sabato 23 maggio 2015

Chiariamo l'intervista al dottore Honoris Causa

San Kiko e la sua musa Carmen
(incredibilmente senza maglietta sgargiante)
Kiko Argüello, "iniziatore" del Cammino Neocatecumenale, lo scorso 16 maggio 2015 ha collezionato un altro dottorato honoris causa in teologia dalla CUA - Catholic University of America (chi ha detto Gennarini...?). Ne abbiamo lette tante quando si parla del Tripode Neocatecumenale (Kiko, Carmen, Pezzi), ma ancora non ne avevamo sentita una pomposa come questa: "per la loro dedizione ai poveri, che ha portato così tanti alla comunione con Cristo e la fede Cattolica"...

Leggiamo l'intervista a Kiko, preceduta dalla consueta introduzione in rigoroso stile dell'agenzia.

- Cosa significa per lei e Carmen Hernandez questo riconoscimento della Catholic University of America?
  • Dopo tante sofferenze – abbiamo incontrato infatti molto spesso delle difficoltà, specialmente qui in America, perché è difficile accettare una carisma nato da laici - è una grande consolazione che Dio ci dona. Questo dottorato è come se il Signore ci dicesse: "Coraggio, sono con voi". Ed è molto importante perché è stata la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti ad approvare che venisse conferito a me e Carmen.
I santi della Chiesa cattolica non amavano farsi belli vantando le persecuzioni ricevute. Al contrario, Kiko apre il discorso col suo solito lamentoso "ci perseguitano, non ci accettano, siamo nelle difficoltà!"

Ovviamente tutto questo è seguito da uno dei suoi cavalli di battaglia: il Signore è dalla loro parte e, essendo loro dei "prodi valorosi", altrettanto ovviamente anche tutto il potere temporale della Chiesa li sostiene (beh, proprio tutto il potere temporale no... ci sono ancora quei «preti comunisti» - giudicati tali da Kiko - che non ne vogliono sapere di convertirsi al Cammino Neocatecumenale).

Notare come un gesto della CUA venga immediatamente spacciato da Kiko per un'acclamazione universale dei vescovi americani ispirata da Dio.

- Quale contributo può offrire il Cammino Neocatecumenale alla Chiesa degli Stati Uniti?
  • La battaglia più importante nel mondo di oggi è quella della famiglia! Il Cammino, quindi, aiuta a ricostrurire le famiglie: famiglie aperte alla vita, con tanti bambini. Ieri ho incontrato circa 10mila fratelli e sorelle e quasi 200 famiglie che si sono offerte per andare ad evangelizzare in Asia, in Cina, in ogni parte del mondo, con 8, 9, 10 figli ciascuna.
Premesso che il Cammino il "contributo" lo chiede, non lo dà... Kiko sfoggia il suo repertorio più classico, come un vecchio comico navigato che sa come e quando calare l'asso che strappa la risata: le famose (o famigerate?) famiglie del Cammino che vanno in "battaglia"!

E la "battaglia" secondo Kiko in cosa consiste? Nello sfornare almeno 8-9-10 figli ciascuna, "aperte con tanti bambini". Cosicché se il Signore ti dona solo uno o due figli, per Kiko sei un peccatore che non è "aperto alla vita". Se il Signore non ti dona figli - può succedere! -, per Kiko sei uno che va contro la Chiesa. Kiko parla del numero di figli come se tutto il mondo adoperasse continuamente metodi anticoncezionali.

È evidente che ad essere sbagliato è l'insegnamento di Kiko, una paternità irresponsabile che va contro la Humanae Vitae di Paolo VI e dell'insegnamento di tutti i Pontefici fino a Francesco.

Segue poi il solito sciorinare numeri iperbolici: 10mila kikos di qua, 200 famiglie kikiane di là, 3 aerei per la baia di Ross, 3 astronavi per Venere, 4 missionari pronti a salpare per Caronte, 22 famiglie per evangelizzare tutta la Via Lattea, Vescovi e Rabbini pronti a partire insieme alla kikonquista dell'universo osservabile... oops, scusate, mi sono infervorato anch'io!

A questo punto segue il pallino di Kiko: trasformare le parrocchie cattoliche in "comunità di comunità neocatecumenali", tutte equipaggiate dei kiko-gadgets acquistabili nei kiko-shop, puntuali nel pagamento delle Decime e nella partecipazione alle iniziative volute dai due "iniziatori":
  • C'è bisogno che nelle parrocchie venga aperto un itinerario di formazione cristiana per adulti. Noi abbiamo ricevuto questa chiamata a "formare comunità cristiane che vivano come la Santa Famiglia di Nazareth". Cosa significa? Che il Battesimo che abbiamo ricevuto non può creare dei bambini piccoli! Come Gesù Cristo ha avuto bisogno di 30 anni per diventare adulto, anche tutti noi necessitiamo di un cammino di 30 anni affinché Cristo cresca dentro di noi e diventi adulto
Capite? chi entra nel Cammino Neocatecumenale deve "camminare" per trent'anni e più. Mentre la Chiesa cattolica richiede dai cinque ai nove anni di formazione per il più delicato dei compiti (la vita sacerdotale e religiosa), il Cammino richiede trent'anni per far diventare "adulto" un semplice cattolico... trent'anni necessari per diventare adulti nella fede e potersi, finalmente ed in piena consapevolezza e libertà, dichiarare «FIGLI DEL DEMONIO» con indosso una bella veste bianca! (non è uno scherzo: è effettivamente parte dei riti neocatecumenali! per decenni ti spacciano Kiko per profeta infallibile, e perciò ti tocca compiere gesti aberranti come quello).

Ah, quanta fatica fa il santone... ma quante soddisfazioni gli danno i kikos con quelle palme in mano dopo che per una vita intera sono stati abituati a disprezzare i cattolici che non fanno il Cammino. Col sottinteso "subliminale" che, LORO - i neocatecumenali - hanno ricevuto la "chiamata", sono più speciali degli altri.

Il dottore Honoris Causa impettito
e con l'auricolare (starà ascoltando
la rendicontazione dell'ultima
colletta straordinaria?)
E poi... ma certo, riecco di nuovo le famiglie kikiane, che tanta soddisfazione danno al nostro novello dottore Honoris Causa (si, vabbè, danno pure tanti soldi ma Kiko non è uno che pensa al denaro, non lo nomina praticamente mai!). Per cui è ovvio che il Cammino debba essere installato in tutte le parrocchie, giusto?
  • E, una volta cresciuto, può evangelizzare il mondo in virtù dello zelo che Dio ci dona. Questo è urgente nella Chiesa! È molto importante! Ed è il carisma che noi abbiamo ricevuto.
Altro leitmotiv del dottore Honoris Causa Kiko Argüello: il "carisma" che Dio avrebbe donato al Cammino sarebbe "urgente" (lo dice lui), "importante" (lo dice lui), e lo hanno ricevuto solo gli iniziatori del Cammino (lo dice lui), per cui deve "crescere" (lo vuole lui) in modo da "evangelizzare il mondo" (lo dice lui)...

Ora, il Cammino Neocatecumenale contiene dei madornali errori teologici (si veda ad esempio l'articolo sul Kiko che nega la necessità del sacramento della confessione, oppure sul "dio cattivo", o ancora sulle pessime conseguenze delle balzane esegesi di Kiko, gli errori sul dogma della Trinità...), che si rendono manifesti nelle carnevalate liturgiche neocatecumenali (comunione seduti, girotondi liturgici, ecc.): come può essere "urgente e importante" un carisma zeppo di errori?

L'autorità della Chiesa, mentre loda il buon cuore dei singoli e concede uno Statuto che non autorizza errori, non ha mai approvato gli strafalcioni liturgici - tanto meno ha sottoscritto le ambiguità e le vere e proprie corbellerie insegnate dai due autonominati "iniziatori" del Cammino (e il Direttorio "approvato per la pubblicazione" resta tuttora segreto, indovinate perché...). Un dottorato honoris causa non si nega ormai a nessuno (chiunque può comprarsene uno a meno di cinquanta euro), tanto meno a "benefattori" dell'ateneo.

