Cammino non va bene: il dogma-Cammino, secondo loro, o si ama o si odia: o si è "a favore" o si è «contro».

Da qual pulpito vien la predica! Proprio da una pagina Facebook che fa una (molto blanda) ironia sul Cammino! E come mai se la prendono con noialtri, anziché prendersela -per esempio- contro i papi che rimproverano il Cammino? (Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco).

Il maestro Ciruela: non sapeva
leggere e aprì una scuola
Un altro fratello neocatecumenale di quella stessa pagina si è poi imbufalito perché definiamo "neocatecumenali" i neocatecumenali. Vorrebbe essere chiamato "neocatecumeno". Ma questo è sbagliato.

Nella Chiesa cattolica il "catecumeno" è colui che ancora non ha ricevuto il battesimo. Un battezzato che si qualifichi come "catecumeno" è un ignorante che banalizza un sacramento.

Il termine "neocatecumeno" è anch'esso improprio. Giovanni Paolo II gradì la formula «cammino neocatecumenale» perché tale aggettivo indica una modalità ("neo-catecumenale": un tentativo "nuovo" di vivere ciò che si viveva nel catecumenato tradizionale).

Qualificarsi come "neocatecumeni" significa definirsi "nuovi catecumeni", cioè i nuovi "non battezzati", o più esattamente: i nuovi ignoranti che banalizzano il battesimo.
Oppure dobbiamo dire che i neo-catecumeni sono quelli che hanno bisogno di un neo-battesimo kikiano?

Chiamare "neocatecumenali" i neocatecumenali significa riconoscere le cose così come stanno.

Significa qualificarli come coloro che vivono il tentativo inventato da Kiko e Carmen di fare un cammino come l'antico catecumenato. L'invenzione consiste notoriamente nei canti di Kiko, negli strafalcioni liturgici di Carmen e Kiko, nelle icone di Kiko, nelle ricette dello chef Kiko, nelle loro eresie, ambiguità, insinuazioni, menzogne, nell'oppressione dei fratelli (quanti fratelli in Cammino hanno sofferto e ancora soffrono a causa dei difetti del Cammino stesso e delle bizzarrie dei cosiddetti "catechisti"!)...

E voi, cari fratelli, lo date sempre il bacetto al santino di san Kiko?

sabato 18 ottobre 2014

I cittadini si ribellano ai "cimiteri neocatecumenali"

Un altro progetto di Kiko:
parco cimiteriale neocatecumenale a Cadice
Traduzione di un articolo da El Boletin (del 20 settembre 2014) a cura di Valentina.


MADRID - LA GENTE DI QUARTIERE MANIFESTA PERCHÉ KIKO RINUNCI PER ISCRITTO AL SUO CIMITERO IN CARABANCHEL

Gli abitanti del quartiere di Opañel non si fidano né del sindaco di Madrid né dei kikos.

Perciò questa domenica ritornano a manifestare, per mostrare chiaramente ad Anna Botella che la stanno 'vigilando' e che non permetteranno che si costruisca il controverso cimitero che la parrocchia di Santa Caterina Labourè, proprietà del gruppo religioso ultraconservatore Cammino Neocatecumenale, istituzione cattolica ultraconservatrice più conosciuta come 'i kikos', aveva progettato di costruire in un terreno confinante con la parrocchia.

La particella nella quale si intendeva costruire il controverso cimitero era stata ottenuta dall'Arcivescovado con una permuta con il Comune di Madrid, perciò i collettivi di quartiere chiedono che sia restituita e ritorni ad essere cosa pubblica.

Il Comitato di quartiere di Opañel Contro il Cimitero ricorda che "in maggio la parrocchia comunicò, dopo varie manifestazioni, raccolte di firme e mobilitazioni, che il progetto della cripta cadeva e che pertanto non si sarebbero fatti loculi bensì una cappella, negozi ed un parcheggio."