- Alcune settimane fa, si è svolta una convivenza nella Domus Galilaeae, in Israele, con rabbini, vescovi e cardinali, a 50 anni dal documento conciliare Nostra Aetate. Qual è la sua impressione su questo importante incontro tra ebrei e cattolici?
  • Hanno partecipato 120 importantissimi rabbini delle diverse confessioni ebraiche: ortodossi, riformisti ecc... E per noi è stata davvero una 'Pentecoste' perché Dio ci ha inviato il Suo Spirito e siamo stati davvero felici. I rabbini ci hanno detto che era la prima volta, nella storia del giudaismo, che tutte le confessioni si incontravano insieme in comunione e con i cattolici! Dio si è reso presente in mezzo a noi, lo dimostrava l'amore che si vedeva tra tutti. Gli ebrei hanno capito che abbiamo una missione congiunta per la redenzione del mondo. Questo è quello che hanno scritto.
Gli ebrei ed i rabbini, ovvero i due grandi amori di Kiko.

Per carità, al cuor non si comanda ma una domanda sorge spontanea all'uomo della strada (o meglio, al cristiano della domenica): se vuole tanto bene agli ebrei, perchè non lascia in pace i Cattolici e cambia religione? (scusate, dalla regia mi suggeriscono che - riguardo la religione - l'ha già fatto da anni, il cambio!).

Passaggio interessante: Kiko dopo aver fatto l'autocertificazione che «Dio ci ha inviato il suo Spirito», dice che il Cammino ha una missione congiunta da fare con gli ebrei per la redenzione del mondo (quegli ebrei che ancora non hanno riconosciuto Gesù Cristo il Messia e non sembrano affatto intenzionati a farlo): ma allora che razza di missione è? che razza di redenzione è? ci sarà di che preoccuparsi?

E se mi trovassi impreparato? Poi che faccio? Prendo l'elmetto oppure è meglio un salvadanaio per mettere i risparmi dove i Kikos non li vedono? Metto i pupi al sicuro? Nascondo il poco oro di famiglia sotto il materasso? Faccio scorta di acqua e pasta? Spariranno le particole dai negozi di articoli religiosi? Si potrà andare a Messa solo dopo il tramonto? Si potrà entrare in chiesa solo con la chitarra in mano (e il libro di canti di Kiko nell'altra)?

Fate largo gente! Siamo la Missione Congiunta!
In realtà - e questo sia ben chiaro - quelli che ci preoccupano parecchio non sono i rabbini ma sono quelli con la chitarra sempre pronta, quelli che ballano in cerchio, quelli che prendono la comunione solamente seduti e sulle mani e quando scatta il segnale convenuto, quelli che non hanno sacerdoti ma presbìteri, quelli che credono che le menate kikiane (inclusi gli sgorbi della Nueva Estetica) salverebbero la Chiesa...
Inizio a sudare, sarà la tensione, bevo una camomilla... andiamo avanti.

- Nei prossimi mesi, lei visiterà diverse parti del mondo...
  • Vedremo. Il prossimo incontro che si terrà qui negli Stati Uniti sarà a Philadelphia con molti fratelli. La prossima domenica sarò invece in Italia, a Brescia, con 27mila persone e, la domenica successiva, a Catania con altri 30mila fratelli e sorelle. In questo incontro faremo una chiamata vocazionale per giovani uomini, donne, e famiglie... un esercito di evangelizzatori. Perché il mondo ha bisogno di essere evangelizzato!
Oh mamma mia! Kiko inizia a parlare di esercito... ecco, lo sapevo che dovevo mettere l'antiproiettile al posto della canotta, stamattina! E i pupi? Sarà il caso di tenerli a scuola? Non è che mi fanno una delle cento piazzate proprio lì, davanti a loro?  Così poi mi tocca pure portarli dall'analista... non bastasse già il basket ed il corso d'inglese!

Molto interessante il fatto che per il kiko-tour a Philadelphia, Catania, Brescia, l'Himalaya, il Mozambico, il cratere Tycho, la Verona Rupes... si conoscono già i numeri esatti dei partecipanti (27mila, 30mila, ecc.): i Kikos non hanno confini. Come li sento dire spesso: "dateci un aereoporto, la decima e conquistiamo il mondo!" Il mondo deve essere evangelizzato, fortuna ci siamo noi, abbiamo il carisma, il Papa ci ama, i Vescovi ci adorano... Carmeeen, butta la pasta!, etc.

A questo punto, però, di ripetersi può anche accadere: è tardi ed il vecchio comico è stanco.
Questo non sarebbe un problema se, purtroppo per lui, non si fosse stancato - e molto - anche il suo pubblico: Kikos che iniziano ad alzarsi, cantori che lasciano sedie e chitarre, ostiari che mettono zucchero e lievito nella pagnotta, insomma tanta gente si è stufata ed abbandona lo spettacolo. Anzi, abbandona il Cammino...

giovedì 21 maggio 2015

Ma quanto sono belli i piedi dei missionari Kikiani...

Tipica carnevalata liturgica neocatecumenale
Commentiamo oggi uno stralcio di un articolo propagandistico su Facebook a proposito di una famiglia de Cammino inviata in missione neocatecumenale. Leggiamolo paragrafo per paragrafo:
FAMIGLIA IN MISSIONE - Juan e Maribel, coppia messicana che ha vissuto in California e poi insieme agli 8 figli ha dato disponibilità per una missione a Cape Town, in Sud Africa. 
Opperbacco... hanno "dato la disponibilità"!
Forse si saranno anche fatti raccomandare: infatti nel Cammino il partire come "missionari" equivale a far carriera.
È senza dubbio il ruolo più ambito, dopo quello di Responsabile-Cassiere in una comunità di figli di notai dei Parioli (quartiere tra i più "in" della capitale). Ovviamente i figli sono otto: nel Cammino, meno figli hai e più sei considerato un fallito - in tal caso potrai al più accedere al ruolo dell'Ostiario. Ma solamente dopo aver pagato per almeno 15 anni la Decima...
Tutti, grandi e piccoli, vivono il loro essere cristiani mettendo al servizio dei più poveri in una baraccopoli, in situazione anche molto pericolose.
Ecco che arriva il "rischio del mestiere": a portare il verbo di Kiko si rischia la vita... in particolare se qualcuno si accorge di che fine fanno, realmente, i soldi delle Decime pagate al Cammino.

Del resto i cosiddetti "catechisti" proibiscono gesti di carità che non siano diretti al Cammino.
Lì, celebrano ogni volta in una baracca diversa. Non hanno stipendi ma la Provvidenza è all’ordine del giorno. Arrivano quotidianamente aiuti da tutte le parti, soprattutto cibo. 
Anziché sostenere la Chiesa locale e invogliare i fratelli ad un maggior legame con la parrocchia (da notare che l'articolo originale mostrava una vignetta di una famigliola che va a Messa in parrocchia), i saltimbanchi neocatekikos vanno girovagando con le loro carnevalate liturgiche, ottenendo «quotidianamente aiuti» (sottinteso che prima non arrivavano: dunque gli "aiuti, soprattutto cibo", arrivano da personaggi danarosi molto interessati a diffondere il Cammino).

Una baracca diversa ogni giorno, pensate un po'... quasi non sembra vero che ogni baracca abbia una Sala del Regno pronta pronta da usare per celebrare Kiko. Magari non sarà vero, ma raccontata così... fa colore!

Sempre simpatico il fatto che si continui, nel Cammino, a confondere la Provvidenza coi proventi della raccolta delle Decime. Agli "inviati dal Signore per convertirvi" queste gli arrivano, in parte, anche sotto forma di spesa già fatta e pagata. Infatti:
La comunità neocatecumenale di origine (California) li aiuta con l’affitto della casa e altre spese.
Si tratta proprio della famigerata "tassa sul missionario", tipica del Cammino (da non confondersi con la posizione, l'unica ammessa dai Katechisti) oggetto di numerose collette "straordinarie" e - di fatto - causa di mutui "a vita" contratti dalla fantozziana Comunità di origine. Contenti loro...
Ma è un posto difficile, strapieno di nuove moschee e di tante religiosità diverse. 
Autoritratto di san Kiko
Come (poco) sopra detto: il pericolo è il nostro mestiere, tra Musulmani e "religiosità" diverse.

Solo che Cape Town è una metropoli di circa tre milioni di abitanti, tre quarti dei quali si dichiarano cristiani. I musulmani sono meno del dieci per cento e le moschee sono quasi tutte in un unico quartiere (Bo-Kaap). È una metropoli moderna, con le sue aree di povertà, ma a giudicare dalla diffusione di cellulari, frigoriferi, cucine elettriche, non è affatto l'immane distesa di baracche che l'articolo autoelogiativo del Cammino vorrebbe indurci a credere.
Quando i bambini invitano i compagni a casa, questi rimangono stupiti nel vedere di come si mangia a tavola. o del rapporto con i genitori. o che maschi e femminucce hanno stanze separate; in tanti infatti vivono tutti insieme, c’è tanta promisquità e violenze all’interno della famiglia...
Qui l'articolista neocatecumenale ci sta dicendo che se non sei del Cammino sei un cafone da educare... più che convertire. A tavola un vero Kikos si comporta a modo: lavandosi le mani - pardon, facendo le abluzioni - prima di sedersi, parlando a bassa voce, bevendo solo vino da Messa, etc.

Poi i figli neocatecumenali non picchiano i genitori e non bestemmiano nemmeno; altro che cristiani della Domenica.
La vera missione è semplicemente far vedere come è bella una famiglia cristiana.
Cioè la vera Missione non è convertire le anime all'unica vera fede, ma è solo un esibirsi nello spettacolino della Bella Famiglia Cristiana come negli spot del Mulino Bianco.

Anche se oramai non ci credono neanche più loro, visto il crescente popolo di ex neocatecumenali scappati dalle Comunità!

lunedì 18 maggio 2015

«Credono di potersi mascherare da giudei...»

Citiamo questo articolo di Maurizio Blondet pubblicato dieci anni fa su Effedieffe, per capire alcuni termini delle pagine precedenti di questo blog.

Premettiamo solo che certe affermazioni risulteranno incomprensibili a chi si illude che l'ebraismo sia un blocco monolitico uguale in tutti i tempi e in tutto il mondo.




Amorose relazioni tra la setta "cattolica" neocatecumenale e i giudei Lubavitcher

Gadget neocat
da un kiko-shop
La setta "cattolica" neocatecumenale ha intrecciato amorose relazioni con la setta giudaica dei Lubavitcher. Lo rivela (è un segreto di pulcinella) il vaticanista dell'Espresso Sandro Magister. Il quale sottolinea che una entusiastica presentazione della pseudo-teologia messianica dei Lubavitcher, apparsa sul Foglio il 22 gennaio 2005, era firmata da Giuseppe Gennarini. Si tratta del capo della setta neocat in Italia.

I neocat, nuovi servi-pastori dei neocon, sono tecnicamente degli anabattisti (ritengono invalido il battesimo dei cristiani qualunque, sicché ribattezzano i loro adepti); benedetti dal Papa polacco come "movimento" cattolico, sono una frazione secessionista della Chiesa, come sanno tanti bravi parroci. Quando i neocatecumenali s'impadroniscono di una chiesa parrocchiale ne espellono i fedeli normali.

Rotolo della Toràh
al centro della Domus kikiana
Quanto ai Lubavitcher (chiamati anche Habad o Chabad) sono la setta più estremista del giudaismo. Il loro guru e falso messia Schneerson (defunto nel 1994) sosteneva ad esempio che era lecito, per salvare un ebreo, trapiantargli il fegato strappato a un non-ebreo. Perché "lo scopo dell'intera creazione è il bene degli ebrei", e gli altri non sono che "animali parlanti", destinati a servire i padroni giudei nel "regno a venire". Sono loro, i Lubavitcher, a governare gli insediamenti più fanatici in Palestina: Baruch Goldstein, lo zelota pazzo che nel 1994 massacrò 39 palestinesi in preghiera nelle tombe dei patriarchi, era un Lubavitcher e viene considerato da loro un "eroe sacro" come Sansone (¹).

Cena ebraica neocatecumenale
usando veri calici da Messa
L'amicizia dei neocat con i Lubavitcher nasce, dice Magister, dal comune messianismo stravolto. Gennarini, ignorante o ingenuo, si estasia sul Foglio del fatto che "gli ebrei cabalisti Isaak Luria e Safed nel 1500, e ancora oggi gli ebrei osservanti [per lui sono tali i Lubavitcher, ndr.] seguendo le profezie commentate nel Talmud e nello Zohar, aspettano la manifestazione del Messia nella 'Galilea dei pagani'. Una speranza quando l'uomo è arrivato al colmo della tristezza, dell'umiliazione e della disperazione". Forse a Gennarini non interessa sapere che Isaak Luria, il celebre kabbalista, riteneva i Gennarini ed ogni altro non-giudeo come nato "dalla parte femminile della sfera satanica. Per questo le anime dei non giudei sono dette a nulla buone e senza conoscenza". Quanto al "messia" della setta che lui adora, Schneerson, decretò per i gentili "la condanna capitale, se hanno inventato una religione per sé. Non gli consentiamo di celebrare nuovi rituali religiosi". Nel "regno a venire" giudaico, questa è la condanna che attende i cristiani (minìm), che "hanno inventato nuovi rituali". Ancor più la meriteranno i neocatecumenali, che i riti cattolici li hanno abbandonati da tempo, ma sono inventori insaziabili di rituali fai-da-te.

Mezuzà neocatecumenale
Gli ingenui neocat credono di potersi mascherare da giudei e così sfuggire alla pena rabbinica. In un loro tempio neocat sul monte Korazim in Israele, ci informa Magister, hanno posto all'entrata "una bimah, un pulpito, come nelle sinagoghe; a lato del chiostro il decalogo scolpito in ebraico; al centro una Torah", e alla fine del rito post-cattolico elevano il canto "Shemàh Israel". Insomma, la forma estrema della mascherata giudaica promossa dal Concilio, di cui abbiamo visto una prova generale nel Giubileo, quando il Papa è stato annunciato da suonatori in costumi da Ben Hur soffianti in copie hollywoodiane dello "shofar", il corno del tempio ebraico. È una moda clericale tragicomica (abbandonato il latino nella liturgia, bisognava cercare qualche "tradizione" arcaico-cinematografica da ricopiare) che i neocat spingono fino alla parodia.

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Fascetta reggichitarra neocat
¹) Cfr. Israel Shahak, Jewish fundamentalism in Israel, Londra 1999, p. 62. Per un'approfondita illustrazione del messianismo Lubavitcher e della loro influenza sulla politica Usa, si veda il mio Chi comanda in America, Effedieffe edizioni, seconda edizione, 2004.

sabato 16 maggio 2015

«L'enorme ego di Kiko» e la vanitosa esibizione dei "trofei"

«Kiko non aveva solo una grande personalità: aveva anche un enorme ego. Al pubblico catturato, ha parlato parecchio a lungo di sé stesso. La mia prima impressione – che non si è mai ridotta – è stata che di tutti i rabbini lì presenti, almeno una gran parte erano trofei di Kiko da esibire alla gerarchia vaticana lì presente, come se volesse mostrare quanto fosse diventato importante il Cammino Neocatecumenale».
(rabbino Jonathan Kligler, articolo dell'8 maggio 2015 pubblicato sul sito web del Lev Shalem Institute).

giovedì 14 maggio 2015

Ti chiedono soldi ma non ti dicono chi sono...

Lo scorso sabato ero in parrocchia e, sul tavolino all'ingresso della chiesa (vicino ai fogli de La domenica), mi cascano gli occhi su questo ciclostile.

Credo che non ci sia molto da commentare... Io ho solo una domanda: PERCHÉ non dicono chiaro e tondo che il seminario è NEOCATECUMENALE?

Seminario Neocatecumenale Redemptoris Mater di Fuscaldo

lunedì 11 maggio 2015

Vescovo neocatecumenale chiede al benefattore di mentire sul seminario Redemptoris Mater

Grinfie neocat sulla Yona Property
Riassumiamo l'articolo The Ultimate Treachery pubblicato su Jungle Watch.

L'arcidiocesi di Agaña coincide con l'isola di Guam, nell'oceano Pacifico, territorio "incorporato" degli USA. Conta circa 157.000 cattolici e circa 500 neocatecumenali (inclusi bambini e neonati). Dista 12-13 ore di volo dall'Italia.