Fanno notare tuttavia che, "nonostante le insistenti richieste del Comitato di quartiere di Opañel Contro il Cimitero, la Chiesa non ha reso pubblico alcun documento scritto nel quale dichiara di rinunciare alla costruzione del complesso funerario" e precisano che "di fatto, secondo i responsabili dell'area urbanistica del Comune di Madrid, la cripta continua a figurare nel progetto".

Ultimissimo e costosissimo
gadget kikiano da 39 euro:
la triste "nueva estetica" che
pretende di salvare la Chiesa.
L'acquisto è obbligatorio
per tutti i kikos!
Il Comitato, che ha depositato in Comune più di 6300 firme e numerosi allegati al progetto, esige che l'Amministrazione si riappropri del terreno ceduto e lo destini ad uso pubblico e spiegano che "i responsabili comunali devono far pervenire la petizione all'Arcivescovado, che si è impegnato a valutarla."

Nel frattempo, detto collettivo di quartiere annuncia che sta preparando opportuna documentazione perché la revisione del Piano Generale del Catasto Urbano, che a breve verrà rilasciato, qualifichi quella particella come pubbica e dedicata a pubblici servizi.

"Crediamo che la Chiesa abbia sufficiente spazio per il culto e che il distretto di Carabanchel ha necessità di servizi pubblici e non di un complesso funerario" insistono gli abitanti della zona tramite il sito web della Federazione Quartieri di Madrid.

Bisogna tenere conto del fatto che la parrocchia di Santa Caterina Labourè è la più grande di Madrid, tanto che, in ambiente ecclesiastico, la si definisce "la cattedrale di Kiko", intendendo Kiko Argüello, fondatore del cammino neocatecumenale.

giovedì 16 ottobre 2014

Cercansi nuovi adepti-zombie a Barletta

A Barletta inizia la catechesi-catecumenale, cercansi nuovi adepti–zombie!

Restando in tema di marketing religioso, l’altra sera, verso le 19 mi trovavo dalle parti della chiesa Sacra Famiglia, quartier generale neocatecumenale e di altri movimenti cattolici. Ad un tratto sento un rumore di bongos e tamburelli. Il rumoreggiare mi spinge alla fonte del “suono” e noto, vicino un sotto-passaggio pedonale, un manipolo di ragazzi neocatecumeni, un crocifisso e uno striscione con la solita frase da marketing kiko-religioso. Il complesso musical-kikiano era composto da tre ragazzi ed una ragazza, rispettivamente alla chitarra, bongos e tamburello, mancavano soltanto le nacchere, per completare il quadretto! Per farla breve, i ragazzetti intonavano canti by Kiko, suonando una pseudo melodia tribal-spagnola.

La postazione neocatecumenale era appena visibile ad occhio nudo, poiché posizionata su un marciapiede talmente poco illuminato che se avessi scattato una foto col telefono, ne sarebbe venuta fuori una macchia scura e indefinibile. Immagino che il gruppetto fosse li dal pomeriggio, ma continuavano tra l’indifferenza della gente, che tirava avanti, senza preoccuparsi tanto, sebbene quella sia una strada trafficata.

Ad un paio di metri dai suonatori, un paio di adepti distribuiva volantini che pubblicizzavano il nuovo ciclo di cosiddette "catechesi", che si terranno (scusate: si "daranno" – gergo neocat!) il 24 ottobre presso la parrocchia Sacra Famiglia, il martedì e il giovedì. Uno di questi volantini è capitato nelle mie mani, quindi, è evidente che Dio – Kiko ha scelto me per seguire le catechesi, sono un prescelto, voglio fare una risonanza apposita, a cui seguirà la mia alzata vocazionale! Evviva! Shalom! Peccato che delle catechesi conosca già il contenuto nefasto!

Rarissimo esempio di autoironia neocat:
Neocatechumenal Fails

(equivalente italiano dello spagnolo
Neocatecumeno que se respeta)
Il volantino, esempio di marketing religioso da quattro soldi, offre anche servizio di babysitter per i futuri adepti, tenuto da future cefale del cammino, che si allenano a fare le future mamme sposine catecumenali, utilizzando i figli altrui.