Fra i 500 neocatecumenali purtroppo c'è anche l'arcivescovo, il cappuccino Antony Sablan Apuron. Il suo cosiddetto "catechista" neocatecumenale è tale Pius Sammut, carmelitano originario di Malta, alle dirette dipendenze dell'ineffabile Gennarini, braccio destro di Kiko Argüello.

Si dà il caso che un anonimo benefattore (forse un gruppo di benefattori) abbia fatto nel 2003 una cospicua donazione alla diocesi (dell'ordine di due milioni di dollari) per permettere di acquisire la Yona property di Guam (un terreno con edifici, precedentemente sede di un hotel Accion) all'esplicito scopo di realizzare un seminario per le vocazioni al sacerdozio di Guam. Date le cifre in gioco - e dato che il valore attuale della Yona property è dell'ordine di parecchie decine di milioni di dollari -, è perfettamente ragionevole che i benefattori (e l'intermediario che ha portato a termine la donazione) desiderino rimanere anonimi.

Subito dopo la property (nella foto in alto in questa pagina) è stata interamente utilizzata come sede del seminario neocatecumenale "Redemptoris Mater" di Guam. Nel corso degli anni sono arrivati alla diocesi altri milioni di dollari in donazioni dai fedeli cattolici, in virtù del fatto che la struttura veniva sempre presentata come un "seminario diocesano internazionale", senza precisare che i seminari "Redemptoris Mater" in realtà formano preti al servizio del Cammino Neocatecumenale ed esclusivamente secondo la spiritualità inventata dai due fondatori Kiko Argüello e Carmen Hernàndez.

Il 22 novembre 2011 il vescovo Apuron ha firmato davanti al notaio un Deed of Restriction "in perpetuo" su tale property, un atto che nel diritto americano consiste nella ridefinizione della proprietà (è sostanzialmente una diversa forma di donazione), avendo come destinatario il seminario neocatecumenale R.M. di Guam e l'annessa facoltà teologica Blessed Diego Institute.

Il seminario neocatecumenale R.M. di Guam è in mano ad un "collegio di garanti" composto dal vescovo stesso, dai coniugi Gennarini, e da un presbitero neocatecumenale italiano (da notare che questi ultimi tre risiedono nel New Jersey, a quattordici ore di volo da Guam).

Questo significa non solo che il vescovo è in minoranza rispetto agli altri tre membri, ma anche che il Deed ha sostanzialmente regalato l'intera struttura diocesana al Cammino nonostante la donazione sopra citata avesse come condizione fondamentale la realizzazione di un seminario per le vocazioni della diocesi.

Notiamo inoltre che a norma del Diritto Canonico, i beni della diocesi non sono di proprietà del vescovo, che ne è solo amministratore e rappresentante legale. I beni della diocesi, infatti, sono della diocesi (cioè dei fedeli), non sono a disposizione delle velleità di un vescovo (che è solo una figura passeggera). Perciò il Diritto Canonico prevede che vengano puniti i vescovi che impoveriscono la diocesi regalandone i beni importanti, anche se il trasferimento del bene ("alienazione") avesse effetti legali per la giustizia civile.

"No one can get me"
A gennaio 2012, visto che non era ancora riuscito ad ottenere parere favorevole al Deed da parte del consiglio diocesano per gli affari economici, il vescovo Apuron ne licenzia quattro membri, cioè tutti tranne uno - un presbitero neocatecumenale, incidentalmente domiciliato in quello stesso seminario R.M. Quando si tratta di alienazioni di beni consistenti, infatti, è richiesto il parere positivo di tale consiglio: e l'arcivescovo ha pensato bene di spazzar via i membri che non erano d'accordo. C'è di più: quando si supera una certa soglia di valore (stabilita in due milioni di dollari dalla sua conferenza episcopale di appartenenza), occorre anche avere il consenso della Santa Sede. Che ovviamente non c'è stato...

A marzo 2012, mons. Charles Balvo, all'epoca delegato apostolico per l'Oceania, scrisse al vescovo Apuron che come indicato da vari paragrafi del canone 1292 del Codice di Diritto Canonico, è necessario il consenso non solo del Consiglio degli Affari Economici ma anche del Collegio dei Consultori, altrimenti il vescovo non è libero di fare come gli pare. E invece, il vescovo neocatecumenale tre mesi prima (e segretamente) aveva già fatto come gli pare...

Nel 2013 l'affare è venuto a galla sulla stampa. Gli atti come il Deed sono per loro natura pubblici, non li si può nascondere a lungo. Di fronte all'accusa di aver regalato al Cammino una property multimilionaria della diocesi (property che era stata acquisita e ristrutturata con le donazioni dei fedeli cattolici), il vescovo Apuron ha eretto in fretta e furia un nuovo Seminario Diocesano "Giovanni Paolo II" per le vocazioni diocesane che non intendono entrare nel Cammino.

Fino a quel momento, infatti, le vocazioni diocesane venivano poste di fronte a un bivio: o aderire al Cammino Neocatecumenale (per poter entrare nel seminario neocatecumenale Redemptoris Mater), oppure gettare via la vocazione. Quest'azione frettolosa del vescovo conferma che il seminario R.M. non è al servizio delle vocazioni diocesane, ma solo a quelle del Cammino.

A dicembre 2014 il vescovo neocatecumenale scrive una lettera al principale benefattore per dirgli che l'arcidiocesi di Agaña ha il totale controllo del seminario neocatecumenale Redemptoris Mater. Chi si scusa, si accusa: come mai dopo più di dieci anni c'è bisogno di rassicurare il benefattore che i soldi sono stati usati così come era stato richiesto dai benefattori?

A gennaio 2015 il testo del Deed diventa pubblico e viene consegnato nelle mani dei Visitatori Apostolici della Santa Sede, in visita a Guam. Non sappiamo se i Visitatori si siano personalmente confrontati col vescovo Apuron a proposito del Deed, ma qualcosa deve essere avvenuto, poiché Apuron ha subito commissionato un "parere legale" ad uno studio di avvocati a Denver, dall'altra parte dell'oceano, nonostante tale studio non sia abilitato a dare responsi legali validi per l'isola di Guam. Il testo di tale "parere legale" verrà citato sul giornale diocesano ad aprile 2015, ma sarà consultabile al pubblico solo per un giorno, senza poterne fare fotocopie, senza uso di attrezzature fotografiche, in piedi al bancone della curia con i curiali lì presenti e in guardia...

Ma il vero scandalo è datato 29 gennaio 2015. Il vescovo neocatecumenale scrive di nuovo all'intermediario dei benefattori, chiedendogli:
Vorrei chiederle un favore... Mi invii una lettera di supporto per la donazione, fatta dai vostri donatori e benefattori all'Arcidiocesi di Agaña nel 2003 per l'acquisizione dell'Accion Hotel per l'Arcidiocesi di Agaña allo scopo di ospitarvi il Seminario Redemptoris Mater e l'annesso Istituto Teologico per la formazione dei preti.
Appello all'arcivescovo per sanare i problemi:
uno dei grossi problemi è il Seminario kikiano R.M.
Con una gigantesca faccia di bronzo il vescovo neocatecumenale chiede ai benefattori cattolici di mentire poiché ha urgente bisogno di aggiustare le cose per sé e per il Cammino. E addirittura gli invia la lettera menzognera "pronta da firmare" e rispedire all'arcidiocesi!

Il 2 febbraio 2015 l'intermediario risponde:
In conclusione, caro arcivescovo Apuron, non posso firmare la lettera che mi aveva preparato perché non sarebbe veritiera.
Avete capito cosa succede quando i cosiddetti "catechisti" del Cammino vanno vantandosi dei "miracoli" del Signore? "Non avevamo la sede, non avevamo un soldo, abbiamo pregato e -paff!- all'improvviso ci viene regalata una bellissima sede... il Signore è grande..." Ma che Signore e Signore...!

Aggiungiamo anche che l'intermediario, nella stessa lettera del 2 febbraio, si permette umilmente di precisare che nel 2003 i benefattori multimilionari non sapevano nulla delle organizzazioni "Redemptoris Mater" e "Cammino Neocatecumenale", e in particolare:
All'epoca, nel 2003, avevamo saputo delle difficoltà che lei [arcivescovo Apuron] aveva incontrato a riguardo dell'acquisto della property per edificarvi un seminario. Era nostro desiderio alleggerirvi di tale preoccupazione e di far sì che l'arcidiocesi potesse attivare un seminario nell'ex hotel.

Questo era il nostro intento.
Non era nostra intenzione che l'arcidiocesi mettesse su quella property una Deed Restriction in perpetuo col risultato di dedicarla ad uso esclusivo del Seminario Redemptoris Mater e all'annesso Istituto Teologico.

Infatti ci siamo sentiti "particolarmente a disagio" quando abbiamo avuto notizia della Deed Restriction che dava al Seminario R.M. il controllo "in perpetuo" della property. L'espressione "in perpetuo" implica che ora il seminario appartiene ai Cristiani del Cammino Neocatecumenale, e che questo è l'unico gruppo autorizzato ad utilizzare la property ora e in futuro.
Ora, solo un brevissimo spunto di riflessione.

L'arcivescovo, che si dichiara "fratello nel Cammino", effettua la Deed Restriction in segreto, e tenta di coprirla in ogni modo, fino alla richiesta di mentire.

I caporioni del Cammino Neocatecumenale non possono essere totalmente all'oscuro di tutti i dettagli di una faccenda così grossa.

Inoltre, fino ad oggi non si sono minimamente adoperati per chiudere o trasferire in qualche altro posto il Seminario Neocatecumenale "Redemptoris Mater" dalla property acquisita in modo vergognoso a spese dei cattolici "della domenica" e occupata e sfruttata in maniera quantomeno discutibile.


Il dossier dettagliato e completo è nella pagina The Ultimate Treachery pubblicata da Tim Rohr su Junglewatch.

mercoledì 6 maggio 2015

Kiko ha qualche problema con la Trinità

Nostra traduzione di un articolo di Chuck White pubblicato su Thoughtful Catholic.




KIKO HA PROBLEMI CON LA TRINITÀ

Il 15 marzo 2014 don Angelo Veraldi, italiano e professore di seminario neocatecumenale, insegnava ai candidati al diaconato permanente a Guam che «Gesù divenne un peccatore» e che «fece esperienza del perdono del Padre». Questo singolare insegnamento mi ha lanciato nella ricerca dei fondamenti di tale parodia negli insegnamenti del fondatore del Cammino Neocatecumenale Kiko Argüello.

Ho raccolto otto "dimostrazioni", prese dagli insegnamenti di Kiko, dai suoi scritti e dalla sua arte, che mi hanno portato a concludere che Kiko ha davvero qualche problema con la Trinità.

La dimostrazione I l'ho appena menzionata: è una lezione di un professore di seminario neocatecumenale inviato qui a Guam a insegnare ai seminaristi del Seminario Redemptoris Mater e ai candidati al diaconato della nostra Arcidiocesi. Furono le sorprendenti parole di questo professore che mi portarono ad investigare il credo di Kiko (o meglio, il suo non credere) nella Santa Trinità. Le dimostrazioni da II a IV sono icone dipinte da Kiko, e le dimostrazioni da V a VIII sono riferimenti alla Divina Trinità (riferimenti presenti o mancanti) tratti da insegnamenti di Kiko rintracciabili nei primi quattro volumi del Direttorio Catechetico del Cammino Neocatecumenale, cioè i testi catechetici che stabiliscono i primi quattro o cinque anni di percorso nel Cammino Neocatecumenale.

Queste dimostrazioni mi hanno convinto che Kiko preferisce ignorare la Santissima Trinità generalmente evitando qualsiasi menzione esplicita di questo aspetto fondamentale della nostra fede, sia nella sua arte che nel suo insegnamento. Per di più, perfino quando nei suoi insegnamenti tocca argomenti relativi alla Trinità ne mostra una comprensione deformata o addirittura eretica di questo dogma. Insomma, Kiko Argüello ha davvero qualche problema con la Trinità.



Dimostrazione I

Il 15 marzo 2014 don Angelo Veraldi, un professore di seminario italiano, neocatecumenale, ha fatto una lezione ai candidati al diaconato permanente a Guam dicendo che “Gesù divenne un peccatore.” Più esattamente ha detto:
“Gesù ha fatto esperienza del segno. Ha fatto esperienza dell'amore di Dio, il Padre. Ha fatto esperienza del perdono del Padre, poiché era un peccatore. È diventato un peccatore. Volontariamente, non per imposizione, perché era un peccatore, volontariamente peccatore.
Non c'è molto spazio interpretativo in tali affermazioni, né c'è alcun modo di negare che don Veraldi abbia inteso dire ciò che ha detto. Se Gesù Cristo era un peccatore, allora certamente non era la Seconda Persona della Santissima Trinità.
(nota: l'argomento è trattato più estesamente in questo articolo, che contiene la registrazione audio della viva voce di don Veraldi; le affermazioni citate avvengono verso la fine del primo minuto).



Dimostrazione II

Si consideri l'icona di Kiko “L'Annunciazione”, riprodotta qui sotto, sulla sinistra. Si può notare che Kiko copia molte caratteristiche dalle icone delle Chiese Orientali.

Kiko (a sinistra) e icona della scuola di Novgorod (a destra, XV-XVI sec.)
Riuscite a notare le differenze? Che ne pensate del fatto che nelle antiche icone orientali cristiane, la Santissima Trinità era spesso simboleggiata da tre raggi. Ma Kiko ha deliberatamente eliminato questo potente simbolo della Trinità dalla propria "icona", rimpiazzandolo con un singolo raggio, come potete vedere dall'ingrandimento dei rispettivi dettagli qui sotto:

Dettaglio: Kiko: singolo "raggio" --- scuola di Novgorod: tre "raggi"
Rimpiazzare tre raggi con uno solo potrebbe sembrare una cosa innocua, ma Kiko ha fatto lo stesso quando ha dipinto la sua "icona" del Battesimo di Gesù (che nelle Chiese Orientali viene chiamata “Teofania”). Confrontiamo la versione di Kiko con quella di due antiche icone orientali:

Kiko Argüello: Battesimo di Gesù

E per confronto, icone russe della Teofania:


"Dio è comunità, liturgia, parola"
Chi conosce il Cammino Neocatecumenale sa che “Comunità, Liturgia e Parola” sono il “tripode” (nella terminologia di Kiko) sul quale il Cammino è fondato. Ma il "tripode" di Kiko non è la Trinità: Dio è forse “liturgia”?
La parola “Trinità” compare una sola volta nelle 427 pagine del Volume I del Direttorio Catechetico Neocatecumenale (Orientamenti per la fase di conversione). A pagina 202 del Mamotreto "Decimo giorno - celebrazione penitenziale" dice infatti:
«Tutto questo l'ha compiuto in Gesù, dato che Lui, fratelli, è entrato veramente con la natura umana nella divinità, nella Trinità. Ha raggiunto la trascendenza, è stato risuscitato da Dio ed è entrato nella Terra Promessa».
Dunque Gesù sarebbe «entrato veramente con la natura umana nella divinità» ed avrebbe «raggiunto la trascendenza»... ma Gesù non era la seconda Persona della Santissima Trinità e trascendente prima della Sua Incarnazione? Kiko non lo specifica, poiché non menzionerà più la Trinità nella sua esposizione.