Strano che la polizia municipale permetta questo assembramento e questo suonare in mezzo ad un marciapiede, figuriamoci se i catecumeni hanno chiesto permessi al comune, loro possono tutto, anche fare marketing religioso abusivo.
(Carmine)

martedì 14 ottobre 2014

Ogni merito va all'idolo Kiko

Dal sito web ufficiale (qui in copia cache Google) della Nona Canadesi (*) apprendiamo della nuova mastodontica opera di Kiko Argüello e di un architetto neocatecumenale, coppia vincitrice di un concorso internazionale per la realizzazione della sede del nuovo vicariato apostolico del regno del Bahrein (arcipelago grande circa tre volte l'isola d'Elba, ad est dell'Arabia Saudita, con 1,21 milioni di abitanti di cui 235mila stranieri; solo il 10% si professa genericamente cristiano).

"Kiko"? Ma Kiko che c'entra?

Mons. Ballin precisava che il concorso internazionale «è stato vinto da un architetto italiano [Kiko non c'entrava, ma...] che ha realizzato un progetto molto semplice che rappresenta la tenda degli ebrei durante l’esodo. [...] E’ una Chiesa a forma ottagonale [...]»

Chi ha mentito? Mons. Ballin oppure la Nona Martiri Canadesi?


Testo originale della loro pagina (che hanno prontamente cancellato: chissà perché):
Il re del Bahrain, Hamad bin Issa ha portato al Papa una grande scatola rossa lunga circa un metro e mezzo e alta circa 60 centimetri, all'intero della quale c'era il modellino architettonico del futuro vicariato cattolico del Bahrein, in marmo e oro zecchino. Il progetto scelto, dopo una gara internazionale, e' quello NeoCatecumenale dello Spagnolo Kiko Arguello e dell' Architetto Romano Mattia Del Prete.

Roma, 19 Maggio - 28 Agosto 2014


(*) Nota bene: a dispetto del logo spaziale, la Nona Martiri Canadesi non è un team di Formula 1 ma semplicemente la "nona comunità neocatecumenale della parrocchia dei Martiri Canadesi a Roma", quella dove si installarono Kiko e Carmen nel novembre 1968.

domenica 12 ottobre 2014

L'inferno coi Nuovi Falsi Profeti



Esatto: questo affresco parrocchiale è ispirato proprio a Kiko Argüello e Carmen Hernàndez. Il pittore non conosceva i due fondatori del Cammino Neocatecumenale e neppure l'esistenza del Cammino. Questa parte di affresco rappresenta l'inferno e l'autore cercava due volti da mettervi per completare la sua opera, che è all'interno di una chiesa, e non era soddisfatto di nessuna immagine fino a quando "per caso" gli è capitata la foto dei due fondatori del Cammino e subito ne è stato attratto dicendo: "ecco due volti malvagi per la mia opera".

Il sacerdote non voleva - le foto erano di quest'ultimo - ma alla fine ha dovuto cedere altrimenti l'affresco non sarebbe stato terminato (si sa, con gli artisti non si scherza), e così gli ha dato le foto e quindi gli ha raccontato la storia di Kiko e Carmen, dell'eresia neocatecumenale e della loro malvagità.
(si ringrazia Vittorio per la segnalazione)


Nota: prima di morire nel 1968, san Pio da Pietrelcina aveva già definito Kiko e Carmen «i nuovi falsi profeti» (ben prima che i due spagnoli si stabilissero in Italia nel novembre 1968).

venerdì 10 ottobre 2014

La "logica" dei baccalà e le letterine degli avvocati

Patetico girotondino di vecchietti neocatecumenali
Nota esplicativa previa: "baccalà" è l'affettuoso nomignolo che certi attivisti neocatecumenali furiosi commentatori su questo blog, hanno meritato per la loro bizzarra "logica", spiegata qui sotto in un intervento a firma "L'apostata" (definito "apòstata" dai suoi ex fratelli di comunità neocatecumenale in quanto ha rinnegato la fede in Kiko Argüello per abbracciare la fede della Chiesa cattolica).

Il termine "disertori" indica alcuni "baccalà" che pur dichiarando ripetutamente di disertare questo blog e invitando a fare altrettanto, tornano poi quatti quatti a riproporre i soliti slogan neocatecumenali.

In genere il loro metodo è sempre lo stesso:
  • un primo commento apparentemente gentile, riassumibile in «non è vero, poiché da me non è mai successo» (come a dire: dato che non ho mai visto un treno, allora i treni non esistono)
  • un secondo commento in cui faticosamente trattengono l'ira e lanciano i primi sottili insulti, riassumibile in «voi spalate fango sul Cammino» (come a dire: il Cammino Neocatecumenale è perfetto come Dio, per cui nessuno è autorizzato ad testimoniare o anche solo ipotizzare che contenga errori e ingiustizie)
  • dal terzo commento in poi sono totalmente accecati dall'ira che lanciano basse accuse e insinuazioni, minacce di violenze e di querele, ecc.



Il dottor honoris causa Kiko
ama viaggiare in elicottero
come il Papa e i VIP
Logica e coerenza neocatecumenale. Teoria e pratica.

Nelle "catechesi" del Cammino e nei "passaggi" i cosiddetti "catechisti" ti rintronano che "i cristiani non fanno cause".

Ho assistito personalmente a consigli totalmente folli: un piccolo imprenditore convinto dai catechisti a non opporsi a una richiesta di risarcimento del tutto ingiusta e infondata da parte di un dipendente disonesto.
Risultato? Quando gli altri hanno visto che pagava, hanno iniziato a fare la stessa cosa.
C'è voluto un sacerdote per convincerlo a difendersi.

Nel caso in questione, ovvero la bella letterina dell'avvocato, per difendere il cammino le cause le minacciano, eccome!

Perciò o il cammino, con l'approvazione, è giunto "oltre" la lettera del Vangelo, o i camminanti non sono cristiani.

Sempre in tema di logica e coerenza, ecco un post dei "disertori":
"Bando ai cretini dell'"osservatorio vorrei sottolineare quello che oggi il Papa ha detto nella catechesi del mercoledì.Ha parlato della religiosità naturale in un modo simile a come Kiko e Carmen fanno nelle catechesi inziali".
Fantastico, si entusiasmano perché a loro dire il Papa parla "come" Kiko e Carmen! Evidentemente sta seguendo anche lui le catechesi del Cammino.

Il post poi prosegue:
"In particolare mi ha colpito il concetto del fatto che nella religiosità naturale è l'uomo che va verso Dio per chiedere delle cose.Ma nel cristianesimo è Dio a prendere l'iniziativa e andare verso l'uomo non per dare qualcosa ma per donarsi completamente".
Bocche urlanti, fate largo!
Fate largo al sommo profeta Kiko!
Ma guarda, allora tutte le chiacchiere del signor dottor (honoris causa) profeta Argüello sul "Dio che passa" solo agli scrutini e solo quando vogliono i catechisti, è una menzogna? Come la mettiamo?

Che dirà il miliardario che ha «mollato il malloppo» (Kiko dixit), si è fatto prendere a pallate di fango in faccia ed è andato allo scrutinio mentre la cognata era in ospedale?

Questo è un attacco demolitore alle fondamenta del cosiddetto cammino: i "disertori" hanno affermato che Dio non è agli ordini del signor dottor (h.c.) sciamano Arguello, né dei suoi discernenti catechisti.

Disertori, sciagura a voi! Il signor dottor (h.c.) inquisitor Arguello vi scomunicherà, condannandovi a tornare cristiani della domenica, "gente mediocre, piena di invidia per chi mediocre non è", come scrisse Baccalà.