Alla pagina 12 dello stesso volume Kiko dice:
«...Era un uomo come noi e Dio stava agendo in lui, facendo segni perchè fosse manifesto che egli era l'Inviato di Dio, l'Eletto di Dio. Perchè ogni profeta in Israele deve dimostrare che viene da parte di Dio; se no, è un falso profeta. E lo dimostra con fatti, facendo miracoli e proferendo parole che si compiono. Il padre doveva compiere opere in lui per confermare che era suo inviato, unto da Dio con lo Spirito Santo per realizzare la sua missione.»
Per Kiko, dunque, i miracoli di Cristo erano opera del Padre che agiva in Lui, e non venivano dalla natura divina di Cristo.
Passando ad un'altra sezione del primo volume del suo Direttorio Catechetico, vediamo Kiko spazzar via la Trinità in un modo completamente diverso. A pagina 333 dice:
«Forse che Dio ha bisogno del Sangue del Suo Figlio, del suo sacrificio per placarsi? Ma che razza di Dio abbiamo fatto? Siamo arrivati a pensare che Dio placava la sua ira nel sacrificio di Suo Figlio alla maniera degli dèi pagani. Per questo gli atei dicevano: Che tipo di Dio sarà quello che riversa la sua ira contro Suo Figlio nella croce?... E chi poteva rispondere?... Le razionalizzazioni sull'Eucarestia ci avevano condotto a queste deformazioni. Ma le cose non stanno così».
Qui Kiko tenta di negare l'elemento sacrificale della morte di Gesù, utilizzando un argomento "fantoccio", cioè un argomento che ignori la dinamica della Trinità.
(nota: nelle edizioni successive, i Mamotreti Segreti hanno aggiunto qualche sfumatura del tipo: «Certe razionalizzazioni giuridiche grossolane della teologia...» ma la Trinità è spazzata via ugualmente).
Questa presentazione ignora completamente la dinamica della Trinità escludendo la possibilità che Gesù sia contemporaneamente il sacerdote (colui che offre il sacrificio) e la vittima del sacrificio stesso, e che il Suo sacrificio sulla croce era un'offerta di sé, offerta fatta nella fornace ardente d'amore che è la Santissima Trinità. Questo punto è meglio spiegato in un altro articolo.


Dimostrazione VII

Kiko non utilizza mai la parola “Trinità” nel secondo volume di 160 pagine del Direttorio Catechetico, che è dedicato alla Convivenza per il Primo Scrutinio, "scrutinio" che marca la seconda fase del Cammino Neocatecumenale. Ed ugualmente non cita mai la Trinità nel quarto volume di 226 pagine, dedicato alla Convivenza per il Secondo Scrutinio.

Posso immaginare che qualcuno voglia rispondere: «oh, ma la parola "trinità" non è menzionata nemmeno una volta in tutta la Bibbia!» Rispondo che la Chiesa ha celebrato ventuno Concili Ecumenici dopo che è stato scritto l'ultimo libro del Nuovo Testamento, e molti di quei Concili hanno discusso e chiarito la verità rivelata sulla Santissima Trinità. Non siamo più una Chiesa bambina, una Chiesa coi pannolini. La verità sulla Trinità è effettivamente parte della Buona Novella, il Kerygma.


Dimostrazione VIII

Il termine “Trinità” è menzionato una sola volta nelle 110 pagine del terzo volume del Direttorio Catechetico di Kiko, il testo degli Orientamenti alle Equipes dei Catechisti per lo Shemà. Lo Shemà è un'altra fase del Cammino Neocatecumenale. Il termine Shemà, che in ebraico significa "ascolta", indica la preghiera che si trova nella Bibbia (Deuteronomio 6, 4-9): «Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le forze...»

Kiko menziona la Trinità soltanto quando sta introducendo una canzone. A pagina 69, "Ammonizione al Cantico delle creature" Kiko dice:
Questi tre giovani, che cantano e lodano il Signore insieme a tutta la creazione, vengono rappresentati molte volte in dipinti delle catacombe, perché nella Chiesa primitiva questi tre giovani erano un'immagine, che esprimeva quello che è la Chiesa. Il numero tre è simbolo della Trinità di Dio, è simbolo della comunità, è simbolo della Chiesa. Questi tre giovani, che lodano Dio con le mani alzate in mezzo al fuoco sono l'immagine della Chiesa in mezzo al mondo.
Tutto qui. "Il numero tre è simbolo della Trinità di Dio". Non ci sta dicendo nulla che non sappiamo già sulla Trinità. Infatti Kiko sta evidenziando in questo passaggio la comunità, non Dio.

lunedì 4 maggio 2015

Risposte sul "sacco nero" e su certi metodi neocatecumenali

Fate largo! passa il dottore Honoris Causa Kiko!
Se sei alla cosiddetta iniziazione alla preghiera vuol dire che hai terminato il 2° passaggio del Cammino, quindi i soldi raccolti con le "decime" dei fratelli della comunità restano ancora in comunità e nella parrocchia.

Non ci crederai, ma quando ero alla tappa dell'iniziazione alla preghiera avrei potuto scrivere una testimonianza come la tua.

Certo avevo visto persone sull'orlo delle lacrime al cosiddetto scrutinio e persone maltrattate dai "catechisti" neocatecumenali. Ma pensavo che in fondo se lo meritavano: qualcuno di loro aveva delle riserve nei confronti del Cammino, ed era giusto che venissero fuori tutti i problemi.

Al passaggio avevo dato degli oggetti preziosi che mi ricordavano mia madre e mia nonna. Mettendoli nel sacco nero dimostravo (secondo loro) di aver compreso il "chi non odia suo padre e sua madre non è degno di me".

E poi... poi ho aperto gli occhi. E ho visto esattamente le stesse cose, ma con occhi diversi.
Sì, è un dono anche il poter vedere come stanno le cose, vedere la violenza insita negli scrutinii neocatecumenali, la manipolazione mentale.

Non basta dire che non si è manipolati, e che vai in comunità solo perchè lo vuoi tu.

Se tu fossi nell'Azione Cattolica o in qualsiasi altro gruppo ecclesiale saresti libero di lasciare per sei mesi e poi rientrare. Nel Cammino non lo puoi fare, perché non te lo permetterebbero, perché una volta "fuori" potresti cominciare a vedere quelle cose che si vedono meglio solo stando "fuori dal Cammino".

Ma tu intanto credi di essere libero.

E questa è manipolazione! Puoi essere anche la persona più esperta in comunicazione, ma se in te, come dice Valentina, c'è una ferita narcisistica (non preoccuparti: sono parole che si imparano una volta usciti dal Cammino!), rischi di farti prendere all'amo senza accorgertene.

p.s. lo ripeterò all'infinito: in me non c'è odio né astio: c'è tenerezza perché in te rivedo me stessa di qualche anno fa, e c'è la pretesa (e questo magari sarà un mio difetto) e il desiderio di risparmiare agli altri tanti inutili sofferenze.

(da: Michela)


L'Uomo-Patata, dell'iniziatore Kiko Argüello,
opera d'arte sacra ed esempio di Nueva Estetica 
Esempio 1: i testi scritti delle "catechesi" del Cammino (mamotreti).
Nel Cammino si è sempre negata l'esistenza di un qualche libro delle "catechesi": se sei stato "catechista" sapevi che questi libri esistevano e su quei libri imparavi a pappagallo tutto quello che c'era scritto (a memoria!) per poi recitarlo nelle "catechesi" che davi a quei poveretti che avevano creduto nel tuo annuncio.

Tu mentivi a loro e a te stesso: eri complice di questo inganno - basta solo questo per dirti che sia io che tu siamo stati complici di questo disegno molto più grande della nostra piccola Fede, disegno atto a destabilizzare il metodo della Chiesa plurimillenaria, a sconvolgere e confondere i piccoli che si aggrappavano a quell'ancora di salvezza.

Esempio 2: lo slogan Vieni e vedi.
"Vieni e vedi", dicevamo quando qualcuno al di fuori ci faceva domande più grosse di noi, che ci mettevano in difficoltà e a cui non sapevamo rispondere: una telefonatina al cosiddetto "catechista", due parole preconfezionate e si era di nuovo pronti ad affrontare i "Faraoni" che ci aspettavano fuori.

Anche a me nessuno ha mai formalmente fatto obbligo di versare soldi al Cammino... ma li si versava ugualmente, perché eri parte di quel meccanismo dove nel nome di Dio venivi spremuto fino all'ultimo centesimo: non dirmi che ogni volta che sei andato in "convivenza" neocatecumenale i soldi per l'albergo sono sempre bastati al primo "giro" di raccolta!

Riguardo ai Papi e Vescovi credo che molti di loro conoscano il Cammino superficialmente: solo la diffusissima menzogna riguardo i libri segreti delle "catechesi", se venisse considerata sul serio, sarebbe sufficiente a far chiudere il Cammino.

(da: Pace)



I neocatecumenali usano metodi intimidatori: ieri mi minacciavano di andare dal mio Vescovo e dal mio Parroco semplicemente perché avevo posto delle domande sul loro movimento che a loro non piacevano: in privato mi è stato chiesto di eliminare un mio commento in cui chiedevo (è lecito chiederlo!) perché mai non si inginocchiano alla consacrazione... alla fine ho dovuto "bloccarli" sui miei social network perché non la finivano più di tormentarmi coi loro discorsi. Usano la stessa tattica dei testimoni di geova e di tutti gli aderenti alle sette, inoltre sono più protestanti dei protestanti, basta ascoltare le sciocchezze che dicono.

(da: Giuseppe)

sabato 2 maggio 2015

Un'altra lettera aperta a Kiko

LETTERA APERTA A KIKO ARGÜELLO (qualche camminante gliela giri, per favore)

Caro Kiko,

il Papa ha approvato il carisma del Cammino centrandolo sullo studio della Parola, sulla Messa del sabato e sulle lodi in famiglia la domenica. In questo e nei documenti scritti approvati, consiste il carisma riconosciuto. NON ALTRO. Su questo il Cammino ha ampi margini per fare la sua parte nella Chiesa.

Ma tu sai che alcune tue affermazioni il Papa NON LE APPROVA. Anzi, è proprio CONTRARIO ad esse. Ad esempio sul fatto che il metodo Billings non andrebbe bene per i cristiani aperti alla vita; sul fatto che riconosci ai tuoi "catechisti", pur essendo il Cammino composto da laici e non un ordine religioso, un potere che neanche gli abati hanno sui loro monaci; sul fatto che per te il Cammino è più vincolante della famiglia; ecc.

Anche se per me queste idee non sono vere, tu sei libero di crederle, purché non fai intendere che esse facciano parte del carisma approvato dal Papa.
Molti tuoi seguaci, infatti, credono che tutto quello che tu dici sia ORO COLATO, sia VANGELO, per cui sia parte del carisma approvato dal Papa e non un’aggiunta indebita ad esso. Se fosse un’aggiunta sarebbe un altro cammino e non quello autentico, che il Cielo ha ispirato e che la Chiesa ha approvato.

Ti chiedo, perciò, di chiarire questo ai tuoi seguaci e di lasciarli liberi, in certe circostanze, di agire secondo coscienza. Se farai verità, il Signore senz’altro benedirà il lavoro del Cammino.
Io non l’ho ne con te né col Cammino, pretendo però, da cattolico, che tu ammetta che le tue idee non sono infallibili e se lo hai pensato hai sbagliato e ne sei pentito. Mentre se io ho interpretato male i tuoi pensieri, visto che molti altri li hanno interpretati come me, a scanso di equivoci ti chiedo di dirlo chiaramente.
Se farai questo avrai la mia stima.
(da: Pietro)

giovedì 30 aprile 2015

È stato "strumento di salvezza"? No: semplice circostanza

In un villaggio un sacerdote sta portando l'Eucarestia ad una persona ammalata; incuranti del fango, due uomini si inginocchiano al passaggio del Re dei Re, il Figlio di Dio, nostro Salvatore e Redentore, certi che è realmente presente nel Santissimo Sacramento:

Fede cattolica
Qualsiasi esperienza ecclesiale - movimenti, associazioni, congregazioni... - o conduce alla verità proclamata da duemila anni dalla Chiesa, oppure conduce all'errore e all'inganno.

Visto che i fratelli delle comunità del Cammino che piovono su questo blog fanno sempre le stesse obiezioni senza confrontarsi con ciò che insegna e comanda la Chiesa, a costo di annoiare qualcuno (repetita juvant!) proviamo qui sotto a riepilogare due punti importanti: la trappola dello slogan "strumento di salvezza" e la trappola dello slogan "voi infangate".

Invitiamo anzitutto i lettori a far attenzione a non cadere nella trappola degli slogan altisonanti a cui i neocatecumenali fanno continuamente ricorso.
Se uno dice «il Cammino è stato per me strumento di salvezza», «il Cammino mi ha fatto incontrare Cristo», ecc., è la stessa cosa che il Buon Ladrone in croce, dopo essersi convertito, dica: "furti e omicidi sono stati per me strumento di salvezza", "grazie a furti e omicidi ho potuto incontrare Cristo"...
Il Buon Ladrone ha ragione? Furti e omicidi sarebbero strumento di salvezza? Oppure sono circostanze che normalmente impediscono la salvezza? Per capir meglio chiediamoci pure: perché il Signore raccomanda di sforzarsi di non compiere peccati? («non peccare più»: cfr. Gv 5,14 al paralitico e Gv 8,11 all'adultera).

Fede in Kiko: la prima Comunione ridotta a snack
È quindi chiaro che l'astuzia neocatecumenale consiste nel "testimoniare" che il Cammino sarebbe uno strumento necessario alla salvezza anziché una circostanza (non necessariamente positiva) durante la quale sarebbe spuntata la conversione. Solo la Chiesa è necessaria: i movimenti ecclesiali o promuovono la Chiesa, o sono dannosi.

Chi prende impegni col Cammino - dalle cosiddette "catechesi" iniziali in poi - lo fa perché pur non conoscendo il Cammino, in qualche modo desidera crescere nella fede. Questo desiderio - anche se fosse solo un minuscolo barlume - ovviamente proviene da Dio, è il buon seme.

Purtroppo il Cammino Neocatecumenale è un pessimo terreno per quel seme, perché è fondato su errori teologici e liturgici: e sappiamo tutti che Nostro Signore non ispira gli errori ma la verità.

Chi ha abbandonato il Cammino e riflette sulla propria storia personale, anche se parlasse del Cammino come "strumento di salvezza e di conversione", in realtà sta parlando di quella fiamma che il Signore gli ha acceso nel cuore e che non si è spenta, nonostante gli strafalcioni del Cammino. Il Cammino promuove infatti una parodia del cristianesimo, propone una spiritualità inquinata e velenosa, riduce la liturgia a un cerimoniale parolaio, irriverente e chiassoso... sono cose che ordinariamente inquinano la fede, di fatto fanno scivolare verso il protestantesimo. Gli strafalcioni liturgici, le ambiguità dottrinali, le vere e proprie eresie, non sono "dono dello Spirito", non sono una "grazia", non sono "ispirati da Maria".

Qualche anno fa conobbi un sacerdote che mi parlò della sua conversione alla fede e della sua vocazione, avvenute per la "spiritualità" che si respirava intorno ad una falsa apparizione (nel senso che l'autorità della Chiesa ha decretato che in quella presunta apparizione non c'era nulla di soprannaturale). È insomma il caso di un buon sacerdote in buona fede, che si è convertito e sentito chiamare nonostante le false apparizioni a cui egli stesso aveva tanto creduto. Che perciò non sono state lo "strumento", ma solo la circostanza temporanea attraverso la quale (e nonostante la quale) il Signore si è degnato di donargli la grazia della conversione e della vocazione.

A suscitare menzogne, furti, omicidi, false apparizioni, falsi itinerari di riscoperta del Battesimo è il demonio (quello vero, non il "demonio" sinonimo di "circostanza sfortunata per il Cammino Neocatecumenale").

Atteggiamento indispettito di Kiko:
braccia conserte al momento della Comunione
Nostro Signore certe volte si degna di "scrivere dritto sulle righe storte" degli uomini: essendo Onnipotente, in un attimo può riempire di valore e di significato una vita devastata (come ad esempio nel tirar fuori una conversione e una vocazione da false apparizioni). «Va', e non peccare più»: il male va sempre evitato, anche se sappiamo tutti che il Signore è capace di scriver dritto sulle righe storte degli uomini.

Il fatto che certe volte degli strumenti malvagi diventino strumento di conversione per qualche anima, riguarda solo l'infinita bontà dell'Onnipotente e i suoi imperscrutabili disegni. Non significa che un percorso sbagliato andrebbe bene ugualmente per la salvezza (altrimenti la Chiesa non avrebbe mai scomunicato i protestanti, gli eretici, i massoni, ecc.: anche se in buona fede, compiono un percorso sbagliato). Il pretendere che un percorso sbagliato sia buono per la salvezza è un tentare Dio, è un cedere alla tentazione del: «buttati giù» (Lc 4,9-12).

Chi si è convertito tende - per la stessa gioia di essersi convertito - a chiamare strumento di salvezza anche le circostanze che erano oggettivamente di ostacolo. Ma nel farlo, sta semplicemente dichiarando che Dio nel suo caso si è degnato di trarre il bene dal male: non sta dichiarando "bene" quello che resta comunque un male.

Possiamo a questo punto rispondere anche alla patetica obiezione secondo cui chi fa notare le storture del Cammino Neocatecumenale, lo starebbe "infangando".

Ora, il dire che la droga fa male non è un "infangare". È solo la pura verità.

Qualsiasi movimento ecclesiale, associazione, gruppo, ecc., deve portare alla verità proclamata dalla Chiesa, portare alla liturgia celebrata dalla Chiesa, alla partecipazione e alla promozione della vita della Chiesa: infatti Nostro Signore ha istituito la Chiesa affinché questa continuasse la Sua opera di insegnamento, di guida e di santificazione coi sacramenti. Tutto il resto - tutti coloro che pensano di avere qualcosa di "esclusivo" e "migliore" rispetto agli altri "cristiani della domenica", di avere un qualche "carisma che fa bene alla Chiesa", ecc. - è solo autoreferenzialità, è un inventare qualcosa e pretendere di etichettarlo "cattolico". Anche qualora ciò avvenisse in buona fede.

Facciamo un esempio. Nel gioco degli scacchi, la scacchiera è di 8x8 caselle. Chi pretendesse di giocare su una da 8x9, oppure da 7x8, non sta più giocando a scacchi, non può pretendere di essere riconosciuto come scacchista, anche se lo facesse in buona fede. Chi pretendesse di muovere la Torre in diagonale, o di giocare con due Re, non sta giocando a scacchi e non ha diritto di sentirsi "offeso" quando non viene riconosciuto come scacchista.

I problemi del Cammino Neocatecumenale nascono dall'assurda pretesa dei due autoinventati "iniziatori", Kiko Argüello e Carmen Hernàndez, di modificare la liturgia cattolica e di reinterpretare a modo loro la dottrina cattolica.

Lo Statuto del Cammino Neocatecumenale, all'articolo 13 (nota 49) vieta modifiche alla liturgia, tranne che per due concessioni: una è temporanea ad experimentum (anticipare il segno della pace all'offertorio), l'altra è solo la conferma di poter fare la Comunione "sotto le due specie" (possibilità già data a tutta la Chiesa) in tutte le celebrazioni eucaristiche (ferme restando tutte le precauzioni necessarie a onorare debitamente il Santissimo Sacramento e a evitare profanazioni).
Gli iniziatori del Cammino danno il pessimo esempio:
comodamente seduti con la Particola in mano
aspettando che scatti il "segnale manducatorio"
Chi ostinatamente modifica la liturgia cattolica non ha il diritto di autoetichettarsi cattolico: allo stesso modo di chi modifica la scacchiera in 7x8 caselle, non ha il diritto di qualificarsi scacchista.

Chi ostinatamente altera le norme liturgiche (come la fatidica "comunione seduti", offensiva verso Nostro Signore e teologicamente espressione del non credere nella presenza reale) non ha il diritto di autoetichettarsi cattolico: allo stesso modo di chi muove la Torre in diagonale, non può pretendere di essere riconosciuto come scacchista.

Le regole degli scacchi, così come la dottrina e le norme della Chiesa Cattolica, sono universalmente note. Chi ostinatamente le modifica a proprio piacimento, ha già commesso un arbitrio sufficientemente grave. Chi altera la liturgia, è perché ha già alterato la fede.
Cerchiamo quindi di non cadere nei tranelli neocatecumenali che - con l'inganno - vorrebbero farci credere che l'approvazione dello Statuto implicherebbe l'approvazione degli errori liturgici e delle ambiguità dottrinali del Cammino, vorrebbero farci credere che il ripetere la verità sarebbe "infangare il Cammino", vorrebbero farci credere che il Cammino degli errori sarebbe uno "strumento di salvezza".

martedì 28 aprile 2015

Arrestato per molestie sessuali un altro presbitero neocatecumenale

Riprendiamo da Jungle Watch la notizia e il commento introduttivo, aggiungendo nostre considerazioni. Come sempre, ci interessa capire non tanto la materia dello scandalo sessuale, ma l'atteggiamento neocatecumenale di fronte agli scandalosi membri del Cammino e soprattutto gli strani motivi per cui questi ultimi vengono difesi, nascosti, protetti e premiati...


La notizia: il 15 novembre 2007 il presbitero neocatecumenale Edson F. Costa (ordinato al sacerdozio appena due anni prima negli USA, di origini italo-boliviane) ha molestato sessualmente una parrocchiana di Fair Lawn, nella diocesi di Newark. All'epoca il sacerdote aveva 39 anni e la donna 72. La donna - molto attiva in parrocchia al punto da essere una volta premiata come "Parrocchiana dell'Anno" - ha citato in tribunale la diocesi e la parrocchia esigendo il pagamento dei danni poiché all'epoca dei fatti non ha ricevuto alcun tipo di sostegno dal parroco e dalle autorità diocesane che lei aveva immediatamente interpellato. Il presbitero Costa ammise la propria colpa già un mese dopo ma stranamente nessuna misura punitiva veniva presa dalla Curia contro di lui.

L'anno successivo, il 6 giugno 2008, lo stesso presbitero neocatecumenale veniva arrestato per un altro caso di molestie sessuali; tre mesi dopo chiedeva il patteggiamento della pena. Nel 2010 veniva promosso a vicario parrocchiale nella parrocchia di Nostra Signora di Lourdes a West Orange, una ventina di chilometri più a sud.

A seguito dell'azione legale avviata dalla donna molestata nel 2007, finalmente ad aprile 2015 l'arcidiocesi di Newark (New Jersey) prende la decisione di togliere ogni incarico diocesano al Costa e -forse- di sospenderlo dal ministero sacerdotale. Ma - addirittura col permesso delle autorità diocesane - quella parrocchia di West Orange ha organizzato una festa di saluto (good-bye party) per il presbitero neocatecumenale. L'associazione delle vittime di abusi sessuali Road To Recovery ha organizzato un volantinaggio davanti alla parrocchia lo scorso 11-12 aprile 2015 ed una pubblica manifestazione sabato 25, facendo notare ai fedeli che le autorità diocesane avevano spostato lì il presbitero neocatecumenale molestatore senza avvisare i fedeli degli atti di cui si era reso responsabile.

Seminario neocatecumenale R.M. di Newark:
tavolone centrale, gadget kikiani dappertutto,
seminaristi in giacca e cravatta seduti "alla massonica"
e Don Kikolone centrale che se la canta e se la suona
Il commento: il meccanismo neocatecumenale di spargere seminaristi e presbiteri in tutto il mondo permette a Kiko e ai suoi pretoriani di evitare molte delle verifiche vocazionali sui candidati "che hanno qualche problema".

Una di queste verifiche si basa sulla conoscenza che viene dall'ambiente (coloro che hanno sempre vissuto attorno a te hanno idea di che pasta sei fatto). Perciò il portare improvvisamente chierici e preti lontano dal loro ambiente (destinandoli in un seminario neocatecumenale Redemptoris Mater magari dall'altra parte del mondo), quella preziosa "conoscenza" viene persa - probabilmente di proposito.

In più ricordiamo che i seminari neocatecumenali R.M. sono ampiamente sottratti al controllo delle diocesiesattamente lo scopo per cui furono creati: formare presbiteri secondo i dettami di Kiko senza farli vagliare dalle strutture diocesane). In genere nessuno ne conosce decentemente le attività di formazione, i piani di studio, la durata... È noto che le vocazioni che vi entrano sono soggette al vaglio dei cosiddetti "catechisti" neocatecumenali, laici, a partire dallo stesso Kiko. E chi osasse porre dei dubbi viene immediatamente azzittito: "tu giudichi! siamo approvati!"
Fun facts: la parrocchia del party sopra citata è a circa trenta chilometri dalla residenza di un certo Gennarini, grossissimo super-catechista del Cammino. A metà strada si trova il seminario neocatecumenale Redemptoris Mater di Newark (il cui rettore è italiano). L'arcidiocesi di Newark conta 1,4 milioni di cattolici e oltre 700 sacerdoti incardinati.